{"id":3035,"date":"2014-10-02T15:43:08","date_gmt":"2014-10-02T15:43:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/?p=3035"},"modified":"2014-10-08T16:39:57","modified_gmt":"2014-10-08T16:39:57","slug":"alon-schwabe-partner","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/alon-schwabe-partner\/","title":{"rendered":"Alon Schwabe, partner"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Varcando la soglia del padiglione Americano alla Biennale di Architettura di Venezia (si intitola Office<em>US<\/em>), vi troverete in un edificio moderno intriso di un paradosso: \u00e8 contemporaneamente una biblioteca vivente e un archivio contradittorio. Ospita la grammatica del potere e la sua controparte: le nuove generazioni che cercano costantemente di erodere questo ruolo o giocare a camuffarsi con esso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La biblioteca costruita al suo interno per la mostra contiene tutte le architetture moderniste costruite al di fuori del territorio Americano da architetti americani nell\u2019intervallo 1914-2014. Oltre a girovagare tra gli scaffali e consultare i progetti archiviati (esposti con un forte accento grafico, in qualche modo estremo, e pensati per essere agiti con alta usabilit\u00e0, anche con parole chiave e confort spaziale, cos\u00ec che il pubblico rimanga quanto pi\u00f9 possibile) ci si pu\u00f2 attivare, senza per questo ricevere pressanti richieste, in uno spazio sovente popolato di studenti, performer e molti altri ospiti chiamati ad interagire ogni giorno con la mostra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0 il canovaccio di Office<em>US<\/em> inizia anche prima della visita, consultando il suo\u00a0<a href=\"http:\/\/www.officeus.org\">sito internet<\/a>: l\u2019agenda del giorno con gli eventi in programma, ogni documento relativo alla ricerca, spesso streaming in diretta o la possibilit\u00e0 di collegarsi con <em>hangout<\/em> (<em>un servizio VOIP di Google<\/em>), esplorare la consistenza della libreria e altri servizi, tra cui una colonna sonora attiva 24\/7.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, poi puoi decidere come unirti a loro, quando e per cosa. Ogni giorno va bene in questo non-spazio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello che non ti sfuggir\u00e0 una volta visitato \u00e8 che questo \u00e8 il tempio del potere politico, economico e di rappresentazione dell\u2019America in altri stati. La mostra ed il suo programma molto sottile (purtroppo non premiato con il <a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/andres-architect\/\">Leone d&#8217;Argento<\/a>) sono stati concepiti con un budget assai contenuti reso disponibile da diversi donor e curati da una no profit di New York, che si occupa di mostre d\u2019arte e di architettura, lo <a href=\"http:\/\/www.storefrontnews.org\">Storefront<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho incontrato due dei sei giovani partner che ogni giorno si occupano dell\u2019organizzazione e della realizzazione pratica di tutto questo: parlare e rendere visibile ci\u00f2 che muove l\u2019architettura e l\u2019urbanistica. Privilegi travestiti a volte da democrazia, a volte dal modernismo, a volte da iniziativa privata con salati effetti sul pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I due partner sono Alon Schwabe e Daniel Fern\u00e1ndez Pascual. Al di fuori dell\u2019esperienza con OfficeUS, loro lavorano come aritsti e performer sotto il nome di <a href=\"http:\/\/cooking-sections.com\">Cooking Sections<\/a>. Questa intervista va gustata doppia, switchando spesso tra una e l\u2019<a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/daniel-partner-2\/\" target=\"_blank\">altra<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><br \/>\nLa tua storia in poche righe,\u00a0Alon Schwabe<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho 30 anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono nato a Tel Aviv (Israele) e ho vissuto l\u00ec molti anni. Poi ho iniziato a fare questo tipo di lavoro in diverse direzioni. Per molti anni nel teatro e nella performance, lavoravo per alcune compagnie e coreografi israeliani; poi ho iniziato progetti miei e ho diretto alcune <em>pi\u00e8ce<\/em>. Col tempo sono stato sempre pi\u00f9 attratto dallo spazio pubblico e soprattutto su come farvi performance. Quindi mi sono avvicinato alla realt\u00e0 urbana con un approccio architetturale. Ho anche co-curato la <em>Bat-Yam International Biennale of Landscape Urbanism<\/em>. Nella stessa citt\u00e0 ho anche collaborato con una <em>pi\u00e8ce<\/em> che veniva replicata sui balconi delle case (mischiando attori professionisti ed artisti insieme agli stessi abitanti per ripensare il tipo di azioni che puoi fare in questi luoghi). Dopo mi sono trasferito a Londra, dove ho studiato al Centre for Research Architecture (Goldsmiths College) finendo il mio master. Da allora vivo l\u00ec, \u00e8 l\u00ec che ho incontrato Daniel e abbiamo iniziato a collaborare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><br \/>\n\u201cAttento all\u2019atmosfera, OfficeUS, compreso te, \u00e8 al lavoro\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Che ruolo hai avuto nella ricerca preparatoria del padiglione e, una volta a Venezia, nel farlo funzionare?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono qui come parte di un gruppo di partner, che lavorano per questo. Gli altri \u2013 a parte il mio partner in <em>Cooking Sections<\/em>, Daniel \u2013 sono Arielle Assouline-Lichten, Curtis Roth, M-a-u-s-e-r- (Mona Mahall, Asli Serbest), Manuel Shvartzberg Carri\u00f2 e Matteo Ghidoni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante i mesi passati a Venezia, abbiamo condotto ricerche e lavorato su tanti soggetti \u2013 dagli edifici ai vari argomenti che emergono dall\u2019archivio che abbiamo presentato in <em>OfficeUS. <\/em>Siamo qui circa sei giorni a settimana e lavoriamo su un ampio spettro di progetti: creiamo nuovi immaginari, cuciniamo e ideiamo nuove ricette, organizziamo cene, presentazioni e dibattiti. Prima della partenza ufficiale del padiglione, i curatori e due universit\u00e0 hanno condotto per oltre un anno una ricerca specifica. Gli studenti coinvolti in questa fase precedente provengono dal MIT Department of Architecture e dall\u2019Austin E. Knowlton School of Architecture della Ohio State University.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><br \/>\nAltri artisti prima di voi si sono presi l\u2019arduo onere di affermare posizioni politiche attraverso materiali edibili (non importa se a forma di a <\/em><a href=\"http:\/\/cooking-sections.com\/Empire-Remains-Christmas-Pudding\"><em>pudding<\/em><\/a><em> o di una <\/em><em><a href=\"http:\/\/cooking-sections.com\/Cordero-Pascual\">pelliccia fatta di pelle di agnello<\/a>\u00a0<\/em>come avete fatto voi<em>). Ma mi sembra che l\u2019approccio di Cooking Sections sia molto pi\u00f9 intrigato da grandi temi di politica internazionale e soprattutto sia molto conscio, direi da architetti.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella nostra pratica artistica non \u00e8 fondamentale il cibo in se\u2019 ma che tipo di paesaggio, architetture e territori vengono prodotti attraverso il cibo. In questo senso, usiamo il cibo sia come un mezzo di ricerca che come un fine \u2013 una soluzione per modellare, rappresentare, ricreare quei territori che indaghiamo. E\u2019 come un cerchio senza fine, abbiamo una produzione basata sulla ricerca e una ricerca basata sulla produzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><br \/>\nPuoi presentare, in particolare, uno dei vostri ultimi progetti \u201c<\/em><a href=\"http:\/\/cooking-sections.com\/Dietary-Confinement\"><em>Dietary Confinement<\/em><\/a><em>\u201d? Chi ve lo ha commissionato?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 nato prima come un articolo ed una serie di foto per il <em>Displacements Journal<\/em>, poi \u00e8 stato esibito all\u2019ACC Weimar (nella mostra <em>Politics and Pleasures of Food<\/em>). Oggi (<em>24 Settembre 2014, \u00e8 il giorno in cui SW ha intervistato Alon, fuori al Padiglione Stati Uniti ai Giardini di Venezia<\/em>) \u00e8 stato pubblicato anche in Ebraico in un\u2019altra rivista, <em>Igud Einyanim<\/em> (si tratta di una rivista di arti curate dall\u2019Associazione degli Artisti israeliani).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Daniel: Sono curioso di scoprire che effetti avr\u00e0\u2026<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alon: <em>Igud Einyanim<\/em> \u00e8 una rivista pubblicata da una curatrice e giornalista, Hadas Kedar: ha preparato questo numero, dedicato alle periferie, durante la guerra, quest\u2019estate. La posizione della rivista sui recenti avvenimenti \u00e8 stata molto criticata. Vedremo, \u00e8 difficile dire ora che effetti potr\u00e0 avere sul nostro progetto!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><br \/>\nSiete stati gi\u00e0 invitati a esporre in una galleria israeliana?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alon, Daniel (<em>insieme<\/em>): Staremmo per\u2026.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><br \/>\nQuindi quest\u2019articolo potrebbe accelerare il processo o fermarlo per sempre..<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo (<em>sorridono<\/em>): vedremo se la porta resta aperta o se ci verr\u00e0 sbattuta in faccia\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><br \/>\nCome avete incontrato Storefront?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alon: Io attraverso un progetto che presentai con <em>WochenKlausur<\/em> (Vienna) mentre Daniel \u00e8 stato invitato a una mostra curate da loro l\u2019anno scorso a New York (era parte del team di curatori).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><br \/>\nQuale \u00e8 stato un incontro inaspettato che hai avuto di recente, sia nella tua vita lavorativa che in quella personale?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno inaspettato \u00e8 in divenire. Dei cari amici (<em>The Muslim Brothers, <\/em>un duo di trentenni: una fashion designer ed un artista con cui abbiamo lavorato molto) vengono a trovarmi. Una vera sorpresa, quando ci hanno detto che venivano a Venezia. La relazione e lo scambio con loro \u00e8 iniziato, anche in questa maniera inaspettata, a Londra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><br \/>\nCosa fa la societ\u00e0 per te e cosa fai tu per la societ\u00e0?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui stiamo parlando del decadente welfare europeo, ma io non sono un artista europeo, come Daniel, e quindi non ho accesso agli stessi aiuti e borse di studio, che da noi non esistono quasi. Qui stiamo crescendo come artisti non come persone, quindi io da parte mia devo sempre industriarmi a trovare falle nel muro per esprimermi dato che non \u00e8 sempre qualcosa di scontato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><br \/>\nChe libri e che musica ti accompagnano qui a Venezia (se ce ne sono di particolari)?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno dei libri pi\u00f9 belli che ho letto di recente sar\u00e0 pubblicato a novembre prossimo per Verso (Londra). Si tratta di una prima versione, una preview, che l\u2019autrice mi ha dato prima della pubblicazione e che mi accompagna nel lavoro e nella ricerca qui a Venezia. Si tratta di <a href=\"http:\/\/extrastatecraft.net\/About\"><em>Extrastatecraft: The Power of Infrastructure Space<\/em><\/a> di Keller Easterling. E\u2019 un\u2019incredibile ricerca condotta in sette anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riguardo la musica, parlerei piuttosto della sua assenza a Venezia <em>(ho incontrato il duo di performer in un tecno party che avevano organizzato qualche mese fa in un teatro occupato al Lido, dove finalmente tutti noi ci siamo goduti qualche ora di ballo, una rarit\u00e0 a Venezia). <\/em>Ho un amico a Tel Aviv, Eyal, che studia cinema egiziano e che fa anche il dj in un party settimanale, si chiama <em>Re-Levant<\/em>. Fanno <em>Mediterranean music <\/em>e ricreano i paesaggi mediterranei, che mi mancano davvero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><br \/>\nUn talento che hai e uno che ti manca?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mio non-talento \u00e8 il canto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><br \/>\nCome fai a vivere una vita lenta?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi piace sia il lavoro sia la sua assenza e quindi riesco molto facilmente a vivere entrambe queste condizioni. Tutto secondo me viene insieme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><br \/>\nCosa hai imparato dalla vita?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molto \u2013 o nulla.<\/p>\n<p><em><br \/>\nSiete nati lo stesso giorno?<\/em><\/p>\n<p>Alon, Daniel: Eh no, sarebbe troppo!<\/p>\n<p>Le foto di Alon Schwabe sono state scattate da Laura Volpato (Treviso) in pellicola, all&#8217;esterno del Padiglione Americano ai Giardini della Biennale, con una\u00a0Hasselblad.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Varcando la soglia del padiglione Americano alla Biennale di Architettura di Venezia (si intitola OfficeUS), vi troverete in un edificio &hellip; <a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/alon-schwabe-partner\/\">Continua<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3036,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[12],"tags":[1179,1170,1180,1184,1189,1176,1164,676,1200,1175,1172,1181,1171,1187,1198,1191,1201,1195,1199,1192,1165,1177,240,1182,1185,1186,1188,1183,562,1168,1167,1196,1173,1174,1194,1190,1166,22,17,1193,1169,1178,1197],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3035"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3035"}],"version-history":[{"count":8,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3035\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3177,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3035\/revisions\/3177"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3036"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3035"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3035"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3035"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}