{"id":2625,"date":"2014-08-06T17:59:31","date_gmt":"2014-08-06T17:59:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/?p=2625"},"modified":"2015-06-11T14:10:14","modified_gmt":"2015-06-11T14:10:14","slug":"stefania-fotografa","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/stefania-fotografa\/","title":{"rendered":"Stefania, fotografa e regista"},"content":{"rendered":"<p><em>\u00a0<\/em><em>La tua storia in dieci (o pi\u00f9) righe<\/em><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poco di usuale nella mia vita.<\/p>\n<p>Uscita, all\u2019et\u00e0 di quindici mesi, miracolosamente indenne da un incidente d\u2019auto che mi ha resa orfana di entrambi i genitori, sono stata adottata da una famiglia italo-colombiana con la quale ho trascorso, a Cali, in Colombia, tutta l\u2019infanzia e la pre-adolescenza. Da questa terra forte, violenta, contraddittoria, ho derivato la mia formazione emozionale e forse i primi tratti della mia personalit\u00e0 artistica. L\u2019intensit\u00e0 delle sensazioni e il vigore dei sentimenti resteranno una mia caratteristica, indelebile come il ricordo sfuggente dei colori, degli odori, delle musiche, delle danze, dei sapori speziati ma anche \u2013 se pure percepita da lontano \u2013 della miseria, della criminalit\u00e0, della disperazione.<\/p>\n<p>Situazioni familiari non prevedibili mi hanno riportata tra le brume padane a sperimentare stili di vita tra i pi\u00f9 disparati ai quali probabilmente debbo la flessibilit\u00e0 e la molteplicit\u00e0, ma anche l\u2019inquietudine del mio pensiero.<\/p>\n<p>Ho esercitato attivit\u00e0 artistiche come il teatro e la danza mentre gi\u00e0 mi avviavo verso quella che diverr\u00e0, dopo la laurea al DAMS conseguita presso l\u2019Universit\u00e0 di Torino, la mia professione primaria.<\/p>\n<p>Ho conosciuto il benessere e il malessere, l\u2019esaltazione e lo sconforto, ho viaggiato il mondo al di qua e al di l\u00e0 dell\u2019oceano con la macchina a tracolla e il cuore \u2018in mano\u2019, nell\u2019incessante ricerca di volti, di gesti, di oggetti, di scenari, che, a volte con mio stesso incantato stupore, vedevo trasfigurati in arte.<\/p>\n<p>Mi capita ancora di meravigliarmi di me stessa.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Gioie e dolori di lavorare come regista e fotografa<\/em><\/p>\n<p>Mentre lavoro alla regia, l\u2019attore \u00e8 per me il ruolo che interpreta. Ne condivido i turbamenti, le difficolt\u00e0, i successi, mi \u00e8 figlio e mi \u00e8 padre in una sorta di dicotomica simbiosi (mi si conceda l\u2019ossimoro) dove la nostra precedente relazione interpersonale &#8211; simpatia antipatia, stima disistima, affinit\u00e0 divergenza &#8211; si oscura, per riprendere poi tutti i suoi aspetti umani a lavoro ultimato.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 che gioia e dolore, tensione e sollievo.<\/p>\n<p>La fotografia \u00e8 difficile, tanto difficile. Prende forma un embrione di progetto, spesso per uno stimolo inatteso, poi vi si affollano intorno suggestioni, ricordi, propositi abortiti, e immagini, tante immagini, alcune cos\u00ec belle da non potervi rinunciare, altre amate ma peregrine, e affiorano riferimenti culturali e subentra l\u2019inquietudine, l\u2019attesa del \u2018momento\u2019, la gestazione pu\u00f2 durare settimane, a volte mesi, so che devo resistere alla frustrazione dell\u2019incertezza, che l\u2019insight spesso arriva a mente rilassata, quando sto per entrare nel sonno o sono sul punto di uscirne.<\/p>\n<p>Poi c\u2019\u00e8 tutta la parte pratica, necessaria per la realizzazione, dove anche la tecnologia \u00e8 arte e non, come potrebbe sembrare, ancella dell\u2019arte. S\u00ec, \u00e8 difficile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Raccontaci qualche incontro speciale\/inaspettato\/commovente<\/em><\/p>\n<p>Andreina: maestra, mentore, madre, persona<em>, <\/em>caratterizzata dall\u2019attenzione, dall\u2019energia, dalla creativit\u00e0 che mette a disposizione degli altri.<\/p>\n<p>Non chiede mai nulla per s\u00e9, non si lagna mai di nulla, non esige nulla, sembra non rimpiangere nulla: avanza negli anni con vigore e con dignit\u00e0 e con gioia di vivere.<\/p>\n<p>Conosce il dolore, eppure quando \u00e8 con gli altri pare che il dolore non l\u2019abbia mai sfiorata. E\u2019 stata certamente delusa da molti, come chiunque: ma quando parla e racconta pare che tutti siano sempre stati buoni con lei, e che lei abbia fiducia in tutti.<\/p>\n<p>Talvolta cucina per gli amici, ha un rapporto amabile con il cibo cui si applica con la stessa diligenza che dedica alle sue molteplici opere dell\u2019intelletto. Le sue cene sono raffinate composizioni estetiche, ma non hanno nulla di formale: si capisce che sono fatte per amore e con amore.<\/p>\n<p>E\u2019 un esempio ed un punto di riferimento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Cosa fa la societ\u00e0 per te<\/em><\/p>\n<p>La societ\u00e0 stimola la mia mente, mi offre il suo essere variegata, mutevole e perci\u00f2 stesso sempre nuova e imprevedibile. E&#8217; il mio interlocutore, mi accoglie, che mi apprezzi o mi denigri comunque mi incentiva. La societ\u00e0 giustifica il mio essere artista.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Cosa fai tu per la societ\u00e0?<\/em><\/p>\n<p>Bella domanda, me lo chiedo spesso anch&#8217;io.<\/p>\n<p>Qualcuno pensa che l&#8217;Artista, quello vero, con l&#8217;A maiuscola lavori solo per se stesso e per il bisogno di esprimersi. Io sono un&#8217;artista con l&#8217;a minuscola, lavoro, appunto, per la societ\u00e0, per comunicare pensieri, emozioni, per suggerire, ecco, soprattutto per suggerire punti di vista che all&#8217;osservatore comune, troppo impegnato con i problemi della quotidianit\u00e0, possono sfuggire.<\/p>\n<p>Nelle mie opere lascio poco spazio al neutro: la bellezza \u00e8 struggente, la bruttura agghiacciante o repellente, la luminosit\u00e0 e il buio accecano, l&#8217;una per eccesso, l&#8217;altro per difetto di luce.<\/p>\n<p>Vorrei che le mie opere fossero un richiamo, un invito &#8212; questo \u00e8 il mio obiettivo &#8212; per i miei interlocutori, cio\u00e8 per tutti, ad &#8216;accorgersi&#8217;.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Un\u2019esperienza bella che ti \u00e8 capitata di recente<\/em><\/p>\n<p>Tre anni fa un figlio. Risposta banale, ma diviene banale &#8211; una parola, una frase, un&#8217;affermazione &#8211; quando risponde puntualmente alle esigenze e alle aspettative delle maggioranze. E&#8217; il valore del banale.<\/p>\n<p>La nascita \u00e8 l&#8217;evento pi\u00f9 comune, insieme alla morte, e tuttavia entrambe suscitano emozioni non confrontabili con altre per quanto forti.<\/p>\n<p>Un&#8217;immotivata felicit\u00e0 mi ha pervasa, un appagamento irrazionale e cosmico. Il miracolo della procreazione.<\/p>\n<p>E poi, l&#8217;addestramento di un figlio alla vita implica la necessit\u00e0 di ridisciplinare tutti i principi, tutti i convincimenti, di rivederli alla luce di un futuro ancora sconosciuto ma passibile di prevedibilit\u00e0, rinunciando a quella totale immersione nel presente che \u00e8 tipica del momento creativo, allo stato nascente.<\/p>\n<p>E&#8217; subentrato nella mia mente un nuovo tipo di immaginazione, che ha sgomberato il campo dal superfluo e dal dispersivo.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Una passione culinaria<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;avocado, antico frutto precolombiano, originario di quell&#8217;America Latina, patria in cui si \u00e8 ben radicato il mio essere.<\/p>\n<p>La buccia, liscia e lucida e verde o bruna e rugosa e opaca \u00e8 gi\u00e0 al tatto piena di promesse: docile al coltello che lo dimezza, l&#8217;avocado offre, intorno al semone ovoidale la sua polpa morbida e burrosa che ben si coniuga con la fluidit\u00e0 dell&#8217;olio, la sapidit\u00e0 del sale, l&#8217;aromaticit\u00e0 dell&#8217;aceto balsamico, l&#8217;aggressivit\u00e0 contenuta della Worchester.<\/p>\n<p>Un cucchiaio di piccole dimensioni e di forma allungata \u00e8 la posata ideale per gustarlo in tutta la sua delicata fragranza.<\/p>\n<p>Per il guacamole \u00e8 indispensabile quel peperoncino pungente e profumato che cresce nelle terre del Sud e una mano leggera che sminuzzi la cipolla n\u00e9 troppo n\u00e9 poco, giusto piccolissimi frantumi appena resistenti al dente goloso del fortunato commensale.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>La tua bevanda preferita<\/em><\/p>\n<p>La mia bevanda preferita \u00e8 lo champagne e un po&#8217; me ne dolgo.<\/p>\n<p>Me ne dolgo perch\u00e9 se \u00e8 vero che la letteratura trabocca di raffinati e colti consumatori di champagne, \u00e8 altrettanto vero che \u00e8 pure il vino prediletto delle soubrettes e dei playboy.<\/p>\n<p>E me ne dolgo perch\u00e9 assai raramente me ne posso deliziare.<\/p>\n<p>Allora, parafrasando Lili Bollinger, signora della celebre Maison, e cambiando l&#8217;indicativo della realt\u00e0 con il condizionale del dubbio, dir\u00f2 che \u201clo Champagne lo berrei quando sono contenta e quando sono triste. Talvolta lo berrei quando sono sola. Quando ho compagnia lo vorrei offrire. Lo sorseggerei quando non ho fame e, quando ne ho, lo sorbirei per accompagnare il cibo . Altrimenti non lo toccherei proprio, a meno che non abbia sete\u201d.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>La musica o un libro che ti accompagna(no)<\/em><\/p>\n<p>Tanta musica:nel sangue sento vibrare la marimba del maestro Gualajo (colombiano) e tutti i tamburi afrocolombiani che mi fanno muovere anche se la temperatura \u00e8 calda e umida; mi sono sufficienti poche note del compositore estone Arvo Part per scivolare lentamente nella mia drammaturgia e la stessa cosa accade con la sinfonia 5, IV adagietto di Mahler; amo la visione di tende che ondeggiano al vento con lo \u201cswingare\u201d del californiano chet baker; e tanti ma tanti altri che mi fanno trascendere da me stessa, mi elvano e danno gioia fino alle lacrime, la lista serebbe infinita, ma qui voglio ricordare e la chitarrista romana Lili Refrein geniale camaleonte che nei suoi loop per chitarra e voce condensa lied operistico, ballate folk rock progressive, metal, musica barocca e ninne nanne.<\/p>\n<p>Tanti libri: in particolar modo Garcia Marquez con \u201cLa incredibile e triste storia della candida Er\u00e9ndira e della sua nonna snaturata\u201d e James Baldwin con \u201cIl vero delitto \u00e8 l&#8217;ignoranza\u201d che ho letto nel 1985 in italiano, quando ancora dovevo imparare bene questa lingua. L&#8217;ho preso un p\u00f2 a caso in biblioteca, e dopo averlo terminato decisi di acquistarlo perch\u00e8 doveva accompagnarmi nello scorrere dei giorni della mia vita. Avevo 15 anni. Non l&#8217;ho pi\u00f9 riletto da allora. Le parole di Baldwin mi illuminavano sulle responsabilit\u00e0 morali che abbiamo verso i pregiudizi, i valori, le azioni e verso tutto ci\u00f2 che ignoriamo.<\/p>\n<p>Avevo poi letto altri suoi libri:da allora ci sono alcuni suoi pensieri che non mi abbandonano: \u201cI bambini non sono mai stati molto bravi nell&#8217;ascoltare\u00a0gli adulti, ma non hanno mai mancato di imitarli&#8221;; e a proposito dell&#8217;artista: &#8220;La distinzione principale dell&#8217;artista \u00e8 che deve coltivare attivamente lo stato che molti uomini, necessariamente, devono evitare: lo stato di essere soli\u201d.<\/p>\n<p>E purtroppo non sono in grado di citarla con esattezza a memoria ma le sue parole &#8220;puoi portare via un uomo dal suo paese ma non potrai mai portare via un paese dal cuore di un uomo&#8221; sono ancora in me incise ed \u00e8 qui che mi sono davvero illuminata sul fatto che tutto ti pu\u00f2 essere rubato, portato via, dimenticato, perso ma non quello che ti porti dentro di te. Potrei in effatti regalare il libri che ancora ho di lui: ci\u00f2 che doveva restare \u00e8 con me al di l\u00e0 del possedere il cartaceo..<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Un talento che hai e uno che ti manca<\/em><\/p>\n<p>Ho il talento della creativit\u00e0 nell&#8217;arte come nel quotidiano. Non temo il furto delle idee perch\u00e9 la mia mente ne produce a pioggia, a grandine (e talvolta, come la grandine, picchiano e dolgono), a ruota libera e ordinatamente, accavallate e intricate o bene allineate come soldatini, troppe per poterle utilizzare tutte e questo \u00e8 il risvolto inquietante.<\/p>\n<p>Ho la presunzione di credermi capace di essere tanto nuova ogni giorno da non risultare noiosa agli amici, ripetitiva agli allievi, stucchevole ai committenti. Posso modificare, trovare alternative, rispondere costruttivamente alle inevitabili frustrazioni della vita &#8211; piccole e non &#8211; dalla contrariet\u00e0 al dolore, mi sento capace di fornire qualche apporto di novit\u00e0 alla esigua porzione sociale nella quale mi trovo ad operare, sia nel privato, sia nel\u00f2a sfera professionale.<\/p>\n<p>Un talento che non ho? Tutti gli altri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Cosa hai imparato dalla vita?<\/em><\/p>\n<p>Ho imparato &#8211; e parafraso Ungaretti &#8211; che &#8220;la vita si sconta vivendo&#8221;, nel senso che la vita offre s\u00ec i suoi doni multiformi, di bene e di male spesso, in una visione olistica del mondo (la mia), inestricabili e circonfusi, e li distribuisce senza parsimonia, ma i prezzi sono assai elevati. Si richiede all\u2019utente disponibilit\u00e0 a non risparmiarsi, a mettersi in gioco anche rinunciando alle sagge cautele suggerite dai (<em>absit iniuria verbis<\/em>) cosiddetti benpensanti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-style: italic;\">courtesy immagine\u00a0<\/span><span style=\"font-style: italic;\">Stefania Bonatelli<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0La tua storia in dieci (o pi\u00f9) righe C\u2019\u00e8 poco di usuale nella mia vita. 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