{"id":2279,"date":"2014-07-10T10:37:20","date_gmt":"2014-07-10T10:37:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/?p=2279"},"modified":"2014-07-17T15:00:52","modified_gmt":"2014-07-17T15:00:52","slug":"alberto-pediatra","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/alberto-pediatra\/","title":{"rendered":"Alberto, pediatra"},"content":{"rendered":"<p>Incontro Alberto, sempre, ai giri di boa dei miei anni, nelle citt\u00e0 abitate od attraversate, con levit\u00e0 e dolcezza. Lui \u2013 i suoi racconti, la sua moto e le incredibili selezioni di vino alle cene, che fanno da sfondo alle riflessioni a tutto tondo. Ci siamo incontrati allo stesso premio di poesia a cui, in fondo, dovete anche la nascita della rivista che state leggendo. Il poeta ora cura, mirabilmente. Ed ha creato con un\u2019altra poetessa di quella stagione, Licia, una splendida famiglia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La tua storia in 10 righe<\/em><\/p>\n<p>Nato a Genova terzo di quattro figli. I miei genitori originano da altre parti di Italia, ma ben presto sviluppo un grande attaccamento per la mia citt\u00e0 di origine e ovviamente per la squadra di calcio del Genoa, che \u00e8 poi una di quelle cose che ti resta sempre addosso. Alle scuole superiori svolgo attivit\u00e0 di volontariato con i bambini di un quartiere povero della citt\u00e0. Inizio l\u2019universit\u00e0 a Genova per poi finirla a Trieste. A 25 anni, in un incantevole paesino della provincia toscana, partecipai ad un concorso di poesia il cui premio (riservato a tutti!) consisteva in una settimana di ospitalit\u00e0 (<em>erano due! <\/em>ndr<em>) <\/em>e stage culturali. L\u00ec conobbi quella che poi sarebbe stata mia moglie, e altre persone cui sono rimasto molto legato. Mia moglie l\u2019ho sposata quando non avevo pi\u00f9 abbastanza forza per andare da lei in bicicletta, e allora si \u00e8 trasferita a Trieste e abbiamo messo su famiglia. Prima di finire l\u2019universit\u00e0 ho svolto il servizio civile presso l\u2019ospizio pi\u00f9 grande della citt\u00e0: un anno che mi porto sempre dietro, per il dialetto istrio-veneto-triestino che ho imparato, per gli anziani che ho conosciuto, per i compagni obiettori con cui abbiamo passato momenti indimenticabili. Qui ho messo radici, dal mare al Carso, dalla bicicletta alla moto, dai miei familiari agli animali che ci accompagnano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Difficolt\u00e0 di lavorare come medico pediatra in un grande ospedale?<\/em><\/p>\n<p>Difficolt\u00e0 ce ne sono tante. E&#8217; difficile, in generale, cercare di fare bene il proprio mestiere, bilanciando conoscenze teoriche e decisioni pratiche, complessit\u00e0 e sintesi. Gi\u00e0, perch\u00e9 la medicina di un centro di riferimento pediatrico oggi \u00e8 fatta soprattutto di malattie rare o complesse. Questo significa che bisogna confrontarsi continuamente con altri specialisti e con conoscenze in via di cambiamento. Noi stessi, in una rete globale di medici, siamo responsabili per mezzo dei nostri studi e delle nostre osservazioni di questo cambiamento continuo. Dall&#8217;altro lato, la cura del singolo paziente richiede spesso di estrarre dalla complessit\u00e0 singoli problemi, di bilanciare le novit\u00e0 con le sicurezze, di trovare la lettura semplice delle cose. Questo \u00e8 difficile, ma enormemente stimolante soprattutto per chi come me ha sempre qualche maestro davanti a cui guadare e qualche giovane dietro che ti spinge con il suo entusiasmo. Poi ci sono le difficolt\u00e0 che potrebbero non esserci, quelle burocratiche, che consumano tempo e risorse che sarebbe meglio impiegare diversamente. Alludo ad esempio alla proliferazione d\u2019impenetrabili moduli ipocritamente prodotti per tutelare la privacy dei pazienti. Ma questo mi sembra che sia un mal comune.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Cosa fa la societ\u00e0 per te?<\/em><\/p>\n<p>Quale che sia il concetto di societ\u00e0, posso dire che fa molto. In realt\u00e0 non mi sembra di avere particolari richieste verso la societ\u00e0. Credo che quello che uno si aspetta dalla societ\u00e0 sia di trovare un ruolo, un senso di se stessi in mezzo agli altri e, certamente, delle opportunit\u00e0 per lavorare, per essere famiglia, per guardare al giorno seguente con serenit\u00e0. Dalla societ\u00e0, o forse anche dalla mia incoscienza, ho una ragionevole percezione di sicurezza, libert\u00e0 e civilt\u00e0. Credo che sia la gente che ci sta in torno in qualche modo ad alimentare questa percezione, e in misura minore le istituzioni. Nel senso che tutto dipende da una particolare combinazione di fattori che include il livello medio di benessere, di soddisfazione personale, di funzionamento amministrativo, di cultura. Certo, ci sono momenti di difficolt\u00e0 in cui la societ\u00e0 pu\u00f2 apparire pi\u00f9 egoista, pericolosa e addirittura priva di prospettive. Tuttavia \u00e8 di solito la voglia di reazione a prevalere e poi ciascuno decide da quali forze e sentimenti lasciarsi influenzare. Ad esempio, non posso non citare le varie associazioni volontaristiche con cui collaboriamo nel mio lavoro e che ci sostengono con impegno e sincerit\u00e0 da tanti anni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Cosa fai tu per la tua societ\u00e0?<\/em><\/p>\n<p>Faccio il mio lavoro, con passione, dedizione e onest\u00e0. Cerco di insegnare le cose che imparo appena queste mi sono abbastanza chiare: questo fa bene a me e, spero, contribuisca a guadagnarmi la stima degli altri, che per me \u00e8 sempre importante. E poi, cerco di avere una famiglia normale, e credo che questo sia anche importante per la societ\u00e0. Ancora, frequento amici, quando posso e pure questo, credo, sia qualcosa di buono per la societ\u00e0: stare insieme di fronte a valori normali, senza la pretesa di cambiare il mondo, ma anche senza l\u2019istinto di distruggerlo.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>Una cosa bella che ti \u00e8 capitata di recente?<\/em><\/p>\n<p>Aver ricevuto una bellissima chitarra al mio compleanno da mia moglie e dalle mie figlie. E\u2019 una cosa bella perch\u00e9 loro sanno che non me la sarei mai comprata da solo, perch\u00e9 sono un pessimo suonatore. Ma in realt\u00e0 mi piace suonare e il loro pensiero mi ha commosso.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>Una passione culinaria?<\/em><\/p>\n<p>Ce ne sono tante. Quando posso mi piace cucinare. Per carit\u00e0, non mi considero un buon cuoco, ma mi piace lasciare che il gusto della stagione e del momento influenzi la mia cucina. Quando le mie figlie erano pi\u00f9 piccole mi piaceva cucinare in squadra: era un modo per fare insieme e anche per gustarsi di pi\u00f9 quanto preparato. Se devo dire una singola passione, scelgo la focaccia genovese, anche se e forse soprattutto perch\u00e9 non riuscir\u00f2 mai a fare quella che mangiavo da bambino.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>Le tue bevande preferite?<\/em><\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 dubbio, il vino. Meglio se preso direttamente dal produttore, conservando le immagini, le luci e gli odori della terra da cui proviene, ma anche la parlata degli uomini, l\u2019odore delle cantine e il gusto delle ricette locali. Credo che quando parliamo di patrimonio enogastronomico del nostro paese ancora non riusciamo a metterci dentro tutta questa diversit\u00e0 e soprattutto quella parte di tutto ci\u00f2 che resta individuale e legata alle esperienze di ciascuno di noi.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>La musica o un libro che ti accompagna<\/em><\/p>\n<p>La musica \u00e8 importante, cerco di godermela nei rari momenti di relax. Ho gusti molto vari, dalla classica alla melodica al rock. Tuttavia la musica pi\u00f9 radicata dentro di me \u00e8 forse quella con le parole, con la poesia dentro, come quella di Fabrizio De Andr\u00e8 e di altri cantautori. Mi dispiace di non avere immediatezza nella comprensione della lingua inglese cantata, perch\u00e9 mi rendo conto che questo non mi permette di apprezzare a pieno tanta musica che pure ascolto. Libri ormai ne leggo solo in treno, l\u2019ultimo bellissimo, <em>Una stella incoronata di buio<\/em>, di Benedetta Tobagi.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>Un talento che hai, uno che ti manca<\/em><\/p>\n<p>Non credo di avere veri talenti, e anche se ne avessi non lo potrei sapere perch\u00e9 non ho mai messo sufficiente tenacia e costanza nelle cose che ho fatto. Se devo scegliere, direi la fotografia, perch\u00e9 credo di esprimere qualcosa che a volte riesce ad essere significativo. Intendiamoci bene, non credo di essere un fotografo, mi rendo conto che la professione e l\u2019arte fotografica sono ben altra cosa, ma mi accontento e mi piace. Un talento che mi manca \u00e8 quello della musica. Certo, se l\u2019avessi studiata seriamente ora potrei allietarmi con la voce e uno strumento, invece di strimpellare la chitarra con ritmi anarchici e improbabili. Avere talento \u00e8 un\u2019altra cosa, vuol dire avere una dote naturale su cui diventa un piacere lavorare.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>Cosa hai imparato dalla vita?<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Ad andare avanti. A non piangermi addosso. A vivere, insomma. Che altro si pu\u00f2 imparare dalla vita?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Incontro Alberto, sempre, ai giri di boa dei miei anni, nelle citt\u00e0 abitate od attraversate, con levit\u00e0 e dolcezza. 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