{"id":6330,"date":"2015-11-25T21:25:27","date_gmt":"2015-11-25T21:25:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/?p=6330"},"modified":"2016-05-19T21:58:16","modified_gmt":"2016-05-19T21:58:16","slug":"leila-ginevra","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/leila-ginevra\/","title":{"rendered":"Le\u00efla, Ginevra"},"content":{"rendered":"<p><em>La tua storia, condensata, iniziando dalla nascita, dalla famiglia e dall\u2019infanzia<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Sono la nipote di Ali el Gha\u00efaty, un nazionalista egiziano che ha lottato per l\u2019indipendenza dell\u2019Egitto tra le due guerre mondiali, e di Lucienne Jacquemot, che poi divenne A\u00efcha el-Gha\u00efaty, una svizzera nata a La Chaux-de-Fonds. Mia madre, Jamila el-Gha\u00efaty, nata a Ginevra, ha sposato quello che diviene mio padre, Ibrahim Moukhtar el-Wakil, in Egitto. Mi padre \u00e8 nato a Mansoura (vicino al Delta del Nilo) e ci siamo trasferiti tutti per tre anni a Manchester dove lui complet\u00f2 il suo master. Studi da giornalista, divenne il direttore della Lega Araba a Ginevra negli anni Sessanta. Ci siamo poi trasferiti da Il Cairo a Ginevra quando avevo tre anni. E\u2019 qui che sono cresciuta ed \u00e8 qui che ho fatto l\u2019universit\u00e0. La mia famiglia \u00e8 aperta e cosmopolita, mischia la cultura egiziana e quella svizzera: amiamo parlare un misto di arabo, francese ed inglese. Mi ricordo ancora che mi guardavano come \u2018una Araba straniera\u2019, quando ero a scuola e quando Ginevra non era cos\u00ec aperta come \u00e8 adesso. Quando dovevo scegliere dei miei studi superiori, fui subito attratta dall\u2019architettura \u2013 pi\u00f9 che altro per distinguermi dai miei genitori che erano entrambi dei laureati umanistici. Tuttavia la scuola di architettura era chiusa quell\u2019anno che toccava a me e quindi finii per iscrivermi a Storia dell\u2019Arte e Latino. Dopo un anno, il dipartimento di architettura riapr\u00ec e decisi di seguire entrambi gli studi in parallelo \u2013 cosa che spiega il mio particolare coinvolgimento nel campo della storia dell\u2019architettura e soprattutto in campi come il restauro e la conservazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Conservazione, protezione, riscoperta \u2013 attraverso nuove semantiche \u2013 di oggetti, edifici, e dello spazio pubblico: quale parte del tuo approccio di ricerca \u00e8 il pi\u00f9 stimolante per te?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Prima di iniziare la carriera accademica, ho lavorato per almeno tre anni nello studio di architettura di Claude Jacotte a Losanna: era collegato all\u2019ICOMOS ed implementava severi principi di conservazione derivati dalla Carta di Venezia. La maggior parte dei progetti riguardava monumenti od edifici storici, quindi imparai la precisione ed il rispetto che quel genere di incarichi richiedeva. Questa attitudine, il rispetto per quello che \u00e8 costruito, \u00e8 rimasta nella mia ricerca. Ho studiato a lungo il patrimonio locale e regionale, che ai tempi era alquanto ignorato. Il lavoro documentativo \u00e8 in generale il primo <em>step<\/em> verso la conservazione \u2013 e questo mi ha motivata a studiare il lavoro e le teorie dell\u2019architetto egiziano Hassan Fathy.<\/p>\n<p>Oggi penso che gli storici dell\u2019architettura abbiano un maggiore ruolo, direi da attivista, nel salvaguardare edifici importanti, quartieri o citt\u00e0. Oltre alle mie attivit\u00e0 accademiche, per esempio, ho partecipato in campagne referendarie a Ginevra per preservare l\u2019Ariana Museum, il Metropole Hotel, e, proprio adesso, il Museum of Art and History. Ho poi anche lanciato la ONG <em>Save the Heritage of Hassan Fathy<\/em>, che \u00e8 ancora attiva.<\/p>\n<p>E\u2019 proprio parte di me condividere passione e conoscenza per la storia dell\u2019architettura, con tutti i miei studenti e a tutti i livelli. Insegno prevalentemente di salvaguardia nel Master of Advanced Studies in Conservation and Museology.<\/p>\n<p>Oggi gli studenti sono molto coscienti delle sfide ambientali e molte delle loro discussioni si concentrano sulla riscoperta di soluzioni appropriate e ragionevoli che furono sviluppate in passato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Salon Suisse \u00e8 molto flessibile ad ogni tipo di istanza culturale in un luogo cos\u00ec denso di storia come Venezia, che lo \u00e8 in particolare durante le biennali, L\u2019evento collaterale svizzero \u00e8 l\u2019unico spazio in citt\u00e0 che offre una piattaforma di dialogo, permanente, lungo tutta la durata del festival. Cosa progetterai, da curatrice dell\u2019evento, in tandem con <\/em>Reporting from the Front, <em>il tema generale della 15ma Biennale di Architettura?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Il tema \u2018guerriero\u2019 scelto da Aravena illustra il clima teso in cui le questioni di architettura dovrebbero essere affrontate, e capite, oggi. Uno dei problemi principali \u00e8 il grande gap sociale che caratterizza il nostro mondo. Da un lato, le <em>archistar<\/em> sono chiamate ovunque per edificare per i pi\u00f9 ricchi, mentre dall\u2019altro milioni di persone povere vivono in condizioni senza dignit\u00e0. In quest\u2019edizione di Salon Suisse, voglio mettere l\u2019accento sulla responsabilit\u00e0 sociale dell\u2019architettura nei confronti di chi parte con meno vantaggi, offrendo uno spazio dove i tanti architetti svizzeri, e stranieri, coinvolti nel costruire un mondo migliore possano condividere le loro conoscenze e la loro esperienza. Ci dar\u00e0 l\u2019opportunit\u00e0 di scambiare idee su argomenti che ci coinvolgono proprio tutti. Salon Suisse 2016 ci racconter\u00e0 dal fronte del costruire per (e con) gli svantaggiati sottolineando il potenziale delle tecniche tradizionali e della riscoperta di saperi. Promuover\u00e0 anche la visione della professione come fonte di miglioramento umano che va oltre le mode culturali.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Le parole non sono affatto neutrali per te, visto che riesci anche a trovare il tempo per informare gli altri di cultura e patrimonio sul tuo <\/em><a href=\"http:\/\/lelwakil.blog.tdg.ch\/\"><em>blog<\/em><\/a> <em>(sulla versione online del quotidiano La Tribune). In uno dei pi\u00f9 recenti post, hai citato Ruskin. In particolare, sul rischio che deriva dall\u2019incontrare clienti ciechi ed, insieme, le peggiori idee sulla cura ed il mantenimento degli edifici (e pi\u00f9 in generale di <\/em>asset<em> culturali). Ti occuperai anche di argomenti simili a Salon Suisse?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Questi argomenti possono essere assai rilevanti quando si discutono le lezioni date oggi agli architetti contemporanei dalle antiche tecniche costruttive. Io credo che in ogni campo tutti noi dovremmo imparare da quella che viene definita \u2018tradizione\u2019.<\/p>\n<p>Quelli che cercano di annichilire il passato in favore di una cosiddetta modernit\u00e0 hanno certamente deciso di intraprendere una battaglia che porter\u00e0 all\u2019impoverimento dell\u2019umanit\u00e0. Le chiavi per il futuro devono essere cercate nella nostra storia. Spero che Salon Suisse ci dia l\u2019opportunit\u00e0 di valutare gli edifici antichi dalla prospettiva della ricchezza delle loro fonti. Tuttavia, voglio principalmente usare l\u2019opportunit\u00e0 di partecipare alla Biennale per stimolare chi pratica, e chi usa, l\u2019architettura a pensare differentemente sulla prossima cultura del costruire.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>In concreto, che paragoni tra la Svizzera ed il Medio Oriente possono essere trovati nelle tue lezioni e nel tuo lavoro di ricerca sull\u2019architettura e sull\u2019arte moderna?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Le motivazioni pi\u00f9 profonde che mi spingono a studiare entrambi i contesti risiedono soprattutto nella mia biografia, ed emergono dal desiderio di contribuire con le mie due madrepatrie, Svizzera ed Egitto. Ma esistono contatti tra i due paesi in termini di pratiche architettoniche. Dal periodo coloniale in poi, molti scambi avvennero tra Europa e Medio Oriente in generale \u2013 con architetti che viaggiavano da una parte all\u2019altra e tecniche sviluppate in posti differenti, oltre che con trend che si spostavano da regione a regione.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Quanto \u00e8 dura iniziare, e continuare, l\u2019attivit\u00e0 di ricercatore indipendente (e di professore) nella tua citt\u00e0 e\/o in generale?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Dato che il mondo accademico \u00e8 molto chiuso e competitivo, e dato che funziona per cooptazione, dove permane un pensiero omogeneo tra le discipline, ho trovato veramente stimolante promuovere alcune delle mie idee originali e modi di discutere il mondo dell\u2019architettura. Grazie all\u2019apertura tipica del contesto globale, \u00e8 diventato molto pi\u00f9 facile sviluppare metodi di ricerca pi\u00f9 liberi, alternativi e contro-culturali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Il pi\u00f9 importante traguardo che ti \u00e8 capitato di raggiungere di recente come ricercatrice (come docente, sei stata premiata nel 2012 come la migliore nel tuo campo!)?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Ogni passo \u00e8 stato per me un traguardo nella lunga carriera accademica che ormai ho alle spalle, ma la cosa per cui sono pi\u00f9 contenta ora \u00e8 l\u2019imminente pubblicazione del libro su Hassan Fathy in inglese con l\u2019Universit\u00e0 Americana per Cairo Press. Questa traduzione dovrebbe anche essere seguita da un\u2019altra in arabo. Sono particolarmente felice di questi sviluppi, che permetteranno a pi\u00f9 persone interessate di trovare le idee dell\u2019architetto \u2018a piedi nudi\u2019 che ha dedicato tutta la sua vita alle costruzioni per i poveri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Una cosa bella capitata di recente?<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ho appena scoperto la citt\u00e0, bellissima, di Yazd, in Iran, dopo aver partecipato ad una conferenza sull\u2019architettura troglodita a Tehran. Ti mozza il fiato: gli edifici in terra gialla cruda mi sono apparsi come tesi a formare una delle \u2018citt\u00e0 invisibili\u2019 descritte da Italo Calvino. Ancora una prova che le tecniche antiche son ancora assolutamente rilevanti oggi: a circa 40 gradi all\u2019esterno, l\u2019aria fresca circolava sotto il cacciatore di vento del giardino del Dolatabat.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Il tuo piatto preferito?<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I Kofte, o polpette arabe. Carne macinata e trito di cipolla, aglio, prezzemolo, curcuma, etc, impastati e arrotolati a formare gustosissime polpette. Cucinatele sempre lentamente, con fuoco basso, in una pentola grande aggiungendo sugo di pomodori. Da servire con riso a chicchi lunghi ai tanti ospiti che inviterete. Ecco. Ci siete, Paradiso in terra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>E la tua bevanda o vino preferito?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Carcad\u00e8 freddo \u2013 una bevanda egiziana fatta di fiori d\u2019ibisco. Oppure Omar Khayam, un famoso vino egiziano.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>La musica ed il libro con te in questo momento (e dove sta il libro)?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Sto ascoltando un cd di tango intitolato <em>Unforgettable Turkish Tangos<\/em> e sto leggendo un libro, <em>Da Gorizia all\u2019Impero Ottomano: Antonio Lasciac Architetto<\/em>, pubblicato da Ezio Godoli, \u00e8 sul tavolo della sala da pranzo \u2013 un coloratissimo tavolo basso che ho ricevuto in dono dai miei pi\u00f9 cari amici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Come riesci a vivere \u2018lentamente\u2019 in una citt\u00e0 come la tua?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Ginevra, il luogo dove vivo di pi\u00f9, \u00e8 sicuramente una citt\u00e0 convulsa, dove ondate di persone convergono tutte insieme la mattina per lavorare. Come ricercatrice, cerco di stare alla larga dal rumore della citt\u00e0, rifugiandomi in biblioteche e libri, proteggendo il tempo per la riflessione, il tempo per la scrittura; il pensiero \u00e8 un processo lento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Un talento che hai e uno che ti manca<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Penso di essere perseverante, e probabilmente mi manca la pazienza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Dove ti vedi tra dieci anni?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Spero di stare a raccontarvi qualcosa dal fronte vincente!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Cosa hai imparato sin qui dalla vita?<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A non arrendermi mai.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La tua storia, condensata, iniziando dalla nascita, dalla famiglia e dall\u2019infanzia \u00a0 Sono la nipote di Ali el Gha\u00efaty, un &hellip; <a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/leila-ginevra\/\">Continua<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6331,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[12],"tags":[3466,149,846,3631,1999,3634,3633,3622,1064,3632,2096,832,606,3625,3623,3628,3630,3627,3472,3624,3629,3626,1805,787,17,3635],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6330"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6330"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6330\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6406,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6330\/revisions\/6406"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6331"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6330"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6330"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6330"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}