Segreti

Tieniteli pure i tuoi segreti soprattutto quelli che non conosci, quelli che cerchi di nascondere a te stesso, tieniteli pure i tuoi segreti in questi veleni viscerali che prendono il comando e tirano gli stomaci come i fili del burattino, così è ed è sempre stato, tieniteli pure i tuoi segreti negli interstizi aperti tra la tua bocca e dio, tra la tua bocca e le mie orecchie e la strada mentre mi dici che la vita è difficile e un giorno o l’altro morirai, e poi tutto questo sarà tuo fanne ciò che vuoi, tieniteli pure i tuoi segreti nelle palpebre pesanti nelle poche parole che ascolti e che rigetti dall’apparecchio acustico, tieniteli pure i tuoi segreti ancorati a te stesso sempre  a te stesso così affezionato a te stesso faccio faccio dico dico desidero desidero, in quali folle li confonderai, quanto rimane attaccato di te allo specchio, e quanto lasci nelle ciglia degli altri, quanti sogni rimangono attaccati al cuscino e quanti si dissolveranno al primo cinico “non lo so, poi vediamo”,  tieniteli pure i tuoi segreti nei bisbigli in codice, negli spasmi e nei respiri corti, nelle mosche che trovano sempre spazio nelle mie memorie vuote, ma quando scappi dove scappi e poi quando inciampi succede per caso o lo fai apposta? O sai già dove inciampare, il punto preciso e il giorno, tieniteli pure i tuoi segreti nelle primavere a orologeria che scoccano dalle tue parole esatte, i fiori che sbocciano dalle miserie delle tue mani, le radici fracide delle tue gambe che appassiscono e che non reggono il peso dei desideri, perché così è, tieniteli pure i tuoi segreti nei tuoi latrati nei tuoi squittii nella tua voglia di liberarti, da qualsiasi da qualsiasi abbraccio, da qualsiasi carezza, tieniteli pure i tuoi segreti negli sguardi che discosti quando ti provano a guardare un poco dentro, sabota la meraviglia e lo stupore con piccole autolesioni, con piccoli graffi piccoli tagli, ed essere perfetto inquadrato e scolpito come un origami, tieniteli pure i tuoi segreti nelle puntuali evasioni dal presente, nelle disillusioni che mandano in estasi ogni articolazione che come ragnatele bloccano, dissimula l’amore e fanne umiliazione fanne pentimento tu sei caino, tu sei abele tu forse sei anche dio, sempre tu, che mentre dissimuli ogni cosa che hai dentro le crepe diventano voragini i tremori diventano tarante che più nascondi e più mostri, c’è la storia di questo paesano che era tornato dalla Germania ossessionato che certi tedeschi volevano rubargli il diamante che aveva incastrato nel cervello, ossessionato dai suoi segreti e da qualcuno che glieli potesse rubare si sparò, ma non trovarono alcun diamante, se l’era portato con sé, tieniteli pure i tuoi segreti e fa finta che siano cose che nessuno deve sapere che siano cose molto riservate e più li nascondi più sono segreti, del diamante che hai nella testa fanne polvere sgretolandolo con le mani e polvere sarà e quando il vento verrà a portarla via tu aggrappati e vola via con lei


Francesco Tardio (Italia, 2000), inedito

Dello stesso autore, oltre ad un’intervista, anche Eremita e Apocalisse.

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