{"id":11386,"date":"2018-05-30T12:06:53","date_gmt":"2018-05-30T12:06:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/?p=11386"},"modified":"2018-06-07T09:54:44","modified_gmt":"2018-06-07T09:54:44","slug":"tiziana-sacerdotessa-e-docente-new-york","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/tiziana-sacerdotessa-e-docente-new-york\/","title":{"rendered":"Tiziana, sacerdotessa e docente, New York"},"content":{"rendered":"<p><i>La tua vita in poche righe<\/i><\/p>\n<p>Nasco a\u00a0<a href=\"https:\/\/eur01.safelinks.protection.outlook.com\/?url=https%3A%2F%2Fgoo.gl%2Fmaps%2Fpb2JMMCsiXD2&amp;data=02%7C01%7C%7C1ab29d2807184681a4a008d5c013122f%7C84df9e7fe9f640afb435aaaaaaaaaaaa%7C1%7C0%7C636626110495532762&amp;sdata=%2B%2Bljpt3w182NTSr6L%2BbW7ZZu9r9cqw7GSCluzBq8x0M%3D&amp;reserved=0\">Sala Consilina<\/a>. Mi sono trasferita a New York nell\u201984 quando avevo 18 anni.<\/p>\n<p>Mia madre, una donna molto generosa, \u00e8 sempre stata di grande supporto per noi figli: io avevo ragioni forti per venire in\u00a0America: mi ero profondamente innamorata della musica e della letteratura americana e avevo bisogno di una scusa per venire.\u00a0 Ho scelto di iscrivermi alla facolt\u00e0 di cinema alla New York University proprio perch\u00e9 da noi a quel tempo non c\u2019era un equivalente. Era il tasto giusto per convincerla!<\/p>\n<p>Da allora sono tornata in Italia solo per brevi periodi e per progetti di studio o letterari, ma non sono pi\u00f9 riuscita a lasciare l\u2019America. Ho fatto una vita americana, nel senso che mi sono sposata pi\u00f9 di una volta qui e ho costruito la mia famiglia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Adesso sto scrivendo una guida alla New York ribelle, per la Voland (uscir\u00e0 l\u2019anno prossimo) e in queste ore in cui conversiamo, sto scrivendo una pagina su\u00a0<a href=\"https:\/\/eur01.safelinks.protection.outlook.com\/?url=http%3A%2F%2Fwww.slow-words.com%2Fit%2Fsearch%2Fgarcia%2Blorca&amp;data=02%7C01%7C%7Cc4a0b45c33814dab127608d5c25c9ff8%7C84df9e7fe9f640afb435aaaaaaaaaaaa%7C1%7C0%7C636628625428463439&amp;sdata=5fQSacGUqNy6BYqiGXTXLigrqFSzHfqw287vJPxEgi4%3D&amp;reserved=0\">Garcia Lorca<\/a>: \u00e8 stato proprio attraverso\u00a0<i>Poeta en Nueva York<\/i>,\u00a0\u00a0in cui lui racconta quei suoi dieci mesi americani nel 1929 che\u00a0ho conosciuto Walt Whitman e Harlem quando ero ragazza. Da l\u00ec, il resto: Melville, Poe, Hemingway, Wharton e\u00a0poi Baldwin, Hughes, Morrison,\u00a0Lorde,\u00a0Monk, Coltrane, Hendrix, Dylan.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La stranezza \u00e8 l\u2019avere continuato a scrivere in Italiano, una passione quella della scrittura che viene da lontano, sin da quando ero ragazza. Arrivavo in America con questa forte vocazione, dote e disciplina della scrittura. Ora scrivo anche in inglese. I temi, che permeano quasi tutti i miei romanzi, sono quelli del viaggio e della dislocazione e\u00a0in cui l\u2019Italia \u00e8 per forza di cose vista da lontano, con dolcezza e malinconia, forse anche oleograficamente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo la laurea mi sono donata alle mie passioni: gli studi classici, come la letteratura greca e la mitologia\u00a0che insegno all\u2019universit\u00e0 e l&#8217;antropologia religiosa, soprattutto lo sciamanesimo e le religioni africane.<\/p>\n<p>Mentre ero ad Harlem ho fatto tirocinio per diventare sacerdote della Yoruba, religione africana del sud ovest della Nigeria\u00a0che in America si \u00e8 sincretizzata con altri credi come il cristianesimo o le religioni amerinde. \u00c8 un credo complesso, politeistico.\u00a0Ho studiato con una sacerdotessa madre e ho dato i voti, diventando sacerdote nel 1991.\u00a0Nella Yoruba non c\u2019\u00e8 una cultura scritta e attraverso lo storytelling, il canto, il culto dei morti e l&#8217;arte della divinazione si apprende, si insegna e si cura, in una parola si opera il sacerdozio.\u00a0L\u2019ultimo libro che ho scritto (<i>Come della Rosa, ed. Effigie<\/i>), parla del sacerdozio e di come la protagonista si restituisce alle proprie origini. Nel romanzo, si esplora lo storytelling come forma di medicina magica e di terapia trasformativa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Sei parte di un progetto multidisciplinare, B.A.C.A.S. (Borghi Antichi Cultura Arti Scienze), dove dirigi i programmi letterari italiani: siete un gruppo di artisti per lo pi\u00f9, residenti a New York e vi rivolgete alla vostra terra (in questo caso il Cilento\/Vallo di Diano) per dare qualcosa in cambio in via \u2018stabile\u2019. Ci racconti di pi\u00f9?<\/i><\/p>\n<p>S\u00ec, BACAS \u00e8 un centro culturale per artisti e studiosi, inteso a incoraggiare e a sostenere collaborazioni interdisciplinari tra artisti e studiosi di diverse discipline e in diverse fasi della loro carriera. Nasciamo a new York ma operiamo al Castello Macchiaroli di Teggiano, un borgo medievale nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e degli Alburni, in provincia di Salerno. Offriamo residenze in sede ai nostri artisti e studiosi e curiamo mostre, simposi, concerti. Abbiamo ideato una fucina che accolga artisti e studiosi di varie discipline che abbiano tempo e spazio per lavorare in solitudine o per\u00a0collaborare fra loro, e che organizzi\u00a0attivit\u00e0 culturali aperte al pubblico generalista. Anche perch\u00e9 i fondatori del progetto vengono da diversi saperi: Pietro \u00e8 un artista visivo e Denver Butson \u00e8 un poeta.<\/p>\n<p>L&#8217;idea \u00e8 partita dal desiderio di restituire a questa terra amata, perch\u00e9 ti ha permesso di andare via con tante visioni, immaginario e potenzialit\u00e0. Che si \u00e8 spesi altrove, attingendo per\u00f2 continuamente al Vallo di Diano e al Cilento: una fonte continua di ispirazione, sia nell\u2019immaginario che nel ricordo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si vuole tornare indietro dalla madre di tutto quell\u2019immaginario che si situa alle pendici delle montagne del Cervati. Sembra un po\u2019 romantico ma \u00e8 cos\u00ec.<\/p>\n<p>Dal dire al fare c\u2019\u00e8 di mezzo tanto. Nel mio caso,\u00a0 per anni ho pensato a come fare e ne ho parlato con vari amici ma \u00e8 rimasta un\u2019idea, lasciata con le tazzine del caff\u00e8 al tavolino di un bar. La cosa bella \u00e8 che infine ho trovato una persona, Pietro Costa, mio valligiano, che aveva lasciato l\u2019Italia prima di me e quando era ancora pi\u00f9 giovane. Aveva avuto la mia stessa idea: restituire del pari ma lui aveva gi\u00e0 trovato un partner, il poeta Denver Butson, che si era innamorato della nostra terra e aveva accettato di lavorare con lui sul progetto. Pietro aveva gi\u00e0 fatto passi da gigante per farlo diventare realt\u00e0 quando io sono arrivata e io ho sposato immediatamente il progetto. E ora, dopo tanto lavoro e con il supporto della nostra valle e della regione, sta accadendo!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La nostra terra non \u00e8 molto conosciuta. Il Cilento in genere e il Vallo di Diano, nello specifico, sono aree poco conosciute anche per gli italiani. Ti racconto una cosa che mi faceva arrabbiare da ragazza: il mio paese, Sala Consilina, di fronte a Teggiano dove si terr\u00e0 la residenza, \u00e8 spesso nominato solo perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un distributore di benzina sull\u2019autostrada del sole, tappa obbligata per chi scenda verso la Puglia o la Calabria. Quasi nessuno si spinge nell\u2019entroterra, nonostante sia ricco dal punto di vista artistico e poeticissimo da quello naturale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nella prima edizione di BACAS, dal 6 al 16 luglio 2018, offriremo dieci giorni abbastanza fitti di seminari, concerti e letture mentre i prossimi anni i periodi di attivit\u00e0 saranno pi\u00f9 lunghi, dalle due settimane a un mese.<\/p>\n<p>Quest&#8217;anno iniziamo con\u00a0residenze di letteratura, architettura, arti visive e musica.<\/p>\n<p>Per la letteratura abbiamo un programma italiano e un programma americano.<\/p>\n<p>Per il programma italiano il nostro ospite \u00e8 Leonardo Colombati e la sua scuola di scrittura creativa Molly Bloom, con un seminario di tre giorni dal 12 luglio, gi\u00e0 aperto alle iscrizioni.<\/p>\n<p>E per il programma americano avremo quattro residenti in sede: Edmund White, Garnett Cadogan, un critico che si occupa di cultura nera, il poeta Denver Butson e io, che far\u00f2 un po\u2019 da ponte tra le lingue, poich\u00e9 alla fine della residenza il nostro evento letterario sar\u00e0 a tema, e sar\u00e0 bilingue.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi il programma di architettura, a cura dell\u2019architetto Rossella Siani, con lo Studio 2111 di Federico Car\u00f2la e Associati, dove gli iscritti costruiranno in sede una cupola con il metodo del compasso nubiano e il programma artistico, con le residenze dello scultore Arturo Ianniello, gli artisti visivi Karen Reeves e Pietro Costa, e quello musicale con la residenza del progetto multimediale\u00a0<i>Psychoplum<\/i>\u00a0con il Marco Cappelli Acousit Trio e Daniele Del Monaco. E poi un simposio di ingegneria,\u00a0mostre di fotografia, concerti, presentazioni.<\/p>\n<p>Il\u00a0nostro sito web pu\u00f2 raccontarvi gi\u00e0 tutto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Talenti che hai o che ti mancano? Quello che hai credo di averli capiti ma mi manca quello che vorresti o che senti di non avere<\/i><\/p>\n<p>Talenti o capacit\u00e0? E c\u2019\u00e8 una differenza, poi? La memoria. Mi ricordo tutto, \u00e8 inverosimile.<\/p>\n<p>Poi la capacit\u00e0 di ascolto &#8211; anche per mestiere, ovviamente. Questo pu\u00f2 essere un problema per chi si sfoga\/confessa con me, visto il mio primo talento!<\/p>\n<p>Infine sono una simpaticona o almeno questo dicono i miei studenti, che spesso ridono durante le mie lezioni su Omero, e certo far ridere mentre racconti l\u2019Iliade comporta un certo talento.<\/p>\n<p>Quello che mi manca?<\/p>\n<p>A) distacco: tendo quindi a essere critica, \u00e8 antipatico.<\/p>\n<p>B) senso dell&#8217;ironia: tendo\u00a0ad essere sentimentale, mi commuovo troppo spesso, \u00e8 irritante.<\/p>\n<p>Entrambe queste manchevolezze indicano una cosa, mi prendo troppo sul serio e questo \u00e8 un guaio. Chi mi credo di essere?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Gioie e dolori del lavoro come sacerdote e come docente?<\/i><\/p>\n<p>Raccontare l\u2019Iliade e l\u2019Odissea \u00e8 un piacere.<\/p>\n<p>La gioia dell\u2019insegnamento \u00e8 l\u2019insegnamento stesso, quando vedi gli studenti coinvolti. Ma il loro coinvolgimento dipende dal nostro impegno, e dalla nostra abilit\u00e0 nell&#8217;insegnare.<\/p>\n<p>Il mio dolore \u00e8 assistere alla trasformazione dell\u2019universit\u00e0 americana da un luogo di cultura ad una fabbrica di voti. Questo stressa gli studenti dato che la valutazione non \u00e8 sul rendimento reale: perdono il piacere di imparare e di studiare. Quindi, per\u00a0converso, si perde il piacere di insegnare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da sacerdote, le cose stanno diversamente. \u00c8 una religione straordinaria, profondissima, le cui fondamenta sono simili a quelle della religione greca antica. Emotivamente il legame con la filosofia della Yoruba \u00e8 forte e questo fa s\u00ec che continuamente io mi abbeveri per cos\u00ec dire alla sua fonte e che rinnovi nel quotidiano il giuramento\u00a0con quelli che sono i suoi principi. L\u00ec, la gioia, cos\u00ec come anche la semplice pratica sacerdotale, il lavoro con i fedeli. Molti dei credenti della mia religione sono di un ceto sociale non privilegiato, con una situazione demografica difficile<i>.<\/i>\u00a0E all\u2019interno del discorso religioso c\u2019\u00e8 molto spazio per il riscatto personale. Soprattutto per le donne, che attraverso il sacerdozio, spesso guadagnano posizioni di privilegio che restituiscono loro dignit\u00e0 all\u2019interno di gruppi sociali in cui normalmente sono relegate in posizioni marginali, e questo in un paese gi\u00e0 razzista, all\u2019osso, terrificante. Poi come ogni sacerdozio \u00e8 esigente, ma questo lo si accetta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Dove ti vedi tra dieci anni? Sempre in America?<\/i><\/p>\n<p>Guarda, se me l\u2019avessi chiesto un anno fa, ti avrei detto sicuramente di s\u00ec e non solo in America, ma proprio qui a New York.<\/p>\n<p>Devo dire che adesso, semplicemente a ragione del fatto che \u00e8 diventata una citt\u00e0 molto costosa, comincio a interrogarmi sul fatto se sia possibile vivere a New York\u00a0da vecchi. Dieci anni fa lo sarebbe stato, ma ora lo dubito. New York \u00e8 stata sempre una citt\u00e0 dura e spietata ma per altre ragioni: ha avuto sempre un&#8217;anima per cos\u00ec dire ribelle e sacche di accoglienza per chi voleva crearsi una vita alternativa. Ora il carovita \u00e8 tale che diventa impossibile pensare di viverci senza un solido programma e con le spalle ben coperte.<\/p>\n<p>Mi vedo qui, allora, ma con lunghi periodi altrove, e se mi chiedi dell\u2019altrove penso all\u2019Italia e alla Grecia, i luoghi che amo di pi\u00f9 al mondo, e nelle montagne del sud est del Colorado, dove ho vissuto per sette anni e dove ho ancora una terra e una casa e dove la vita \u00e8 pi\u00f9 semplice che a New York. Anche questo \u00e8 parte della mia letteratura, nel primo romanzo racconto dell\u2019Ovest di questo grande Paese. Non riuscirei, credo, a lasciare del tutto l\u2019America: rimane il luogo dove le radici sono profonde quanto quelle italiane.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tiziana Rinaldi Castro \u00e8<i>\u00a0<\/i>autrice\u00a0di\u00a0<i>Come\u00a0della\u00a0rosa<\/i><\/p>\n<p>Per restare informati sul programma di BACAS:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.bacasitaly.org\/it\/home\/\">https:\/\/www.bacasitaly.org\/it\/home\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La tua vita in poche righe Nasco a\u00a0Sala Consilina. 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