{"id":10642,"date":"2018-01-25T16:43:05","date_gmt":"2018-01-25T16:43:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/?p=10642"},"modified":"2018-02-07T14:45:10","modified_gmt":"2018-02-07T14:45:10","slug":"masahiro-cuoco-venezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/masahiro-cuoco-venezia\/","title":{"rendered":"Masahiro, cuoco, Venezia"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>10 anni in Italia, di cui otto a Venezia. Per amore della cucina e dei sapori italiani.<\/p>\n<p>Un percorso tutto in salita, autodaf\u00e9, per questo cuoco giapponese. Iniziando da un corso di lingua e senza alcuna esperienza precedente del paese. Primo grande viaggio, primo grande trasferimento.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 una vera e propria storia d\u2019amore. Tra un ragazzo e una cultura che non \u00e8 la sua.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>La tua vita: da dove inizia? Come nasci, dove vivi e cosa ti porta a fare le scelte che hai fatto?<\/i><\/p>\n<p>Sono nato in Giappone, in una citt\u00e0 che si chiama Okayama. E\u2019 una citt\u00e0 piccola, non c\u2019\u00e8 niente. Per\u00f2 ci sono il mare e le montagne. La nostra citt\u00e0 \u00e8 famosa per gli ottimi prodotti ittici: ostriche, piovra, canoce<i> <\/i>(<i>lo dice proprio in veneziano, si riferisce alle cicale di mare<\/i>)\u2026Anche le <i>schie<\/i>, come quelle di Venezia. Mia madre e mio padre hanno condotto un piccolo bar, per farti capire ti direi che era come un sake bar: dove bere e mangiare piccoli piatti di pesce fresco cucinato ogni giorno.<\/p>\n<p>Naturalmente anche io amavo il cibo e mangiare \u2026e quindi ho deciso di imparare a cucinare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Quanti anni hai? Fratelli, sorelle?<\/i><\/p>\n<p>35. Fratello e sorella, tutti e due maggiori.<\/p>\n<p>Mio fratello abita a Tokyo, lavora in un ufficio della Hitachi e quindi appena torno l\u00ec mi porta in un sacco di posti a mangiare. E paga lui (<i>ride!<\/i>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Il Giappone, Tokyo in particolare, \u00e8 il posto con pi\u00f9 chef stellati al mondo\u2026<\/i><\/p>\n<p>S\u00ec \u00e8 vero.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>A parte le stelle e gli chef, in Giappone ho trovato qualit\u00e0 e dedizione, cura in tutto. Anche nel caff\u00e8 filtrato nel bar sotto casa sebbene fossi l\u00ec soprattutto alla scoperta di t\u00e8.\u00a0<\/i><\/p>\n<p><i>Sei l\u2019unico in famiglia ad aver seguito la vena della ristorazione?<\/i><\/p>\n<p>Prima pensavo, quando pap\u00e0 e mamma sarebbero andati in pensione, di prendere il loro posto al piccolo bar. Poi, dopo il liceo, ho scelto di studiare cucina e sono entrato in una scuola che da noi dura due anni. In Giappone \u00e8 un po\u2019 diverso in questo da voi, ad esempio.<\/p>\n<p>Dopo sono entrato subito in un ristorante a lavorare. All\u2019inizio ho imparato cucina giapponese: ogni piatto (pesce, carne, dolci). Noi quando impariamo, impariamo tutto anche se ci sono anche da noi delle \u2018specialit\u00e0\u2019 come ad esempio sushi, tempura. Io ho imparato tutto, dal pesce crudo al risotto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Potresti guadagnare un sacco di soldi con un sushi bar qui a Venezia (manca tra le altre cose), ci hai mai pensato?<\/i><\/p>\n<p>Certo ma purtroppo mi sono innamorato della cucina italiana\u2026<\/p>\n<p>Quando ero in Toscana, appena arrivato qui in Italia, mi sono innamorato delle interiora di vacca in panino condito con salsa verde (\u00e8 di origine piemontese, la variante toscana aggiunge anche il peperoncino quindi \u00e8 \u2018piccantina\u2019: prezzemolo, sale, acciughe, aglio, capperi, aceto). Mangiavo questo tutti i giorni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>I Giapponesi amano piatti robusti di carne, sar\u00e0 il clima freddo..<\/i><\/p>\n<p>Non \u00e8 freddo, \u00e8 come qui: i due paesi sono alla stessa latitudine pi\u00f9 o meno, quindi ad esempio troviamo lo stesso pesce (cambia a seconda del tipo dei fondali, ovviamente). Quel che \u00e8 diverso \u00e8 il suo trattamento. In Giappone ogni ristorante mette i pesci nelle vasche grandi, il cuoco li ammazza davanti ai clienti, al momento, secondo la loro scelta.<\/p>\n<p>Sulla carne, la cultura tra i due paesi si somiglia molto. Anche noi mangiamo tutto degli animali inclusi naso faccia e zampe, interiora &#8211; come qui in Italia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Dopo due anni di scuola alberghiera e dopo il lavoro al ristorante di cucina giapponese l\u00ec per quattro anni\u2026<\/i><\/p>\n<p>Mi sono accorto che mi piaceva la pasta!<\/p>\n<p>Ogni giorno libero dal lavoro, di solito la domenica, andavo sempre a mangiare italiano\u2026E alla fine sono entrato in un ristorante italiano. Ho lavorato a Kobe, nella mia citt\u00e0 e poi a Hiroshima.<\/p>\n<p>Dopo mi \u00e8 venuta voglia di imparare davvero la cucina italiana dove nasce. Qui.<\/p>\n<p>Sono arrivato a Firenze, non conoscevo la lingua e quindi mi sono iscritto alla scuola di lingua (<i>il suo italiano \u00e8 ottimo, a tratti con inflessioni tosco-venete<\/i>). Per due mesi ho imparato tutto quello che potevo, visto che parlavo pochissimo inglese e di italiano sapevo solo buongiorno\/buonasera, grazie, ciao. Ho affittato una stanza da una signora italiana, pensa quando mi ha spiegato come si usava la lavatrice non ho capito nulla e siccome non volevo romperla ho lavato per due mesi a mano.<\/p>\n<p>Non capivo bene come fare a prendere i bus e allora camminavo ogni giorno per 5 km per arrivare a scuola, sia per andare che per tornare.<\/p>\n<p>Avevo, allora, 26 anni: l\u2019Italia \u00e8 stato il mio primo viaggio. Avevo anche tanta paura degli stranieri. E fumavo, all\u2019epoca. In Giappone nessuno mai chiede una sigaretta per strada mentre qui tutti le chiedono ma allora non potevo immaginarlo.<\/p>\n<p>Appena sceso in stazione un signore, forse un homeless, mi ha chiesto tendendo una mano una sigaretta ma allora non avevo capito. Pensavo stesse male e allora gli ho dato due pacchetti di sigarette. Poi ne arriva un altro e ancora un altro e ancora un altro\u2026.Dopo vari pacchetti di sigarette andati, ho imparato a dire \u2018sigaretta finita\u2019.<\/p>\n<p>Dopo un mese di scuola italiana, ho cercato di lavorare: ho bussato a molte porte, scritto su un foglio che volevo lavorare. Ho trovato all\u2019inizio un lavoro in un bar che non aveva chef, quasi gratis &#8211; il proprietario era un marocchino molto simpatico. Quando mi chiedevano di comprare melanzane, io portavo banane perch\u00e9 avevo ancora problemi di lingua. Insomma, ho iniziato da zero pur avendo una qualifica completa nel mio paese.<\/p>\n<p>Oggi, per i giapponesi che arrivano alla stessa scuola di lingua che ho frequentato io, le cose sono molto cambiate: vengono introdotti a qualche ristorante. Dieci anni fa non erano cos\u00ec organizzati e quindi tanti di noi bussavano alle porte\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Cosa facevi per scegliere il ristorante a cui bussare? TI affidavi a recensioni di altri?<\/i><\/p>\n<p>Non pensavo a niente del genere. Solo coraggio per arrivare. Non ho studiato neanche quali fossero i ristoranti famosi prima. Prima ho pensato ad arrivare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Il primo ristorante in cima ai tuoi sogni dove avresti voluto lavorare a Firenze?<\/i><\/p>\n<p>Conoscevo l\u2019enoteca Pinchiorri, tre stelle Michelin, uno dei pi\u00f9 cari d\u2019Italia (un menu degustazione costa 350 euro). La lista dei vini, soprattutto di quelli rossi, \u00e8 un libro grande come un elenco telefonico. 150 pagine. I bianchi, 80 pagine; le bollicine 50 pagine. Anche la lista delle acque minerali \u00e8 lunga.<\/p>\n<p>Sono stato una volta l\u00ec a mangiare, da solo. Quando vado agli stellati vado da solo, devo concentrarmi. Vado per studio pagando un sacco di soldi e devo approfittare. Quando mangi da solo, si capisce che sei un cuoco e quindi i camerieri cominciano a parlare. Se dentro lavora un giapponese, mi presentano e magari dopo pranzo riesco ad entrare in cucina e fare amicizia. Ecco perch\u00e9 preferisco andare da solo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Non pensavo fosse cos\u00ec democratico il mondo della cucina. Quindi sei andato da Pinchiorri sperando di lavorare l\u00ec?<\/i><\/p>\n<p>Non aveva posto purtroppo: l\u00ec mandano curriculum da tutto il mondo. Sono invece riuscito ad entrare in un altro ristorante famoso, 10 anni fa aveva una stella Michelin: si chiamava Tenda Rossa, 15 km da Firenze, verso Siena. E\u2019 in una piccola cittadina dove non c\u2019\u00e8 niente tranne un piccolo bar e un\u00a0 piccolo supermercato, oltre a questo ristorante che \u00e8 molto conosciuto. E\u2019 a conduzione familiare: lo zio \u00e8 padrone, la zia \u00e8 capocuoca, suo figlio \u00e8 pasticciere, la cognata si occupa di primi piatti, la nonna lava i piatti. Vivevo sopra al ristorante. Sono stato l\u00ec un anno e mezzo. La loro era cucina creativa: oltre la la bistecca fiorentina, il fritto di cervello con carciofi fritti, il risotto di agnello o l\u2019agnello intero arrosto. Anche pesce, tanto. La Toscana \u00e8 per lo pi\u00f9 un posto di carne. E\u2019 stata una bella esperienza, un\u2019altra cultura.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>La carta dei vini \u00e8 un \u2018territorio&#8217; importante su cui lavorare in maniera eguale come con il cibo?<\/i><\/p>\n<p>E\u2019 fondamentale. Se non c\u2019\u00e8 un sommelier, scelgo io. Anche dove lavoro ora (Enoteca ai\u2019 Artisti) prima c\u2019era l\u201980% di vini alla moda per i turisti e un 20% di vini alla moda naturali. Ora invece siamo arrivati al 50-60% di vini naturali al di fuori delle mode. A me piace molto abbinare tutto quel che \u00e8 naturale: dal pesce pescato alla verdura e alle farine e polenta biologiche, all\u2019insalata di Sant\u2019Erasmo. Quindi anche il vino deve rispettare questa logica. Mi piace che le persone si sentano non solo bene ma meglio con lo stomaco dopo aver mangiato e bevuto da me. Lo vorrei anche per me, questo, come non posso volerlo per altri?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Come fai a convincere della scelta di vini naturali? Non \u00e8 facile oggi\u2026<\/i><\/p>\n<p>Non dico che tutti i clienti debbano preferire i vini naturali, io li consiglio cos\u00ec come consiglio gli alimenti, poi sono loro a scegliere. Oggi, poi, ci sono tante intolleranze ed allergie alimentari per non parlare delle diete come quella vegana.<\/p>\n<p>Il cliente paga e quindi decide: nel mentre li ringrazio della preferenza, li contraccambio con una linea ed una filosofia per il loro benessere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Dopo la Tenda Rossa cosa hai fatto?<\/i><\/p>\n<p>Ero quasi al verde, avevo finito tutti i risparmi che avevo portato dal Giappone. Ero in stage alla Tenda Rossa, mi sono spostato in una piccola osteria in centro a Firenze, Bocca Negra, pi\u00f9 di quantit\u00e0 che di qualit\u00e0. Un\u2019unica cucina per osteria, pizzeria, ristorante. L\u00ec si trattava di fare numeri ma i colleghi, tutti giovani, erano straordinari. Mi mancava molto il contatto umano e di conseguenza un ottimo sviluppo della lingua italiana anche se avevo imparato a cucinare. Quindi alla Bocca Negra finalmente l\u2019ho ottenuto anche perch\u00e9 avevamo fatto gruppo, uscivamo tutte le sere dopo il lavoro e le domeniche andavamo a fare picnic o a pescare. Con questi ragazzi ho veramente parlato la lingua italiana. Leggo i giornali e i libri ma ancora non riesco a scrivere. Non erano tutti italiani i miei colleghi, c\u2019erano tedeschi marocchini inglesi\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>E con i dialetti italiani come ti sei trovato?<\/i><\/p>\n<p>All\u2019inizio ho avuto molti problemi in Veneto.<\/p>\n<p>Avendo imparato l\u2019Italiano in Toscana, il dialetto di quella regione era simile.<\/p>\n<p>Sono stato brevemente anche a Taormina, Sicilia, e anche l\u00ec il dialetto era complicato; poi sono stato anche a Milano e a Bologna.<\/p>\n<p>Se non avessi trovato lavoro a Venezia avrei amato forse risiedere in Emilia: a Bologna, a Parma. Per me quei luoghi significano profondamente Italia. Parlo anche del paesaggio.<\/p>\n<p>A Venezia per la prima volta ho lavorato all\u2019Oliva Nera, che si trova vicino al ristorante Remigio, vicino alla Croce di Malta e a Sant\u2019Antonin. Le prime volte quando facevo la spesa al mercato di Rialto non capivo nulla di quel che mi dicevano, ad iniziare da come pronunciavano i giorni della settimana (<i>Lune, Marte, Venere\u2026li enuncia in perfetto dialetto veneziano!<\/i>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Quanti dei tuoi clienti &#8211; o in genere persone che affermano di amare la cucina, non solo giapponesi o italiani &#8211; capiscono che si inizia a cucinare il pesce al mercato?<\/i><\/p>\n<p>I giapponesi sono molto bravi a scegliere il pesce. Non \u00e8 solo una questione della famiglia che ti insegna, da noi ad esempio a scuola si fa molto. I bambini, sin da piccoli, sono impegnati a pulire, a preparare e servire il cibo e a riordinare ogni giorno: dalle classi ai bagni. E poi i familiari &#8211; tra zii, nonni, e altri &#8211; raccontano sempre le loro tradizioni.<\/p>\n<p>I <i>convenience store<\/i> o i MacDonald oppure la possibilit\u00e0 di mangiare junk food a tutte le ore: questi sono i responsabili della distruzione della cultura alimentare. Quando eravamo piccoli, oltre alla tradizione (o alla scuola o alla famiglia che, mi rendo conto, sono diverse in ogni paese) dovevamo mangiare ad orari precisi ed avere rispetto della cucina senza lasciare nulla nel piatto. Oggi mi spiace che i giovani stiano perdendo questi valori.<\/p>\n<p>Tanti clienti sono infatti ignoranti, purtroppo. Forse i genitori non hanno insegnato \u2026dobbiamo essere noi a insegnare la cultura alimentare. E a fidarci meno del supermercato dove trovi il cibo gi\u00e0 pronto, andando di pi\u00f9 ai mercati dove occorre improvvisare l\u00ec con quello che si trova e ancora\u00a0 una volta quando poi si \u00e8 a casa.<\/p>\n<p>Io ho iniziato ad imparare allora dai miei genitori e continuo anche ora.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Tornando a Venezia, che ormai \u00e8 la tua citt\u00e0 di elezione da 8 anni, cosa pensi di dare come cittadino e cosa pensi che ti dia, ti restituisca in cambio?<\/i><\/p>\n<p>Credo che Venezia stia cambiando e abbia urgente bisogno di mantenere la sua cultura. Quando sono arrivato qui c\u2019erano tanti locali tradizionali, alcuni addirittura sono diventati oggi dei Burger King. Mi spiace molto anche che alle spalle di San Marco ci sia Chinatown dove c\u2019erano tanti bei locali prima. I ristoranti e le osterie in genere facevano piatti antichi, ora invece si sono livellati allo stesso livello con menu per turisti. Chi lo fa ancora il risotto di <i>go <\/i>(<i>un pesce da fondale sabbioso, il ghiozzo<\/i>)?<\/p>\n<p><i>Io, ad esempio, a casa mia!<\/i><\/p>\n<p>Secondo me occorre mantenere questa cultura. Non vendiamo tutti i locali ai cinesi, occorrerebbero un po\u2019 di regole altrimenti la citt\u00e0 \u00e8 Chinatown non pi\u00f9 Venezia. Io, ad esempio, amo la cultura veneta e ricerco una antica ricetta e la propongo ogni tanto. Come cittadino cerco di mantenerla viva con il mio modesto lavoro. Cosa ricevo in cambio? Non so, \u00e8 ancora troppo difficile per me rispondere a questa domanda.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Io ad esempio vorrei un po\u2019 pi\u00f9 di cultura, non solo quella importata dalle mostre e dalle Biennali. Mi manca la musica, le band locali ed in genere la musica dal vivo etc..e tu cosa pensi?<\/i><\/p>\n<p>Io penso sempre che sia fondamentale mantenere la cultura locale, fare una citt\u00e0 per abitanti e non per turisti. Tutti i giovani Veneziani ed in genere gli Italiani vanno via e li capisco: \u00e8 difficile vivere qui, tante tasse e lavoro che manca, case in affitto molto care se si trovano\u2026Tutti affittano per turisti, si guadagna di pi\u00f9 lo capisco ma servirebbe una legge per tutelare gli italiani!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Quando tu non cucini per i tuoi ospiti o per i tuoi amici, cosa mangeresti per te e cosa berresti?<\/i><\/p>\n<p>Cucina giapponese. Adoro lo spiedino di pollo alla griglia, lo yakitori. Puoi scegliere ogni parte del pollo per farlo: coscia, petto, fianco, cuore, interiora\u2026Io preferisco la coscia e la sovra-coscia od il collo, molto gommoso ma quando lo mastichi ti dona tanti gusti. Se in futuro potrei avere un mio locale qui a Venezia farei solo cucina tradizionale\u2026<\/p>\n<p>Ora qui bevo solo vino, \u00e8 cambiato il mio gusto. Mangio ogni giorno pasta e cucina italiana quindi bevo vino. Anche il sak\u00e8 ci potrebbe stare, ma il vino \u00e8 meglio. Sono un gran bevitore di vino. E la mattina mangio brioche e bevo l\u2019espresso amaro (rigorosamente Caff\u00e8 Giamaica, che \u00e8 in un po\u2019 di posti come il ristorante Quadri degli Alajmo ad esempio dove ho lavorato, all\u2019Aciugheta, al ristorante la Cantina su Strada Nova).<\/p>\n<p>Questa miscela \u00e8 speciale, viene abbinata a una macchina tutta sua e viene un signore da Verona a controllare per verificare che venga servito a dovere. E\u2019 un caff\u00e8 straordinario da gustare rigorosamente amaro come si dovrebbe in genere, pulisce tutta la bocca. E costa come gli altri, 1 euro o 1.20.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Da quanto tempo lavori all\u2019Enoteca Ai Artisti?<\/i><\/p>\n<p>Due bellissimi anni. Finisco ad aprile e poi apro un posto mio grazie a dei finanziatori, si trover\u00e0 poco prima di arrivare all\u2019osteria La Zucca nei pressi di San Giacomo dell\u2019Orio (San Stae).<\/p>\n<p>Si tratter\u00e0 di un ristorante italiano con filosofia giapponese e aprir\u00e0 tra aprile e maggio.<\/p>\n<p>Sono muri antichi: una volta &#8211; pi\u00f9 di un secolo fa &#8211; era un affumicatore ed \u00e8 stato anche un\u2019osteria.<\/p>\n<p>Al momento niente sushi. Ti faccio un esempio: crema di funghi con calamari scottati sporcati con una polvere di alghe e semi essiccati\u2026Hai presente la tempura? Noi aggiungiamo sempre un brodo per l\u2019intingolo. Non voglio usare <i>dashi <\/i>o salsa di soia ma se ad esempio faccio tempura di <i>canoce<\/i> far\u00f2 un brodo ottenuto dal biscuit (<i>il carapace<\/i>) di canoce. Mi piacerebbe sperimentare con gli spaghettini freddi, la <i>soba<\/i>.<\/p>\n<p>Non sappiamo ancora come si chiamer\u00e0, i lavori sono in corso. Mi piacerebbe osteria <i>al fumo<\/i> o <i>dei chiodi<\/i>, visto che tutto il soffitto \u00e8 costellato dei vecchi chiodi per appendere il cibo da affumicare. Il locale a fianco, che abbiamo del pari preso, si chiamava l\u2019Osteria <i>Ai Foresti <\/i>e aveva anch\u2019esso oltre 100 anni.<\/p>\n<p>Qui \u00e8 molto difficile comprare un ristorante, la licenza di osteria con canna fumaria per la cucina ha dei prezzi altissimi. Ho accarezzato a lungo il sogno di aprire un posto mio ma non sono riuscito fino a quando ho trovato un finanziatore, che lavora nel turismo e che mi ha chiamato per fare insieme un ristorante. Non \u00e8 un cuoco ma \u00e8 innamorato di ristoranti ed \u00e8 molto competente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>E la musica che ascolti? I libri?<\/i><\/p>\n<p>Da giovane ero un po\u2019 strano, ho provato tutti i colori diversi di capelli e avevo una band punk. Ascolto tutti i tipi di musica, anche la musica italiana. Adoro Battisti, De Andr\u00e8, Mina, Tenco, Gaetano\u2026<\/p>\n<p>Per i libri purtroppo non ho tempo tranne che leggere quelli di cucina, se ho tempo mi piace vedere film, adoro Benigni!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Un talento che hai, uno che vorresti<\/i><\/p>\n<p>Adoro le arti, dipingere o disegnare. Volevo per un periodo infatti studiare arte. Non disegno veramente, ma in qualche maniera posso dire che disegno grazie al mio lavoro: disegno con i colori delle salse e degli alimenti su ogni piatto che preparo.\u00a0 Per questo studio e vado al museo a vedere le opere, poi riproduco nei miei piatti e non su un foglio o su una tela.<\/p>\n<p>Mi piacerebbe imparare a vogare. Non ho tempo purtroppo\u2026.Lavoro di solito dalla mattina alle 9 fino alle 11 la sera, abbiamo 1 ora e mezzo di pausa e poi dato che la sera dopo lavoro tutti i miei amici mi chiamano per andare a bere, ora che non sono pi\u00f9 giovane non potrei alzarmi tanto presto la mattina!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Dove ti vedi tra dieci anni?<\/i><\/p>\n<p>Penso di tornare in Giappone, se va tutto bene. Forse dopo: 15, 20 anni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Non vuoi veder altri posti d\u2019Europa? Non ti interessa la cucina di altri luoghi, tipo Francia o Spagna?<\/i><\/p>\n<p>Ogni due anni vado a studiare e fare vacanza in Francia, adoro Parigi dove ho tanti amici di tante nazionalit\u00e0 che lavorano l\u00ec: li vado a trovare e mangio a pranzo e cena sempre in ristoranti diversi. Adoro tutta la cucina, anche la <i>patisserie<\/i> (io faccio anche i dolci).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>I formaggi francesi battono gli italiani?<\/i><\/p>\n<p>Ahim\u00e8 s\u00ec. Anche i vini\u2026Per\u00f2 la pasta vince sempre, la pasta \u00e8 Italia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Io credo che a Parigi sia possibile mangiare a livelli altissimi ma a prezzi contenuti, anche in altre citt\u00e0 italiane \u00e8 pi\u00f9 possibile che a Venezia &#8211; che \u00e8 totalmente out of scale!<\/i><\/p>\n<p><i>Cosa hai imparato sin qui dalla vita?<\/i><\/p>\n<p>Ho visto un\u2019altra vita. Ho quindi imparato un\u2019altra vita. Noi viviamo solo sul lavoro. Le cose pi\u00f9 importanti per noi sono il lavoro, poi la famiglia poi i soldi. Se non c\u2019\u00e8 lavoro non c\u2019\u00e8 famiglia e non c\u2019\u00e8 soldi. Qui in Italia c\u2019\u00e8 prima la famiglia, dopo l\u2019amore e poi il lavoro. Fino ai 26 anni anche io ero come gli altri giapponesi, vivevo solo in funzione del lavoro. Ho poi conosciuto che esistono, ad esempio, le ferie. In un anno di lavoro in Giappone ho avuto solo 4 giorni di ferie e noi lavoriamo sei giorni su sette ma alcune volte, ad esempio in un hotel, ho lavorato 28 giorni su 30 (dalla colazione alla cena ogni turno).<\/p>\n<p>Quando sono venuto qui, ho capito che c\u2019\u00e8 un\u2019altra vita: puoi stare con il tuo amore, con la famiglia. Insomma, che la vita non \u00e8 solo lavoro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il ritratto di Masahiro \u00e8 opera di <a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/franco-gondoliere-e-terapista\/\">Franco Grossi<\/a>, un\u2019altra persona di questo mondo di cui vi abbiamo raccontato e di cui abbiamo pubblicato <a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/farfalla\/\">una poesia<\/a>. Franco ci ha fatto incontrare Masahiro e ci ha suggerito di intervistarlo. Se vi siete persi la sua storia, ora potete recuperarla!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; 10 anni in Italia, di cui otto a Venezia. Per amore della cucina e dei sapori italiani. 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