Velia, Pavia

 

(La tua storia in poche righe)

Tutte le volte che racconto la mia storia… cambia! Un po’ come tutti, fin dalla nascita ho cercato di trovare l’armonia. La maggior parte dei giorni sono piuttosto soddisfatta dai risultati. Però mi chiedo ancora: perché tutto sembra più pieno di significato al mattino che non alla sera?

 

(Col tempo, come è cambiato il tuo rapporto professionale con l’arte?)

Fino a quando avevo poco più di trent’anni, l’arte era un modo per esplorare il mondo intorno a me. Ero affascinata da posti lontani e dalla varietà di forme, valori e costumi degli uomini. Le mie mani erano un’estensione di e un mezzo di comunicazione con altre persone. Poi deve essere cambiato qualcosa…e ho cominciato a trovare interessante me stessa. Ora la mia arte è un’intima avventura.

 

(Tu come antropologa) Mi guadagno da vivere facendo consulenze antropologiche individuali. I miei clienti chiamano quello che faccio ‘psicoterapia’ anche se io dico loro esplicitamente che non è così: io non faccio diagnosi o non cerco di ‘normalizzare’ nessuno.

 

(Tu come insegnante-artista in contesti socialmente problematici) I miei primi lavori retribuiti, a Londra e poi a Creta, erano con gruppi socialmente marginalizzari quali giovani delinquenti o senza tetto e i pavee (https://it.wikipedia.org/wiki/Pavee). Spesso era molto duro, rumoroso e molto colorato. Mi hanno insegnato tante cose che non possono essere misurate né quantiticate.

 

(Tu come madre) Some una madre cattiva. Niente televisione, mani sul computer solo un’ora alla settimana, ascoltare e suonare musica tutti I giorni, rispetto e benevolenza nei confronti di tutto ciò che ci circonda, sveglia e nanna presto, e mai fare qualcosa in modo svogliato o malamente.

 

(Che incontri fai nella tua routine di tutti i giorni. Raccontane uno) Il mio incontro quotidiano più prezioso è la visita mattutina al negozio di sartoria di Elda in V. dei Liguri (https://www.facebook.com/sartoriadieldapapa/?ref=ts&fref=ts). Ci aggiorniamo sui nostril sogni e ritiro gli scampoli rimasti dai suoi tagli. Questi collegamenti e dettagli sono la scintilla del mio lavoro quotidiano.

 

(Descrivi un evento particolarmente piacevole che, come persona, ti è capitato o hai organizzato di recente) L’estate scorsa sono stata invitata ad esibire i miei puma sotto gli archi del castello di Pavia. Ne ho fatto una intera serie, sono grandi sculture tessili sospese. E’ stato meraviglioso passare due giorni da sola sulla scala, sgrovigliarli e farli volare verso l’alto tutti insieme.

 

(Cosa ti offre la tua città e viceversa?) Pavia è una piccola città (un paesone!), e amo il fatto che, inverno di nebbia o estate umida, è così pallida e quieta. Io sono così piena di suono e furia, così siamo perfettamente complementari!

 

(Puoi condividere con noi la tua passione culinaria preferita?) Il più delle volte mi accontento di una scatola di ceci conditi con olio e limone. Ma il sabato pomeriggio, una volta al mese, mi piace molto fare le lasagne con mio figlio Tito. Lui insiste nel voler includere carne trita appartenente a mucche morte e io insisto nell’includere carote e cipolle affettate. Di solito io non mangio animali e lui non ama verdure cotte, ma le regole devono essere infrante di tanto in tanto.

 

(Qual è la tua bevanda preferita?)

Un bel bicchiere di acqua, temperatura ambiente.

 

(Che musica è con te in questo momento?)

Il Flauto Magico, versione del 1997 di Böhm.

 

(In che modo vivi lentamente nella tua città, se ti piace vivere così?)

Essendo una scimmia piuttosto impulsiva, periodicamente devo fermarmi, respirare e riprendermi. La mia bici aiuta. Mi piace molto andare in giro al mattino, iniziando dalla strada polverosa che si trova al di fuori del mio cancello, poi lungo il Naviglio e per le strade acciottolate di Pavia.

 

(Un talento che hai e uno che ti manca)?

Sono bravissima a combinare guai. A dispetto del mio amore per la semplicità, riesco sempre a trovarmi ingarbugliata in situazioni complicate e assurde. E sono assolutamente incapace di raccontare bugie.

 

(Cosa hai imparato dalla vita finora?)

E’ cosa buona lavarsi i denti due volte al giorno.

 

Lascia un commento