{"id":5346,"date":"2015-07-02T08:07:14","date_gmt":"2015-07-02T08:07:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/?p=5346"},"modified":"2015-07-09T11:27:11","modified_gmt":"2015-07-09T11:27:11","slug":"xavier-le-roy-danzatore-e-coreografo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/xavier-le-roy-danzatore-e-coreografo\/","title":{"rendered":"Xavier Le Roy, danzatore e coreografo"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un vecchio magazzino dell\u2019Arsenale di Venezia ha ospitato fio alla scorsa settimana due performance completamente differenti l\u2019una dall\u2019altra \u2013 entrambe <em>agite<\/em> da 18 danzatori che hanno fatto domanda di partecipazione per una scuola estiva alla Biennale Danza di Venezia.<\/p>\n<p>Entrambe le pi\u00e8ce partono dalla parola agita solo in forma orale, non mediata ma richiesta. La prima \u00e8 ultra bianca e ultra luminosa, ultra semplice e ultra orizzontale: i performer in qualche modo interagiscono tra loro disegnando con i corpi totalmente nudi delle posizioni aeree e sul pavimento, camminando e sedendo come fossero dei quadrupedi. Durante la performance, che dura tre ore e che permette ai visitatori di andare e tornare a piacimento, si avvicinano a ciascuno a quattro zampe facendo delle domande ed intrattenendo una conversazione (a me hanno chiesto cosa significasse innamorarsi). La seconda pi\u00e8ce \u00e8 totalmente immersa nel buio, con una disposizione appunto militare tra pubblico e performer. Dura solo 20 minuti (\u00e8 parte di una pi\u00e8ce pi\u00f9 lunga) ed \u00e8 un dialogo improvvisato, cieco, su qualsiasi argomento. La luce si accende solo quando \u00e8 necessario &#8211; per dire che lo spettacolo \u00e8 finito.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il carosello di membra di <em>Title in Process <\/em><em>(2015, <\/em>con Scarlet Yu<em>)<\/em> e la linearit\u00e0 marziale di Excerpts of <em>Low Pieces <\/em>(2009-2011), in altri termini l\u2019ultra-contemporaneo e l\u2019ultra barocco, sono, si stenta a pensarlo, frutto di una stessa mente, che nel 1991 sterza dalla biologia alla danza, parliamo di <a href=\"http:\/\/www.xavierleroy.com\/\"><em>Xavier Le Roy<\/em><\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La sua storia con tre specifici accenni: l\u2019infanzia, quando decide di virare dagli studi scientifici alla danza e l\u2019et\u00e0 dell\u2019oggi \u2013 quando e come usa la danza per parlare a mondi che vengono da culture differenti<\/em><\/p>\n<p>Ah, potrei stare due mesi a rispondere! Sono stato allevato in Francia, nato nella periferia parigina e vissuto a sud della Francia da quando avevo due anni. Mio padre era un tecnico informatico, mia madre un\u2019insegnante. Il mio paese era di 2500 abitanti; la mia infanzia, dato che sono nato negli anni \u201960, era sistemata nella fase espansiva dell\u2019Europa e totalmente calata nella modernit\u00e0. Davvero un bel periodo, immagino, fino alla prima crisi petrolifera.<\/p>\n<p>Come e perch\u00e9 ho cambiato lavoro dalla scienza alla danza (<em>ha studiato biologia molecolare<\/em>)? Quando ho iniziato il mio PHD, ho iniziato anche la mia prima esperienza professionale in un laboratorio e ho quindi incontrato la realt\u00e0 della ricerca in quel settore \u2013 non esattamente come me l\u2019ero immaginata (avevo una certa idea romantica della professione). Mi veniva richiesto di produrre scienza e non di investigarla o di esperirla. Il periodo del mio PHD coincideva anche con la fine di una storia d\u2019amore durata tre anni. E\u2019 stato un momento drammatico, molto doloroso. E\u2019 l\u00ec che ho cominciato con le lezioni di danza. C\u2019\u00e8 anche un\u2019altra ragione: vivevo a Montpellier dove si svolge un festival di danza molto prestigioso e dove quindi ho potuto iniziare a crescere nella coreografia. Prima della danza ho sempre fatto molto sport, la mia infanzia era tutta attorno al calcio e al basket, le principali \u2013 ed uniche! \u2013 attivit\u00e0 in cui ero interessato. La frustrazione che provavo in generale per il mondo ed in particolare per la mia situazione amorosa mi spinsero a praticare sempre di pi\u00f9 la danza e sempre di meno le mie attivit\u00e0 scientifiche. Certo, finii il PHD perch\u00e9 dovevo, ma poi lasciai completamente la biologia per dedicarmi alla coreografia. Era il 1991, sin da allora faccio questo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Le scene che crea parlano a tutti, non intendo soltanto a un giapponese quanto ad un europeo toccando le medesime corde in entrambi. Parlano sia a chi viene da una cultura alta sia per l\u2019opposto. Come trova la strada, il giusto click, la via? Dove sta il magico?<\/em><\/p>\n<p>E\u2019 la mia principale preoccupazione. Voglio proprio indirizzare ogni mia performance in questo modo. Ho iniziato danza tardi e mi sono subito trovato in un mondo per iniziati dove non comprendevo tutti i codici. Ho cercato di imparare e ho incontrato un sacco di difficolt\u00e0 prima di esserne capace e mi sono anche sentito rifiutato. L\u2019idea di iniziare da un punto dove non ne so pi\u00f9 di te e tu non ne sai pi\u00f9 di me ma sai cose che io non so ed io altrettanto. Questa \u00e8 la coesione, questo \u00e8 il modo in cui possiamo condividere e trovare il modo in cui si pu\u00f2 accedere al mondo senza avere referenze imperative. Ecco perch\u00e9 il vocabolario che uso contiene raramente movimenti di danza come base, piuttosto contiene sia movimenti molto singolari sia quelli che ciascuno pu\u00f2 compiere\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La sua idea di \u2018danza\u2019 \u00e8 legata alla vita nel modo pi\u00f9 sorprendente ed \u00e8 il primo coreografo contemporaneo che vuole \u2013 e ci riesce \u2013 in ogni contesto trasformare il pubblico in soggetti attivi, anche forse perch\u00e9 cerca il ferale in ognuno di noi\u2026<\/em><\/p>\n<p>Forse lo pensa perch\u00e9 ha visto gli ultimi due spettacoli a Venezia. Uso molto l\u2019idea di un filosofo francese, Jack Ranci\u00e8re, che afferma qualcosa che mi sta a cuore: \u201cl\u2019uguaglianza non dovrebbe essere un obiettivo ma il punto di partenza\u201d. E\u2019 questo che ho deciso di applicare nei miei spettacoli.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>La sua relazione con la parola scritta e con quella parlata: le tratta allo stesso modo o ha una fonte che privilegia tra le due?<\/em><\/p>\n<p>Uso un sacco di situazioni di conversazione in molti lavori e possono prendere strade differenti. C\u2019\u00e8 una pi\u00e8ce chiamata <em>Product of Circumstances<\/em> che \u00e8 in forma di lezione, \u00e8 letteralmente un testo che ho scritto e che poi leggo. In <em>Title in Process (2015)<\/em>, i danzatori iniziano una conversazione con i visitatori e hanno tre domande a disposizione, possono usarle a piacimento e non esiste testo. Queste conversazioni non sono sceneggiate. Mi piace avere a disposizione quante pi\u00f9 possibilit\u00e0, poi uso le parole scritte o parlate a seconda di quel che occorre per cosa voglio realizzare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Cosa si aspettano da un coreografo-docente le giovani generazioni e cosa si aspetta lei da loro?<\/em><\/p>\n<p>Nell\u2019ultima esperienza a Venezia, mi hanno consentito di realizzare un esperimento: mi hanno donato curiosit\u00e0, desiderio di fare e condividere. E\u2019 stato grande. Molto positive.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Il traguardo pi\u00f9 grande raggiunto sinora come coreografo e danzatore e quello, invece, pi\u00f9 personale?<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Bene, penso che il traguardo raggiunto sia stato quello di cambiare professione. Essere stato in grado di fare davvero quello che volevo, volerlo fare, amarlo \u00e8 una grande fortuna. Un privilegio. E di sicuro questo traguardo vale tanto per il coreografo quanto per l\u2019uomo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Cosa le\u00a0d\u00e0 Parigi e, viceversa, cosa lei d\u00e0 alla citt\u00e0?<\/em><\/p>\n<p>Ho la fortuna di avere una bella residenza che mi ha aiutato molto, da tre anni, al <em>Th\u00e8<\/em><em>\u00e2<\/em><em>tre de la <\/em>Cit\u00e9 <em>Internationale Universitaire<\/em>. E\u2019 quasi alla fine. In genere, devo dire che non amo Parigi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Una passione culinaria del momento?<\/em><\/p>\n<p>Adoro, sempre, una normalissima pizza! Cosa mi piace mangiare al momento? Uhm, bella domanda, non so (<em>ride<\/em>)\u2026non mi fisso molto su una cosa, ma in generale amo molto la cucina asiatica \u2013 la scorsa volta che ho mangiato \u00e8 stata fantastica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Il posto dove \u00e8 riuscito a vivere \u201clentamente\u201d, se \u00e8 accaduto, sinora?<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Mi piacerebbe imparare un po\u2019 di pi\u00f9 cosa vuol dire vita lenta. Significa dire di no alle proposte. E\u2019 difficile perch\u00e9 \u00e8 una sorta di ciclo, molta pressione in certi momenti e in certo modo; se inizi a dire no, magari la questione non si pone proprio pi\u00f9 e non ricevi pi\u00f9 proposte.<\/p>\n<p>E\u2019 buffo, rispetto ai cicli: a volte ci sono settimane in cui direi no a tantissime cose \u2013 progetti, scrivere un saggio, un testo, un\u2019intervista \u2013 ma quando questa fase accade \u00e8 gi\u00e0 troppo tardi per rendersene conto perch\u00e9 si \u00e8 gi\u00e0 immersi in un flusso di cose da fare\u2026<\/p>\n<p>Vivo lentamente quando presento coreografie in forma di mostra, che consentono di stare in un posto per una durata estesa e quindi avere anche un ritmo lento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La musica e le letture con lei adesso?<\/em><\/p>\n<p>La musica nella mia vita cambia molto. Adesso ascolto le Sonate di Bach e le partiture trasposte per liuto. Leggo un libro sul paesaggio di Fran\u00e7ois Jullien.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Un talento che ha uno che le manca?<\/em><\/p>\n<p>Non penso di avere talenti. Mi piacerebbe quello del ritmo, e suonare musica.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Cosa ha imparato sin qui dalla vita?<\/em><\/p>\n<p>La vita \u00e8 grande.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Copertina: Xavier Le Roy, 2011 (foto: Emma Picq)<\/p>\n<p>Il calendario delle prossime performance:<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.xavierleroy.com\/page.php?id=9207d8721c7f1d3c866bc1548732990f405bc66a&amp;lg=en\">http:\/\/www.xavierleroy.com\/page.php?id=9207d8721c7f1d3c866bc1548732990f405bc66a&amp;lg=en<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Un vecchio magazzino dell\u2019Arsenale di Venezia ha ospitato fio alla scorsa settimana due performance completamente differenti l\u2019una dall\u2019altra \u2013 &hellip; <a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/xavier-le-roy-danzatore-e-coreografo\/\">Continua<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5348,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[12],"tags":[2957,2959,2956,755,2955,20,2958,17],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5346"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5346"}],"version-history":[{"count":5,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5346\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5446,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5346\/revisions\/5446"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5348"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5346"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5346"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5346"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}