{"id":13727,"date":"2019-06-25T07:59:27","date_gmt":"2019-06-25T07:59:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/?p=13727"},"modified":"2019-07-08T15:24:44","modified_gmt":"2019-07-08T15:24:44","slug":"marianne-burki-manager-2","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/marianne-burki-manager-2\/","title":{"rendered":"Marianne Burki, manager"},"content":{"rendered":"\n<p><br><\/p>\n\n\n\n<p><em>Moving Backwards <\/em>\u00e8 uno di quei (rari) esempi in cui l\u2019arte incontra la vita vera e si occupa &#8211; non richiesta e non autorizzata, in fondo, dal suo ruolo &#8211; di prendere posizione e invadere il campo della politica e delle interazioni sociali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il Padiglione Svizzero alla Biennale d\u2019Arte di Venezia (fino al 24\/11) \u00e8 stato trasformato in un \u2018abstract club\u2019 ai Giardini. Un luogo di finzione che ci precipita immediatamente nello stato in cui siamo: inermi tuttavia discosti da questa politica urlata &#8211; la maggior parte di noi incapaci di reagire.<\/p>\n\n\n\n<p>Due artiste di stanza a Berlino e note per uno stile non convenzionale che mischia danza e arte (<a href=\"https:\/\/www.boudry-lorenz.de\"><em>Pauline Boudry \/ Renate Lorenz<\/em><\/a>) ne sono le autrici.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 un solo un film per capitoli che ospita cinque coreografie (dei performer Julie Cunningham, Werner Hirsch, Latifa La\u00e2bissi, Marbles Jumbo Radio e Nach) dove si \u00e8 invitati alla visione attraversando una tenda da teatro meccanizzata i cui movimenti partecipano al <em>leitmotif <\/em>della storia: camminare all\u2019indietro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per noi, questa opera \u00e8 un vero atto di ribellione; secondo le artiste, \u00e8 un modo di rifiutare questo <em>status quo <\/em>di politica muscolare e liberticida: ricucire, rielaborare il contraccolpo dall\u2019asprezza della vita e delle tensioni politiche. Opporsi alla linearit\u00e0 ineludibile dei fascismi, dei totalitarismi. Not in my name, sembrano dire. E lo fanno, veramente, accompagnando l\u2019esibizione con un giardino provvisto di sgabelli e un giornale a distribuzione gratuita che include lettere, saggi e altre forme di scritti di molti autori diversi su temi quali colonialismo, suprematismo, cultura queer e molto altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci \u00e8 piaciuto cos\u00ec tanto quello che abbiamo visto perch\u00e9 funziona benissimo e restituisce un messaggio di rara intensit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In tempi in cui il dialogo \u00e8 cos\u00ec difficile abbiamo voluto incontrare chi questa mostra l\u2019ha resa possibile finanziandola con Pro Helvetia, cio\u00e8 il commissario governativo (la manager svizzera, Marianne Burki), che ha sposato il tanto coraggio delle artiste con&nbsp;una proposta cos\u00ec dirompente che viene in mostra al festival d\u2019arte pi\u00f9 visitato al mondo<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>La tua vita in poche righe, specialmente i tuoi primi anni e i sogni di allora sulla te che saresti diventata<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Mi sono sempre interessata ai mondi che non conoscevo, ad avere opinioni e visioni diverse sulle cose, a intraprendere sfide nuove. E ho sempre amato i dibattiti appassionati e gli incontri stimolanti. Certo, ora, con la mia professione, voglio davvero cercare e vedere l\u2019invisibile e quel di cruciale che esiste nelle societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Lo <\/em><a href=\"https:\/\/prohelvetia.ch\/en\/\"><em>Swiss Council Pro Helvetia<\/em><\/a><em> per cui lavori ha come missione (in tutto il mondo) di potenziare il messaggio e la presenza della scena creativa svizzera anche in arene molto competitive (dai festival come la Biennale di Venezia al mercato artistico quotidiano) e si occupa di promuovere tutte le arti &#8211; letteratura design e altre discipline &#8211; oltre l\u2019arte visiva che resta un po\u2019 pi\u00f9 l\u2019argomento della nostra conversazione.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Prima di chiederti circa il messaggio che ho sentito promanare dal Padiglione Svizzero alla Biennale Arte in corso, volevo chiederti se ti senti preoccupata dal fatto che tanti talenti formati in Svizzera dalle importanti accademie d\u2019arte del paese (da HEAD a Ecal, solo per citarne due) sono persi quando si laureano e devono lasciare il paese non essendo residenti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Certo, molti paesi hanno consimili problemi di visti con i loro studenti stranieri.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>La Svizzera, tuttavia, assiste a un\u2019emorragia di talenti in una direzione e perde quello che scuole, universit\u00e0, agenzie mettono faticosamente in piedi con sistemi d\u2019istruzione, scambi, stage e molto altro\u2026<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La mobilit\u00e0 \u00e8 il grande tema oggi\u2026 E gli artisti devono lavorare internazionalmente per capire molti contesti e quello che potrebbe significare per il loro lavoro. Tanti pi\u00f9 sono i contesti dove vivono, meglio \u00e8 per loro.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi, l\u2019idea di un artista \u2018svizzero\u2019 o \u2018cinese\u2019 \u00e8 molto arbitraria perch\u00e9 molti di essi prendono ispirazione e anche istruzione da una variet\u00e0 di luoghi. Ovviamente, in un mondo ideale, sarei felice che artisti di ogni nazionalit\u00e0 influenzassero questo campo in Svizzera ma anche all\u2019estero. Detto questo, c\u2019\u00e8 una permanente contraddizione tra il desiderio di mobilit\u00e0 e le politiche di visto.<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Il Padiglione Svizzero alla Biennale d\u2019Arte 2019 incarna molte delle tendenze che sono state viste all\u2019opera in altre proposte artistiche e curatoriali: un set e video design assai curati per rappresentare e diffondere concetti politici (spesso legati a questioni di genere e alla cultura queer).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il Padiglione stesso \u00e8 stato completamente e accuratamente ridisegnato per servire a questo scopo\u2026.ripensando la funzione dello spazio esterno ed interno come se fosse una sola unit\u00e0 di senso. Oltre a ci\u00f2, il messaggio del \u2018camminare all\u2019indietro\u2019 e soprattutto la dichiarazione di non essere \u2018rappresentati\u2019 da un governo \u00e8 condiviso &#8211; nel dibattito artistico attuale &#8211; da un gruppo di altri artisti che si sentono chiamati del pari ad essere pi\u00f9 coinvolti socialmente.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>La curatrice <\/em><em>Charlotte Laubard, che peraltro \u00e8 la direttrice della sezione Visual Art alla scuola HEAD, ha molte esperienze nel sostegno di arte con forti temi sociali, ha anche curato eventi diversi come La Nuit Blanche e in passato \u00e8 stata consulente di fondazioni come la Pinchuck Art Centre (Ucraina).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Siamo curiosi della reazione della stampa svizzera a proposito del padiglione e in questo preciso momento storico che sia la Svizzera che l\u2019Europa attraversano e condividono.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Quali sono stati i tuoi sentimenti personali una volta che hai visto il padiglione (se possibile pensando di essere parte di un pubblico qualsiasi)?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La stampa \u00e8 stata interessata a inquadrare il progetto nella cornice della societ\u00e0 svizzera, qui le opinioni sono assai differenti come puoi forse immaginare &#8211; sia a riguardo di cosa il tema del padiglione abbia a che fare con la societ\u00e0 svizzera, o sul tipo di messaggio assai sottile che le artiste hanno condiviso con il pubblico. La stampa svizzero-tedesca \u00e8 stata un po\u2019 pi\u00f9 critica nel commentare il padiglione rispetto alla stampa di altre parti del paese e specialmente di quella internazionale, che invece \u00e8 stata molto positiva (per esempio Le Figaro, o altri magazine che sono soliti fare classifiche, hanno dato cinque stelle al padiglione!) e dipende da quel che hai detto: il padiglione ha un grosso <em>standing<\/em> politico e una visione artistica molto molto chiara e concisa nel ridisegnare lo spazio come un insieme da abitare e attraversare, come se fosse un\u2019esperienza immersiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando l\u2019ho visto per la prima volta, non ho potuto immaginarmi un visitatore normale neanche un minuto &#8211; avendolo conosciuto da cima a fondo in ogni singolo dettaglio (in teoria, concept e sviluppo). Ma avevo comunque immaginazione e aspettative con cui mi sono confrontata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 stato in ogni caso davvero fantastico vedere come ero guidata attraverso questo lavoro da ogni elemento che lo compone. Ero assai affascinata per esempio da una qualit\u00e0 potente, e personale, di ognuno degli oggetti &#8211; la tenda ma anche la coreografia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sono profondamente confrontata con l\u2019idea che non c\u2019era distinzione tra tutti gli elementi d\u2019arte che tocca territori diversi (dalla performance al giornale che viene dato a tutti i visitatori). Ad esempio questi momenti di lettura sono cos\u00ec personali e diretti &#8211; direi anche molto toccanti. Per me \u00e8 stata un\u2019esperienza indimenticabile &#8211; sia o perch\u00e9 ci ho lavorato tanto prima.<\/p>\n\n\n\n<p><br><br><em>Cosa pensi di restituire al tuo paese, da cittadina, e cosa pensi di prendere?<br> <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>A Pro Helvetia cerchiamo veramente di dare il massimo per formare uno spazio sperimentale per l\u2019arte. Ed \u00e8 qualcosa da fare sempre per il futuro: dobbiamo rischiare perch\u00e9 \u00e8 una ricerca per il tempo a venire. Certo, questo \u00e8 anche quello che riceviamo in cambio e poi ovviamente ci occupiamo, su un livello pi\u00f9 pratico, di fare il possibile per rendere l\u2019arte svizzera pi\u00f9 visibile all\u2019estero.<\/p>\n\n\n\n<p>Con il Padiglione Svizzero cerchiamo di dare ad un\u2019opera od un progetto lo spazio migliore che merita. E\u2019 stato molto bello, ad esempio, che l\u2019anno scorso il Padiglione Svizzero abbia vinto il Leone d\u2019Oro per la prima volta (<em>si trattava della Biennale d\u2019Architettura<\/em>) e questo fatto da solo per me \u00e8 una grande ricompensa.<\/p>\n\n\n\n<p>Amo dove lavoro e per cosa lavoro, mi piace sempre tanto vedere come i progetti si sviluppano, mi fa felice vedere le cose migliorare e divenire pi\u00f9 precise col passare del tempo.<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Siamo sempre interessati a come e dove le nostre \u2018persone di questo mondo\u2019 leggono e ascoltano musica. Quindi ci piacerebbe per favore sapere che libri hai tra le mani e che musica ascolti ora.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>E se puoi, qual \u00e8 l\u2019ultimo autore svizzero che hai letto, in prosa o poesia\u2026<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Sulla musica, adoro Aisha Devi e Camilla Sparkss ma non posso smettere di ascoltare <em>Das Wohltemperierte Klavier<\/em> di Bach e infine uno dei miei pezzi super preferiti quando ho un momento di quiete: <em>Eugenio Onegin<\/em> (<em>un\u2019opera di Pyotr Ilyich Tchaikovsky<\/em>). Quindi, vedi, mischio passato e presente.<\/p>\n\n\n\n<p>I miei autori preferiti? Mi \u00e8 sempre molto difficile rispondere solo con uno, dato che cambia costantemente. Mi \u00e8 piaciuto molto scoprire \u201cDeine Nacht mein Tag\u201d o \u201cPanda Sex\u201d dello scrittore cinese Mian Mian. Adesso leggo\u201cRetour \u00e0 Reims\u201d di Didier Eribon.Penso sia una disamina davvero precisa sulla nostra societ\u00e0 e del perch\u00e9 e del come la classe lavoratrice si sia spostata a destra. Un\u2019altra autrice che adoro e che non posso smettere di leggere \u00e8 <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Melinda_Nadj_Abonji\"><em>Melinda Nadj Abonji<\/em><\/a>. Ho conosciuto il sul lavoro con il romanzo <em>Tauben fliegen auf<\/em> e le sue domande molto approfondite sulla societ\u00e0 e l\u2019identit\u00e0!<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Dove ti vedi tra dieci anni?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Viaggiare, scrivere sui blog di arte e cercare di raggiungere sempre un\u2019audience pi\u00f9 vasta. Mi vedo sempre a lavorare sullo stesso tema: fare dell\u2019arte qualcosa di visibile e valido nella vita di tutti i giorni e posizionarla sempre in diversi contesti, ovviamente conoscendo e imparando sempre di pi\u00f9. Pi\u00f9 in generale voglio fare del ruolo dell\u2019arte qualcosa di ancora pi\u00f9 stringente nella societ\u00e0. Perch\u00e9 concepisco l\u2019arte come la base del nostro convivere &#8211; e quindi voglio continuare la mia ricerca ed esplorazione attorno ad essa.<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Cosa hai imparato sin qui dalla vita?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Questa \u00e8 davvero una grossa domanda! Penso sia meraviglioso continuare a sorprendersi e prezioso come questo continuamente accada e come tutto possa sempre svilupparsi oltre ed oltre. Per tenersi sempre appassionati a ci\u00f2 che si fa, ho imparato anche ad essere distante da tante distrazioni. Beh, diciamo che provo a fare del mio meglio, del mio meglio!<br><\/p>\n\n\n\n<p><br><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><em>L&#8217;immagine di copertina di Marianne Burki \u00e8 courtesy Pro Helvetia<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><br>#BiennaleArte2019<\/p>\n\n\n\n<p>#MayYouLiveinInterestingTimes&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Moving Backwards \u00e8 uno di quei (rari) esempi in cui l\u2019arte incontra la vita vera e si occupa &#8211; non &hellip; <a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/marianne-burki-manager-2\/\">Continua<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":13723,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[12],"tags":[8557,8412,18,4917,2987,2957,8672,2956,8668,1805,17,4919,4918],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13727"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13727"}],"version-history":[{"count":6,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13727\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13854,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13727\/revisions\/13854"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/13723"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13727"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13727"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13727"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}