{"id":6265,"date":"2015-11-19T10:42:12","date_gmt":"2015-11-19T10:42:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/?p=6265"},"modified":"2015-11-25T21:28:50","modified_gmt":"2015-11-25T21:28:50","slug":"giacomo-milano","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/giacomo-milano\/","title":{"rendered":"Giacomo, Milano"},"content":{"rendered":"<p>Una piccola galleria d\u2019arte veneziana fuori dai circuiti consueti promuove una mostra sui generis. Parla di bullismo e di come \u2018uscire dagli angoli\u2019 dove la vita, talvolta, ti mette. Se dell\u2019artista \u2013 mezzo bancario e mezzo sarto, sicuramente 100% pittore \u2013 leggerete presto dalle nostre pagine, quella che segue \u00e8 la storia del curatore, Giacomo Nicolella Maschietti. L\u2019abbiamo raccolta in un piccolo angolo della galleria, seduti sul cordolo, a parlare fitto per 15 minuti filati &#8211; mentre vita, visitatori e commenti scorrevano sulle opere.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>La tua storia <\/em><\/p>\n<p>Ah, ma allora \u00e8 veramente una cosa privata!<br \/>\nDi anni ne ho 34, quest\u2019anno. Sono nato sul lago di Como ma ho viaggiato tanto perch\u00e9 ho seguito un po\u2019 i divorzi di mia madre e sono stato a Torino, Roma. Le elementari le ho fatte a Milano, il liceo sul lago di Como e poi dopo sono tornato a Milano e ora direi che sono milanese a tutti gli effetti.<\/p>\n<p>Ho studiato Filosofia con una tesi in filosofia della scienza (<em>con un docente che ha fatto sempre parte della vita attiva della citt\u00e0, Giorello<\/em>). Poi in realt\u00e0 non mi interessava pi\u00f9 di tanto la carriera accademica, ho fatto un bel mese in Tailandia appena laureato, come si conviene a quelli che non hanno le idee chiare. Quando sono tornato, incappo in una galleria d\u2019arte che aveva un cartello con su scritto \u2018cercasi assistente\u2019. Ho iniziato prima da quella, era una piccola galleria a Como, poi sono andato a Milano da Cannaviello, da Stein, dai Curti (insomma delle gallerie importanti).<\/p>\n<p>Ho fatto un po\u2019 d\u2019ufficio stampa e ho capito che non era per me. E a un certo punto mi sono licenziato e sono andato a fare uno stage da <em>Class Editori<\/em>, senza speranza di nessuna assunzione (era il 2006\/2007), ma invece mi hanno tenuto. E\u2019 una casa editrice finanziaria ma nessuno si occupava di arte e quindi io ho trovato il mio posticino \u2013 portando avanti parallelamente una serie di progetti.<\/p>\n<p>Poi suono la chitarra \u2013 da sempre. Negli ultimi cinque anni \u2013 e penso sar\u00e0 il gruppo che mi porter\u00f2 avanti tutta la vita \u2013 con i Gran Riviera (<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/granrivera\/?ref=bookmarks\">fan page FB<\/a>). Abbiamo fatto un disco e cerchiamo di coniugare uno straccio di attivit\u00e0 live pi\u00f9 o meno continuativa, in tutto il Nord Italia fino a Roma. Sotto facciamo fatica a spostarci, il mio cantante ha tre bambini, per\u00f2\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Cantate in inglese o in italiano?<\/em><\/p>\n<p>Cantavamo prima in italiano perch\u00e9 abbiamo fatto un disco con Universal. Ora abbiamo abbandonato le velleit\u00e0 di diventare famosi e incidiamo, con grande passione, con una bella etichetta indipendente di Genova dove c\u2019\u00e8 Beppe che ci da una mano e ci trova i concerti. Questo disco l\u2019abbiamo fatto quindi in inglese, comunque \u00e8 un prodotto veramente artistico, non abbiamo briglie e facciamo quello che ci piace (<a href=\"http:\/\/www.thisiscore.net\/\">http:\/\/www.thisiscore.net\/<\/a>)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La passione per l\u2019arte contemporanea ti \u00e8 venuta per quel cartello visto a Como?<\/em><\/p>\n<p>Mhh, s\u00ec. Prima lavoravo ai bookshop durante l\u2019universit\u00e0, avevo trovato che era un modo per fare un po\u2019 di soldi senza grande fatica \u2013 ad esempio la chitarra e l\u2019amplificatore me li sono comprati con tre mesi di lavoro a una mostra di Picasso.<\/p>\n<p>Sai i bookshop di quelle mostre grosse: facevo anche un sacco di \u2018nero\u2019 perch\u00e9 i cataloghi, non essendo contati, li vendevo senza ricevute, ogni tanto ne facevo sparire un po\u2019\u2026E mi ricordo che mi ero inventato di dire questa frase a quelli che chiedevano lo scontrino: \u2018No, non si preoccupi guardi, l\u2019iva \u00e8 assolta dall\u2019editore\u2019. Questa frase convinceva tutti! Costavano un sacco di soldi, 25 euro (era appena arrivata la nuova moneta!). Quindi ero riuscito a farmi un po\u2019 di soldi extra. Se mi sentissero le agenzie che facevano quel mestiere l\u00ec, produrre cataloghi,\u2026ma devono essere anche fallite!<\/p>\n<p>Forse lavorare con le gallerie \u00e8 stato il momento pi\u00f9 bello: conosci gli artisti, ci stai a contatto, capisci un pochino come gira il vento. Da un lato per\u00f2 \u00e8 anche brutto: \u00e8 come stare dal fruttivendolo, \u00e8 molto commerciale. E tu la tua non te la aprirai mai, costa troppi soldi!<\/p>\n<p>Ho trovato, infine, che fare il mestiere di giornalista sia stata la cosa pi\u00f9 giusta per me. Nel 2007\/2010, quando ho iniziato, erano altri anni, si viaggiava tanto. Io sono stato molto fortunato, ho fatto le principali fiere (Hong-Kong, Sudafrica, Brasile), insomma ho visto tante cose.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Sei in particolare esperto di <a href=\"http:\/\/www.classlife.it\/archivio-video\/3\/\">mercato dell\u2019arte<\/a> e spesso te ne occupi nelle tue <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/channel\/UCq-ofJRNlg8iYlnULm23jRA\">trasmissioni<\/a> <\/em><\/p>\n<p>Faccio solo quello, siamo in dieci in Italia che ci occupiamo di questo. E\u2019 una cosa che ha molto poco di scientifico, \u00e8 un mercato deregolamentato. Si va molto ad amici, sensazioni, conoscenze. Si pu\u00f2 studiare ma secondo me bisogna proprio lavorarci se no non si capisce niente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Cambieresti mestiere? Se s\u00ec cosa?<\/em><\/p>\n<p>Io penso che gli unici mestieri che meritino di essere fatti per vivere siano il pittore, la rockstar e lo scrittore, l\u2019astronauta: insomma, tutti quelli che sogni da bambino.<\/p>\n<p>Mi sarebbe piaciuto fare il musicista a tempo pieno, mangiandoci. Questo purtroppo non \u00e8 pi\u00f9 possibile, se non per una manciata di artisti. E quindi l\u2019ho messo da parte.<\/p>\n<p>Una volta ho fatto un colloquio e mi hanno chiesto qual \u00e8 il tuo sogno nella vita. Io ho risposto \u2018vivere di affitti e coltivare la mia passione: suonare la chitarra\u2018. E loro: \u2018ah, ah, ah \u2013 ridono. Dai qual \u2018\u00e8 la tua passione vera\u2019. E io, di nuovo, scandendo: \u2018vivere di affitti e coltivare la mia passione: suonare la chitarra\u2018.<\/p>\n<p>Non mi hanno preso.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Spesso la tua passione giornalistica esonda, e ti occupi di questioni diverse dalle trasmissioni che curi in tv. Soprattutto di <\/em>people<em> e soprattutto dal profilo facebook. Parti da cose che ti riguardano e le fai diventare piuttosto universali, con un tocco sovente ironico e tagliente allo stesso tempo. Il social network diventa un po\u2019 complementare alla tua produzione di contenuti. <\/em><\/p>\n<p>I social non sono banali, se usati in una maniera ponderata secondo me possono essere molto utili. Sono stati utili a me per lavoro: raggiungere contatti, in generale <em>fare cose<\/em> (sia nella musica che nell\u2019arte). Io ho scelto questa strada che \u00e8 quella di \u2018calare le braghe\u2019 ed essere completamente onesto. E non so se sia <em>tout court <\/em>quella vincente. Forse per alcuni ambiti funziona, per altri meno: di sicuro per\u00f2 ti leggono. Io ho tanta gente che non mi ha mai fatto un <em>I like<\/em>, che per\u00f2 poi m\u2019incontra per strada e mi chiede \u2018ma poi la storia del cane come \u00e8 finita\u2026?\u2019. Sei sicuro che comunque tutti sanno quello che stai facendo \u2013 se pubblichi dal tuo profilo personale e non da una <em>fan page<\/em> \u2013 devi stare attento. Io per esempio ho tra gli amici il mio direttore ed altri con cui collaboro: a me non frega niente, che ho scelto di essere molto vero. Forse con un po\u2019 pi\u00f9 di astuzia\u2026<\/p>\n<p>Ad ogni modo sono uno strumento potentissimo e fondamentale. Anche bellissimo, perch\u00e9 prima c\u2019erano i blog (dal 2000 al 2005) e mi ricordo che avevo i miei due\/tre blog di riferimento, ma erano due o tremila persone a seguirli. Io ho avuto un pezzo che faceva ridere e che avevo scritto su Facebook due anni fa con un milione e mezzo di visualizzazioni e 37.000 <em>I Like<\/em>. Questa \u00e8 una platea pi\u00f9 potente della televisione dove lavoro, delle riviste dove scrivo\u2026<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Se dovessi scegliere dove stai tra dieci anni, dove sei e cosa fai?<\/em><\/p>\n<p>Io a Milano sto benissimo. La mia ragazza non \u00e8 contenta perch\u00e9 ama molto la natura e le piacerebbe stare da qualche altra parte.<\/p>\n<p>Io ho vissuto parecchio sul lago di Como e mi riempivo la bocca con \u2018vivere fuori dai c. \u00e8 meraviglioso\u2019 \u2018via dalla citt\u00e0, via da tutto\u2019 per farmelo piacere.<\/p>\n<p>Qui a Milano non esco tantissimo, ma il solo fatto di sapere che se voglio fare qualcosa posso farlo, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 tutto, \u00e8 una bella opzione mentale.<\/p>\n<p>E\u2019 una citt\u00e0 ammalata da tanti punti di vista, uno su tutti avere gli stipendi della Grecia e i costi di Londra, per\u00f2 io ci sto bene. Io ci sto bene, per\u00f2\u2026certo\u2026<\/p>\n<p>Io credo che quando finir\u00e0 il meccanismo editoriale che conosciamo ora non so se tra dieci anni scriver\u00f2 ancora cos\u00ec come ora.<\/p>\n<p>O il mio settore si salva in qualche maniera che non \u00e8 stata ancora trovata, o credo che il mio prossimo mestiere sar\u00e0 sempre quello di produrre contenuti non per un editore. Saranno le aziende che si faranno il proprio magazine, quelle che potranno permetterselo. Gi\u00e0 succede\u2026E sar\u00e0 sempre pi\u00f9 cos\u00ec. E presumo andr\u00f2 a lavorare con qualcuno a cui piace quello che scrivo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La musica con te (non tua) e il libro che stai leggendo?<\/em><\/p>\n<p>Musica: non ascolto molto mainstream e quindi potrei iniziare con una fila di nomi che non conosce nessuno, o quasi. Vi consiglio di ascoltare i <a href=\"mailto:https:\/\/deltasleep.bandcamp.com\/\">Delta Sleep<\/a>, un gruppo inglese di ragazzi, che hanno appena suonato in Italia, veramente poco noti. Fanno un\u2019evoluzione del <em>mat rock<\/em>: solo chitarre pulite, tante canzoni in una intrecciate con un gusto, con una grazia\u2026.sono straordinari. E molto giovani.<\/p>\n<p>Libro: sono un po\u2019 pi\u00f9 banale, mi piacciono i romanzoni americani, mi leggo Jonathan Franzen, Philip Roth, quelli l\u00ec\u2026<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Siccome scrivi canzoni, leggi poesie?<\/em><\/p>\n<p>Poesia non la leggo. O quantomeno non contemporanea. L\u2019ho letta per studio, a scuola, ma non sono uno che la legge ancora oggi. Mi piaceva Dylan Thomas da ragazzino. Ah, aspetta, aspetta, non \u00e8 vero: oggi leggo (e mi piace) Guido Catalano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Un talento che hai e uno che ti manca?<\/em><\/p>\n<p>Che ho, non lo so. Che mi manca, tanti: mi piacerebbe saper cantar meglio, suonare la chitarra meglio, mi piacerebbe correre i cento metri sotto i 9 secondi (<em>senza doping, gli auguriamo)<\/em>. Ci sono tante cose che mi piacerebbero, non mi lamento. E\u2019 un momento della mia vita che mi sento molto fortunato, comunque sia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Cosa dai a Milano e cosa tu dai a lei. Mi hai gi\u00e0 detto che la ami, ma io ti chiedo proprio di spiegarmi la vostra relazione in termini di do-ut-des<\/em><\/p>\n<p>Io la onoro e soprattutto ne onoro gli anni, quegli anni della Milano che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. Quella di Renato Pozzetto, quella di Giorgio Gaber\u2026Mi fa impazzire andare a prendere il caff\u00e8 da Gattullo e vedere la foto di Pozzetto, di Cochi e Renato. Quei film non \u00e8 che fanno proprio parte dei miei gusti, ma me li sono proprio per osmosi <em>pippati <\/em>tutti, quindi ti senti parte di tutto questo.<\/p>\n<p>Milano, tuttavia, \u00e8 cambiata tantissimo negli ultimi cinque anni. E\u2019 diventata super tecnologica, molto moderna. Della moda mi frega poco, di uscire la sera (dei locali, il jet set, le feste) pure\u2026.Questi sono forse gli aspetti pi\u00f9 banali ma poi c\u2019\u00e8 tutto un sottobosco di cose di Milano che&#8230;Per esempio io vado sempre a bere a <em>Le Trottoir<\/em>, dove trovi, sempre, uno scrittore, Andrea Pinketts, con cui ho fatto proprio amicizia\u2026al bar. Con lui e con Giuseppe Veneziano, che peraltro espone sempre a Venezia perch\u00e9 lavora da Contini. Non mi piacevano particolarmente i suoi quadri ma abbiamo fatto una bella amicizia. Al bar. Infatti l\u2019ultimo libro di Pinketts si chiama \u2018 Mi piace il bar\u2019, e ovviamente si riferisce a <em>Le Trottoir<\/em>. Quello \u00e8 proprio il nostro posto, che \u00e8 in Piazza XXIV Maggio, dove c\u2019\u00e8 la darsena.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Era pi\u00f9 bello quello di prima secondo me\u2026<\/em><\/p>\n<p>S\u00ec, per\u00f2, adesso per\u00f2 \u00e8 pi\u00f9 di dieci anni che \u00e8 l\u00ec\u2026<\/p>\n<p>Poi mi piace anche perch\u00e9 \u00e8 vicino alla Trattoria da Giulio, che \u00e8 in corso San Gottardo, ci andiamo tutti i venerd\u00ec sera, tutta la band. Io mangi\u00f2 l\u00ec, suono, vado a bere a Le Trottoir. Questo il perimetro della mia mondanit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Cibo per cui muori? E cosa bevi?<\/em><\/p>\n<p>Le origini del nord m\u2019impongono i pizzoccheri valtellinesi e il Sassella, il vino della Valtellina. 100% nebbiolo, ma siccome l\u00ec fa freddo le uve non maturano pi\u00f9 di tanto, non sviluppano molto tannino e quindi non \u00e8 violento come i vini toscani\u2026buonissimo. Sassella o Inferno!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Cosa hai imparato fin qui dalla vita?<\/em><\/p>\n<p>Che di cazzate ne ho fatte parecchie. Ad esempio ho divorziato dopo un anno e mezzo di matrimonio. Di errori ne ho commessi tanti.<\/p>\n<p>Cosa ho imparato non lo so\u2026forse ho imparato ad essere pi\u00f9 sereno, un po\u2019 pi\u00f9 felice. Ecco, s\u00ec. Ho imparato ad essere felice.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una piccola galleria d\u2019arte veneziana fuori dai circuiti consueti promuove una mostra sui generis. Parla di bullismo e di come &hellip; <a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/giacomo-milano\/\">Continua<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6272,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[12],"tags":[18,3542,1501,2906,3545,3534,3538,3539,3546,764,832,15,3537,3543,3535,192,497,3533,2584,3432,3540,202,756,3536,3544,3541,1222,17,22,3010],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6265"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6265"}],"version-history":[{"count":3,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6265\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6367,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6265\/revisions\/6367"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6272"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6265"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6265"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6265"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}