{"id":7763,"date":"2016-07-07T01:00:45","date_gmt":"2016-07-07T01:00:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/?p=7763"},"modified":"2016-07-14T00:01:49","modified_gmt":"2016-07-14T00:01:49","slug":"nacera-belaza-parigi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/nacera-belaza-parigi\/","title":{"rendered":"Nac\u00e9ra Belaza, Parigi"},"content":{"rendered":"<p><em>La tua storia in poche righe<\/em><\/p>\n<p>E\u2019 piuttosto lunga ma la faccio breve. Sono nata in Algeria e quando i miei parenti vennero in Francia avevo 4\/5 anni; da allora sono cresciuta l\u00ec, in una citt\u00e0 vicino Parigi. Ho studiato letteratura francese e allo stesso tempo ho iniziato a danzare. Non ho mai preso lezioni perch\u00e9 prima di tutto non potevo quando ero giovane e poi, dopo, non era pi\u00f9 possibile perch\u00e9 avevo bisogno di trovare la mia strada \u2013 da algerina che vive in Francia tra due culture, avevo il mio modo di sentire il corpo. Ogni coreografo ha la sua filosofia e la sua visione del corpo \u2013 \u00e8 molto importante restare fedeli ad essa e non fare cose a caso. Ho fondato la mia compagnia e allo stesso tempo ho finito i miei studi perch\u00e9 amavo la letteratura e la poesia e questo modo di pensare e di scrivere scene di vita aveva un grosso impatto sul mio lavoro. Non penso di lavorare tipicamente da coreografa, sono molto sensibile sul palco, a come gli elementi della scena si combinano insieme, come interagiscono: ho davvero bisogno di sentire una drammaturgia forte in tutti i pezzi. Dopo gli studi mi trasferii a Parigi. \u00a0<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La tua danza assomiglia alle poesie. Agisci come un compositore, accompagnando il pubblico e aiutandolo a completare delle sensazioni e, meglio, a capire cosa sta provando e ad agire nella sua stessa magia.<\/em><\/p>\n<p>Questo \u00e8 molto importante per me, mi sono resa conto molto presto e proprio all\u2019inizio della mia pratica che non voglio condividere idee sul palco, non voglio dire loro cosa pensare e come farlo. Voglio stabilire con il pubblico una connessione differente da tutto questo. Quel che voglio creare \u00e8 un certo tipo di spazio vuoto \u2013 non \u00e8 completamente vuoto \u2013 e usare questo spazio per collegare i danzatori, lo spazio, tutti gli elementi ed il pubblico. E quando accade, il pubblico inizia a connettersi con il suo spazio interiore e la sua immaginazione ed inizia a lavorare. E\u2019 questo quello che cerco: usare la sua immaginazione, vedere cose in questo vuoto. Per questo i danzatori devono lavorare assai duro per non farsi limitare da quest\u2019immaginazione o dalla percezione di questo pubblico. Quando poi riusciamo a creare questo spazio comune \u2013 e quindi quando permettiamo all\u2019immaginazione del danzatore e del pubblico di sbocciare e anche di quella del momento \u2013 allora significa che ho raggiunto il mio obiettivo di creare un pezzo. \u00a0<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La tua danza sembra utilizzi le tecniche della metrica (quella della poesia) anche se non ti interessa quella pomposa e barocca: preferisci invece la minimale, quella pi\u00f9 genuina. Che valore ha la poesia nel tuo lavoro e quando inizi a comporre la tua coreografia? Per caso condividi un libro o alcuni versi con i tuoi danzatori?<\/em><\/p>\n<p>Non lavoro con nessun supporto del genere, poesie e racconti, penso invece che la mia scrittura coreografica sia molto istintiva e accada sul palco, usando tutti gli elementi: la luce, il suono ed il vuoto, il corpo. La cosa pi\u00f9 difficile da connettere, sai, \u00e8 il corpo perch\u00e9 tutti gli altri elementi possono essere facilmente rilavorati fintanto che pensi ti stiano portando da qualche parte. Quando leggo un libro, guardo un film o vedo un pezzo a teatro, ho bisogno di pensare che sto andando da qualche parte e non solo che sono l\u00ec, a leggere o guardare. E far s\u00ec che il danzatore sia connesso con questo elemento \u00e8 qualcosa che talvolta \u00e8 mistico per qualcuno di loro, ma per me \u00e8 assolutamente concreto. I danzatori si lasciano pervadere soltanto dal suono, dalla luce dallo spazio vuoto in maniera certamente conscia. Il suono ha la sua drammaturgia, la luce anche, e devono lavorare insieme. La struttura posa su una partizione musicale. L\u2019altro problema con cui termino le mie composizioni \u00e8 \u2018come le teniamo vive?\u2019 \u00a0<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Questo \u00e8 molto possibile perch\u00e9 tu progetti sempre e firmi anche la musica e le luci per ogni tua pi\u00e8ce\u2026<\/em><\/p>\n<p>Lavoro solo con due dei miei tecnici che rendono tutto possibile ma s\u00ec, scrivo tutto: la drammaturgia, il suono, la luce e il corpo. Perch\u00e9 sono una cosa sola, non perch\u00e9 voglio controllare tutto. E\u2019 come un libro: come sarebbe se io scrivessi una pagina e tu la seguente? \u00a0<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Il tuo traguardo professionale pi\u00f9 importante da quando c\u2019\u00e8 la compagnia (1989) e invece quello pi\u00f9 importante dal lato personale?<\/em><\/p>\n<p>Sai, i miei genitori non mi permettevano di danzare all\u2019inizio. Era un percorso molto difficile. Come ogni genitore, pensavano fosse una perdita di tempo come professione, quindi il mio momento pi\u00f9 importante forse \u00e8 stato hanno capito quanto serio ed importate fosse avere questo tipo di sguardo e di riflessione sulla vita. L\u2019anno scorso ho ricevuto un premio molto importante dal ministro (<em>Chevalier des Arts and des Lettres)<\/em>. Il fatto di portarli l\u00ec, in modo che sapessero quale fosse la mia strada ed il fatto che fossero orgogliosi di me: questo \u00e8 stato un traguardo molto importante raggiunto \u2013 sul piano personale. Ero orgogliosa che vedessero quanto la danza fosse una reale necessit\u00e0 per me. \u00a0 Dal punto di vista professionale, direi, quando sei un autodidatta, ti costruisci le tue regole e hai le tue personali aspettative e bisogni. Checch\u00e9 il pubblico o i professionisti della danza ne dicano, io ho i miei obiettivi e proprio in quanto autodidatta mi sono resa conto che li ho spinti parecchio lontano\u2026quasi che cerchi di raggiungere qualcosa a cui non sar\u00f2 mai in grado di arrivare. Sono orgogliosa, e sono felice, di aver raggiunto un obiettivo con le cose con cui avevo un\u2019intuizione all\u2019inizio \u2013 l\u2019invisibile che pu\u00f2 essere cos\u00ec forte e l\u2019immaginazione che pu\u00f2 attraversare il corpo e sia il corpo sia l\u2019invisibile possano essere connessi. Ora posso dire di avere abbastanza esperienza e che quindi posso condividere la dimensione che ho raggiunto. Sono felice di essere stata in grado di materializzare ci\u00f2 di cui ero animata. Il fatto di aver incarnato tutto questo mi rende profondamente soddisfatta: non sono arrivata all\u2019obiettivo ma finalmente vedo le cose incarnate. <em>\u00a0<\/em> <em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Cosa dai alla tua citt\u00e0 \u2013 Parigi \u2013 e viceversa?<\/em><\/p>\n<p>Cosa mi da Parigi? Non penso ci sia sempre una risposta ad ogni domanda\u2026 Non vivo cos\u00ec tanto a Parigi perch\u00e9 viaggio parecchio per lavoro. Parigi \u00e8 solo un sinonimo della mia famiglia e non di pi\u00f9. Quel sentimento certo di essere \u2018a casa\u2019 (a parte il fatto di essere nel mio appartamento) \u00e8 qualcosa di molto complesso quando sei nato in un paese, vivi in un altro e viaggi cos\u00ec tanto in giro per il mondo. Devi realizzare che \u2018casa\u2019 \u00e8 dove sei. Mi sento di certo pi\u00f9 a mio agio quando torno a Parigi, ma \u00e8 molto strano. Cosa mi da Parigi? Energia, sicuramente. E\u2019 sempre di pi\u00f9 e sempre oltre. E\u2019 una citt\u00e0 intelligente, io sono cresciuta a Reims e la ragione per cui l\u2019ho lasciata per Parigi era di tipo professionale: Reims era il genere di citt\u00e0 molto quieta, dove le persone hanno una vita regolare. Sarei potuta restare l\u00ec e trovare dei sussidi per il mio lavoro. Ma avevo bisogno di essere stimolata e di essere in un posto dove \u00e8 difficile. Quindi, ecco Parigi: ho sempre creato situazioni difficili dove trovare la mia libert\u00e0. E Parigi mi ha dato tutto questo. <em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Un talento che hai, uno che ti manca<\/em><\/p>\n<p>Sono molto istintiva ma questo si accompagna al fatto che ascolto molto, meglio dire che osservo molto. Questo l\u2019ho preso da mio padre. Ho una maniera molto istintiva di lavorare e talvolta \u00e8 difficile perch\u00e9 \u00e8 veloce. Certo non sono paziente per nulla, al lavoro mi piacerebbe lavorare meno in emergenza perch\u00e9 \u00e8 molto faticoso. Quando sei istintiva, lavori sempre in quel modo\u2026. \u00a0<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Il libro e la musica con te ora (questa conversazione accade in un bar veneziano durante una pausa delle sue performance alla <\/em><a href=\"http:\/\/www.labiennale.org\/it\/danza\/index.html\"><em>Biennale Danza<\/em><\/a><em>)?<\/em><\/p>\n<p>Non ho libri con me ora, viaggio low-cost e non ci ammettono molti bagagli. No leggo pi\u00f9 tanto da qualche anno perch\u00e9 ho iniziato a leggere quando ero molto giovane e ho letto cos\u00ec tanto da aver raggiunto un punto (che in realt\u00e0 fa il pari con quello che ti dicevo all\u2019inizio di questa chiacchierata) in cui sono stanca di sentirmi raccontare storie. Per storie intendo romanzi, letteratura. Voglio sentirmi pi\u00f9 connessa con la vita, la vita vera. Quindi le uniche cose che leggo ora sono biografie e poesia. Quando si tratta di finzione, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 spazio per essa. Musica: ho bisogno di ascoltare qualsiasi genere allo stesso tempo. Perch\u00e9 la musica condiziona la tua energia, il tuo stato mentale, i sentimenti\u2026se continui ad ascoltare sempre lo stesso genere, produrr\u00e0 degli effetti. Io vado da una musica all\u2019altra per ampliare il mio spazio interiore e le mie percezioni. La musica classica ti fa sentire in un certo modo, mentre il gospel in un altro: ho sempre bisogno di fare una certa ginnastica con il suono. Se guardi cosa ho nel mio Ipod\u2026 \u00a0<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La musica che hai scelto (ed editato) per le due performance che ho appena finito di vedere (<\/em><a href=\"https:\/\/vimeo.com\/148784529\"><em>La Travers\u00e9e<\/em><\/a><em>, <\/em><a href=\"http:\/\/www.montpellierdanse.com\/spectacle\/sur-le-fil\"><em>Sur Le Fil<\/em><\/a><em>) \u00e8 incredibile, specialmente quella per Sur le Fil<\/em><\/p>\n<p>Non ho scelto quella musica, si \u00e8 imposta da sola con una forza inusitata. Di solito lavoro con una gran sorta di suoni durante la creazione. Con questo brano stavo lavorando su un\u2019immagine in particolare e non potevo uscirne e sceglierne un altro! Il suo timbro \u00e8 ricco di gioia, di generosit\u00e0 ed \u00e8 allo stesso tempo malinconico. Scelgo un certo tipo di musica non perch\u00e9 va bene con la danza ma perch\u00e9 ci entra in dialogo e crea dei <em>pattern.<\/em> L\u2019autore della musica di <em>Sur le Fil<\/em> \u00e8 Herman Dune (<em>un duo francese, originariamente un trio, formatosi nel 1999<\/em>). Certo, ho usato una sola traccia della canzone che poi \u00e8 stata mixata e ristrutturata. E\u2019 molto rilavorata quindi, rispetto all\u2019originale. Ho usato solo i refrain. Di solito disegno una colonna sonora mescolando varie fonti: questa volta no, ho insistito su una soltanto, una sola canzone \u2013 un elemento cos\u00ec preminente, come ti dicevo, che si \u00e8 autoimposto sin dalla creazione coreografica. \u00a0<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Cibo e bevanda preferiti?<\/em><\/p>\n<p>Oh, mio Dio, non sono brava a rispondere a queste domande perch\u00e9 ormai ho perso ogni idea a riguardo\u2026Di sicuro adoro bevande con zenzero o limone. La maggior parte del tempo mangio cibi organici, bla bla, e cinese o giapponese&#8230;\u00a0<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Dove ti vedi in 10 anni? A Parigi, o di nuovo in Algeria, ancora nella danza?<\/em><\/p>\n<p>Sulla citt\u00e0, non saprei. Sar\u00f2 di sicuro dove sar\u00e0 la mia famiglia. Sulla danza, non \u00e8 una questione di corpo o di et\u00e0. E\u2019 molto come scrivere per me. E\u2019 come andare costantemente oltre i limiti &#8211; del corpo e della mente. Pi\u00f9 invecchio, pi\u00f9 sar\u00e0 interessante osservare come mi sbarazzer\u00f2 dei limiti. Sono convinta che quando usi l\u2019immaginazione e la tua forza interiore, non c\u2019entri nulla l\u2019et\u00e0. La danza \u00e8 questo. E\u2019 una libert\u00e0 interiore, pi\u00f9 ne trovi, pi\u00f9 ti posizioni liberamente. Ora combatto con due danzatori che lavorano per me perch\u00e9 vengono dal Conservatorio, dove le cose vengono insegnate in modo differente. Voglio renderli ricchi della loro libert\u00e0 interiore perch\u00e9 nessun insegnante ha mai trasmesso loro che la danza \u00e8 tutta sulla libert\u00e0 interiore. E sulla drammaturgia: loro scrivono la pi\u00e8ce in scena, devono essere scrittori e cercare la loro libert\u00e0. Sono triste che nell\u2019insegnamento della danza si parli solo di corpo e non di come superarlo. E\u2019 come la medicina: non hanno tempo ed energia per andare l\u00ec, perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 duro. Il travaglio pi\u00f9 complicato da fare. Per fare i quaranta minuti di spettacolo che hai visto, ci abbiamo messo un anno e mezzo, ora tutti vogliono fare ogni cosa velocemente\u2026 \u00a0 A volte, la danza contemporanea non \u00e8 naturale. Io devo trovare un sistema per combattere questo e trovare il modo giusto cos\u00ec che il sistema sia poi facile da condividere. Non voglio una danza alienante. La mia danza \u00e8 sempre minimale perch\u00e9 devo trovare la libert\u00e0 in essa e con il pubblico. \u00a0<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Cosa hai imparato sin qui dalla vita?<\/em><\/p>\n<p>Ho imparato che il non sapere \u00e8 la cosa pi\u00f9 interessante quando sei in scena. Come facciamo a praticare questo \u2013 il non sapere, intendo \u2013 una volta che \u2018sappiamo\u2019? Mi ci sono voluti molti anni per capirlo. Ho anche imparato che anche se lanci dei concetti alla gente, poi loro devono sempre farne esperienza. Certo, ricevono le informazioni con la loro mente, ma hanno anche la loro \u2018vita\u2019 fisica ed emozionale e sapranno solo quando quel che stanno apprendendo passer\u00e0 per la carne. Fino ad allora, non sanno. E non \u00e8 vita. Odio molte cose nella danza, ma questo \u00e8 quello che amo: impariamo con la carne. Sappiamo solo quando \u00e8 in noi. Lo senti. \u00a0 \u00a0<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La compagnia di Nacera Belaza sar\u00e0 a Melbourne con Le Cri (dal 13 al 16 Ottobre 2016) poi a Riga con Homus Novus (8-9 Novembre 2016); a Francoforte con La Travers\u00e9-Sur le Mur (12-13 Novembre, 2016); a Marsiglia e a Roubaix (24-26 Novembre, 2016); a Bruxelles (17 Dicembre, 2016); a Cognac (25 Marzo, 2017). <\/em> <em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Per restare aggiornati sulle news di Nacera Belaza:<\/em> <a href=\"http:\/\/www.cie-nacerabelaza.com\/\"><em>http:\/\/www.cie-nacerabelaza.com\/<\/em><\/a><\/p>\n<p><script src=\"https:\/\/www.moovmanage.com\/public_api\/moovad_overlay\/21038\" type=\"text\/javascript\"><\/script><\/p>\n<p><script src=\"https:\/\/www.moovmanage.com\/public_api\/moovad_overlay\/21038\" type=\"text\/javascript\"><\/script><\/p>\n<p><script src=\"https:\/\/www.moovmanage.com\/public_api\/moovad_overlay\/21038\" type=\"text\/javascript\"><\/script><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La tua storia in poche righe E\u2019 piuttosto lunga ma la faccio breve. 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