{"id":2834,"date":"2014-08-08T08:25:43","date_gmt":"2014-08-08T08:25:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/?p=2834"},"modified":"2017-09-14T08:53:14","modified_gmt":"2017-09-14T08:53:14","slug":"mark-ravenhill-creatore-di-teatro","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/mark-ravenhill-creatore-di-teatro\/","title":{"rendered":"Mark Ravenhill, creatore di teatro"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Un terrazzo meraviglioso, piena estate, Venezia, i gabbiani cantano a squarciagola e l\u2019aria \u00e8 cos\u00ec cristallina, i pensieri cos\u00ec rapidi, resi elettrici ed eccitati dal terso del blu che circonda le teste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sole abbacina gli occhi, lui siede con un cappello davvero pop sulla testa, sorseggiando un caff\u00e8 <em>shakerato<\/em> con me. Entrambi senza latte e senza zucchero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad intervalli regolari, enormi ed oscene navi da crociera tagliano la nostra vista sull\u2019Isola della Giudecca, oscurando il sole, la vista, l\u2019immaginazione, riempiendo di musica-spazzatura le orecchie, visto l\u2019alto volume dei loro stereo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lui, qui per la prima volta, ne \u00e8 sorpreso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le sue mani \u2013 piccole, curate, bianche \u2013 sono entrambe macchiate di un inchiostro assai rosso, come se fossero ferite e sanguinassero. Adora vedere la reazione di quelli che gli stringono la mano, subito dopo divertito dice loro che si tratta di inchiostro, \u2018nessun problema\u2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lui \u00e8 <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Mark_Ravenhill\">Mark Ravenhill<\/a>, uno degli scrittori europei di maggior successo, che non si \u00e8 seduto sulla fortuna del suo primo pezzo, di teatro, <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Shopping_and_Fucking\">Shopping and Fucking<\/a> uno dei pi\u00f9 tradotti e rappresentati di quel periodo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">S\u00ec, \u00e8 uno dei pilastri del nuovo teatro inglese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima volta a Venezia, ha diretto un workshop di sceneggiatura durante la locale Biennale di Teatro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La tua storia in poche righe, specialmente parlando della tua infanzia e della tua adolescenza, gli anni della formazione.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono nato nel sud dell\u2019Inghilterra, non lontano da Londra. Ho sempre creato, da che mi ricordi, piccoli pezzi di teatro in casa, piccole <em>performance<\/em>; nelle prime recitava anche mio fratello pi\u00f9 giovane. S\u00ec, quindi, il teatro \u00e8 sempre stato qualcosa che volevo fare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cominciai non suddividendo le cose da fare nel solito modo (scrivere, dirigere, recitare); io facevo teatro e basta. E tuttora penso di me come di uno che fa teatro piuttosto di uno scrittore puro. Quando ero un ragazzo, pensavo, in tanti modi, che la musica rock e pop fossero la cosa pi\u00f9 meravigliosa di tutte e speravo di diventare un musicista, un artista da copertina; devo dire che quel genere di energia presente in quel tipo di musica \u00e8 tuttora parte di me.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019universit\u00e0 scelsi Letteratura inglese e teatro. Quindi, s\u00ec, ho un <em>background<\/em> letterario in qualche modo e traccio sempre un dialogo con gli autori classici per via della mia formazione ma anche per i miei interessi. Ma penso anche che quelle iniziali influenze della musica pop si siano fuse con la letteratura classica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Che tipo di musica? Qualcosa alla Pet Shop Boys?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ascoltavo e ascolto di tutto. Anche con la musica non faccio differenze tra quella cool e non. Mi piace la musica e basta. Quella cool e quella alternativa, i gruppi, e s\u00ec anche i Pet Shop Boys.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>I tuoi genitori vi portavano spesso a teatro?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non tanto spesso, amavano il teatro ma non ne vedevamo tantissimo. E\u2019 stato cos\u00ec fino ai 21 anni, quando finita l\u2019universit\u00e0 mi sono trasferito a Londra. E\u2019 l\u00ec che ne ho visto tantissimo, Londra ha centinaia di teatri.<\/p>\n<p>Quanto \u00e8 stato difficile per te raggiungere l\u2019obiettivo di diventare uno sceneggiatore famoso nel tuo paese? Se magari conosci la situazione della tua professione in altri paesi, riesci a fare un paragone?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Appena iniziato a lavorare in teatro, volevo essere un regista e ho anche diretto due o tre pezzi ma ero sempre pi\u00f9 interessato al modo in cui erano scritti, li trovavo distanti da come volevo fossero scritti e mi sarebbe piaciuto chiedere di riscriverli nel modo a me pi\u00f9 congeniale. A quel punto pensai che forse dovevo scrivere qualcosa direttamente. Questo accadeva nel 1995, circa 20 anni fa. Cercavo una commedia che raccontasse esattamente i miei tempi, come era vivere a Londra in quegli anni, che catturasse il vero spirito delle cose. Pensai semplicemente di provarci. Sicuramente era un buon punto di inizio non avere un\u2019opera su quel soggetto a farmi iniziare a scrivere. Era necessario che lo facessi io.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>A quel punto fu difficile o facile trovare la tua strada aperta come sceneggiatore?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fui molto fortunato perch\u00e9 il primo pezzo che scrissi, Shopping and Fucking, \u00e8 stato tradotto in molte lingue e anche rappresentato in molti paesi. Quindi, a quel punto, fu semplice fare lo scrittore di teatro a tempo pieno. Cosa che continua ancora oggi. Sono sicuro che sia davvero un inizio fortunato scrivere in inglese perch\u00e9 \u00e8 una lingua internazionale, facile da leggere e tradurre e soprattutto facile da scovare. Ma devi anche pensare ad un\u2019altra cosa, pratica ed importante, del teatro in Inghilterra. Ogni opera prodotta da noi viene pubblicata. E\u2019 facile quindi per le persone leggerla. Ad esempio un grande paese come gli Stati Uniti, con una grande popolazione e quindi un mercato molto pi\u00f9 grande per i libri, non lavora nello stesso modo. Gli editori inglesi hanno pensato che tutto sommato fosse facile, e relativamente poco costoso, pubblicare una sceneggiatura e noi abbiamo un sacco di studenti di teatro ed altre persone che comprano. Ormai sono trent\u2019anni che questo accade, anche per le commedie di piccoli teatri: vengono stampate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi, quando scrivi una sceneggiatura, diventa molto facile trovarla. E questo aiuta in termini pratici a fare s\u00ec che anche in altri paesi possano averla. Sicuramente, l\u2019inglese \u00e8 un vantaggio ma non \u00e8 che noi abbiamo una popolazione cos\u00ec pi\u00f9 numerosa che in altri paesi europei. Abbiamo solo sviluppato questo tipo di editoria.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><br \/>\nE\u2019 la tua prima volta a Venezia, ma non \u00e8 la tua prima volta a dirigere un workshop\u2026<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne ho tenuti tanti, \u00e8 vero, con autori differenti ed in situazioni le pi\u00f9 diverse. Sono stato anche in molte citt\u00e0 italiane, ma mai a Venezia! Sono stato molto felice di ricevere l\u2019invito di Alex (Rigola, il direttore della Biennale Teatro, ndr). Ma quando ho visto che l\u2019invito era per Venezia, mi sono detto che dovevo andare, assolutamente! Anche se il workshop sarebbe stato un disastro, sarei stato a Venezia ed era abbastanza!<\/p>\n<p><em>Hai deciso da solo di lavorare su Ibsen? Hai avuto carta bianca da Rigola?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">S\u00ec. Leggevo, solo sei mesi fa, un saggio molto famoso sul suono della risata (<em>Il riso. Saggio sul significato del comico<\/em>, Henry Bergson<em>, ndr) <\/em>in cui mi ero gi\u00e0 imbattuto nel corso degli anni ma che non avevo letto prima di allora. S\u00ec, certo, non leggo molti saggi. Quando l\u2019ho preso in mano ho visto che era breve, fantastico! L\u2019ho trovato molto affascinante, quindi quando mi ha invitato pensavo che era perfetto proprio per i termini dell\u2019invito. Tutto quello che mi interessava fare era in quel libro. Perfetto per lavorare su quello che non sempre le persone associano al genere della commedia. Poi ho scelto la meno comica tra le opere di Ibsen, I <em>Fantasmi<\/em>, e ho anche sentito che questo sceneggiatore norvegese aveva preso moltissimo dal genere del <em>Boulevard <\/em>francese (un genere di commedia del XXVIII secolo che veniva fatto per la classe agiata di Parigi, spesso in teatri privati, <em>ndr<\/em>): persone che arrivano alla porta di altri, personaggi borghesi, trame\u2026 C\u2019\u00e8 un filone, un elemento che egli prende da questo tipo di commedia teatrale. L\u2019ho trovato un assai interessante\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u2026canovaccio?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">S\u00ec!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con questo tentativo su Ibsen, hai anche provato a fare arte-terapia mentre scrivevate o \u00e8 solo una mia impressione\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">No, non penso. Certo, noi creatori di teatro ad un certo livello siamo sempre molto ossessivi nel dire che facciamo sceneggiatura professionale e non terapia di gruppo. Ma penso, e ne sono felice, che ci sia anche un elemento di terapia quando scrivi, dirigi o reciti. Diventando adulto, ho realizzato che \u00e8 davvero stupido pretendere che non c\u2019\u00e8 alcun aspetto di terapia in questo. Ognuno porta con s\u00e9 memorie, paure, speranze nel posto dove lavora. Quindi c\u2019\u00e8 qualche parallelo con la terapia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><br \/>\nChe tipo di audience hai nel workshop, hai scelto tu i tuoi studenti?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">No, lo ha fatto la Biennale per me perch\u00e9 molte domande di partecipazione erano in italiano. Quindi ha pensato Alex a formare il gruppo. Ho chiesto che ci fossero almeno il 50% di donne, spesso la sceneggiatura \u00e8 un affare troppo maschile. Anche per il mio piacere: non mi piace un\u2019intera classe di uomini che parla! E mi piace la vita reale: sono stato ad una scuola normale fatta di met\u00e0 ragazzi e met\u00e0 ragazze! In particolare penso che in alcune parti del mondo, e forse nei paesi latini, ci siano queste grandi figure maschili che si considerano i maestri e scelgono altri uomini di cui circondarsi. Non mi sento a mio agio in mezzo a cose troppo patriarcali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Altri artisti (come Neil Labute) che hanno lavorato in altri workshop mi hanno detto che la parte pi\u00f9 difficile con giovani drammaturghi \u00e8 la revisione del lavoro. Sovente si innamorano della prima versione e non sanno che la gioia (o la perversione) della scrittura \u00e8 l\u2019editing. Sei d\u2019accordo?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">S\u00ec. Spesso ho visto con giovani scrittori che, quando il lavoro viene consegnato, c\u2019\u00e8 una sorta di paura nel cambiarlo, nel criticarlo: \u00e8 come se il lavoro sparisse. Ho notato che ci sono capacit\u00e0 che dividono e qualificano le persone. Chi \u00e8 capace di scrivere un dramma fantastico grazie solo all\u2019ispirazione e chi (sono quelli che scriveranno molti pezzi nella loro vita) ha spesso la dote di rivedere, dare altra forma, criticare il proprio lavoro, fino a impiegare un mese per cinque pagine\u2026<\/p>\n<p><em><br \/>\nCome combini l\u2019attitudine, spesso veloce e furiosa, dei social network, con il tuo corpo totale di creatore di teatro, che \u00e8 probabilmente pi\u00f9 lento e riflessivo? Come partecipi ai social? Curi personalmente i tuoi account?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molti scrittori amano i social perch\u00e9 la scrittura \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 molto solitaria. E\u2019 un modo per chiacchierare. Se lavori in un ufficio o in una fabbrica, incontri le persone a pranzo o alla macchinetta del caff\u00e8. Lo scrittore no perch\u00e9 lavora da solo, per mesi. Esattamente come andare alla macchinetta del caff\u00e8 e fare due chiacchiere con il collega, lo scrittore va su Facebook e racconta. E\u2019 appunto un po\u2019 di gossip\u2026<\/p>\n<p><em><br \/>\nSaresti capace di condividere qualcosa di pi\u00f9 che una chiacchiera superficiale rispetto alla tua routine, qualcosa di pi\u00f9 intrigante, personale, o come dire, pi\u00f9 pesante? Anche questioni politiche?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non tanto, non direi. E poi, penso che lo slacktivism sia davvero pericoloso. La politica vera \u00e8 ancora qualcosa che non si fa sui social, ma tra persone, nella vita vera. Non penso sia un atto politico \u2018postare\u2019 ogni giorno cosa pensi su Gaza. Io cerco di non fare dichiarazioni politiche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Qual \u00e8 stato l\u2019incontro pi\u00f9 inaspettato che hai avuto recentemente, sia nella tua vita lavorativa che in quella personale?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non penso di aver avuto incontri inaspettati, magari sono uno troppo controllato. Mi piace per\u00f2 incontrare nuove persone e FB aiuta. Qualcuno un giorno \u2018posta\u2019 un link di un giovanissimo musicista pop inglese, si chiama Baby Tap, quindi divento amico su FB (non l\u2019ho mai visto di persona): ha appena finito l\u2019universit\u00e0 e lavora nella sua stanza producendo i suoi video. Un giorno Baby Tap posta un artista drag americano che si chiama Christeene. Mi \u00e8 piaciuta subito la canzone di Christeene &#8211; la prima che ho ascoltato, si chiamava African Mayonnaise. La mostro quindi ad un mio amico produttore di teatro che \u00e8 riuscito a portare in tour Christeene in Inghilterra ed ora suona ad Edimburgo e ho avuto modo di conoscerla. Quindi, come \u00e8 successo: qualcuno posta su Baby Tap, lui riposta e quindi il mio amico la vede\u2026I social sono davvero una buona fonte di nuovi contatti con le persone ma questo \u00e8 un buon esempio di me che fa succedere qualcosa! Adoro fare nuove connessioni e mettere insieme le persone, quelle che normalmente non sono connesse\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Sei innamorato adesso, Mark? Sia se si sia se no, pensi ci sia una forma di amore da fiction che sia in grado di durare per sempre, in certi modi?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">S\u00ec, sono innamorato e ho fatto un matrimonio civile con il mio partner a Londra nel 2009; adesso lui lavora in Austria (a Bregenz, dove l\u2019Austria incontra l\u2019Italia). Proprio perch\u00e9 siamo in due nazioni differenti, occorre lavorarci su, come curare le piante. Lavorare ogni momento per rinnovare il sentimento, innamorarsi della stessa persona molte volte, ogni giorno. S\u00ec, spesso, innamorarsi ogni giorno. Questo tipo di sentimento \u00e8 differente dagli amori di quando si era pi\u00f9 giovani, quando era tutto sempre <em>super woow <\/em>ma durava tre settimane o tre mesi al massimo\u2026.Preferisco il tipo di amore dove devi lavorarci di pi\u00f9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Cosa fa la societ\u00e0 per te e cosa fai tu per la societ\u00e0?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 che veramente \u00e8 importante degli esseri umani \u00e8 che siamo sociali, ma che dobbiamo fare societ\u00e0 ogni giorno, in pratica \u00e8 la stessa metafora che ho usato per l\u2019amore. Certo potremmo e dovremmo parlare anche di argomenti pi\u00f9 grandi, magari politici, ma trovo ci siano cose pi\u00f9 rilevanti nel livello quotidiano: come ci trattiamo come lavoriamo insieme, insomma come creiamo genuine situazioni sociali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una delle cose pi\u00f9 belle del workshop veneziano \u00e8 stato proprio formare piccoli gruppi di lavoro, vederli creare in lingue differenti, trovare i modi di comunicare le proprie idee agli altri, incoraggiarsi\u2026 Non puoi avere un\u2019immagine della societ\u00e0 fissa, data. Ogni giorno ognuno di noi fa la societ\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Cosa fai tu per la societ\u00e0 come persona?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sono sicuro. Nel senso, conosco un sacco di persone molto pi\u00f9 coinvolte di me in attivit\u00e0 politiche o caritatevoli o chiss\u00e0 cosa\u2026Il mio particolare talento \u00e8 scrivere questi pezzi: molto spesso \u00e8 difficile considerarli socialmente utili o rilevanti. Qualche volta puoi pensare ad essi in termini di qualcosa di esclusivo, tuttavia contribuiscono\u2026.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><br \/>\nTu dai la benzina alle anime, penso<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sarebbe fantastico! Lo spero!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Quali libri e quale musica hai qui con te a Venezia?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne parlavo con Alex (Rigola, <em>ndr<\/em>) proprio l\u2019altra sera: ho letto da pochissimo una bella <em>novella <\/em>di George Bataille, autore francese. La traduzione in inglese \u00e8 <em>The Blue of Noon <\/em>(il titolo originale \u00e8 <em>Le Blue du Ciel<\/em>, <em>ndr)<\/em>. Ambientato tra Londra, Parigi e Barcelona, \u00e8 stato scritto nel 1935, ha circa 75 pagine e parla dell\u2019Europa che va verso il fascismo senza saperlo e senza che le persone lo capiscano, questo \u00e8 il senso del libro. L\u2019autore non ne parla mai in termini politici. L\u2019ho trovato al contempo irritante, potentissimo e terrificante: un libro fantastico!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La musica che ascolto ora qui? Un paio d\u2019anni fa scrissi un nuovo adattamento dell\u2019<em>Incoronazione di Poppea<\/em>, di Monteverdi. Ora la canto tutto il tempo qui, nella mia testa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Un talento che ti manca?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto quanto relativo alla musica, credo. La amo e ora lavoro molto per il teatro musicale e per l\u2019opera. Ma non sono in grado di scrivere musica, quindi qualsiasi cosa del ramo (che so, suonare il piano, cantare) sarebbe fantastico da iniziare!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><br \/>\nCosa hai imparato sin qui dalla vita?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ah ah ah (<em>ride<\/em>)! Che la tua esperienza personale non sar\u00e0 mai unica. E\u2019 qualcosa di assai difficile da capire quando sei giovane. Pensi sempre che quel che ti succede sia una prima volta per il genere umano, che tu sei unico ma invece \u00e8 il contrario, in tanti passano quello che passi tu. Quindi direi che ho imparato a moderare il mio ego. Ho impiegato tanto tempo a imparare. Certamente \u00e8 stata una parte importante della mia crescita e sospetto che accada anche nelle vite di molte altre persone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><br \/>\nI tuoi prossimi progetti e i tuoi prossimi workshop se ne hai fissati gi\u00e0 altri?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019immediato sto scrivendo una grande opera per un compositore norvegese, Rolf Wallin. Adesso, una volta che torno a Londra, devo riscrivere qualcosa sul secondo atto. Il debutto \u00e8 fissato per il mese di aprile 2017 all\u2019Opera House di Oslo. E\u2019 davvero una grande produzione, 16 nel coro, 17 nell\u2019orchestra\u2026 un sacco di personaggi: un grande pezzo. Il libretto condenser\u00e0 tutto. Wallin ha avuto un\u2019idea iniziale di lavoro, poi ci siamo dedicati a lunghe conversazioni che hanno portato ad un percorso pi\u00f9 concreto. Ho quindi iniziato la storia e lui mi ha dato tanti feedback per riscrivere, riscrivere\u2026Una volta che abbiamo il libretto in una forma che sia pronta e su cui iniziare a lavorare, lui inizia a scrivere la musica\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Il British Council ha fatto qualcosa di utile per il successo del tuo primo lavoro, Shopping and Fucking o la censura non ha aiutato?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ho avuto alcun problema con la censura ed il British Council mi ha sostenuto sin dall\u2019inizio. Penso che a quei tempi furono tutto sommato molto rapidi a realizzare il grande interesse attorno ai giovani autori di teatro inglese e attorno agli artisti visivi ed ai musicisti di quegli anni, era la met\u00e0 degli anni Novanta. Decisero anche che era il genere d\u2019immagine che volevano del paese all\u2019estero. Certo, potevano anche decidere di continuare a promuovere cose come Shakespeare, ma videro l\u2019energia che veniva dalle generazioni dei giovani e scommisero su quello. Buona reazione.<\/p>\n<p><em>Sei mai riuscito a seguire qualche autore o regista italiano?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 molto tempo che non riesco. Sono stato molto fortunato in passato a vedere qualche Strehler (circa 25 anni fa) e una delle cose pi\u00f9 belle che ho visto \u00e8 stato un Dario Fo dirigere alcune commedie francesi (due Moli\u00e8re e altri). E\u2019 riuscito a mischiare ottimo <em>clowning<\/em>, commedia fisica e grandi prospettive socio-politiche: lo vidi a Parigi, incredibile (in Inghilterra non avremmo avuto la possibilit\u00e0 di vedere il regista Fo o di conoscerlo come scrittore).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un terrazzo meraviglioso, piena estate, Venezia, i gabbiani cantano a squarciagola e l\u2019aria \u00e8 cos\u00ec cristallina, i pensieri cos\u00ec rapidi, &hellip; <a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/mark-ravenhill-creatore-di-teatro\/\">Continua<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2835,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[12],"tags":[1048,1051,1049,41,989,240,1047,49,209,225,1050,39,17,22],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2834"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2834"}],"version-history":[{"count":19,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2834\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2999,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2834\/revisions\/2999"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2835"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2834"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2834"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2834"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}