{"id":11476,"date":"2018-06-14T12:04:43","date_gmt":"2018-06-14T12:04:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/?p=11476"},"modified":"2018-06-21T13:53:10","modified_gmt":"2018-06-21T13:53:10","slug":"we-are-here-venice-venezia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/we-are-here-venice-venezia\/","title":{"rendered":"We Are Here Venice (Venezia)"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Uno spazio pubblico inaspettato, ma atteso. Un giardino, una geometria assai frattale della laguna veneziana (e molto di pi\u00f9) trova casa nel sestiere cittadino pi\u00f9 ricco, pi\u00f9 privatizzato (e pi\u00f9 invaso dal turismo di massa), Dorsoduro. Lo spazio \u00e8 ufficialmente posseduto (e anche commissionato) da una fondazione d\u2019arte privata russa, la V-A-C; si trova nel suo compound ma \u00e8 accessibile liberamente, e gratuitamente, da un cancello indipendente.<\/p>\n<p>Si tratta di un progetto urbano inedito e abbastanza irriverente proposto da Assemble Studio (Gran Bretagna) e We Are Here Venice (Venezia).<\/p>\n<p>E\u2019 aperto tutti i giorni dalle 8 del mattino alle 11 di sera dallo scorso maggio. E\u2019 facilmente localizzabile: alla fine della stretta calle a sinistra del portone di ingresso principale della V-A-C alle Zattere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma cosa \u00e8 esattamente <i>Laguna Viva<\/i>?<\/p>\n<p><i>Assemble<\/i>: \u2018Laguna Viva [Living Lagoon] \u00e8 il primo passo di una strategia di lungo termine che mette in condizioni il palazzo delle Zattere della V-A-C- di affrontare le complessit\u00e0 della vita quotidiana a Venezia: la fondazione russa ci ha commissionato il progetto (sviluppato da noi e da We Are Here Venice) nel 2017.<\/p>\n<p>Questa nuova installazione permanente, situata all\u2019aria aperta e liberamente accessibile, permette a Venezia ed al suo contesto ecologico di continuare una conversazione intima e inter-dipendente.<\/p>\n<p>Abbiamo ricreato il tipico ambiente lagunare in collaborazione con associazioni di botanica, questa \u2018barena\u2019 \u00e8 messa a dimora in un paesaggio di vasche piastrellate di mattonelle. Ispirate alla ricchezza e alla generosit\u00e0 dei pavimenti veneziani le 12.000 mattonelle necessarie sono state create utilizzando una tecnica manifatturiera inglese del 19mo secolo con una piccola variazione che permette di ottenere tutti pezzi unici e differenti. Le mattonelle sono state sviluppate e prodotte nel nostro Granby Workshop, una piccola manifattura ceramica che abbiamo fondato a Liverpool nel 2014.<\/p>\n<p>Le grandi vasche con le barene si basano su un esperimento di successo accaduto in questa citt\u00e0, in occasione della 12ma Biennale di Architettura di Venezia tra lo studio inglese <a href=\"http:\/\/www.cultframe.com\/2010\/09\/12a-biennale-architettura-venezia-giardini\/\">muf art\/architecture e Jane da Mosto al Padiglione Inglese<\/a>.<\/p>\n<p>La nostra installazione \u00e8 visitabile sia dai visitatori della fondazione, sia dagli artisti che dai residenti. Questi microcosmi di laguna sono offerti come una risorsa per la ricerca e per l\u2019insegnamento della resilienza ecologia e dei sistemi naturali che garantiscono la sopravvivenza di una citt\u00e0.\u2019<\/p>\n<p>Incontreremo presto su queste pagine il Turner Prize Assemble Studio per farci raccontare del workshop (e delle tante altre iniziative nello spazio pubblico e sociale che hanno portato avanti, a partire da quelle a Toxteth, Liverpool) e lo faremo in occasione del trasferimento delle mattonelle dalla sezione principale della 16ma Biennale di Architettura ai Giardini, dove sono attualmente, alla V-A-C.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Per il momento abbiamo incontrato la operations manager di <i>We Are Here Venice<\/i>, Gabriella Gilmour, per saperne di pi\u00f9 della non profit veneziana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Ci racconti come \u00e8 nata<\/i> We Are Here Venice<i>?<\/i><\/p>\n<p>Lavoro per l\u2019organizzazione da poco pi\u00f9 di un anno. Ero in citt\u00e0 dal 2016 per alcuni mesi grazie ad uno stage per una fondazione culturale locale quando incontrai Jane, la direttrice di <i>We Are Here Venice<\/i>. Fui immediatamente presa da lei e da quello che faceva e fui cos\u00ec interessata perch\u00e9, avendo gi\u00e0 vissuto qui per tre mesi, gi\u00e0 pensavo che nessuno di occupava dei tanti problemi e sfide che questo territorio rappresenta.<\/p>\n<p>Ho studiato scienze politiche ed italiano all\u2019Universit\u00e0 di Bath, in Inghilterra. Mentre i miei amici a Londra si occupano di professioni pi\u00f9 o meno simili, ho preferito trasferirmi qui.<\/p>\n<p><i>We Are Here Venice<\/i> \u00e8 stata fondata da tre persone nel 2015 ma la sua idea cresceva gi\u00e0 da un po\u2019 prima della sua \u2018apertura\u2019 ufficiale. Per essere precisi, la prima azione che ha ideato \u00e8 quella in occasione della Biennale di Architettura 2010, quando Jane ha collaborato con lo studio che citavi, in carico del Padiglione Inglese. Jane \u00e8 una scienziata ambientale.<\/p>\n<p><i>Di quel padiglione ne ho scritto pi\u00f9 volte e me lo ricordo precisamente tutt\u2019ora. Hanno fatto un\u2019operazione simile, la vasca con la barena\u2026<\/i><\/p>\n<p>S\u00ec, e dopo sia l\u2019idea che l\u2019organizzazione sono cresciute. I mesi passati sono stati molto intensi e abbiamo intrapreso altri progetti oltre ad essere stati coinvolti in altri portati avanti da altre istituzioni, quindi l\u2019attenzione della stampa continua a crescere.<\/p>\n<p>Siamo pi\u00f9 bravi in quello che facciamo dopo gli scorsi due anni, sia nell\u2019individuare le migliori aree d\u2019azione che nell\u2019essere pi\u00f9 efficaci nel dialogare con chi vuole essere coinvolto nelle nostre attivit\u00e0 e su come intraprendere azioni per le sfide che ci circondano.<\/p>\n<p>Abbiamo cinque aree di progetto. La prima \u00e8 \u2018Contro le grandi navi\u2019 ed \u00e8 forse la pi\u00f9 emblematica, di sicuro quello contro cui ci battiamo \u00e8 il problema pi\u00f9 grande di Venezia. Simbolizza qualcosa di pi\u00f9: tutto quello che non \u00e8 giusto qui. Se possiamo risolverlo e raggiungere una soluzione equa che \u00e8 attualmente allo studio, aprirebbe le porte a risolvere qualsiasi altro problema.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>La scena \u2018no grandi navi\u2019 e tutte le altre scene di risoluzione dei problemi veneziani sono molto affollate qui da tante associazioni che ognuno sembra portare avanti le proprie inconciliabili ragioni per essere \u2018contro\u2019. Tutto questo indebolisce e sconfigge le strategie comuni per risolvere i problemi, non credi?<\/i><\/p>\n<p><i>Credo come voi che le navi da crociera debbano smettere immediatamente di passare<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>(senza se e senza ma) nella laguna perch\u00e9 \u00e8 terribilmente dannoso e pericoloso (ed una legge a livello nazionale lo ha stabilito anche se non \u00e8 applicata a causa di uno stop a livello locale). Ricordo che qualche settimana fa c\u2019\u00e8 stato un un incidente in Giudecca con una grande nave e questo facilmente pu\u00f2 succedere ancora domani, dopodomani\u2026La citt\u00e0 non \u00e8 solo nostra, essendo un patrimonio UNESCO ed un\u2019area protetta.<\/i><\/p>\n<p><i>Perch\u00e9 secondo te questi gruppi di protesta con le loro proprie ragioni non riescono ad unirsi per essere pi\u00f9 efficaci?<\/i><\/p>\n<p>Sono molto contenta che parli di questo.<\/p>\n<p>Qualcosa di incredibilmente (e senza dubbio) positivo di Venezia \u00e8 la quantit\u00e0 di associazioni differenti e varie organizzazioni civili che esiste ma tuttavia restano assai distinte l\u2019una dall\u2019altra e questa \u00e8 un\u2019opportunit\u00e0 persa nel contesto cittadino che \u00e8 assai specifico. Se si unissero di pi\u00f9, sarebbero pi\u00f9 ascoltate dall\u2019amministrazione perch\u00e9 sarebbero pi\u00f9 potenti.<\/p>\n<p>Ci sar\u00e0 sempre una differenza nelle priorit\u00e0 e nelle opinioni. Ho anche notato, e su questo puoi non essere d\u2019accordo, che spesso i capi di queste organizzazioni vogliono sempre primeggiare perch\u00e9 hanno bisogno di rappresentare specificamente la loro associazione ed i suoi membri.<\/p>\n<p>Siamo anche a favore della divisione di Venezia da Mestre. Quando arrivai qui, dopo gli studi e dopo l\u2019esperienza del referendum scozzese, non ero d\u2019accordo e pensavo che lo strumento del referendum non fosse politicamente adatto. Poi capii che invece \u00e8 essenziale che le due amministrazioni siano separate, proprio per Venezia e per la sua laguna. A mano a mano che seguivo i meeting di queste associazioni coinvolte in questa campagna, mi sono resa conto che spesso le voci si alzavano e alcune parlavano sempre sopra le altre. Non \u00e8 costruttivo, ma forse questo disordine viene dal fatto che i veneziani devono alzare la voce perch\u00e9 di solito non vengono ascoltati.<\/p>\n<p>Se tutti sono ascoltati e se tutti ascoltassero gli altri, ci sarebbe mutua comprensione e quindi si potrebbero trovare strategie comuni dato che siamo tutti cittadini e tutti portatori d\u2019interesse. E i numeri ci danno la forza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Io penso che qui sia molto difficile praticare elementari regole di democrazia ed \u00e8 per questo che la citt\u00e0 \u00e8 bloccata. Ma tu forse la pensi diversamente dato che continui a portare avanti. <\/i>We Are Here Venice<i>\u2026Parlami delle altre quattro campagne<\/i><\/p>\n<p>L\u2019innalzamento degli oceani, che ovviamente \u00e8 una campagna mondiale. La nostra situazione \u00e8 assai unica e coinvolge tutto a riguardo, a cominciare dall\u2019acqua alta. Il CPSM (<i>Centro Previsioni e Segnalazioni Maree), <\/i>sta restaurando con la nostra collaborazione il calibro della marea situato alla Misericordia &#8211; e tu sai certamente quanto \u00e8 difficile per le ambulanze o per i pompieri qui quando si tratta di navigare sotto i ponti per interventi urgenti con l\u2019alta marea.<\/p>\n<p>Questa campagna \u00e8 molto modellata sulla specificit\u00e0 veneziana. Spesso registi e documentaristi ci intervistano oppure spesso portiamo in giro le troupe per aiutarli. E\u2019 molto importante spiegare bene la realt\u00e0 della marea dato che esiste ancora molta confusione a riguardo. Quest\u2019area di intervento \u00e8 molto scientifica ed ecologica, insieme ad altre e pi\u00f9 vaste aree d\u2019azione che si occupano della laguna.<\/p>\n<p>Lavoriamo inoltre sulla questione della governance cittadina dato che ora come ora le autorit\u00e0 di governo locale non se ne occupano adeguatamente anzi non se ne occupano per niente.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Se ci fosse qualcuno o la volont\u00e0 dell\u2019amministrazione di occuparsene avendo una scala di interesse pi\u00f9 vicina e dettagliata, si potrebbero davvero cambiare le cose. Io sono davvero esterrefatta dalla logica di breve termine che sembra dominare qui. E peraltro la leggo come una contraddizione estrema per un paese che sembra tenere tanto alla famiglia e alla tradizione. In Gran Bretagna, ad esempio, penso ci sia un senso della posterit\u00e0, e della sua cura, maggiore ed \u00e8 evidente anche a livello politico. Qui in Italia, un po\u2019 dappertutto, ci sono anche politici che chiaramente esprimono interesse solo per il vantaggio a breve termine.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Perch\u00e9 la vostra non profit ha un nome solo in inglese? E\u2019 perch\u00e9 nessuno potrebbe salvare Venezia da qui, dall\u2019interno del paese?<\/i><\/p>\n<p>Assolutamente no. Pensiamo che il supporto internazionale pu\u00f2 aiutare prontamente ma prima e in generale devono essere i Veneziani che devono attivarsi. Nessun altro pu\u00f2 arrivare qui e cambiare le cose. Sono i Veneziani a doverlo fare e il nostro nome \u2018We Are Here Venice\u2019 significa che siamo solidali con Venezia, siamo qui anche noi. E\u2019 solo in inglese perch\u00e9 cos\u00ec i visitatori tutti possono capirlo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Lavorate spesso con poster ed adesivi che difficilmente passano inosservati, li attaccate in tutta la citt\u00e0. Ci racconti di pi\u00f9\u2026<\/i><\/p>\n<p>Abbiamo altre due aree di intervento, \u2018Outreach\u2019 e \u2018Finding a language of value\u2019. I poster sono parte di una campagna di sensibilizzazione pi\u00f9 vasta, attualmente concentrata sulla qualit\u00e0 dell\u2019aria che respiriamo e sull\u2019inquinamento (un recente rapporto della World Health Organization e della EEA ci dice quanto sia la pi\u00f9 inquinata di micro-particelle l\u2019aria italiana)<\/p>\n<p>I poster devono assolutamente attirare l\u2019attenzione perch\u00e9 qui la competizione nello spazio delle affissioni \u00e8 agguerrita con tutte le pubblicit\u00e0 commerciali e quelle per le mostre. La nostra grafica, Eleonora, \u00e8 anche un\u2019artista-attivista. Ha una combinazione di competenze molto forte. Di solito ogni poster si basa su alcuni brani dei rapporti ufficiali e poi applichiamo una grafica assai forte. Il mese prossimo avremo nuovi poster in affissione e il lettering stavolta sar\u00e0 in rosso, mentre i precedenti erano in nero. Perch\u00e9 questi argomenti sono davvero urgenti e dovrebbero essere letti come un allarme.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>E la vostra strategia di raccolta fondi? Chi sono i donatori pi\u00f9 sensibili?<\/i><\/p>\n<p>Sono individui anche se dipende molto da campagna a campagna.<\/p>\n<p>E\u2019 bellissimo incontrare persone entusiaste che vogliono aiutare perch\u00e9 amano molto Venezia.<\/p>\n<p>La campagna di maggior successo \u00e8 quella delle bandiere per la Regata Storica che ripetiamo ogni anno (<i>le bandiere sono di due tipi, una con la scritta \u2019Venezia \u00e8 laguna\u2019, una con \u2018Venezia \u00e8 una vera citt\u00e0\u2019<\/i>). Alla gente piace mostrare visivamente il loro supporto con una bandiera che pu\u00f2 essere messa dietro alla propria barca oppure appesa ad un balcone od a una finestra.<\/p>\n<p>Come altre no profit, abbiamo una quota associativa e di recente abbiamo cambiato le fiches. Ci sono anche persone di altri paesi che hanno conservato bei ricordi di Venezia e non potrebbero immaginare una Venezia senza i Veneziani e quindi ci supportano.<\/p>\n<p>Non stiamo ancora rivolgendo la nostra attenzione a bandi e altre organizzazioni per il reperimento di fondi ma spesso collaboriamo con altri enti su progetti specifici e questo per noi \u00e8 molto significativo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Dove ti vedi e soprattutto dove vedi<\/i> We Are Here Venice<i> tra dieci anni?<\/i><\/p>\n<p>Spero che non si sia pi\u00f9 bisogno di noi perch\u00e9 da qui a dieci anni tante cose saranno migliorate, saranno state trovate tante soluzioni a lungo termine e quindi Venezia \u00e8 di nuovo sul binario giusto!<\/p>\n<p>A questo proposito Jane dice sempre qualcosa di molto divertente: ha quattro figli e se Venezia non avr\u00e0 pi\u00f9 bisogno dei suoi sforzi alla fine potr\u00e0 tornare a dedicarsi a loro! E io dovr\u00f2 trovare un\u2019altra scusa per continuare a vivere qui\u2026<\/p>\n<p>Nel mentre, spero possiamo espandere il nostro gruppo di lavoro con scienziati e con fundraiser dedicati su ogni progetto\u2026abbiamo bisogno di tante persone capaci.<\/p>\n<p>Speriamo anche di vedere qualche cambiamento nel governo di questa citt\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Per scoprire di pi\u00f9: <\/i><a href=\"https:\/\/weareherevenice.org\/?lang=it\">https:\/\/weareherevenice.org\/?lang=it<\/a><\/p>\n<p><i>La foto di copertina ritrae Gabriella nel giardino, sulla destra con le altre sue colleghe durante l&#8217;inaugurazione. Eccetto per la foto del suo ritratto che troverete nella gallery che \u00e8 stata scattata da sua sorella, le immagini sono\u00a0courtesy Delfino Sisto Legnani e Marco Cappelletti per V-A-C. L&#8217;ultima \u00e8 di Assemble Studio.<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Uno spazio pubblico inaspettato, ma atteso. 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