{"id":2850,"date":"2014-09-18T10:15:09","date_gmt":"2014-09-18T10:15:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/?p=2850"},"modified":"2014-09-25T11:47:04","modified_gmt":"2014-09-25T11:47:04","slug":"ammar-abo-bakr-graffitaro-egiziano","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/ammar-abo-bakr-graffitaro-egiziano\/","title":{"rendered":"Ammar Abo Bakr, graffitaro egiziano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo incontrato a Luxor, il graffitaro egiziano Ammar Abo Bakr. Il giovane trentenne vive a West el-Balad (quartiere del centro del Cairo) ed \u00e8 autore dei tre pi\u00f9 bei graffiti di via Mohammed Mahmud, una delle strade in cui si sono verificati gli scontri pi\u00f9 duri tra manifestanti e polizia, in particolare nel novembre 2011 quando gli attivisti protestavano contro la giunta militare, guidata da Hussein Tantawi. Tra questi graffiti spicca Il <em>giovane con gli occhi di pesce<\/em> che rappresenta uno dei ragazzi che \u00e8 stato accecato dai cecchini negli scontri in piazza Tahrir del novembre 2011.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ultimo in ordine di tempo di questi graffiti di via Mohammed Mahmud ritrae il disegnatore Hisham Rizk, 19 anni, scomparso e poi ritrovato morto la scorsa primavera nell\u2019obitorio di Sayeda Zeinab. I graffiti sono diventati uno dei simboli delle rivolte del 2011. Disegni e murales hanno tappezzato il centro del Cairo, i ponti e i viadotti della citt\u00e0. Gli artisti hanno saputo usare il linguaggio della gente comune per riappropriarsi dello spazio pubblico, senza per\u00f2 dimenticare l\u2019utilit\u00e0 di conquistare le parole (in arabo classico: per esempio il termine \u00abgiustizia sociale\u00bb) normalmente appannaggio del regime che usa la lingua alta. Cos\u00ec migliaia di attivisti hanno sfidato l\u2019egemonia culturale delle autorit\u00e0 egiziane. I graffiti sono stati per\u00f2 in parte cancellati nell\u2019autunno del 2012, dopo l\u2019elezione dell\u2019ex presidente islamista, Mohammed Morsi, per poi ricomparire dopo il colpo di stato militare e diventare dei veri esemplari d\u2019arte contemporanea. Secondo i pi\u00f9 importanti intellettuali egiziani, i graffiti sono il principale esito artistico e culturale delle rivolte del 2011.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Hai un ricordo di Hisham?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mio ultimo graffito lo raffigura. Era uno dei giovani artisti di maggior talento. Voleva la rivoluzione non solo sulle mura. Mi ha contattato un anno fa dicendo che voleva fare graffiti, voleva andare a studiare arte. E cos\u00ec ha iniziato il primo anno all\u2019Accademia. Ma qualcosa \u00e8 andato storto e una campagna contro Hisham \u00e8 stata avviata dagli islamisti radicali di Hazimoun. \u2018Hisham non \u00e8 musulmano, e parla male dell\u2019islam\u2019, dicevano. Certo, Hisham tra rivoluzione e religione avrebbe scelto la prima. Ma era un artista e i suoi amici venivano da tutte le correnti politiche. Era un puro rivoluzionario, contrario a ogni potere, anche alla religione. Gli islamisti, dall\u2019inizio delle rivolte, hanno tentato di mescolare le carte e confondere il movimento. Il nostro giudizio non era certo positivo sul loro conto, ma non possiamo negare l\u2019attuale ferocia della repressione dell\u2019esercito. Ho poi voluto affiancare a Hisham delle immagini di statuette funerarie dell\u2019antico Egitto (lavoro sull\u2019identit\u00e0 egiziana tra antico e moderno), vorrei dare alla gente lo spazio per pensare di pi\u00f9. E poi vorrei che, come al tempo degli antichi egizi, questi idoli della filosofia antica\u00a0 lo accompagnino nell\u2019altra vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Quando hai iniziato a fare graffiti?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho studiato all\u2019Accademia tra il 1996 e il 2001, ho iniziato a lavorare alla Facolt\u00e0 di Arte a Luxor. \u00c8 molto difficile vivere qui in Egitto. Molti artisti sembrano europei e hanno perso la loro identit\u00e0. Io faccio ricerca, credo nella gente non nella politica, non amo la gente di <em>Zamalek<\/em> (ricco quartiere del centro del Cairo, <em>ndr<\/em>) e dell\u2019<em>Opera<\/em>, gli artisti hanno perso tutto, vendono pitture ai vecchi capitalisti. Io vorrei che l\u2019arte finisca dappertutto. Insegnano arte e la presentano nelle gallerie e nessuno la porta alla gente di strada. Gli artisti sostengono il regime non fanno niente per gli egiziani. Ho iniziato le mie ricerche nel 2004, all\u2019inizio della rivoluzione avevo gi\u00e0 raccolto 26 raccolte di schizzi, cercavo di studiare la gente, passavo\u00a0 tempo per strada e non intendevo presentare me stesso come rivoluzionario. Sono stato un anno a dare informazioni sui graffiti rappresentati sulle mura alla gente che passava per strada, non mi presento mai come artista ma come parte della rivoluzione che usa l\u2019arte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Cosa ami del tuo lavoro?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono felice quando finisco il lavoro, ne faccio una foto e vedo la reazione della gente comune per strada. \u00c8 impressionante, presento cose nuove. La gente comune, le famiglie, guardano al muro della rivoluzione, al giornale della rivoluzione. Per me \u00e8 incredibile. \u00c8 una vergogna che gli artisti presentino ancora l\u2019arte nelle gallerie. Certo non sono contro le gallerie in Europa, ma al Cairo, o Luxor s\u00ec. Quello che dipingo per strada, dopo due mesi, non \u00e8 mai la fine, ma un altro inizio. E cos\u00ec ricomincio dall\u2019inizio e faccio qualcosa di meglio, condivido le mura, non succedeva prima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Come rappresenti la societ\u00e0 egiziana nelle tue opere?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La societ\u00e0 egiziana mi d\u00e0 le idee, prendo le idee dalla societ\u00e0 egiziana. Hanno accettato quello che ho fatto sulle mura, rispettano quello che ho fatto fin qui. Quando a settembre 2012, la polizia ha pulito parzialmente le pareti, al tempo di Morsi, la reazione dei cittadini \u00e8 stata incredibile. Hanno duramente criticato il governo islamista. Erano tutti per strada contro questa decisione. Dal novembre 2013 abbiamo fatto tanti nuovi graffiti e la polizia non li ha cancellati perch\u00e9 la reazione della societ\u00e0 sarebbe stata forte. Senza la societ\u00e0 non si pu\u00f2 fare niente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Eppure le rivolte vivono una fase di completo contenimento, dopo il golpe del 2013.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u2019ultima volta che ho dipinto in via Mohammed Mahmud sono passati sei mesi, non ho fatto niente perch\u00e9 avevo paura per me e i miei amici, molti di loro sono in prigione. L\u2019ultima volto che sono stato l\u00ec per dipingere <em>Il giovane con gli occhi di pesce<\/em> mi sono sentito in pace. Sono tornato dopo sei mesi l\u00ec solo per pitturare Hisham. E allora ho sentito di aver perso tempo. Sono come Hanubi, l\u2019uomo che quando qualcuno muore gli prepara la tomba, rappresentando qualcosa che fa bene alla gente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Qual \u00e8 la tua passione culinaria?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi piace il <em>ful<\/em> (pur\u00e8 di fave, <em>ndr<\/em>). Amo il suo sapore, mischiato con <em>tahina<\/em> (salsa di sesamo, ndr) e pomodoro. Potrei mangiarlo tutto il tempo e non mi stanca. Mia nonna faceva un buonissimo <em>full<\/em>, mi piace questo sapore. Non sono sposato e mangio sempre cibo di strada.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Qual \u00e8 la tua bevanda preferita?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Adoro la Stella (birra egiziana). Ho scoperto che una famiglia belga che viveva in Egitto ha ideato questa birra. Questa birra \u00e8 parte della nostra identit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Trovi ispirazione dalla societ\u00e0 egiziana?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Leggo molto libri di sufismo. Mi piace il flamenco, soprattutto quello egiziano di Ali Khattab. Flamenco \u00e8 gitani, alcuni gitani si trovano in Egitto, per questo gli egiziani fanno flamenco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Vorresti vivere da qualche parte\u00a0 fuori dall\u2019Egitto? <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non vorrei vivere fuori dall\u2019Egitto. In questi anni ho viaggiato molto per partecipare a workshop e conferenze. E se dovessi scegliere mi piacerebbe vivere in Italia, sono stato in Sicilia, ed \u00e8 straordinaria. A Berlino potrei stare con persone di tutto il mondo. Per questo potrei vivere a Berlino, ma quando ho visitato la Sicilia l\u2019ho amata subito. Mi sembrava di essere in Egitto e questo \u00e8 stato straordinario.<\/p>\n<p>Cosa hai imparato dopo tre anni di rivolte?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho imparato che non posso creare niente; solo se vedo la gente e studio dalla gente comune, per strada, imparo molto e, se voglio creare qualcosa, sono lo strumento tra la gente e il soggetto e non molto pi\u00f9 di questo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giuseppe Acconcia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Cairo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo incontrato a Luxor, il graffitaro egiziano Ammar Abo Bakr. 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