{"id":10616,"date":"2018-01-10T19:08:47","date_gmt":"2018-01-10T19:08:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/?p=10616"},"modified":"2018-01-25T16:45:56","modified_gmt":"2018-01-25T16:45:56","slug":"stefania-tarantino-napoli","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/stefania-tarantino-napoli\/","title":{"rendered":"Stefania Tarantino, Napoli"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>La tua vita in poche righe, iniziando da dove davvero comincia &#8211; la nascita<\/i><\/p>\n<p>Sono nata sotto le pendici del Vesuvio da una famiglia proveniente dal nord nonostante mio padre sia di origini pugliesi. Questa condizione di non sapere mai cosa dire circa le mie radici mi ha portata sin da piccola a riflettere sul senso dell\u2019appartenenza a un luogo preciso e al bisogno profondo di radicamento che ho poi scoperto essere una delle riflessioni pi\u00f9 belle della filosofa francese Simone Weil. Cos\u00ec ho deciso di fare del Sud, del Mediterraneo la mia terra e il mio mare d\u2019elezione. In questo ha giocato molto la consapevolezza di me e di come potevo stare nel mondo, secondo una misura mia, attraverso quella che considero la mia \u201cseconda nascita\u201d che coincide con l\u2019incontro con una donna eccezionale che \u00e8 stata per molti anni la mia maestra di pianoforte e che oggi \u00e8 una mia carissima amica. Femminista, studiosa di filosofia, \u00e8 stata per me come un faro nella notte soprattutto in quell\u2019et\u00e0 dell\u2019adolescenza in cui l\u2019inquietudine \u00e8 vissuta in maniera profonda e destabilizzante, in cui non si \u00e8 ancora adulte ma neanche pi\u00f9 bambine. Con lei ho vissuto personalmente ci\u00f2 che la filosofa Hannah Arendt intendeva con l\u2019importanza delle figure \u201cesemplari\u201d che agiscono nelle nostre vite e ci riportano a noi stessi trasformandoci. Se fino a quel momento mi ero regolata prendendo le distanze da ci\u00f2 che non volevo essere, con lei invece ho capito \u201cchi\u201d volevo essere e quale direzione dare alla mia vita. Poi ci sono stati altri incontri altrettanto significativi, ma posso dire che \u00e8 soprattutto da questa relazione che oggi sono quella che sono.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Sei l\u2019incarnazione che, tutto, in fondo \u00e8 possibile: filosofa e cantautrice, femminista, madre, studiosa, autrice e attenta osservatrice della citt\u00e0 pi\u00f9 difficile (pi\u00f9 colta e pi\u00f9 affascinante) d\u2019Italia che riconosci come tua e a cui sei tornata (Napoli).<\/i><\/p>\n<p><i>Scrivi anche ancora con carta e penna. Che posto ha la parola nella tua vita quotidiana?\u00a0<\/i><\/p>\n<p><i>La sminuisci e\/o ti sottrai ad un corpo a corpo per cercare comprensione o mantieni un registro ed un utilizzo importanti? La cosa pi\u00f9 importante che hai voluto donare alle tue figlie sul potere della parola?<\/i><\/p>\n<p>La parola \u00e8 il fondamento di tutto ci\u00f2 che costituisce la nostra umanit\u00e0. Le nostre parole sono importanti anche quando parliamo di cose che sembrano non esserlo. L\u2019espressione, il modo, i toni che scegliamo, sono essenziali per la qualit\u00e0 delle nostre relazioni e della nostra vita in generale. Le parole, quando sono basse e vili, ci mettono di fronte alla degradazione della nostra umanit\u00e0 e del nostro pensiero. La musica, in fondo, come la poesia e la letteratura, sono le sentinelle di questa condizione cos\u00ec fragile, sempre in bilico tra elevazione e sprofondamento.<\/p>\n<p>Io provo a fare tutto il possibile e sono anche attratta da ci\u00f2 che mi sembra impossibile e che mi sfugge. Ci provo ogni giorno e non \u00e8 detto ovviamente che riesca in tutto. Per me \u00e8 sempre una questione d\u2019energia, di espressione, di amore e non di performance o, peggio, di prestazione. Sono convinta che il \u201csapere\u201d riguardi non solo la testa (mente) ma tutto il corpo. Le mani che scrivono e che suonano, ad esempio, mi fanno capire che ne sanno molto pi\u00f9 di me. Io devo solo seguirle e fare un po\u2019 di spazio\u2026<\/p>\n<p>\u00c8 questo quello che cerco di passare direttamente e indirettamente anche alle mie due figlie, Antonia (12 anni) e Francesca (3 anni). Poi, per quello che riguarda Napoli, posso dire solo che l\u2019ho scelta come mia citt\u00e0 per una molteplicit\u00e0 di ragioni. Quella pi\u00f9 importante \u00e8 che offre una visione delle cose a tutto tondo, nella loro nudit\u00e0 e verit\u00e0 nel bene e nel male.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>#metoo | Ti sei mai chiesta perch\u00e9 in Italia si faccia parlare e scrivere giornalisti veramente sconcertanti per preparazione e capacit\u00e0 d\u2019analisi (una su tutti <\/i><a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2017\/10\/26\/opinion\/italian-feminism-asia-argento-weinstein.html\">Guia Soncini<\/a><i>, a mio avviso) e non chi si occupa del corpo \u2018sociale\u2019 della donna con cognizione di causa? Penso a ricercatori ed autori come te, spesso alle prese con un contratto precario\u2026La mia idea \u00e8 che i committenti sono il problema ed essi hanno la colpa di creare le miriadi di Guia Soncini in circolazione (ahim\u00e8 non solo in Italia).<\/i><\/p>\n<p>Si, sono d\u2019accordo. Ho gi\u00e0 espresso in un\u2019altra intervista le mie idee sul caso Weinstein e sull\u2019onda del #metoo che ha travolto soprattutto il mondo del cinema. L\u2019incredibile reazione delle donne contro le altre donne \u00e8 una storia antica, fa parte dell\u2019impianto stesso della struttura patriarcale. Il mettere una donna contro l\u2019altra viene da molto lontano, ne parlano anche i pi\u00f9 bei miti che fanno parte della nostra cultura. Si divide per regnare, per accaparrarsi sempre pi\u00f9 potere. Il patriarcato riguarda uomini e donne: le donne patriarcali sono le peggiori nemiche delle donne e basta poco per capire perch\u00e9. Ci sono donne che per essere riconosciute e valorizzate dall\u2019uomo di turno, potente o meno che sia, si mettono l\u2019una contro l\u2019altra. Questa \u00e8 una cosa tristissima che ci fa vedere come il parametro di riferimento resti il giudizio e lo sguardo maschile. Proprio per questo l\u2019analisi della Soncini \u00e8 un\u2019analisi pi\u00f9 che pessima e, tra l\u2019altro, senza nessun fondamento. Il femminismo \u00e8 vivo e vegeto e ha sempre fatto e detto le cose che andavano fatte e dette. Il pi\u00f9 grande problema \u00e8 che non si d\u00e0 mai voce, spazio (nei giornali, nei programmi televisivi, nelle commissioni che decidono di questo o di quell\u2019altro) alle femministe, a tutte quelle donne (e ce ne sono tante) che lottano, studiano, scrivono, leggono, agiscono nel tessuto sociale e politico. In ogni caso, il punto \u00e8 interrogarsi sul perch\u00e9 il New York Times abbia chiamato a parlare una che nulla ha a che fare con il femminismo italiano. Ma forse qui la risposta la possiamo ricavare dalle cose che abbiamo detto <a href=\"https:\/\/www.ilnapolista.it\/2017\/11\/liberta-femminile-stefania-tarantino\/\">in precedenza<\/a>, non ti pare?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>La musica \u00e8 \u2018l\u2019altra met\u00e0 del cielo\u2019 per te: hai sempre fatto parte di band, prima ancora studiato canto e musica. E con Ardesia (e prima ancora con la band con cui suonavi prima) hai sempre offerto al pubblico una sorta di mimesi: musica s\u00ec da ascoltare e anche ballare, ma soprattutto da leggere, assaporare, conservare. Successi, traguardi, felicit\u00e0 e rimpianti riguardo questa singolare scelta stilistica?<\/i><\/p>\n<p>Si, la musica \u00e8 parte integrante della mia vita. Ma lo sono anche la filosofia e il mio impegno nel femminismo. Dunque ho cercato una sintesi, qualcosa che potesse trasmettere la grande forza e la grande capacit\u00e0 di innovazione del pensiero poetico, filosofico, scientifico, artistico, politico ed esistenziale, di tante donne di ieri e di oggi. Quando ho scoperto che la maggior parte dei ragazzi e delle ragazze non legge quelli che per me sono i fondamenti del pensiero femminista, ho deciso di metterne in musica i concetti salienti. \u201cIncandescente\u201d, ad esempio, \u00e8 un brano che s\u2019ispira al libro di Virginia Woolf \u201cLe Tre ghinee\u201d e che da\u2019 il titolo al nostro cd. Ho sempre portato avanti con caparbiet\u00e0 questa scelta e sono felice della grande restituzione di affetto e di apprezzamento quando ci esibiamo dal vivo. Questo mi da\u2019 la forza di andare avanti per la mia strada senza aver paura di restare ai \u201cmargini\u201d del successo. C\u2019\u00e8 anche da dire che molto spesso il successo non coincide veramente con l\u2019amore per ci\u00f2 che si \u00e8 e si fa, ma solo con il ritorno economico che certo \u00e8 importante, ma non \u00e8 tutto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Ti cimenti in testi molto romantici e dai ritmi straordinari che sono anche coltissimi e che vengono da grandi filosofe e poetesse (ne pubblichiamo <\/i>Le Ombre<i> <\/i><a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/le-ombre\/\">qui<\/a><i> e <\/i>Nu\u2019 Segreto<i> <\/i><a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/nu-segreto\/\">qui<\/a><i>): sono spesso cantati in altre lingue oltre all\u2019italiano ed al napoletano.\u00a0<\/i><\/p>\n<p><i>Tu hai un\u2019urgenza creativa che non si ferma alla difficolt\u00e0 di produrre questo tipo di arte performativa in un posto come l\u2019Italia.\u00a0<\/i><\/p>\n<p><i>Ti faccio una domanda pazza a questo punto, ma non troppo. Dove sogneresti di andare con Ardesia e che committente desidereresti incontrare per\u2026 un concerto \u2018a porte chiuse\u2019?<\/i><\/p>\n<p>Penso che un progetto come quello di Ardesia vada proposto nei teatri e in tutti quei luoghi in cui le parole possano essere ascoltate e \u201cassaporate\u201d come dici tu fino in fondo. Mi piacciono molto le collaborazioni e mi \u00e8 gi\u00e0 capitato di partecipare a due docufilm e a un\u2019opera teatrale. \u00c8 bello poter sperimentare con altri la propria creativit\u00e0, mettersi in gioco e misurarsi con l\u2019immaginazione altrui. Ogni incontro produce qualcosa di nuovo in noi e scopriamo cose che non sapevamo di avere. Riguardo ad Ardesia mi auguro di poter incontrare un produttore\/una produttrice che sappia valorizzare al meglio quello che facciamo, di incontrare tante\/i musiciste\/i con cui condividere questa passione e mi piacerebbe molto aprirmi anche al mondo teatrale e cinematografico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>In uno dei tuoi ultimi libri, <\/i><a href=\"https:\/\/www.scuoladipitagora.it\/catalogo\/elenco-dei-titoli\/filosofia\/%C3%A0neu-metr%C3%B2s-senza-madre-dettaglio\"><i>\u03ac\u03bd\u03b5\u03c5 \u00b5\u03b7\u03c4\u03c1\u03cc\u03c2\/senza madre<\/i> <i>L\u2019anima perduta dell\u2019Europa<\/i><\/a><i> <\/i>(La scuola di Pitagora editrice, Collana Diotima Questioni di filosofia e politica, Napoli 2014)<i>, prendi a pretesto due filosofe a te care (la spagnola Maria Zambrano e la francese Simone Weil) per parlare (anche) della violenza in Europa.\u00a0<\/i><\/p>\n<p><i>Ma soprattutto (secondo un commento al tuo saggio fatto da Alessandro Bonesini), dici che l\u2019Europa sta morendo &#8211; politicamente s\u00ec, ma soprattutto emozionalmente &#8211; perch\u00e9 ha dimenticato il valore della relazione avendo smarrito la \u2018madre\u2019. E concludi che dall\u2019Oriente potrebbe arrivare un pensiero salvifico\u2026\u00a0<\/i><\/p>\n<p><i>Da filosofa (una categoria poco ascoltata da politici, mi rendo conto) puoi dirci che Europa avremo gi\u00e0 il prossimo anno quando la Brexit sar\u00e0 realt\u00e0 e quando l\u2019Est europeo sar\u00e0 compiutamente conquistato da forze politiche di estrema destra? Che relazione vedi tra la tua tesi e una grande recrudescenza del razzismo e della violenza di genere nel Vecchio Continente?<\/i><\/p>\n<p>Ho lavorato, attraverso il pensiero e le intuizioni di queste due straordinarie filosofe, al binomio Madre\/Mediterraneo che \u00e8 l\u2019impronta viva di una civilt\u00e0 antecedente a quella greco-romana. L\u2019Europa, per ritrovare se stessa e la propria radice, deve ripartire dal Mediterraneo, deve fare del Mediterraneo la sua dimora. Abbiamo bisogno di ripartire da tutti quei saperi capaci di condurci a un accrescimento della percezione di noi stessi e della realt\u00e0 e verso un cambiamento radicale di prospettiva, di sguardo. La trasformazione del tessuto politico, sociale ed economico, come sappiamo e viviamo sulla nostra pelle, non \u00e8 pi\u00f9 rimandabile, la dobbiamo prima di tutto a noi stessi. Simone Weil e Maria Zambrano hanno avuto una comprensione profonda della condizione umana e di ci\u00f2 che in essa avanza come incondizionato. \u00c8 da tutto ci\u00f2 che \u00e8 senza condizioni che dobbiamo ripartire. Ma per fare questo dobbiamo tirare fuori tutta la nostra radicalit\u00e0 e il nostro coraggio. In questa societ\u00e0 dove tutto diventa monetizzabile, il Mediterraneo stesso si \u00e8 fatto buio ed \u00e8 diventato un mare senza vita che dona solo morte. Eppure, nonostante questo, chiunque di noi sa che c\u2019\u00e8 dell\u2019altro che possiamo mettere in campo, che esistono modalit\u00e0 altre del nostro stare al mondo e che le tracce, se solo ci mettiamo a cercarle, sono tantissime nonostante la cancellazione e la distruzione in atto ormai da lungo tempo. Il Mediterraneo \u00e8 una questione di luce e l\u2019Europa non pu\u00f2 perderla definitivamente a favore di un\u2019oscurit\u00e0 che ha gi\u00e0 segnato negativamente e dolorosamente la sua storia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Come lettrice quando non ti occupi ne\u2019 di filosofia ne\u2019 di musica: che luoghi, che tempi, che autori. A proposito, che libri porti con te adesso (e dove sono) e che musica ascolti che non sia di Ardesia?<\/i><\/p>\n<p>Quando non leggo, non scrivo, non canto n\u00e9 compongo, di solito faccio tutt\u2019altro. Mi piace mettere le mani nella terra, occuparmi degli alberi, delle piante, coltivare ortaggi e legumi, seminare e zappare, passeggiare senza meta e raccogliere castagne, noci, funghi e fiori. Pensa che ho in mente di fare un corso di potatura l\u2019anno prossimo! Recidere un ramo \u00e8 un\u2019arte importante, cos\u00ec come lo \u00e8 saper recidere quelle parti di noi stessi che non ci piacciono e che ci fanno stare male. Riguardo alle letture ti dico che l\u2019ultimo romanzo letto \u00e8 stato quello di Magda Szab\u00f2, <i>La porta<\/i>. Riguardo alla musica invece ascolto molta radio e programmi in cui viene passata musica d\u2019autore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Cosa mangi e cosa bevi quando ti piace trattarti bene?<\/i><\/p>\n<p>Mi piacciono moltissimo i gamberi crudi, gli spaghetti con le cozze fatti a dovere e le melanzane cucinate in tutti i modi possibili. Adoro il vino come una bevanda sacra piena di auspici e misture magiche. D\u2019estate prediligo i bianchi friulani e alto atesini, d\u2019inverno prediligo i rossi ben strutturati, dall\u2019Aglianico al Lagrein.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Un posto &#8211; segreto o meno &#8211; dove ti rifugi per rallentare, quando puoi e se vuoi?<\/i><\/p>\n<p>Il Cilento. Quando devo rilassarmi e rallentare la presa ho bisogno di stare nel verde, di camminare tra gli ulivi, i mandorli, le querce e i meli selvatici con il mare all\u2019orizzonte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Dove ti vedi tra dieci anni?<\/i><\/p>\n<p>Diciamo che questo 2018 rappresenta per me l\u2019anno della svolta e forse \u00e8 da qui che si decider\u00e0 dove sar\u00f2 tra dieci anni. Sono attualmente di fronte a un bivio e non dipender\u00e0 solo da me la strada che seguir\u00f2. Da un lato c\u2019\u00e8 questo rapporto complesso con l\u2019Universit\u00e0 che mi fa penare da anni visto che sono ancora una \u201cprecaria della ricerca\u201d. Per quanto abbia superato due abilitazioni nazionali a professore associato (in storia della filosofia e in filosofia politica) non \u00e8 detto che io riesca ad entrare visto come funzionano le cose nell\u2019Universit\u00e0 italiana. Dall\u2019altro lato c\u2019\u00e8 la musica, l\u2019espressione creativa e vitale che mi nutre da sempre e che mi piacerebbe si trasformasse in qualcosa da cui poter trarre anche un sostentamento per la vita materiale. Si vedr\u00e0. I giochi sono aperti e i miei occhi spalancati e fiduciosi sul mondo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Cosa hai imparato sin qui dalla vita?<\/i><\/p>\n<p>Le cose che ho imparato le riverso nei libri, nei saggi, negli articoli, nelle pratiche quotidiane e, ovviamente, nella musica. Stay tuned o, come diciamo da noi, non perdiamoci di vista!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Per scoprire di pi\u00f9 di Stefania Tarantino e delle sue pubblicazioni: <\/i><a href=\"http:\/\/www.stefaniatarantino.it\">http:\/\/www.stefaniatarantino.it<\/a><\/p>\n<p><i>Per scoprire di pi\u00f9 su Ardesia: <\/i><a href=\"http:\/\/www.ardesiaband.it\">http:\/\/www.ardesiaband.it<\/a><\/p>\n<p><i>Per comprare <\/i>Incandescente<i>:\u00a0<\/i><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.audioglobe.it\/disk.php?code=8016670173342\">https:\/\/www.audioglobe.it\/disk.php?code=8016670173342<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/itunes.apple.com\/it\/album\/incandescente\/456050040\">https:\/\/itunes.apple.com\/it\/album\/incandescente\/456050040<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; La tua vita in poche righe, iniziando da dove davvero comincia &#8211; la nascita Sono nata sotto le pendici &hellip; <a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/stefania-tarantino-napoli\/\">Continua<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":10619,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[12],"tags":[4336,2910,1004,7270,69,7267,7266,7265,3538,2096,7268,3533,34,7269,42,7272,4298],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10616"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10616"}],"version-history":[{"count":5,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10616\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10647,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10616\/revisions\/10647"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/10619"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10616"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10616"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10616"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}