{"id":7848,"date":"2016-07-13T22:45:35","date_gmt":"2016-07-13T22:45:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/?p=7848"},"modified":"2016-07-20T16:05:39","modified_gmt":"2016-07-20T16:05:39","slug":"alessandro-musto-torino","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/alessandro-musto-torino\/","title":{"rendered":"Alessandro Musto, Torino"},"content":{"rendered":"<p><em>La tua vita fino ad ora in 10 righe<\/em><\/p>\n<p>Sono nato a Torino 40 anni fa, a Mirafiori, il quartiere della FIAT, per intenderci. Proprio ora, mentre rispondo, mi viene in mente che ho messo per la prima volta in vita mia piede dentro la FIAT soltanto un mese fa, in un pezzo di fabbrica abbandonato e poi rinato, dove adesso si organizzano fiere e mostre. Ho studiato Scienze della Comunicazione, sognando di fare il giornalista. Dopo un paio d\u2019anni di gavetta ho capito che non si poteva inventare granch\u00e9, scrivendo per un giornale, allora ho smesso, ripiegando sul sogno dell\u2019editoria. Mi sono trasferito a Milano, dove ho appagato in pieno la mia sete di cose inventate, lavorando per case editrici di romanzi rosa e di cataloghi d\u2019arte. Poi ho esagerato con la fantasia, e allora ho avuto bisogno di tornare nella misurata realt\u00e0 di Torino.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u2018Via Artom\u2019<\/em><em> \u00e8 il tuo primo romanzo, ha vinto il premio Rai La Giara, un riconoscimento importante e sta ricordando agli italiani la figura di Emanuele Artom, il partigiano ebreo a cui \u00e8 intitolata una strada periferica di Torino. Quanto \u00e8 stato voluto questo riportare alla memoria collettiva Emanuele Artom?<\/em><\/p>\n<p>Parecchio voluto. Emanuele, nel corso degli anni, \u00e8 stato dimenticato dai torinesi, forse proprio perch\u00e9 era molto torinese: cio\u00e8 sobrio, lontano dalla retorica, dall\u2019enfasi. Poco \u201cappariscente\u201d. Una persona discreta, ma con un coraggio e un\u2019intelligenza fuori dal comune. Ho provato, pi\u00f9 che a ricordarlo, a raccontarlo da capo. Con un linguaggio che non \u00e8 quello utilizzato per i personaggi \u201crilevanti storicamente\u201d. Inventando, anche, ricostruendo alcuni spazi della sua esistenza non documentati. E poi ho provato a farlo convivere &#8211; in un certo senso &#8211; con ragazzi del nostro secolo, nella stessa citt\u00e0, nella stessa casa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Nel tuo libro c\u2019\u00e8 una non velata contrapposizione tra gli ideali e la personalit\u00e0 di Emanuele Artom, quale l\u2019hai ricavata dai diari e da testimonianze dell\u2019epoca, e la giovent\u00f9 torinese contemporanea, che nella storia che narri sembra oscillare tra narcisismo, impegno e superficialit\u00e0. <\/em><\/p>\n<p>Io non saprei come definire la giovent\u00f9 torinese, e <em>Via Artom <\/em>non ha ambizioni sociologiche o antropologiche. \u00e8 solo un ritratto, parziale e limitato. Nel romanzo provo a immaginare le vite di alcuni ragazzi che hanno grosse difficolt\u00e0 a crescere in una citt\u00e0 europea del ventunesimo secolo. Nel complesso risultano impacciati, spesso sopra le righe, e anche patetici. Alcuni di loro hanno grosse difficolt\u00e0 a distinguere l\u2019impegno dal \u201cteatro dell\u2019impegno\u201d, per cos\u00ec dire. Altri non riescono a capire di chi possono fidarsi. Altri ancora nemmeno sanno che cosa desiderano davvero, e si buttano a capofitto a destra e a manca. Il confronto con il generoso eroismo di Artom \u00e8 per loro degradante, naturalmente. Ma lo \u00e8 per tutti noi. Per chiunque faccia una vita comoda, con orizzonti limitati, e scopra che cosa hanno <em>fatto davvero<\/em> alcune persone nel 1943-1945 per i loro connazionali, per il loro Paese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Alcuni personaggi di Via Artom sono magrebini e intersecano la vita dei nati a Torino quasi come una cartina di tornasole, ne mettono in luce le ombre. E sono figure con zone d\u2019ombra loro stessi, in buona parte. Come vivi la forte presenza di residenti di origine extracomunitaria nella citt\u00e0, nei suoi netti quadrilateri sabaudi? <\/em><\/p>\n<p>La vivo con felicit\u00e0, e poi con un grosso spirito di rivalsa e trionfo, verso chi non li vuole. Vedere la mia citt\u00e0 sempre pi\u00f9 affollata di etnie diverse \u00e8 uno smacco per chi odia l\u2019idea di una societ\u00e0 aperta, stratificata, accogliente. E io sono felice di assistere, ogni giorno, alla sconfitta del loro progetto, se cos\u00ec si pu\u00f2 definire. Comunque, anche in questo Torino \u00e8 una citt\u00e0 unica. Sa accogliere, sa lavorare con pazienza all\u2019ospitalit\u00e0 di chi arriva da lontano. Il tessuto cittadino \u00e8 fitto di associazioni ed istituti che operano in questo senso. La proverbiale indifferenza, la freddezza, dei torinesi non esiste, \u00e8 frutto di un equivoco: in realt\u00e0 si tratta di rispetto. Torino \u00e8 una citt\u00e0 rispettosa. Senza clamore, con grande eleganza, \u201cfa finta di non vedere\u201d nel senso migliore del termine: e cio\u00e8 permette una convivenza serena. I torinesi non giudicano, osservano (parecchio, sono molto attenti) ma non fanno <em>pesare lo sguardo<\/em>, per cos\u00ec dire. Parlando di zone d\u2019ombra, invece, bisogna dire che Tarik, il personaggio del romanzo, \u00e8 giovanissimo, e arriva a Torino con molte carte da giocare. \u00e8 svelto, intuitivo, sa parlare al cuore delle persone. Ma si scontra subito con un terribile dato di fatto: non pu\u00f2 vivere come i suoi coetanei italiani, perch\u00e9 deve conquistare da solo ci\u00f2 che loro possiedono per nascita. Immagino che questo sia uno degli ostacoli pi\u00f9 duri da superare, per chi deve ricostruirsi un\u2019esistenza tanto lontano da casa. \u00a0 <strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Alla fine da 100 a 1, quanto ti senti torinese?<\/em><\/p>\n<p>58. Un po\u2019 pi\u00f9 di 50, ma meno di 60. I miei genitori sono lucani, quindi ho un freno naturale alla torinesit\u00e0. Essere torinese \u00e8 molto facile e dolce a Torino, ma altrove pu\u00f2 essere invalidante. Tipo a Napoli o a Roma, non si pu\u00f2. Si rischia lo sfott\u00f2 continuo. Quando ci vado devo dimenticarmi certi formalismi, certi pudori, e (bellissimi, per carit\u00e0) rituali di educazione che a Torino sono necessari, ma che altrove possono suscitare gran divertimento e scherno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>I luoghi di Torino che ami e quelli che proprio non sopporti?<\/em><\/p>\n<p>Di Torino non amo i luoghi invecchiati male, senza ripensamento urbanistico, pieni di costruzioni abbandonate e ammassate; poi le piazze gigantesche sacrificate alle auto (come piazza Statuto), infine i giardinetti e i parchi governati da eserciti di pusher. Amo molto il selvaggio e gigantesco Parco della Pellerina, le sponde del Po, i circoli di canoa e i locali sul fiume al Parco del Valentino; e poi la serenit\u00e0 che danno alcuni antichi quartieri come Campidoglio e Borgo San Secondo, poco chiassosi e un po\u2019 malinconici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Cosa bevi quando esci di sera, c\u2019\u00e8 qualche drink tipicamente torinese, qualche rito a cui ti sottoponi volentieri?<\/em><\/p>\n<p>Un tempo a fine serata si andava a prendere il misterioso cocktail che si chiama Tamango, in un piccolo locale buio che non sono sicuro esista davvero (passandoci di giorno non riesco mai a identificarlo, vedo solo muri)\u2026 Si tratta di un mistico beverone rosso che sa di ciliegia, dalla potenza mostruosa e gli effetti allucinogeni. Poi sono invecchiato, e mi sono arenato alla cara vecchia birra. Doppio malto se proprio voglio esagerare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>In che modo cerchi di vivere lentamente, c\u2019\u00e8 un momento speciale della giornata in cui ti concedi di guardare il tempo che scorre?<\/em><\/p>\n<p>La lentezza non ha mai fatto parte del mio carattere, e proprio per questo la cerco di continuo, la vedo come una conquista, a volte un miraggio. A ora di pranzo, quando smetto di lavorare per un\u2019ora, cammino come imbambolato per corso Vittorio Emanuele, bradicardico. A volte mi rendo conto di fissare i passanti come se vedessi umani per la prima volta. In quei minuti, forse, rallento davvero.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Il libro che leggi in questo momento<\/em><\/p>\n<p><em>E non disse nemmeno una parola<\/em>, di Heinrich Boll<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La musica che ascolti pi\u00f9 spesso<\/em><\/p>\n<p>Giganteschi archivi di mp3 suonati random dal computer, oppure radio sintonizzate a caso: sono un ascoltatore distratto. E soprattutto, forse, mi piace farmi sorprendere dalla casualit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La storia di Alessandro Musto \u00e8 stata scelta da <em><a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/emina-scrittrice-e-insegnante-di-yoga\/\">Emina Cevro Vukovic, scrittrice<\/a> <\/em>che l\u2019ha intervistato.<\/p>\n<p>Per gentile concessione dell&#8217;autore e di Rai ERI, editore, <a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/via-artom\/\">pubblichiamo qui un estratto di <\/a><em>Via Artom.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per acquistare <em>Via Artom<\/em>: https:\/\/www.amazon.it\/Via-Artom-Alessandro-Musto\/dp\/8839716661<\/p>\n<p><script src=\"https:\/\/www.moovmanage.com\/public_api\/moovad_overlay\/21038\" type=\"text\/javascript\"><\/script><\/p>\n<p><script src=\"https:\/\/www.moovmanage.com\/public_api\/moovad_overlay\/21038\" type=\"text\/javascript\"><\/script><\/p>\n<p><script src=\"https:\/\/www.moovmanage.com\/public_api\/moovad_overlay\/21038\" type=\"text\/javascript\"><\/script><\/p>\n<p><script src=\"https:\/\/www.moovmanage.com\/public_api\/moovad_overlay\/21038\" type=\"text\/javascript\"><\/script><\/p>\n<p><script src=\"https:\/\/www.moovmanage.com\/public_api\/moovad_overlay\/21038\" type=\"text\/javascript\"><\/script><\/p>\n<p><script src=\"https:\/\/www.moovmanage.com\/public_api\/moovad_overlay\/21038\" type=\"text\/javascript\"><\/script><\/p>\n<p><script src=\"https:\/\/www.moovmanage.com\/public_api\/moovad_overlay\/21038\" type=\"text\/javascript\"><\/script><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La tua vita fino ad ora in 10 righe Sono nato a Torino 40 anni fa, a Mirafiori, il quartiere &hellip; <a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/alessandro-musto-torino\/\">Continua<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":7928,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[12],"tags":[2838,5075,5076,832,5077,192,5074,5072,5071,5073,5070,1034],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7848"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7848"}],"version-history":[{"count":9,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7848\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7931,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7848\/revisions\/7931"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7928"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7848"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7848"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7848"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}