{"id":10095,"date":"2017-10-12T22:09:32","date_gmt":"2017-10-12T22:09:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/?p=10095"},"modified":"2017-11-01T11:09:02","modified_gmt":"2017-11-01T11:09:02","slug":"jeane-huang-taipei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/jeane-huang-taipei\/","title":{"rendered":"Jeane Huang, Taipei"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>La tua vita in poche righe, con un pizzico dedicato alla tua infanzia e alle tue prime passioni<\/i><\/p>\n<p>Sono nata e cresciuta in una graziosa, e piccola, cittadina chiamata Tuo Chen, si trova nell\u2019area nord-orientale della contea di I-Lan a Taiwan, a soli dieci minuti in bici dalle spiagge e dalle montagne.<\/p>\n<p>I miei genitori furono assegnati intorno alla met\u00e0 degli anni 50 ad un progetto di breve periodo per la chiesa Cattolica (The Lazarists) di Taipei, la capitale di Taiwan, proprio in questa remota cittadina totalmente dedita all\u2019agricoltura e alla pesca. Agli inizi, il loro compito era trovare un pezzo di terra per costruire la prima chiesa in stile,\u00a0 con la cupola e tutto. Alla fine rimasero l\u00ec per il resto della loro vita lavorando sempre per la chiesa e per la congregazione. Io nacqui nella met\u00e0 degli anni 60 e quindi la mia infanzia la passai tra preti olandesi e monache spagnole.<\/p>\n<p>Taiwan era relativamente sottosviluppata negli anni 60 e 70. Ho quindi assistito ai grandi contrasti che scaturivano da una chiesa di occidentali in un contesto povero e rurale appena fuori la parrocchia. Ho passato molto tempo nella mia infanzia ad aiutare la chiesa a fare le candele sacre, a produrre vino rosso, a leggere la bibbia agli analfabeti, e a organizzare proiezioni di film, cosa quest\u2019ultima che produsse nei miei anni successivi l\u2019interesse per il cinema a livello professionale. Di quegli anni si potrebbe parlare di una sorta di <i>Cinema Paradiso<\/i>, il famoso film italiano, se si potesse adattare la sceneggiatura a quella prospettiva.<\/p>\n<p>I libri, l\u2019arte contemporanea, i film, i modi diversi di vivere e fare musica che i missionari europei portarono nei miei anni di giovent\u00f9 hanno certamente formato una grande influenza sul fatto che amo cos\u00ec tanto le arti e la cultura.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>La tua variet\u00e0 di interessi nelle arti (e specialmente nel cinema come manager) \u00e8 impressionante. Come hai iniziato questo \u2018viaggio\u2019 che sembra dominare in toto la tua vita?<\/i><\/p>\n<p>La mia laurea fu in Letteratura Occidentale e poi presi il mio master in Management delle Arti e della Cultura alla Chulalorngong University in Tailandia<\/p>\n<p>All\u2019inizio della mia carriera avevo lavorato una volta per il dipartimento di diplomazia taiwanese ad Honolulu, Hawaii, per otto anni. Fu l\u00ec che mi resi conto che l\u2019arte e la cultura sono i mezzi di comunicazione pi\u00f9 efficaci se ti trovi ad operare in un ambiente in cui convivono background culturali e nazionali diversi. Dopo aver lasciato il servizio diplomatico ed essere ritornata a Taiwan al termine del 1990, capii che i mie interessi erano tutti nell\u2019industria creativa e culturale. Lavorai a <i>Taiwan News<\/i> (poi chiamato China News), il pi\u00f9 antico quotidiano in Inglese, nel dipartimento della creativit\u00e0 e della pubblicit\u00e0 ma allo stesso tempo ero anche una freelance per la loro redazione e scrivevo articoli di arte e cultura.<\/p>\n<p>Un diplomatico che conobbi ad Honolulu divenne frattanto mio marito: ha servito quattro volte come ambasciatore. La vita dei diplomatici mi ha portato in Europa, Asia, nelle isole del Sud del Pacifico. In cambio, l\u2019esperienza di vita in luoghi di culture differenti mi ha veramente arricchita e ha allargato le mie prospettive di vita. Quando, negli scorsi 20 anni, tornavamo a Taiwan tra un\u2019assegnazione di sede ed un\u2019altra, ho potuto dedicarmi ad esplorare altre possibilit\u00e0 di lavoro nel campo culturale.<\/p>\n<p>Ho creato una nuova rivista taiwanese in inglese che si occupa di cultura e arte per il nostro National Cultural Association per selezionare la nostra cultura ed introdurla al grande pubblico.<\/p>\n<p>Dopo ho unito le forze con l\u2019International Arts Festival del Taiwan Performing Arts Center organizzando e promuovendo le produzioni di arte performativa. Dopo il ritorno dalla Tailandia nel 2010, ho deciso di fondare la mia agenzia di consulenza e di management culturale per aiutare pi\u00f9 artisti, registi e scrittori a realizzare i loro sogni senza doversi preoccupare delle noie produttive.<\/p>\n<p>Sono poi stata invitata dal governo della citt\u00e0 di Taipei ad assumere il ruolo di direttore del Taipei Film Festival nel 2014 principalmente per rivitalizzare il festival e riqualificare il suo marchio.<\/p>\n<p>Dopo due anni e mezzo ho raggiunto l\u2019obiettivo e ora ricomincio il mio lavoro nel management culturale, che include pubblicazioni di settore, un film festival, due festival musicali e la curatela di molte mostre d\u2019arte. Tuttavia, siccome spesso mi chiamano come giurato ai film festival oppure a presenziare proiezioni nei vari film festival in giro per il mondo, sono fortunata che ancora posso andare in giro in tanti luoghi diversi e \u2026incontrare persone interessanti come Diana di Slow Words (<i>wow, grazie Jean, il piacere \u00e8 tutto nostro, siamo noi ad essere stati fortunati ad incontrarti!)<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Perch\u00e9 Taipei e l\u2019Asia? Cosa ti da e cosa ti sembra di dare in cambio ancora oggi?<\/i><\/p>\n<p>Taiwan \u00e8 un luogo dove vi \u00e8 una reale libert\u00e0 di espressione, specialmente nell\u2019industria creativa. L\u00ec non esiste alcun tipo di censura. E specialmente Taipei \u00e8 una grande culla per tutto questo.<\/p>\n<p>Il mio lavoro consiste assicurare il miglior ambiente produttivo possibile per gli artisti ed i filmmaker con cui lavoro. Ci sono moltissime cose straordinarie che stanno accadendo in Asia, oltre quei capitali apparentemente infiniti che sembrano fiorire attorno alle arti. Ci\u00f2 detto, ci sono ancora alcune aree da migliorare, soprattutto nel mettere al centro della creativit\u00e0 cose come l\u2019autenticit\u00e0 e l\u2019originalit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Una delle tue ultime creature \u00e8 l\u2019Urban Nomad Film Festival\u00a0che si svolte a Taiwan, ormai arrivato a 16 edizioni annuali: \u00e8 l\u2019unico festival che si occupa di comunit\u00e0 e dell\u2019etica DIY (do it yourself). E\u2019 interamente finanziato dai suoi spettatori e non riceve alcun aiuto dalle autorit\u00e0. Mi sembra un\u2019idea grandiosa e vorrei saperne di pi\u00f9\u2026magari si tratta di un sogno che si realizza\u2026oppure di un evento culturale che riempie un vuoto, una nicchia, nell\u2019enorme ed aggressivo panorama dei film festival?<\/i><\/p>\n<p>Qualsiasi progetto culturale od artistico che venga finanziato da autorit\u00e0 ufficiali deve fare i conti con un certo grado di compromessi. E\u2019 un vero dilemma. Noi abbiamo cercato la libert\u00e0 e la totale indipendenza.<\/p>\n<p>L\u2019Urban Nomad Film Fest \u00e8 stato fondato da due americani che vivono a Taiwan da lungo tempo, David Fraizer e Sean Scanlan, sono loro i veri eroi dietro il progetto. Io mio lavoro \u00e8 soltanto quello di fare in modo che il festival va bene ogni anno, sia selezionando bei film sia occupando dei fondi. Il festival \u00e8 creato per portare al nostro pubblico uno spirito di amore per il cinema vissuto in modo libero e informale. Da due anni a questa parte, abbiamo anche lanciato un evento all\u2019aperto della durata di due giorni che accade due settimane prima dell\u2019inizio del festival. E\u2019 diventato, oggi, uno dei festival musicali pi\u00f9 frequentati di Taipei.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>A proposito dell\u2019ultima edizione del Festival del Cinema di Venezia (dove ti abbiamo fortunatamente incontrata, eravamo insieme alla proiezione di<\/i> Angels wear White<i> di Vivian Qu): alla fine ti sei trovata d\u2019accordo sulle scelte della giuria?<\/i><\/p>\n<p><i>Se non \u00e8 cos\u00ec, quali altri film avresti premiato oppure quali avresti importato nei tuoi film festival?<\/i><\/p>\n<p>Certo, non sono sempre d\u2019accordo con i premiati dei vari film festival. Parlando sinceramente, ci sono un sacco di fattori &#8211; non detti &#8211; e talvolta anche questioni politiche che pesano sulla scelta dei vincitori. E di sicuro, il parere del pubblico spesso differisce molto da quello dei giurati. Ad ogni modo, bisogna avere fiducia nel lavoro delle giurie. Non ho visto tutti i film premiati questa volta. Ma su quelli che ho visto, mi trovo d\u2019accordo. Ad esempio, giusto per parlare di alcuni, pienamente soddisfatta del premio per la migliore sceneggiatura <i>Three Billboards Outside Ebbing, Missouri <\/i>di Martin McDonagh e <i>Miglior Giovane attore <\/i>a Charlie Plummer per <i>Lean on Pete.<\/i><\/p>\n<p>Le selezioni per Urban Nomad sono, diciamo cos\u00ec, meno mainstream e sono sempre relativi ad argomenti unici. Per esempio, per il nostro festival andrebbero bene film come <i>Human Flow <\/i>di Ai Wei-Wei oppure <i>CODA<\/i> sulla vita attuale del compositore\u00a0 giapponese Ryuichi Sakamoto\u00a0di Stephen Nomura Schible.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Tu come lettrice: che luoghi, che bisogni, che modi<\/i><\/p>\n<p>Sono fortunata a poter leggere sia in cinese che in inglese. Leggere (libri di carta) \u00e8 sia un\u2019abitudine giornaliera sia una catarsi. La poesia \u00e8 il mio genere preferito. Per me la poesia \u00e8 l\u2019ultima forma d\u2019arte. Adoro correre con le rime e le metafore pi\u00f9 e pi\u00f9 volte. E guardo i film allo stesso modo.<\/p>\n<p>\u201c<em>Non leggiamo e scriviamo poesia perch\u00e9 \u00e8 carino. Leggiamo e scriviamo poesia perch\u00e9 siamo parte della razza umana, e la razza umana \u00e8 piena di passione. Medicina, legge, finanza, ingegneria, tutte queste sono nobili discipline necessarie a sostenere la vita. Ma la poesia, la bellezza, i flirt, l\u2019amore, queste sono le cose per cui vale la pena vivere<\/em>.\u201d (Dead Poet Society, 1989).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Il libro (e la musica) con te ora<\/i><\/p>\n<p><i>The Man with the Compound Eyes <\/i>di Wu Ming-Yi (Taiwanese)<\/p>\n<p>e.e. cummings poem collections<\/p>\n<p>Musica: Damien Rice, l\u2019album con \u201cO\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Cibo e bevanda preferiti<\/i><\/p>\n<p>Frutti di mare e vini rossi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Dove ti vedi tra dieci anni?<\/i><\/p>\n<p>La risposta \u00e8 nella domanda successiva<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Che strategia hai per decelerare, se ti piace di tanto in tanto andare pi\u00f9 lentamente qui e l\u00ec? E, per caso, ha anche un posto secreto dove andresti?<\/i><\/p>\n<p>Come vedi, affondo sempre nell\u2019azione (se ascolto come mi descrivono quelli che mi circondano), ho sempre questo spirito del \u2018si pu\u00f2 fare\u2019 che mi spinge a fare quello che ho promesso, investendo tutte le mie energie a rendere le cose fattibili e poi a godermi i risultati. Non sono una battitrice sola, sono piuttosto un membro di un team ma le conseguenze di questo possono essere una valanga di offerte e di richieste. Quindi, s\u00ec, voglio rallentare e il posto segreto sar\u00e0 Praga, una citt\u00e0 meravigliosa dove una volta ho vissuto per quattro anni e che ho amato alla follia. Mi vedo l\u00ec, a dieci anni da adesso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Cosa hai imparato sin qui dalla vita?<\/i><\/p>\n<p>Che \u00e8 troppo corta e che poi muori.<\/p>\n<p>&#8220;carpe diem, cogliete l\u2019attimo ragazzi, fate della vostra vita una cosa straordinaria!\u201d\u00a0(<i>Dead Poet Society,<\/i> 1989)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Per saperne di pi\u00f9 su\u00a0<\/em>Core Cultural:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.corecultural.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?hl=en&amp;q=http:\/\/www.corecultural.com&amp;source=gmail&amp;ust=1507918795821000&amp;usg=AFQjCNHImfyBiX78JHufIjIVgzf9WDAKNA\">www.corecultural.com<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; La tua vita in poche righe, con un pizzico dedicato alla tua infanzia e alle tue prime passioni Sono &hellip; <a href=\"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/jeane-huang-taipei\/\">Continua<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":10096,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[12],"tags":[6786,6947,6940,6944,6932,6926,6948,6957,6954,6938,6951,1906,2972,2276,5773,6930,6929,6946,6921,6919,6945,6149,2657,6943,6728,1519,4415,202,6924,4416,40,6150,6949,209,5267,5187,6939,6950,6923,6936,6922,6933,6931,6935,6952,6920,6937,3010,6941,6953],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10095"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10095"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10095\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10262,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10095\/revisions\/10262"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/10096"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10095"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10095"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10095"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}