{"id":11137,"date":"2018-04-19T16:58:22","date_gmt":"2018-04-19T16:58:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/?p=11137"},"modified":"2018-05-10T14:09:45","modified_gmt":"2018-05-10T14:09:45","slug":"teaser-come-me-non-ce-nessuno","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/teaser-come-me-non-ce-nessuno\/","title":{"rendered":"Teaser: Come me non c&#8217;\u00e8 nessuno"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">Capitolo Primo<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">In alto mare<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ancora una volta mi ero svegliato nel cuore della notte.<\/p>\n<p>Non era stata la corrente dell\u2019Atlantico a scuotermi. Da qualche giorno, nonostante le tonnellate di lusso della nave, il mare si faceva sentire; Miami era ancora lontana.<\/p>\n<p>A svegliarmi con la testa piena di buio era stato il mio incubo ricorrente, quello che faccio da quando ho memoria di sognare.<\/p>\n<p>Non fa realmente paura, non so se \u00e8 corretto chiamarlo incubo, non ci sono zombie, nessuno muore, non provo a fare bungee jumping per attirare l\u2019attenzione di qualcuno e non devo nemmeno ripetere l\u2019esame di maturit\u00e0. C\u2019\u00e8 sempre stata solo una porta chiusa e un buio pesto.<\/p>\n<p>Mentre faccio colazione con Rita devo avere l\u2019aspetto stravolto, perch\u00e9 lei con i suoi soliti tempi accelerati, mi dice: \u00abAnton, cos\u2019hai fatto? L\u2019alba sul ponte? Che hai? Chi ti ha stropicciato la faccia? Pensavo fossi andato a letto anche tu all\u2019ultimo giro di amaro\u00bb.<\/p>\n<p>Lo dice mentre, seduta davanti a me, continua a sbocconcellare con voracit\u00e0 un pezzo di plumcake alla banana, la punta del croissant e le gocce di cioccolato del muffin. Da vent\u2019anni mangia ogni cosa e resta sempre magra, tonica, muscolarmente nervosa, pronta allo scatto dalla frangetta ai piedi. La invidio.<\/p>\n<p>Io non mangio carboidrati da quando siamo partiti e con la faccia scivolata sulla maglietta le rispondo: \u00abNiente, guarda, lascia stare, una di quelle nottatacce&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abMi spiace, hai avuto mal di mare? Hai mangiato qualcosa di guasto? Hai qualcosa che non va?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abMacch\u00e9, sto benone. Ho fatto un incubo.\u00bb<\/p>\n<p>Mi guarda con gli occhi da ragazzina monella, che ridono sempre, e sempre vanno oltre al pensiero successivo, al ritmo successivo, alla prossima occasione.<\/p>\n<p>In lei non c\u2019\u00e8 traccia dello scampato pericolo che solo qualche mese fa le ha trafitto il cuore. Io invece. Io porto le tracce di questi quarant\u2019anni agiati, felici, tristi e dolorosi che mi hanno fatto amare a cuore aperto, lo stesso cuore che sto cercando di ricucire in questo viaggio e con il quale cullo, da quando sono un bambino, il mio incubo peggiore.<\/p>\n<p>\u00abSai che penso, Anton? \u00c8 bello che fai gli incubi, vuol dire che ti stai allenando a superare la paura\u00bb mi dice Rita.<\/p>\n<p>Lo so, ha ragione, il solo fatto di sognare mi piazza automaticamente nell\u2019insieme delle persone che, almeno inconsciamente, sanno scaricare le loro ansie. Un backup delle emozioni. Anche io sono un\u2019ottimista come lei, anche se ho dovuto penare per scoprirlo. Lo so che bisogna sforzarsi di vedere il bicchiere mezzo pieno e so anche di essere grato alla vita e alla magia che sa sprigionare perch\u00e9, se sto facendo questo viaggio con lei, lo devo solo alla mia profonda convinzione che i sogni, anche i pi\u00f9 ambiziosi, si possano realizzare. Ed \u00e8 di sogni e non di incubi che dovrei parlare, danzando sul ponte della nave che entrambi abbiamo preso per riprendere il viaggio dopo un dolore, con la consapevolezza che la nostra amicizia \u00e8 luminosa e che siamo preziosi l\u2019uno per l\u2019altra.<\/p>\n<p>Ma intanto questa mattina tra lei e me ci sono l\u2019incubo e la mia stanchezza, come se veramente da quarant\u2019anni il mio braccio stesse esercitando una forza sulla maniglia della porta, come se la mia testa fosse scoraggiata dal buio.<\/p>\n<p>\u00abSono stanco, Rita\u00bb le dico \u00absi pu\u00f2 davvero sognare per anni la stessa cosa?\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abMa proprio tu questa domanda! Quanti anni hai sognato di incontrarmi prima che si avverasse&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>Me lo dice senza compiacimento, per accendere il lumicino della mia anima. E ci riesce, perch\u00e9 non trattengo una risata e con il mio rutilante accento napoletano le dico: \u00abEhhhh&#8230; sapessi\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abE allora?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abMa tu eri un sogno, questo \u00e8 in incubo.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abA volte \u00e8 proprio dietro gli incubi peggiori che si annidano i sogni pi\u00f9 luminosi\u00bb dice mentre con il dito raccoglie le ultime briciole del muffin che nel frattempo si \u00e8 divorata.<\/p>\n<p>\u00abTu dici&#8230; se solo riuscissi ad aprire la porta e a vedere quello che c\u2019\u00e8 dentro.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abE vabb\u00e8 scusami, ma ora mi fai venire la curiosit\u00e0. Raccontalo un po\u2019 questo incubo, cosa ti succede? Che vedi? Chi \u00e8 che chiude la porta? Chi spegne la luce?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abMa niente Rita, \u00e8 una cosa banale&#8230; Da quando sono piccolo sogno di trovarmi in questa bellissima casa, molto simile alla casa dei miei genitori, quella nella quale vivono ora, non quella di Posillipo, eppure io il sogno lo faccio dai tempi di Posillipo, quindi proprio dall\u2019infanzia.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abLe leggi dei sogni vanno avanti nel tempo, non ti meravigliare.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNo, infatti. Insomma, c\u2019\u00e8 questa casa bellissima addobbata a festa, sento la presenza di mia madre in cucina che sfrigola qualcosa sui fuochi, c\u2019\u00e8 un profumo delizioso. E io sono sempre bambino e giro per la casa determinato a trovare una stanza. La stanza \u00e8 chiusa e io provo con tutta la forza ad aprire la porta. Alcune notti non ci riesco, altre invece la porta si apre ma dentro la stanza c\u2019\u00e8 buio e io non riesco a vedere nulla. Nulla, capisci. Buio pesto. Ed \u00e8 allora che mi sale l\u2019angoscia perch\u00e9 io devo vedere.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abAnton, \u00e8 gi\u00e0 tanto che tu sia dentro la stanza. Non tutte le stanze della nostra mente si possono aprire.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abLo so Rita, sapessi quante stanze hai aperto tu con la tua musica, stanze che erano serrate e che poco a poco con la tua energia mi hai aiutato ad aprire.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abAnton, non cominciare. Sai che mi commuovo.\u00bb<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 vero, e lo sai&#8230; se non ci fossi stata tu.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abSono stata la tua ossessione.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abSei stata il mio sogno.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abMa sai che non mi hai mai raccontato com\u2019\u00e8 cominciata questa storia? Com\u2019\u00e8 che io e te abbiamo costruito questa amicizia cos\u00ec solida e intrecciata in questi anni?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abPerch\u00e9 la tua voce \u00e8 stata per me come la polverina di Trilly per Peter Pan, non un suono, ma un uncino che mi ha sempre portato all\u2019Isola che non c\u2019\u00e8.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, questo me lo hai sempre detto, ma io voglio sapere com\u2019\u00e8 cominciata&#8230; quanti anni avevi, che bambino eri&#8230; Voglio sapere, sapere, sapere.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abMa \u00e8 una storia lunghissima.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abE che importanza ha? Mancano ancora giorni al nostro approdo. Dai Anton, andiamo a passeggiare e raccontami di te.\u00bb<\/p>\n<p>Dice cos\u00ec, si alza e viene verso di me che non ho ancora fatto colazione e non ho neanche bevuto il caff\u00e8. Vorrei dirle che senza il caff\u00e8 non so neanche come mi chiamo, ma con il suo braccio piccolo si insinua nel mio e fa per sollevarmi e non mi resta che farmi trascinare, appena il tempo di portare con me la tazza con l\u2019americano.<\/p>\n<p>Fuori fa freddo, l\u2019oceano si fa sentire. Ci stringiamo sottobraccio e io, per compiacere la mia fatina, comincio a raccontare la mia favola dall\u2019inizio.<\/p>\n<p>C\u2019era una volta un bambino biondo di quattro anni&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Antonemilio Krogh<\/p>\n<p>Per acquistare il libro:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.mursia.com\/index.php\/it\/biografie\/krogh-anton-e-come-me-non-c%C3%A8-nessuno-detail\">http:\/\/www.mursia.com\/index.php\/it\/biografie\/krogh-anton-e-come-me-non-c%C3%A8-nessuno-detail<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Capitolo Primo In alto mare &nbsp; Ancora una volta mi ero svegliato nel cuore della notte. 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