{"id":3894,"date":"2014-12-17T17:33:05","date_gmt":"2014-12-17T17:33:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/?p=3894"},"modified":"2015-01-22T13:42:20","modified_gmt":"2015-01-22T13:42:20","slug":"renata-libera-professionista","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/renata-libera-professionista\/","title":{"rendered":"Renata, libera professionista"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La tua storia in 10 righe<\/em><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Mi chiamo Renata Moura, e sono nata nel 1990 nella citt\u00e0 di Salvador, nello Stato di Bahia, in Brasile \u2013 Salvador \u00e8 una delle pi\u00f9 belle e culturalmente peculiari citt\u00e0 del Brasile. Nel 2006 ho fatto parte di un programma di scambio culturale e sono stata nella Central Coast, una regione australiana vicina a Sidney. Nel 2009, stanca di vivere nella splendida ma provinciale Salvador, mi sono trasferita a San Paolo dove nel 2012 mi sono laureata in giornalismo presso l\u2019universit\u00e0 C\u00e1sper L\u00edbero. Sebbene il corso mi sia piaciuto molto, fin dal primo anno di universit\u00e0 mi sono occupata di produzione di eventi culturali. Inizialmente, ho lavorato su progetti che combinavano arte ed educazione, poi al Museo di Arte Moderna di San Paolo dove ho lavorato per la ricerca di sponsor; poi, stanca di quell\u2019ambiente affaristico, nel 2011 sono ritornata alla produzione e ho iniziato a lavorare nell\u2019organizzazione di mostre. A partire dal 2013 sono libera professionista e lavoro con musei, istituzioni culturali e artisti dentro e fuori dal Brasile.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>Recentemente, hai intrapreso un lungo viaggio in Europa \u2013 e forse ti sarebbe piaciuto anche andare altrove e viaggiare ancora pi\u00f9 lungo \u2013 per capire quale sia il tuo posto in questo mondo. Cosa sei riuscita a concludere e quali sono le tue sensazioni una volta tornata a casa?<\/em><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Sin da molto piccolo sono sempre stata affascinata dall\u2019idea di viaggiare nel mondo e vivere in posti diversi. Ho quest\u2019idea che ad un certo punto della mia vita mi trasferir\u00f2 nuovamente da qualche parte, fuori dal Brasile. Il motivo per cui sono tornata \u00e8 che non sono mai riuscita a sentire il momento \u2018giusto\u2019 per andare via e cosa avrei fatto \u2013 continuare col lavoro che sto attualmente facendo, fare qualcosa di completamente diverso oppure fare un master (e in questo cosa, quale?).<\/p>\n<p>Sono appena tornata da questo viaggio in Europa e ora che sono di nuovo a San Paolo mi rendo conto di quanto io ami questa citt\u00e0, le persone e tutto ci\u00f2 che ho costruito qui. Nel corso del mio viaggio mi sono resa conto che amo il mio lavoro e ho deciso di continuare a lavorare nel settore della produzione artistica, per lo meno per questo periodo (o fino alla fine di questa prossima mostra su cui sto attualmente lavorando!). In effetti, credo che questo sia uno dei pi\u00f9 importanti insegnamenti che ho tratto da questo viaggio: avere pazienza e credere nel corso degli eventi della vita. Prima di partire per l\u2019Europa ero molto in ansia per ci\u00f2 che stavo facendo della mia vita, sia sotto il profilo professionale, sia sotto il profilo personale. Ma viaggiare per tre mesi senza programmare nulla, sapendo solo di andare solo verso la mia prossima destinazione mi ha fatto davvero molto bene. Vivere ogni citt\u00e0, ogni paese, ogni villaggio, conoscere persone di tutti i tipi che vivono in modo diverso la vita senza pensare al \u2018futuro\u2019 o pensare a cosa avrei fatto di me. Mi trovavo nella famosa situazione del \u2018qui e ora\u2019. Tutto ci\u00f2 mi ha riempito l\u2019anima e mi ha aperto gli occhi sull\u2019importanza di godere del presente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Che tipi di persone incontri nella tua routine lavorativa?<\/em><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Non posso lamentarmi della mia routine quotidiana. L\u2019ufficio dove lavoro si trova in una splendida parte di San Paolo che si chiama Villa Maddalena (Villaggio Maddalena) dove si trovano molte gallerie d\u2019arte, negozi di moda indipendente, piccoli ristoranti, studi di registrazione musicale; \u00e8 piacevole girare e incontrare continuamente persone conosciute. Mi trovo poi molto bene anche con le ragazze con cui lavoro e in quanto libera professionista, se faccio attenzione alle mie responsabilit\u00e0, posso lavorare da ovunque desideri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Quanto \u00e8 difficile cominciare \u2013 nel caso in cui ti interessasse farlo nel tuo paese \u2013 un\u2019attivit\u00e0 imprenditoriale come produttrice culturale?<\/em><\/p>\n<p>Non so se lo faro per il resto della mia vita. Inoltre, le grandi case di produzione che ci sono a San Paolo, nel complesso meno di otto, di solito reclutano liberi professionisti \u2018a progetto\u2019 perch\u00e9 tutte le mostre sono temporanee (alcune durano pi\u00f9 a lungo di altre), cos\u00ec per loro \u00e8 pi\u00f9 semplice coinvolgere lavoratori o lavoratrici in funzione della domanda.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Cosa ti dona la tua citt\u00e0, e cosa doni tu a lei?<\/em><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Mi sono innamorata di San Paolo fin da quando mi sono trasferita qui, sei anni fa. Fatte le debite differenziazioni, San Paolo potrebbe essere considerata la versione sudamericana di New York. C\u2019\u00e8 una grande diversit\u00e0 di persone che vengono, vanno, si fermano. San Paolo ospita le pi\u00f9 grandi comunit\u00e0 giapponesi e italiane al di fuori del loro paese d\u2019origine e una delle tre pi\u00f9 grandi comunit\u00e0 al mondo di siriani-libanesi. Oltre a ci\u00f2, ci sono ebrei, coreani, cinesi, haitiani, nigeriani, peruviani, boliviani, persone da altre parti del Brasile \u2013 prevalentemente provenienti dal Nord-Est, come me. Questo significa che la circolazione e lo scambio di idee sono davvero intensi e ci\u00f2 rende la citt\u00e0 pi\u00f9 pluralistica, meno provinciale, con pi\u00f9 opportunit\u00e0 e culturalmente pi\u00f9 ricca.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da due anni, una buona parte della popolazione di San Paolo fa parte di un movimento avente l\u2019obiettivo di \u2018diffondere amore\u2019 per la citt\u00e0, rendendola pi\u00f9 attraente per i suoi abitanti. Anche il consiglio comunale e il nuovo sindaco fanno parte di questo movimento. Occupando spazi della citt\u00e0 anche solo provvisoriamente, creando nuove piazze e nuovi parchi, promuovendo un numero maggiore di eventi culturali a entrata libera, realizzando forme di parternariato con artisti al fine di proporre interventi urbanistici, spingendo le persone a camminare di pi\u00f9, usare di pi\u00f9 bicicletta e trasposto pubblico invece dell\u2019auto, etc. Fare parte di questo movimento in questo momento di cambiamento \u00e8 davvero esaltante.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Descrivi uno splendido incontro avuto di recente.<\/em><\/p>\n<p>All\u2019inizio del mio viaggio in Europa, ho passato tre settimane in Danimarca nell\u2019ambito di un programma chiamato WWOOF (Word Wide Opportunities on Organic Farms \u2013 see <a href=\"http:\/\/www.wwoof.net\">www.wwoof.net<\/a>). Sono stata in una fattoria vicino a Ribe (<em>antica capitale danese<\/em>), lavorando al giardino, innaffiando i fiori, cucinando e pitturando ci\u00f2 che serviva in cambio di vitto e alloggio. In quel posto c\u2019era un signore gentile e sorridente che non parlava molto che vedevo saltuariamente mentre tagliava l\u2019erba su una di quelle piccole auto. Tagliava l\u2019erba cantando un mantra come fosse un monaco tibetano. Un giorno mi decisi a parlargli e ho scoperto che era un\u2019autorit\u00e0 in un famoso centro buddista danese e che per\u00f2 aveva deciso di rinunciare al suo lavoro perch\u00e9 si era stancato molto di viaggiare per le sue conferenze. Scopr\u00ec anche che apparteneva alla stessa scuola buddista di Milarepa, un antico insegnante buddista tibetano dell\u2019XII secolo, di cui da lungo tempo avevo seguito gli insegnamenti. Quando il signore scopr\u00ec che ero una seguace di Milarepa, fu molto contento e mi invit\u00f2 per un t\u00e8 a casa sua, dopo pranzo. Mi insegn\u00f2 molte cose che non sapevo ancora di Milarepa, mi prest\u00f2 alcune sacre scritture perch\u00e9 io potessi studiarle mentre ero l\u00ec. Erano cos\u00ec belle. Sono davvero grata a tutte le persone incredibili che ho conosciuto nel corso di questo viaggio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Puoi condividere con noi la tua passione culinaria preferita?<\/em><\/p>\n<p>Adoro fare cose che richiedono tanto tempo per la cottura, ricette antiche e tradizionali molto speziate. Sono appassionata di tutto il rito della cottura, specialmente quando con me ci sono altre donne in cucina che parlano dei segreti delle spezie. Questi elementi portano anima al cibo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il mio cibo preferito \u00e8 il cibo di Bahia (la mia regione brasiliana). Per me, l\u2019olio <em>dend\u00ea<\/em> \u2013 uno dei nostri ingredienti principali, che poi altro non \u00e8 che un tipo di olio di palma \u2013 \u00e8 prodotto dal Signore onnipotente in persona da una goccia di paradiso! <em>Dend\u00ea<\/em> \u00e8 la migliore cosa che ti possa capitare nella vita e se ne rimango senza per un po\u2019 mi ammalo. Cucinarlo per me \u00e8 come fare una pozione col sole. Beh, dopo aver dichiarato tutto il mio amore per il <em>dend\u00ea<\/em>, posso anche dire che mi piace molto cucinare il cibo mediterraneo (italiano, libanese, greco, marocchino, spagnolo, portoghese, etc.), il cibo indiano e thailandese. Tutti questi cibi possiedono un elemento di ritualit\u00e0, che si ritrova nel tentativo di condire in modo perfetto e di cucinare in modo lento, molto lento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Qual \u00e8 la tua bevanda preferita?<\/em><\/p>\n<p>Vino, sempre vino. Qualsiasi tipo di vino, vino rosso, vino bianco, vino da dessert\u2026Sono una devota di Dioniso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>Quale musica stai ascoltando in questo periodo? E cosa stai leggendo?\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Ascolto molta musica brasiliana, specialmente quella del movimento \u2018tropicalia\u2019, un movimento culturale che si svilupp\u00f2 durante la nostra dittatura negli anni \u201960 e \u201970: Caetano Veloso, Gilberto Gil, Tom Z\u00e9, Gal Costa, Maria Beth\u00e2nia\u2026e la musica tradizionale del Nord-Est del Brasile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per quanto riguarda i libri, \u00e8 un periodo in cui leggo autori di paesi africani che hanno conosciuto l\u2019uso della lingua portoghese, specialmente autori di Angola e Mozambico. I miei preferiti sono: Jos\u00e9 Eduardo Agualusa, Mya Couto, Ondjaki and Valter Hugo M\u00e3e.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>In che modo cerchi di vivere lentamente, se cos\u00ec ti piace vivere, in una citt\u00e0 come la tua?<\/em><\/p>\n<p>Dico a tutti che ho trovato Ges\u00f9 nello yoga J. Sembra strano, ma lo yoga ha curato la mia insonnia e le crisi di ansia che ero solita avere. S\u00ec, yoga, meditazione e pratiche spirituali provenienti da alcune religioni brasiliane.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Un talento che hai e uno che ti manca.<\/em><\/p>\n<p>Credo di essere brava a parlare, aiutare e prendermi cura di altre persone e sono rapida nel risolvere problemi ma devo ammettere che mi manca un po\u2019 di disciplina e sono piuttosto disorganizzata. Oh, per\u00f2 sorprendentemente sono piuttosto ben organizzata quando cucino.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>Cosa hai imparato dalla vita?<\/em><\/p>\n<p>Cos\u00ec tanto! Una delle cose pi\u00f9 importanti che ho imparato quest\u2019anno riguarda i riflessi: tutto \u00e8 lo stesso, dentro e fuori, e il modo in cui vedo il mondo e le altre persone \u00e8 un riflesso di come vedo me stessa. E\u2019 davvero cos\u00ec, ed \u00e8 impressionante.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; La tua storia in 10 righe\u00a0 Mi chiamo Renata Moura, e sono nata nel 1990 nella citt\u00e0 di Salvador, &hellip; <a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/renata-libera-professionista\/\">Continua<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3903,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[12],"tags":[1328,1828,1825,1833,1824,1831,1829,832,1834,1832,1860,1837,1835,562,1836,1820,1826,1821,1822,1861,1830,1823,988,1827,1838],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3894"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3894"}],"version-history":[{"count":4,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3894\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3995,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3894\/revisions\/3995"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3903"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3894"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3894"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3894"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}