{"id":5658,"date":"2015-09-10T08:53:07","date_gmt":"2015-09-10T08:53:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/?p=5658"},"modified":"2015-09-24T12:23:40","modified_gmt":"2015-09-24T12:23:40","slug":"nir-coreografo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/nir-coreografo\/","title":{"rendered":"Nir, coreografo"},"content":{"rendered":"<p>Compone coreografie a partire dalle biografie da chi lo circonda, \u2018persone di questo mondo\u2019. E quindi Slow Words l\u2019ha amato dal primo sguardo. E lui ama Tel Aviv ma come molti coreografi, vive a Berlino.<\/p>\n<p>Nir de Volff dice, di Tel Aviv: \u201cE\u2019 una bolla, un paese dentro un paese. Come il Vaticano, ma libero da ogni costrizione. Venezia e Tel Aviv sono relativamente vicine, meno di quattro ore di aereo, dovrebbero sviluppare relazioni pi\u00f9 strette. Devi sapere che Tel Aviv \u00e8 una delle citt\u00e0 pi\u00f9 sicure e libere del mondo, e te lo dico perch\u00e9 ho girato parecchio, da San Paolo a Bangkok a Mosca\u2026.Non credere solo a quello che leggi dalle news, dovresti andare e provare di persona!\u201d<\/p>\n<p>Ho visto la sua danza, incredibilmente potente, in un teatro italiano, dove ha firmato a met\u00e0 una pi\u00e8ce (Never Forever) con un regista di teatro puro, Falk Richter. E\u2019 la prima volta che mi accade di pensare che danza e teatro possano funzionare cos\u00ec bene venendo create insieme: 105 minuti di danza e recitazione magicamente incapsulati in una sorta di manicomio che mostra le frustrazioni di chi vive in un perenne sbilanciamento \u2013 il bisogno e la paura (insieme) dell\u2019intimit\u00e0.<em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Gli piacciono, dice, i piccoli pubblici dove la scelta di intrattenimento \u00e8 ancora una volta di pi\u00f9 il teatro, magari comprando un biglietto che costa poco, meno di quello di un teatro lirico.<\/p>\n<p>Questo tipo di pubblico aspetta proprio te, dice, alla fine dello spettacolo e ama condividere e commentare.<\/p>\n<p>\u201cIl nome della mia compagnia, Total Brutal, pu\u00f2 accontentare un vasto pubblico. Alle volte anche le signore borghesi di 65 anni che amano l\u2019opera: anche loro vengono a vedere le mie performance\u2026<\/p>\n<p>Lavoro con molta libert\u00e0, humour e autoironia, tutti caratteri fondamentali della mia arte. Il lavoro \u00e8 serio e spesso triste. E i miei spettacoli oscillano tra tutti questi elementi.<\/p>\n<p>Lavoro sempre con persone che conosco molto bene, \u00e8 un rapporto altamente professionale ma sediamo fianco a fianco e dividiamo le nostre vite. Non \u00e8 esattamente come venire in ufficio ed inviare email: io lavoro con le fragilit\u00e0 e con realt\u00e0 multiformi in modo molto sensibile: questo in scena si vede. Uno dei miei danzatori, Florian, ha l\u2019energia di cinque performer e parla cinque lingue: conosco la sua prima moglie, quella attuale e grandi parti di quello che \u00e8 in scena in <em>Never Forever<\/em>.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La tua storia in poche righe, con un pizzico di infanzia, degli studi e di quello che fai ora<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Sono nato in Israele, mia madre viene dai Paesi Bassi e mio padre dall\u2019Iraq, sono entrambi ebrei e divorziati. La mia citt\u00e0 natia \u00e8 Petach Tiqwa, la traduzione del suo nome suona pi\u00f9 o meno come <em>spazio di speranza<\/em>, ma invece \u00e8 totalmente senza speranza, qui trovi la prima dissonanza nel mio passato, proprio nel posto in cui sono cresciuto. Sono andato in una scuola normale, non ho particolari miserie nella mia infanzia. Ho scoperto le arti e la danza intorno ai sedici-diciassette anni. Poi sono andato al servizio militare ed \u00e8 stato un periodo assai depressivo. Sei costretto a seguire delle regole quando la tua anima \u00e8 giovane e non ancora adusa al mondo. Sei forzato a imparare come usare una pistola! Non c\u2019\u00e8 niente di pi\u00f9 orribile del capire che puoi uccidere qualcuno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Dove hai prestato servizio?<\/em><\/p>\n<p>Sono stato fortunato, mi \u00e8 stato assegnato uno status speciale essendo un <em>ballerino d\u2019eccellenza<\/em> di Israele: non sono stato costretto a combattere. E dormivo tutte le sere a casa. Verso la fine ho avuto una crisi psicologica e non riuscivo pi\u00f9 a stare nell\u2019esercito, cos\u00ec fortunatamente sono stato trasferito nel posto pi\u00f9 fantastico per fare il servizio militare: la stazione radio, che si trovava in un posto bellissimo a Giaffa. In qualche modo la fine del mio servizio \u00e8 stata accettabile. Lavorando in radio, avevo continuamente incontri con persone famose e questo conta quando hai 21 anni. Tuttavia, ancora oggi, qualsiasi relazione con l\u2019esercito e quelle cose \u00e8 assai negativa. Alla fine del servizio militare ho iniziato la mia vera carriera nella danza. Ho creato la prima coreografia a soli 22 anni: sentivo un\u2019urgenza sin dall\u2019inizio verso la mia creazione e non soltanto di seguire quelle degli altri. Tutto questo accadeva a Tel Aviv e la vita poi mi ha portato molto rapidamente in Germania. Era la prima volta che prendevo un aereo e la prima volta che arrivavo in un paese straniero. E Berlino era la citt\u00e0. Ci passai due mesi e tornai indietro pensando che non ero ancora in grado di lasciare la terra in cui ero cresciuto. Dopo tre anni mi sentii pronto ad aprire nuove strade, avere nuove possibilit\u00e0. Quindi tornai in Europa. Non sapevo dove sarei stato, mi piaceva molto l\u2019idea della diaspora, di essere un immigrato dell\u2019arte, di scoprire nuove frontiere. Certo, ero un emigrante con un obiettivo, sapendo cosa volevo fare per migliorare pur non sapendo ancora esattamente come. Sono stato tra Bruxelles ed Amsterdam per tre anni: l\u00ec ho trovato risorse per i miei spettacoli; ho iniziato a creare, eccitato di essere in un posto nuovo. E poi mi sono trasferito a Berlino, dove vivo da circa dieci anni. Stabile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em> Ti piace la scena berlinese come i primi giorni o senti che \u00e8 cambiata?<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Sono un intuitivo. Arrivo in un posto e la prima attrazione per me \u00e8 l\u2019energia e l\u2019intuizione di dove mi trovi. Sono totalmente guidato dall\u2019energia. Alcune citt\u00e0 possono essere meravigliose ma poi non senti assolutamente energia o la necessit\u00e0 di sviluppare qualcosa l\u00ec. E\u2019 come l\u2019amore, sai. Ho semplicemente saputo che Berlino \u00e8 la mia citt\u00e0. La prima citt\u00e0 dove mi sono sentito a casa nella diaspora, dopo Amsterdam. Sono mezzo olandese quindi sono venuto in Europa anche per scoprire la vita che mio nonno non \u00e8 stato capace di avere l\u00ec (\u00e8 stato un sopravvissuto dell\u2019Olocausto): ho pensato anche che questa era in qualche modo una missione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Sei sempre contento di performare in qualit\u00e0 di artista internazionale oppure senti l\u2019importanza della tua origine e della tua nazionalit\u00e0 nello sviluppo della tua creazione?<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>E\u2019 molto complicato rispondere: io sar\u00f2 sempre un immigrato integrato ma nessuno mi considerer\u00e0 mai un tedesco e non so neanche se voglio esserlo. E\u2019 difficile, ultimamente (o altre volte) mi vergogno di essere israeliano se penso alla situazione politica di estrema destra e allo stesso tempo non voglio essere riconosciuto come un tedesco, almeno solo come tedesco. Sono come un ponte di un fiume senza pace, lo attraverso continuamente. Ma allo stesso tempo, ogni lavoro che scrivo e interpreto in Germania viene visto dagli spettatori e dai donors come quello di un coreografo israeliano. Non \u00e8 facile ottenere critiche oggettive.<\/p>\n<p>Anche dopo dieci anni, anche dopo che hai dimostrato di essere serio, che stai pianificando di mettere radici in un posto, in una citt\u00e0 \u2013 dove prendi e dai \u2013 rimarrai sempre uno straniero. Non so quanti anni mi occorreranno perch\u00e9 le giurie non avranno dubbi sul fatto che sono qui per restarci e accettino il mio humour israeliano, il mio nonsense e la grande energia che metto nelle mie composizioni anche se \u00e8 diversa da ci\u00f2 che le loro \u201ccapacit\u00e0 intellettuali\u201d avrebbero piacere a guardare.<\/p>\n<p>Gravit\u00e0 e perdita di gravit\u00e0\u2026.ancora, dopo tutti questi anni, \u00e8 un sentimento straniante.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Come coreografo, che relazione hai con la parola parlata (non con quella scritta)? Come ti senti a lavorare quasi come un creatore di teatro e non solo come un creatore di danza?<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Adesso il mio lavoro \u00e8 basato su parole e movimenti. Non sono un coreografo standard che lavora solo con il corpo. Mi piace mischiare la mente delle persone con cui lavoro \u2013 i loro mondi interiori, le loro idee politiche, gli ideali e le ideologie. In questo senso, il teatro non \u00e8 una lingua straniera per me. E\u2019 parte del mio bagaglio. C\u2019\u00e8 un\u2019importante narrativa delle varie storie\/corpi che racconto. La parola parlata origina anche la necessit\u00e0 di narrative chiare di movimenti. Crea anche livelli che il corpo stesso non pu\u00f2 spiegare da solo. Il corpo stesso \u00e8 un oggetto che senza alcuna parola pu\u00f2 impersonare migliaia di interpretazioni del suo significato. Una volta che aggiungi le parole, direzioni cosa vuoi dire. Va nell\u2019altro senso, direi, iniziare con un testo e cercare il suo significato fisico, il testo deve collegarsi con il corpo, non c\u2019\u00e8 il dominio di una parte sull\u2019altra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Eri preoccupato o solo felice della condivisione di creativit\u00e0, come accaduto in Never Forever? E\u2019 veramente un grande sforzo lavorare in questo modo. Hai incontrato il regista molto tempo fa? E\u2019 una collaborazione a lungo termine?<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Lavoravo anche prima con grandi produzioni come per esempio per la Frankfurt Opera House, il Sao Paulo National Theatre, la Bangkok National University, lo HAU Theatre Berlin con She She Pop, etc\u2026Sono a mio agio.<\/p>\n<p>Sono sempre molto eccitato quando inizio un nuovo lavoro, non importa con chi. Paura? Zero paura! Ho dubbi, pensieri: perch\u00e9 dovrei svegliarmi la mattina e andare in studio se avessi paura? Penso che la paura limiti molto la creazione. La ragione per cui ero curioso ad iniziare un nuovo progetto con Falk Richter \u00e8 perch\u00e9 anche lui inizia a creare da zero, senza script. Ogni mio progetto inizia allo stesso modo, ho un\u2019idea, faccio un cast, faccio la scena, i costumi: nulla \u00e8 scritto prima. A teatro di solito non si lavora cos\u00ec. C\u2019\u00e8 sempre qualcosa che esiste prima e tutto si riduce all\u2019interpretazione che di volta in volta da il regista. Ora comincio a lavorare con un altro regista di teatro per il Maxim Gorki Theatre a Berlino e l\u00ec mi cimento in qualcosa di nuovo: lavorer\u00f2 con un pezzo di teatro e solo con attori.<\/p>\n<p>Forse sono pi\u00f9 <em>italiano<\/em> in questo senso, mi sento libero, non pianifico molto e mi godo il momento. E, a riguardo dell\u2019energia israeliana, noi diciamo che ogni giorno \u00e8 nuovo e ci sono infinite possibilit\u00e0. Mi definisco mobile: lavoro anche in gallerie e musei d\u2019arte con le mie coreografie. Quest\u2019ultima \u00e8 una nuova direzione che il mio lavoro prende ora, sono un tipo di persona che ama cambiare, rinnovarsi e non ripetere, sempre e di nuovo. Mi eccitano le nuove idee, le nuove forme di azione e i nuovi spazi.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Il risultato pi\u00f9 significativo, al momento, come coreografo e quello a livello pi\u00f9 intimo?<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Come coreografo, di essere capace di lavorare nei teatri pi\u00f9 piccoli di fronte a sessanta persone e anche nei pi\u00f9 grandi di fronte a migliaia. Di non essere solo accecato dalle migliaia e di non ignorare quelle meravigliose sessanta di fronte a te. Una delle performance pi\u00f9 riuscite a Berlino era <em>site specific<\/em>, nella pi\u00f9 famosa sinagoga della citt\u00e0, molto controversa. Per me questo significa sapere come essere diversi.<\/p>\n<p>Come persona, essere in grado di preservare le mie relazioni con gli amici d\u2019Israele come se non avessi mai lasciato il paese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Il libro e la musica con te ora?<\/em><\/p>\n<p><em>A Brief History of Human kind <\/em>di Yuval Harari (un&#8217;analisi della storia del genere umano dall\u2019evoluzione dell\u2019uomo arcaico nell\u2019et\u00e0 della pietra fino al 21\u00b0 secolo). Adesso ascolto molto Umm Kulhtum, era la diva pi\u00f9 famosa della world music araba classica, da Il Cairo. Una sua canzone molto famosa in particolare, <em>Enta Omri<\/em> (You Are My Love). Sono affascinato dalla sua voce e dalla sua passione. E poi Bjork, specialmente il nuovo album. E\u2019 grande, molto consistente e sempre assai visiva: mi piacciono tutti quegli artisti con forti statement.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La tua strategia per vivere lentamente, se ci riesci?<\/em><\/p>\n<p>Sono una persona lenta quando ha senso esserlo. Vado a Tel Aviv, sulla spiaggia: l\u00ec di sicuro vivo lento, ho solo bisogno di un breve tragitto in bici e sono al mare. Mi rilassa molto, mi da senso di casa, dove capisco la lingua al 100% e dove c\u2019\u00e8 sempre mia madre: nel peggiore dei casi, posso tornare da lei per un paio di notti. Questo tipo di ambiente in un certo senso crea \u201csilenzio\u201d, in Germania usiamo la parola <em>R\u00fche<\/em>, un intervallo di pausa del pensiero, certo non puoi farlo completamente ma l\u00ec diciamo che raggiungo una buona approssimazione. Quando eravamo pi\u00f9 giovani, con alcuni amici eravamo soliti andare qualche giorno nel deserto del Sinai, ma non ho mai capito il senso di andare in un posto per rallentare. Sono l\u2019opposto: io devo andare pi\u00f9 veloce. E l\u2019unico posto in cui sono lento \u00e8 la spiaggia, l\u00ec sono le onde ad\u00a0andare veloci.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Cosa la tua citt\u00e0 (presumo si possa dire Berlino) ti d\u00e0 e cosa tu dai a lei?<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>S\u00ec, la mia citt\u00e0 \u00e8 Berlino. Conosco quasi tutto di lei e le do tanto. Ma ho due personalit\u00e0, tuttavia. Non \u2018avr\u00f2\u2019 Berlino senza Tel Aviv e viceversa. Ho un passaporto olandese, sono molto sicuro qui in Europa e nessuno potr\u00e0 cacciarmi (se guardiamo\u00a0ai recenti accadimenti!). A Berlino lavoro in diversi spazi e invento spettacoli assai diversi, che sia in sinagoghe in musei o in club. A Tel Aviv non lavoro tanto ma l\u00ec ho un legame profondo, un amore ancora in corso.<\/p>\n<p>Dono la mia vita a Berlino: con me puoi passare dalla tristezza al riso, dalla solitudine al divertimento. Spero di dare ispirazione per la creativit\u00e0. Intelligenza ed humour, ben combinati con l\u2019energia del corpo, sono i doni migliori che posso dare. Assisto a molta danza <em>minimal<\/em>, senza energia. Di contro sento che il pubblico apprezza molto pi\u00f9 il dono dell\u2019energia. Perch\u00e9, a quel punto, la fa propria.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Cosa hai imparato dalla vita fino ad ora?<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Cosa sto imparando \u2013 son ancora nel mezzo \u2013 \u00e8 che la vita pu\u00f2 finire oggi e quindi voglio godermela sempre di pi\u00f9, senza pensare ai prossimi dieci anni. E\u2019 una grande sfida, vivere ed essere felici ora. Pianificare meno il domani.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oggi allo Schaub\u00fchne di Berlino \u00e8 in scena Never Forever (e lo sar\u00e0 di nuovo il 16 e 18 ottobre). Per scoprire le prossime performance di Total Brutal:<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.totalbrutal.net\/Site\/total_brutal.html\">http:\/\/www.totalbrutal.net\/Site\/total_brutal.html<\/a><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Compone coreografie a partire dalle biografie da chi lo circonda, \u2018persone di questo mondo\u2019. E quindi Slow Words l\u2019ha amato &hellip; <a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/nir-coreografo\/\">Continua<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5659,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[12],"tags":[752,608,3170,1070,2168,2956,755,2955,753,1326,3171,606,1327,2218,3172,3169,3173,17,22],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5658"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5658"}],"version-history":[{"count":5,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5658\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5881,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5658\/revisions\/5881"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5659"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5658"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5658"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5658"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}