{"id":5178,"date":"2019-12-12T02:07:52","date_gmt":"2019-12-12T02:07:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/?p=5178"},"modified":"2019-12-19T10:25:25","modified_gmt":"2019-12-19T10:25:25","slug":"luigi-editore-e-giornalista","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/luigi-editore-e-giornalista\/","title":{"rendered":"Luigi, editore e giornalista"},"content":{"rendered":"<p>Ad ovest un tramonto immane, il cielo talmente arancio che abbaglia; di fronte una gigantesca luna piena, rosa, che sorge \u2013 e una conversazione a bordo di un traghetto carico di umanit\u00e0 che transuma da Procida a Napoli.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un gruppo eterogeneo di persone accomunate da una amicizia che sembra essere molto profonda. Qualcosa in pi\u00f9, di sicuro, che non va spiegata ma che trasuda da sorrisi veri e un po\u2019 di malinconia.<\/p>\n<p>Sono tutti del Sud, calabresi per lo pi\u00f9, e vivono a Roma.<\/p>\n<p>Il gruppo che vi racconto ha girato l\u2019isola in lungo e largo con i motorini, a piedi, di notte e di giorno, irrefrenabili. C\u2019\u00e8 qualcosa da festeggiare e qualcosa da ricordare tra salsedine e senso di evasione. A zonzo tra le strette strade bianche arrampicate su fino a Solchiaro, e ancora a Terra Murata, cercando di mangiare con gli occhi ogni dove. Da Ciraccio e, prima ancora, dall\u2019esile spiaggia nera dopo la marina di Chiaiolella. Fino a Girone.<\/p>\n<p>Musica, le cene a mezzanotte, una festa di compleanno in terrazza, un bagno dalle rocce del Faro e poi sulla spiaggia del Pozzo Vecchio.<\/p>\n<p>Uno di quegli amici inseparabili fa un mestiere che ci piace, e tiene insieme i pezzi, i ricordi e le anime in modo ancora pi\u00f9 tenace.<\/p>\n<p>Mentre il sole chiude i battenti solo un momento, solo per questo oggi, e mentre la luna si prende la scena, sediamo \u2013 come gli altri chiassosi compagni di viaggio &#8211; sull\u2019ultima terrazza della nave.<\/p>\n<p><em>&nbsp;<\/em><\/p>\n<p><em>La tua storia in dieci righe. Dati salienti con un pizzico di romanzo\u2026<\/em><\/p>\n<p>Mi chiamo Luigi sono nato e vissuto per 19 anni in un piccolo paese del sud (<em>Italia<\/em>) che si chiama Fuscaldo, in Calabria. Viene dal latino&nbsp;<em>fons calidus<\/em>&nbsp;(aveva, infatti, una fonte calda situata ai suoi confini).<\/p>\n<p><em>In che anno nasci?<\/em><\/p>\n<p>1978, precisamente il 21 marzo.<\/p>\n<p><em>Ariete?<\/em><\/p>\n<p>Esatto, primo giorno dell\u2019Ariete e primo giorno di primavera! Eh gi\u00e0\u2026Vita familiare molto serena, siamo cresciuti un po\u2019 come i Robinson. Secondo di quattro figli, tre maschi e una femmina, sono sempre stato quello un po\u2019 sopra le righe. Molto curioso e con una strana predilezione per i guai e per qualche bella storia da ascoltare e raccontare. Il Sud \u00e8 pieno di bellezza e non meno dannazione e violenza. Volenti o nolenti si cresce anche assieme a situazioni non sempre facili. Poi ovviamente c\u2019\u00e8 chi sceglie da che parte stare. Ho fatto un po\u2019 impazzire i miei da teenager ma ho sempre coltivato le mie passioni che sono diventate, in buona parte, anche il mio lavoro.<\/p>\n<p><em>Ti sei poi trasferito<\/em><\/p>\n<p>Mi sono trasferito a Roma per studiare all\u2019universit\u00e0 a 19 anni, anche se non mi sono mai laureato. Non so quando ho capito che avrei voluto fare il giornalista, ma di sicuro sono sempre stato attratto dalle cose che accadono. La casa editrice, all\u2019inizio, \u00e8 stata il mezzo con il quale poter scrivere e documentare quello che volevamo senza bisogno di altro. Poi \u00e8 anche vero che ho sempre amato leggere. I libri sono sempre stati anche un po\u2019 un rifugio, nonostante l\u2019indole a mettere assieme sempre un sacco di persone e la voglia di ascoltare, comunicare.<\/p>\n<p>Ci sono libri che ti porti dentro. Come o pi\u00f9 che alcune persone incontrate.<\/p>\n<p><em>Cosa hai fatto dopo l\u2019universit\u00e0?<\/em><em>&nbsp;<\/em><\/p>\n<p>Ho cominciato quasi subito a fare il giornalista scrivendo per testate nazionali mainstream e online, (a Roma era anche abbastanza semplice), ma occupandomi per lo pi\u00f9 di video. All\u2019universit\u00e0 sono diventato il direttore di un giornale universitario, dopo un po\u2019 quel giornale non poteva pi\u00f9 essere universitario \u2013 sostanzialmente perch\u00e9 l\u2019universit\u00e0 non riusciva a controllarlo \u2013 e quindi abbiamo deciso di continuare da soli aprendo una piccola casa editrice che lo editava online. Avevamo oltre 5000 contatti unici al giorno, era diventata una cosa seria. Non ci occupavamo quasi per nulla di vita universitaria. Su rivist@ si leggeva di inchieste, musica, cultura, arte. Dopo un anno avevamo pi\u00f9 di 70 collaboratori che scrivevano da tutta Italia. Da&nbsp;<em>Rivist@<\/em>&nbsp;e poi da&nbsp;<em>Rivistaonline.com<\/em>&nbsp;nasce l\u2019idea di creare la Round Robin Editrice che oggi produce intorno ai 18\/20 titoli l\u2019anno: letteratura d\u2019inchiesta giornalistica, un po\u2019 di narrativa di giovani autori emergenti e negli ultimi anni molti&nbsp;<em>graphic novel<\/em>. Attualit\u00e0 italiana soprattutto, anche se molto incuriositi dall\u2019estero. Negli ultimi anni abbiamo spostato l\u2019attenzione oltre confini, non solo con le pubblicazioni. La casa editrice ha iniziato un dialogo con autori e realt\u00e0 editoriali che lavorano in altre parti del mondo. Paesi in cui la letteratura ha un ruolo importante e citt\u00e0 che ci affascinano e in cui torniamo spesso a presentare e proporre i nostri titoli: New York, Londra, Berlino, Francoforte, Bruxelles\u2026 per lo pi\u00f9 non ci siamo mossi molto dall\u2019Europa e dalla parte occidentale del mondo, ma non escludo di poter andare presto anche altrove.<\/p>\n<p><em>Esiste anche una libreria che vi accompagna?<\/em><\/p>\n<p>La Libreria Il Viaggiatore, in via del Pellegrino 165, a Roma. Siamo inciampati nella possibilit\u00e0 di far rinascere una storica, importantissima libreria della capitale che stava per chiudere definitivamente dopo la morte del suo fondatore e proprietario, Bruno Boschin. Forse uno dei pi\u00f9 grandi librai che l\u2019Italia ricordi. Era un po\u2019 di tempo che cercavo una redazione, un ufficio che fosse anche la nostra libreria, in una zona centrale, da poter aprire alla gente. Abbiamo quindi deciso di riaprirla, assieme alla nostra amica Eleonora &#8211; anche Lei su questa nave stasera &#8211; in uno spazio pi\u00f9 grande di fronte a quello vecchio. Oggi, in Via del Pellegrino, oltre alla libreria vive la redazione della <a href=\"http:\/\/www.roundrobineditrice.it\/rred\/index.aspx\">Round Robin Editrice<\/a>, la sede dell\u2019associazione \u201cLibreria in Viaggio\u201d \u2013 che sta programmando un importante festival di letteratura del Mediterraneo da fare qui a Procida a giugno 2016 &#8211; e fra poco anche un piccolo caff\u00e8 letterario.<\/p>\n<p><em>Cosa ti da\u2019 Roma, assumendo che ormai sia la tua citt\u00e0? E cosa dai a Roma tu?<\/em><\/p>\n<p>Roma \u00e8 tutto questo, mi ha dato tutto quello che ho e tutto quello che verr\u00e0, senza dubbio! Sono anni che ci vivo: pi\u00f9 di met\u00e0 della mia vita &#8211; ora ho 37 anni. Quello che restituisce \u00e8 tantissimo, anche se devo dire che alle volte un po\u2019 mi stanca.<\/p>\n<p>Ogni tanto devo rifugiarmi in qualche posto per guardare il mare. Come oggi, a Procida. Siamo tutti quella parte di fanciullino che ci portiamo dietro. Io guardavo il mare anche dal tetto di casa mia in Calabria. Ciascuno di noi, non solo io, d\u00e0 una parte importante alla citt\u00e0 dove vive: con le persone che frequenta, con quello che fa. Non ti saprei rispondere meglio di cos\u00ec. Faccio anche parte dell\u2019associazione daSud che si occupa di antimafia lavorando proprio con i quartieri spesso pi\u00f9 complicati della citt\u00e0. Continuo a fare il giornalista e mi occupo di temi sociali e di inchieste. Forse, s\u00ec, restituisco quello: provo a fare delle domande alla mia citt\u00e0 sperando di poter trovare delle risposte.<\/p>\n<p><em>Una cosa bella che ti \u00e8 capitata di recente?<\/em><\/p>\n<p>Questa intervista!<\/p>\n<p><em>Un talento che hai. E uno che non hai o che vorresti avere<\/em><em>&nbsp;<\/em><\/p>\n<p>Non credo di avere particolari talenti, mi piacerebbe suonare bene. La chitarra magari, o il pianoforte. Ecco, mi piacerebbe diventare un grande pianista!<\/p>\n<p><em>E non sei uno scrittore?<\/em><em>&nbsp;<\/em><\/p>\n<p>Devi chiederlo a qualcun altro che mi legge, non a me. Non credi?<\/p>\n<p><em>Difficile aprire e portare avanti un\u2019attivit\u00e0 imprenditoriale a Roma in questo momento storico e pi\u00f9 in generale nel tuo paese?<\/em><\/p>\n<p>Complicatissimo. Non c\u2019\u00e8 supporto o incentivo alla piccola impresa nella maniera pi\u00f9 assoluta e non parlo solo d\u2019istituzioni pubbliche ma anche di altre imprese o di associazioni di categoria. Quello che facciamo, lo facciamo per passione \u2013 in poco pi\u00f9 di dieci anni siamo passati attraverso tre crisi enormi e siamo ancora in piedi. Ma questo non ci ha impedito di andare avanti e continuare, organizzare eventi \u2013 come il festival di cui ti parlavo prima che, se tutto va bene, faremo qui a Procida il prossimo anno \u2013 e continuare a viaggiare. A fine mese presenteremo a Londra una delle nostre ultime opere, un graphic novel che racconta un caso di corruzione tra delta del Niger e Istituzioni europee. E poi credo Parigi e Bruxelles per altri libri e un paio di cose che bollono in pentola\u2026<\/p>\n<p><em>La musica ed i libri con te in questo momento, quelli che ti ossessionano. E dove li hai?<\/em><\/p>\n<p>Il libro che leggo ora \u00e8 nella borsa che porto con me, \u00e8 di Donato Carrisi, un giovane scrittore italiano. Talentuosissimo, per me \u00e8 tra i migliori scrittori di thriller.<\/p>\n<p>Sono un grande amante del noir, non riesco a farne a meno. Dal marsigliese Izzo<strong>,<\/strong>&nbsp;che considero un faro nella notte, al nordico Carlotto e poi Maurizio de Giovanni per citarne alcuni.<\/p>\n<p>La musica: in questo ultimo mese e mezzo, per ragioni che non ti dir\u00f2, i Casino Royale.<\/p>\n<p><em>Il tuo piatto preferito e il tuo rapporto con la cucina?<\/em><\/p>\n<p>La cucina \u00e8 il futuro a cui aspiro. Amo il cibo e per fortuna mi piace cucinare. La trovo una delle cose pi\u00f9 gratificanti, assieme a poco altro in effetti. In questo momento mangerei dei paccheri come solo a Napoli li sanno fare, con un sugo di pomodorini pachino, olive nere calabre cotte al forno, capperi di Pantelleria, un po\u2019 d\u2019aglio e foglie di basilico a profusione. Il tutto cotto in padella a fuoco lento con olio d\u2019oliva. Giusto per rendere giustizia a questa estate in arrivo.<\/p>\n<p><em>Una bevanda preferita<\/em><\/p>\n<p>La birra, weiss e bionda, in assoluto. Ma anche il vino bianco ghiacciato.<\/p>\n<p><em>Cosa hai imparato sino a qui dalla vita?<\/em><\/p>\n<p>Che bisogna stare attenti, rispettare quel che ti circonda. Che bisogna fidarsi delle persone ma senza mai abbassare la guardia. Che \u00e8 tutto ora e adesso, e si vive giorno dopo giorno costruendo qualcosa che ci piace.<\/p>\n<p><em>Questa intervista \u00e8 stata realmente realizzata a bordo di un traghetto nel giugno del 2015; la ripubblichiamo nel dicembre 2019 per salutare la Libreria del Viaggiatore che chiude per il caro-affitti. E vi invitiamo a visitarla. nel suo ultimo mese di apertura per godere dei suoi dibattiti, dei consigli dei librai e degli ottimi affari che propongono&#8230;.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ad ovest un tramonto immane, il cielo talmente arancio che abbaglia; di fronte una gigantesca luna piena, rosa, che sorge &hellip; <a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/luigi-editore-e-giornalista\/\">Continua<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5179,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[12],"tags":[2839,1070,2838,2168,2832,2828,2837,2834,2826,2831,2830,2829,832,2833,240,2827,2835,2836,34,8853,562,884,2823,2824,756,2825],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5178"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5178"}],"version-history":[{"count":9,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5178\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14816,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5178\/revisions\/14816"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5179"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5178"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5178"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5178"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}