{"id":10671,"date":"2018-01-31T11:33:32","date_gmt":"2018-01-31T11:33:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/?p=10671"},"modified":"2019-01-11T12:19:40","modified_gmt":"2019-01-11T12:19:40","slug":"1-anno-di-sogni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/1-anno-di-sogni\/","title":{"rendered":"1 anno di sogni"},"content":{"rendered":"<p>Melbourne, New York (qualche volta), Bollate per la prima volta in una prigione, Toronto, dovunque una persona che \u00e8 un\u2019opera d\u2019arte vivente (Tattoo Tim) viene esposta, Hobart, Londra (molte volte), Venezia (molte volte), Reggio Emilia (molte volte), Ankara ed Istanbul, Basilea, Monaco, Orizaj, Roma, Edimburgo, Milano, Barcellona, Asuncion, Perth, Taipei, Oxford, Nantes, Parigi, Stoccarda, Torino, Philadelphia, Bitonto, Napoli (qualche volta).\u2026e molte ancora. Se ci hai letto lungo tutto un anno, hai incontrato persone e luoghi che vengono da pi\u00f9 di 65 citt\u00e0 nel 2017 &#8211; un viaggio percorso giusto accanto ai loro cuori.<\/p>\n<p>Vuoi percorrere tutte queste rotte in un solo sguardo?<\/p>\n<p>Prima di guardare il nostro piccolo video <a href=\"https:\/\/youtu.be\/i8VRwY1vTK8\">One Year of Dreams.<\/a>,&nbsp;dai un\u2019occhiata qui sotto e rileggi qualche frase delle loro risposte alle nostre domande. E quando ti imbatti in un poeta od uno scrittore tra di loro, non dimenticare di curiosare nelle nostre sezioni letterarie (<a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/category\/poesie\/\">poesie<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/category\/racconti\/\">racconti<\/a>) dove puoi trovare i lavori che ci hanno prestato!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u2018Nasco a Melbourne negli anni 70. E\u2019 nella stessa citt\u00e0 che vengo preso ad una scuola d\u2019arte molto importante, attorno ai 20 anni. Mi trasferisco ad Amsterdam ai 28 e l\u00ec ho ricominciato daccapo, gli olandesi furono particolarmente duri, ma creativamente mi ha permesso di crescere moltissimo.<\/p>\n<p>Quando avevo 35 anni ho avuto una piccola epifania riguardo il mio lavoro e sul lungo viaggio fatto di anni di ricerca per trovare la mia voce \u2013 ebbi un momento di chiarezza e da allora non mi ha pi\u00f9 abbandonato. Mi trasferisco a New York a 38 anni.\u2019<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/paul-barbera-new-york-e-melbourne\/\">Paul Barbera<\/a>, fotografo, New York e Melbourne<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u2018Per 22 anni ho fatto l\u2019educatrice di scuola materna. Successivamente, per una passione personale, ho aperto un piccolo catering e coccolavo la buona borghesia milanese. E quando ho chiuso il mio catering convinta di aver finito la mia \u2018carriera\u2019, la direttrice della Casa di Reclusione mi ha chiesto se volevo aprire un catering all\u2019interno di un carcere, questo carcere. Qui a Bollate.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Quindi non aveva mai avuto esperienze \u2018carcerarie\u2019 prima di questa?<\/i><\/p>\n<p>Zero, nessuna. Certo, ho sempre svolto molta attivit\u00e0 nel sociale ma non in una casa circondariale. Era proprio un settore di cui non mi ero mai preoccupata ed occupata, ecco!\u2019<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/ristorante-galera-bollate\/\">Silvia Polleri<\/a>, Ristorante In Galera, Bollate<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u2018Toronto \u00e8 davvero multiculturale e aperta al mondo; ha veramente contagiato il mio modo di essere e di pormi verso la vita. Qui trovi persone di ogni razza, davvero, e in qualche modo ognuno riesce a conservare la sua identit\u00e0 culturale mentre allo stesso tempo \u00e8 canadese. I torontoniani, e direi i canadesi in generale, non sono soltanto tolleranti ma incoraggiano la diversit\u00e0 \u2013 posso dire che ci fa proprio bene, prosperiamo! Grazie a tutto ci\u00f2, \u00e8 molto pi\u00f9 facile essere gay e manifestarlo qui a Toronto di quanto lo sia in Italia. Qui non \u00e8 fantastico solo perch\u00e9 ognuno ha apertamente famiglie gay ed amici. A volte dimentico quanto tutto questo sia un privilegio.<\/p>\n<p>Cosa restituisco a Toronto? Un\u2019esperienza, un modo di essere, la sensibilit\u00e0 e qualcosa che definirei ibrido tra Europa e Nord America.\u2019<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/sascha-hastings-toronto\/\">Sascha<\/a>, Toronto<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u2018<em>Ci puoi dire della tua vita dopo la decisione di diventare un\u2019opera per sempre?<\/em><\/p>\n<p>Wim Delvoye e questo progetto hanno di fatto aperto la porta su un mondo a me sconosciuto. Mi era sempre piaciuta l\u2019arte ma non ero un creativo. Da un giorno a quell\u2019altro ho avuto immediatamente accesso a tutte queste persone incredibilmente creative ed al loro pianeta. D\u2019improvviso ne sono diventato parte. Fino ad ora, tuttavia, mi sono sempre sentito un osservatore. Che dall\u2019esterno guardava dentro. Dopo dieci anni, adesso io sono \u2018TIM\u2019. Di Wim Delvoye.<\/p>\n<p>Ho il mio ruolo in questo circo bizzarro. L\u2019esperimento funziona. Mi piace anche il fatto che per tutta la mia vita non cambia ne\u2019 l\u2019opera ne\u2019 quel che faccio. Il tatuaggio invecchier\u00e0 e io sieder\u00f2 l\u00ec fino a che morir\u00f2.\u2019<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/tattoo-tim-opera-darte-vita\/\">Tattoo Tim<\/a>, ovunque qualcuno lo \u2018compri\u2019<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u2018Senti spesso parlare di come le biblioteche sono costrette a cambiare, quindi anche noi! Ad essere onesta tutto questo mi fa strano e al contempo mi diverte \u2013 dato che le biblioteche ed i loro addetti sono sempre stati soggetti ai cambiamenti. Anzi sono abituati perch\u00e9 hanno le capacit\u00e0 per valutare le informazioni e trasformarle in conoscenza utile \u2013 e spesso in saggezza. E\u2019 molto riduttivo pensare alle biblioteche come luoghi dove trovare soltanto libri \u2013 non lo sono ed in verit\u00e0 non lo sono mai state. Le prime bibilioteche erano piccole stanze riempite con tavolette di argilla, le successive erano attrezzate per le pergamene, poi per i codici ed infine per i libri. Ed ora anche per i computer, i tablet (\u00e8 come un ciclo che si compie). Il nostro lavoro si concentra sull\u2019immagazzinare le informazioni (su ogni formato) e renderle utili \u2013 quindi la pluralit\u00e0 \u00e8 la nostra norma. La biblioteca del MONA \u00e8 speciale perch\u00e9 \u00e8 molto tradizionale nel suo nucleo: una collezione meravigliosa di libri. Tuttavia, utilizziamo ampiamente le ultime tecnologie per fare ricerche e per gestire la nostra collezione. Siamo fortunati a poter lavorare sui migliori aspetti del processo bibliotecario. Ogni giorno ci porta nuove sfide e nuova frenesia.\u2019<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/mary-hobart\/\">Mary<\/a>, libraria, Hobart (Tasmania, Australia)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u2018<em>La tua storia in poche righe \u2013 fermandoti un attimo prima dello scoppio \u2013 con un pizzico della tua infanzia e del destino che la tua famiglia ha messo nelle tue radici?<\/em><\/p>\n<p>La mia vita in poche righe? Oddio\u2026sono stato un vero soldato, ho servito circa quattro anni nell\u2019esercito. Prima ho studiato alla scuola d\u2019arte e ho avuto quel che si definisce una normale educazione nel Regno Unito. Ho un fratello di poco pi\u00f9 grande e sono nato nel 1983.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Dallo scoppio allo scoppio (s\u00ec, avete letto bene): penso ci sia un lungo, o meglio un assoluto intervallo in cui tu sei tra qui (la vita) e l\u00ec (la morte). Hai qualche specifico ricordo di questo<\/i><\/p>\n<p>Tutto, ricordo tutto fin quando sono stato cosciente. E lo sono stato tanto, dallo scoppio in avanti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Se potessi associare un colore a quel momento della tua vita, quale sarebbe?<\/i><\/p>\n<p>Giallo, e anche iodino.<\/p>\n<p><i>&nbsp;<\/i><\/p>\n<p><i>Quando studiavi arte, avevi in mente di lavorare nel campo come\u2026<\/i><\/p>\n<p>Artista, non curatore. Dipingo e disegno, anche se al momento prevalentemente scrivo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Anatomia di un soldato <i>\u00e8 il tuo primo libro. Preferisci definirlo un romanzo o piuttosto una raccolta di racconti?<\/i><\/p>\n<p>Per affezione, \u00e8 un romanzo. Intendo che ogni capitolo \u00e8 s\u00ec dedicato alla vita di un particolare oggetto, ma \u00e8 inteso come un tutt\u2019uno con il resto, ogni capitolo si rispecchia. Il libro ha definitivamente una narrativa definita, un suo passo.\u2019<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/harry-parker-ex-soldato-e-scrittore-londra\/\">Harry Parker<\/a>, scrittore (ed ex soldato), Londra<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8216;<i>L\u2019urbanistica fa spesso il conto con la politica e mi viene in mente qualcosa di gelido come la matita rossa di Stalin od altri calcoli. Il rapporto con le cubature, i piani regolatori\u2026.E\u2019 un ruolo scientifico o sociale?<\/i><\/p>\n<p>E\u2019 un ruolo socio-culturale, molto delicato. Fino agli anni 80, almeno in questo paese ma non solo, l\u2019urbanista si confrontava con un mondo della politica che faceva da mediatore con le istanze sociali (e anche da loro interprete). Sindaci e assessori rappresentavano un\u2019istanza espressa con il voto democratico. Quindi, fatto salvo il tecnico urbanista che era chiamato a metterle in pratica, la domanda veniva dalla societ\u00e0.<\/p>\n<p>Adesso l\u2019urbanista dialoga spesso direttamente con le realt\u00e0 sociali. E<\/p>\n<p>d occupandosi del cambiamento dell\u2019esistente, un elemento forte del suo baricentro \u00e8 l\u2019interesse generale cio\u00e8 la \u2018citt\u00e0 pubblica\u2019<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/henry-venezia\/\">Henry Fontanari<\/a>, architetto, Venezia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u2018Io nasco a Schio nella provincia di Vicenza sono del 1989 e ho frequentato contemporaneamente l\u00ec sia il Liceo Artistico sia l\u2019Accademia Musicale. Mi sono trasferito a Venezia per frequentare l\u2019Accademia di Belle Arti, dove mi sono formato nell\u2019Atelier F, la scuola di Carlo Di Raco, con cui si son formati la maggior parte dei pittori veneziani. E <i>How We Dwell<\/i> \u00e8 nato l\u00ec. Siamo un gruppo di amici che si son incontrati per caso al suo laboratorio, che \u00e8 atipico. Si lavora sette giorni su sette, volendo \u2013 anche tutto il giorno. E si lavora mescolati. La bellezza di quella tipologia di ricerca e di didattica \u00e8 che i giovani artisti pi\u00f9 esperti lavorano affianco ai pi\u00f9 giovani a loro affiancati. Si lavora per analogie di significato, ricerche e d\u2019interessi. In questo modo ho conosciuto bene Cristiano e Marco, da cui ho imparato un molto. La nostra crescita \u00e8 stata parallela, anche con Adriano (l\u2019altro componente di <i>How We Dwell<\/i>). Tra il mio quarto ed il quinto anno di Accademia abbiamo deciso di formare <i>How We Dwell<\/i>.\u2019<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/how-we-dwell\/\">Andrea Grotto<\/a>, Cristiano Menchini<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u2018Noi siamo tre fratelli, io sono il primo e mio padre mi ha chiamato Adamo come secondo nome, a mia sorella \u00e8 toccato Eva ed a mio fratello Abramo; tutti e tre non siamo credenti, \u00e8 una storia divertente e mi piace un sacco.<\/p>\n<p>Ho iniziato a produrre lavori d\u2019arte prima della maggiore et\u00e0 ma mi sono messo a lavorare per il cinema perch\u00e9 volevo imparare e migliorare le tecniche e, possibilmente, avere un reddito mentre lo facevo. Sono stato cos\u00ec fortunato da incontrare \u2013 ed imparare da \u2013 diversi grandissimi artisti.<\/p>\n<p>Non sono un fan di supereroi o di horror, non guardo la TV e le serie, anzi non ho neanche una TV sin da quando avevo 21 anni. Sono sempre stato interessato al talento, alla maestria nell\u2019esecuzione, al processo ed ai materiali. Ed, ovviamente, alle persone dietro queste creazioni.<\/p>\n<p>Ogni pezzo d\u2019arte che ho fatto proviene da un particolare stato mentale o da una situazione difficile che ha sollecitato il bisogno di riflessione su qualcosa in particolare.\u2019<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/valter-adam-londra\/\">Valter Adam<\/a>, Londra<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u2018<i>Da New York a Venezia mi sembra un cambiamento radicale, ma anche il coronamento di un sogno, se non vado errata\u2026<\/i><\/p>\n<p>Sono entrambe delle isole! E\u2019 questa la risposta che do di solito quando qualcuno mi chiede. Ci sono un sacco di similitudini tra il pubblico veneziano che cammina veloce e quello newyorchese. E, certo, molte differenze. Lo stile pedonale di Venezia, ed il layout della citt\u00e0, determina una comunit\u00e0 molto interattiva. Sin dalla mia prima visita qui, sono stata trasportata dalla socialit\u00e0 dei Veneziani! Dal lato fisico e geografico della vita, adoro l\u2019accesso facile alla laguna, i prodotti locali che i Veneziani si godono. A me questo stile di vita colpisce molto di pi\u00f9 per la sua naturalit\u00e0 che per la sua radicalit\u00e0. Forse \u00e8 New York la radicale. Di sicuro, anzi. Quando ho letto il libro di Salvatore Settis (<a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/gp\/product\/8806218263\/ref=as_li_tf_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=8806218263&amp;linkCode=as2&amp;tag=slowor-21\">Se Venezia muore<\/a>), ho capito che sono sempre stata molto influenzata dalla differenza tra citt\u00e0 costruite per la partecipazione sociale, come Venezia, che dalle citt\u00e0 dove il progetto \u00e8 molto pi\u00f9 diretto alla produzione che alla costruzione della comunit\u00e0, come New York\u2019<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/marjorie-venezia-e-new-york\/\">Marjorie Sterne<\/a>, ex avvocato, imprenditrice New York e Venezia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u2018<i>Eraldo (Affinati) ed Anna Luce (Lenzi): la vostra vita prima della scuola di Penny Wirton?<\/i><\/p>\n<p>Ci siamo laureati entrambi su Silvio D\u2019Arzo, autore del romanzo da cui prende il nome la nostra scuola. La vera esperta darziana \u00e8 Anna Luce Lenzi, ben conosciuta dai critici che si sono occupati dello scrittore reggiano. La nostra formazione \u00e8 letteraria, ma abbiamo sempre avuto una forte predisposizione pedagogica che ci ha spinti a fondare questa scuola per immigrati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>E dopo l\u2019impegno che avete intrapreso ormai 5 anni fa?<\/i><\/p>\n<p>Ormai quasi dieci anni fa! Adesso ci sentiamo responsabili di tante persone che, ugualmente appassionate, decidono di insegnare la lingua italiana ai ragazzi migranti. Abbiamo la sensazione che questo impegno di gratuit\u00e0 possa stimolare le risorse migliori del nostro Paese.\u2019<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/la-scuola-di-penny-wirton\/\">La Scuola di Penny Wirton<\/a>, Reggio Emilia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u2018Sicuramente il desiderio di condividere con gli altri e di sentire che apparteniamo tutti alla stessa rete. Da bambina ho imparato che la partecipazione \u00e8 semplice e divertente. La partecipazione descrive perfettamente l\u2019evento della percezione perch\u00e9 coinvolge sempre al livello pi\u00f9 intimo l\u2019esperienza di un\u2019influenza attiva tra il corpo che percepisce e quello che riceve.<\/p>\n<p>Non ci sono vere divisioni fra i due, in molti modi la cosa percepita \u00e8 un\u2019a estensione di chi percepisce. Siamo in relazione sia con il mondo esterno che con quello interno. La comunicazione, la percezione e l\u2019ambiente circostante non possono essere separati e le parole sono azione per noi umani. Sento che noi tutti dobbiamo esprimere il nostro potere in ogni cosa che diciamo o facciamo senza paura di essere mal interpretati come forse aggressivi od egoisti, perch\u00e9 ci\u00f2 che ci impedisce di essere attori \u00e8 questo credo di sottofondo che siamo separati e senza potere.\u2019<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/anita-sieff-venezia-e-new-york\/\">Anita Sieff<\/a>, artista e filmmaker, Venezia e New York<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u2018Finita la laurea, lavoro per una cooperativa sociale di Padova che si occupa di reinserimento lavorativo.<\/p>\n<p>Il mio sogno \u00e8 tuttavia un altro: mantenermi con le attivit\u00e0 che ho iniziato a fare con Closer, l\u2019associazione culturale che ho fondato insieme agli amici del liceo (<i>sono suoi coetanei, nati tutti tra <\/i>il \u2018<i>90 e \u201992: Leonardo Nadali, Nicol\u00f2 Porcelluzzi, Luca Ruffato, Federico Tanozzi, Leonardo Azzolini<\/i>).<\/p>\n<p>Siamo nati da appena un anno, bisogna avere pazienza.\u2019<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/giulia-venezia\/\">Giulia<\/a>, Venezia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u2018<i>E\u2019 vero che le lacrime ed il sangue hanno lo stesso sapore, lo stesso odore e la stessa temperatura?<\/i><\/p>\n<p>E hanno anche lo stesso gusto. Salato. Possiamo avere differenti colori di pelle o di occhi, ma tutti noi abbiamo lo stesso colore di sangue e lacrime. Allora perch\u00e9 diavolo combattiamo su questa terra? Ognuno di noi alla fine concimer\u00e0 il terreno con le sue carni, il sangue e le lacrime. Speriamo che da quel suolo cresca una pianta migliore.<\/p>\n<p><i>&nbsp;<\/i><i>&nbsp;<\/i><\/p>\n<p><i>Hai per caso notato anche tu che Istanbul Istanbul \u2013 se escludiamo il magistrale ma orribile plot della mappa delle celle della prigione e tutti gli strati di atrocit\u00e0 che sono dolcemente e fantasticamente mischiati alla poesia e all\u2019ironia che citavo prima \u2013 \u00e8 il migliore manifesto turistico per questo governo e per questa citt\u00e0 in questo preciso momento?<\/i><\/p>\n<p><i>Tu fai prevalere la bellezza su tutto \u2013 incluso il peggior tipo di morte.<\/i><\/p>\n<p>Quando ho iniziato a scrivere questo romanzo, anni fa, non mi aspettavo che sarebbe diventato l\u2019istantanea della Turchia di oggi. Se lo avessi saputo avrei forse cambiato idea oppure la sua trama? Non penso. Perch\u00e9, attraverso il dolore, volevo attirare l\u2019attenzione sulla bellezza \u2013 la bellezza della citt\u00e0, degli uomini, delle storie. So anche che le autorit\u00e0 cercano a tutti i costi di sbarazzarsi della bellezza glorificando il dolore mentre noi cerchiamo di fare esattamente l\u2019opposto.\u2019<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/burhan-sonmez-ankara\/\">Burhan S\u00f6nmez<\/a>, scrittore, Ankara<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u2018Una delle mie caratteristiche, la curiosit\u00e0, viene da una circostanza che definirei di oppressione positiva.<\/p>\n<p>La mia famiglia non era interessata alla cultura e alle arti, semplicemente perch\u00e9 veniva dalla generazione del dopoguerra tedesco e cercava di trovare una posizione professionale partendo da zero come potrete immaginare. Non c\u2019era allora il tempo per queste cose e neanche l\u2019ambizione, erano di certo interessati ma non potevano coltivare l\u2019arte e la cultura.<\/p>\n<p>All\u2019inizio ero pi\u00f9 dentro la cultura e meno nelle arti.<\/p>\n<p>Devo tutto il mio interesse all\u2019arte a mia nonna (di Colonia). A casa sua trovai alcuni libri sull\u2019artista surrealista Salvador Dal\u00ec che mi ha aperto gli occhi e da allora lessi qualsiasi libro sull\u2019argomento che trovavo a tiro.<\/p>\n<p>Ricordo che viaggiai persino sulle sue tracce, a quel tempo era ancora vivo. Andai persino a sedermi sulla spiaggia dove c\u2019era la sua casa (<i>a<\/i> <i>Cadaques, nella baia di Port Lligat<\/i><b>)<\/b>, presi anche una piccolo mattonella caduta dal suo muro per portare qualcosa con me in ricordo.<\/p>\n<p>Quel profondo interesse in questi mondi \u2013 l\u2019arte e la letteratura \u2013 non mi ha mai abbandonato.\u2019<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/thomas-girst-monaco\/\">Thomas Girst<\/a>, capo del BMW Culture engagement ed ex editore, Monaco di Baviera<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8216;<i>Adoro l\u2019idea che tu voglia fare del sole il nostro migliore alleato, amico ed anche una \u2018seconda pelle\u2019 come accaduto in uno dei tuoi passati progetti quando hai reso possibile per ognuno l\u2019uso dell\u2019energia solare indoor anche senza grandi pannelli sul tetto \u2013 semplicemente \u2018avvolgendo\u2019 di una speciale superficie-pelle i tavoli o le finestre.<\/i><\/p>\n<p><i>E\u2019 qualcosa cos\u00ec naturale ma anche cos\u00ec indispensabile che sorprende nessuno ci abbia pensato prima. Insomma, tu coniughi design e tecnologie avanzate sull\u2019energia solare. Accanto all\u2019ispirazione che magari ti \u00e8 anche venuta grazie agli interessi dei tuoi familiari, qual \u00e8 veramente stata la tua scintilla interiore a farti dedicare, da progettista, esclusivamente al sole?<\/i><\/p>\n<p><i>&nbsp;<\/i><\/p>\n<p>E\u2019 vita, \u00e8 una fonte di energia. E\u2019, quindi, tutto.<\/p>\n<p>E\u2019 iniziata quando lessi che l\u2019irraggiamento solare che colpisce in un\u2019ora la terra sarebbe sufficiente a produrre energia elettrica gratis per tutto il pianeta per un anno. E\u2019 da l\u00ec che compresi che volevo lavorare solo con l\u2019energia solare perch\u00e9 c\u2019\u00e8 troppo potenziale l\u00ec dentro per tutto il genere umano che in qualsiasi altro posto.<\/p>\n<p>E pi\u00f9 mi ci dedico, pi\u00f9 mi rendo conto delle possibilit\u00e0 senza fine che si aprono in questo settore. Non le utilizziamo abbastanza e adesso \u00e8 il momento di pensare a farlo. Noi che veniamo dal mondo del design dovremmo aiutare a diffondere questa filosofia.\u2019<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/marjan-van-aubel-amsterdam\/\">Marjan van Aubel<\/a>, Amsterdam<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u2018La mia storia comincia il 6 giugno del 1982, quando sono nata. Vengo da un piccolo paesino di campagna dal nome Orizaj, ubicato vicino alla citt\u00e0 antica Berat, nel centro sud dell\u2019Albania. A quanto dicono i miei genitori sono stata muta fino all\u2019et\u00e0 di tre anni e quando ho cominciato a parlare ero veloce e abbastanza precisa, penso per recuperare il tempo perduto. Non ho iniziato la prima elementare come tutti gli altri bambini perch\u00e9 sono caduta dal fico e mi sono fratturata la gamba perci\u00f2 ho incominciato al secondo semestre. E\u2019 stata mia madre a insegnarmi l\u2019abecedario quindi devo a lei la passione per la parola, anche se lei in realt\u00e0 era un atleta, quindi di poche parole e molto concreta.<\/p>\n<p>In generale la mia infanzia \u00e8 stata felice perch\u00e9 giocavo con il fango, inventando giochi originali come creare dei gomitoli di fango per poi lanciarli con forza estrema sulla terra. Ricordo i miei piedi sempre scalzi con strisce rosse perch\u00e9 correvo nei campi di grano appena arati.\u2019<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/jonida-prifti-orizajroma\/\">Jonida Prifti<\/a>, poetessa, Orizaj e Roma<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u2018Il mio processo creativo di solito inizia con un impulso molto intimo che viene da una situazione specifica della mia vita. Possiamo dire che \u00e8 un\u2019urgenza idiosincratica che vuole essere trasformata in qualcosa d\u2019altro. Forse in qualcosa di meraviglioso. La bellezza implica comunque un portato sociale perch\u00e9 include un\u2019idea generale o collettiva. Se dici \u2018mi piace questo\u2019 vuoi dire che \u00e8 una tua inclinazione personale. Se invece dici \u2018penso sia bellissimo\u2019, implichi l\u2019idea che qualcun altro possa pensare lo stesso. Estetica ed etica formano una coppia complicata. La loro relazione insondabile potrebbe rappresentare uno dei migliori inneschi per ci\u00f2 che chiamiamo arte. Ed \u00e8 direttamente connessa ad un\u2019altra relazione che mi interessa molto, quella tra individuo e societ\u00e0. Ecco dove il lato politico della faccenda inizia per me, dove il mio lavoro attorno alla scultura si situa. La scultura ha sempre bisogno di un posto dove essere collocata. E io credo nell\u2019energia poetica dell\u2019arte che arricchisce, ed attiva, una societ\u00e0.\u2019<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/florian-graf-basilea\/\">Florian Graf<\/a>, artista, Basilea<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u2018Nasco 32 anni fa ad Alessandria d\u2019Egitto da genitori egiziani, ho una bambina di 5 e ne sono molto fiera! A circa 2 anni e mezzo vengo in Italia, tra Modena e Reggio (dove poi ci siamo stabiliti e da l\u00ec ho fatto tutte le scuole dell\u2019obbligo nella citt\u00e0 in cui tuttora vivo).<\/p>\n<p>Mi sono laureata in lingue (inglese e francese) ma ho approfondito la mia lingua madre (arabo classico) ed il persiano, una straordinaria lingua per la sua commistione con l\u2019inglese (\u00e8 una lingua indoeuropea!). Ho amato molto tornare all\u2019origine dello studio soprattutto della mia lingua madre, trovando in questa nuova relazione con essa una profondit\u00e0 inaspettata e densa di enormi significati.<\/p>\n<p>Subito dopo la laurea ho iniziato a lavorare dove sono adesso e quindi, sin da allora, mi occupo di interculturalit\u00e0 (<i>Marwa \u00e8 responsabile dell\u2019educazione interculturale per la Fondazione Mondinsieme del Comune di Reggio Emilia<\/i>).<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/marwa-reggio-emilia\/\">Marwa Mahmoud<\/a>, Reggio Emilia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u2018<i>Mi interessa la tua vita \u2013 breve, hai solo 25 anni: tutto quello che non entra nel gossip o nei giornali di moda dove sei sovente ritratto. Il Marcantonio personale, quello poco raccontato. So che hai studiato all\u2019estero e che hai cominciato presto a viaggiare.&nbsp;<\/i><\/p>\n<p>Sono stati 25 anni vissuti molto in fretta, per vari motivi. Primo perch\u00e9 sono uscito di casa presto, a studiare in collegio a 16 anni. E poi perch\u00e9 sono stato abbastanza viziato (in un certo senso lo sono ancora, ma da \u2018indipendente\u2019 adesso). Tutto quello che un giovane avrebbe fatto adesso, io l\u2019ho gi\u00e0 fatto prima. E quindi adesso sono pronto per una famiglia e dei figli.<\/p>\n<p>Mi sono appassionato tanto ad una citt\u00e0, che prima odiavo, e sono convinto che qui si \u00e8 liberi di creare quello che si vuole perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un potenziale enorme. Parlo di Venezia.<\/p>\n<p>Non amavo Venezia da ragazzino perch\u00e9 volevo fare una vita diversa \u2013 quando inizi l\u2019adolescenza, hai sempre in testa una vita di splendori, viaggi, feste, donne, discoteche, droghe. A quei tempi la odiavo perch\u00e9 negava tutti questi clich\u00e9. Anche perch\u00e9 a 14 anni Venezia non mi avrebbe dato quello che mi da adesso che sono cambiato.<\/p>\n<p>S\u00ec, ho viaggiato molto. Ho studiato in Svizzera e poi a Londra e da ultimo ho passato sei mesi in Argentina.<\/p>\n<p>Il design per me, come per me il vetro, ha un doppio fine. Fare lampade, o vasi, \u00e8 importante perch\u00e9 lavoro a Murano. In piccolo, quell\u2019isola \u00e8 il mondo di adesso: molte aziende pensano solamente a se stesse \u2013 e spesso con una mentalit\u00e0 vecchia \u2013 molti imprenditori non leggono il potenziale assurdo nelle loro mani. Riuscire a fare quello che facciamo (siamo una squadra, non sono da solo!) per me \u00e8, in piccolo, cambiare il mondo. Quello che sto facendo col vetro, potrebbe essere fatto su qualsiasi altro prodotto, dico qualsiasi: dalle ruote di scorta, alle banane, alle patatine fritte\u2026<\/p>\n<p>Sono tornato molto felicemente a Venezia, devo dire, dopo tutto questo peregrinare. L\u2019ho proprio scelta.\u2019<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/marcantonio-brandolini-dadda-venezia\/\">Marcantonio Brandolini D\u2019Adda,<\/a> imprenditore, Venezia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u2018Sono un nord-irlandese che vive ad Edimburgo, sono un lettore lento e cerebrale, felice e brizzolato, sono in cerca di meraviglia e sono irrequieto.<\/p>\n<p>Sono un filmmaker vano, gentile \u2013 e sono uno scrittore che \u00e8 cresciuto nella Belfast durante \u2018i problemi\u2019, che ha studiato cinema, arte e filosofia, che \u00e8 stato con la stessa donna per trent\u2019anni, i miei film trattano temi come il camminare, i bambini, il recupero e l\u2019innovazione. Due miei libri tra poco escono anche in Italia (<i>La Storia del Film, La Storia del Guardare<\/i>), sto per completare un film su Orson Welles, ho scalato la famosa insegna Hollywood nudo, il mio artista preferito \u00e8 Tintoretto, sono un professore onorario di cinema, sono influenzato dal surrealismo, mi annoio facilmente, il mio scrittore preferito \u00e8 James Joyce, il mio regista preferito \u00e8 Imamura Shohei.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/mark-cousins-edinburgo\/\">Mark Cousins<\/a>, regista, Edimburgo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u2018<i>Quando in un salotto ti chiedono che fai nella vita, quale \u00e8 il tuo mestiere, rispondi poeta?<\/i><\/p>\n<p>No, rispondo che faccio il giornalista, non mi piace attirare l\u2019attenzione. Ma ho sempre pensato al poeta come un falegname o un sarto, che lavora fino all\u2019esaurimento a dettagli cui forse nessuno far\u00e0 caso.\u2019<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/alberto-milano-e-barcellona\/\">Alberto Pellegatta<\/a>, Milano e Barcellona<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u2018<i>Tu come lettore. Che luoghi, che bisogno, che libri ora con te?<\/i><\/p>\n<p>Leggo con passione e sempre, analisi sull\u2019esistente (un esempio: gli scritti di Gustavo Esteva, Messico), saggi teoretici (un esempio: Ivan Illich, uno dei pensatori pi\u00f9 importanti del secolo scorso, dovrebbe essere letto di pi\u00f9), e molti romanzi \u2013 incluso gialli. I romanzi \u2013 e fino ad un certo punto anche i film \u2013 aprono mondi, presenti o passati, e ci aiutano a capire il presente. Di recente stavo leggendo Jack Kerouac, Paul Auster e Jane Austen. E stavo recuperando un po\u2019 del mio italiano (la lingua della mia infanzia), con <i>La mossa del cavallo <\/i>di Camilleri, un romanzo ambientato nella Sicilia del passato (un\u2019isola dalle tante ispirazioni), e, con un particolare interesse, <i>Morte di Un Uomo Felice <\/i>di Giorgio Fontana: riguarda la violenza politica e la resistenza di un certo passato italiano (<i>Slow Words ha intervistato <\/i><a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/giorgio-fontana-scrittore\/\">Giorgio Fontana<\/a><i> in occasione della sua vincita del <\/i><a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/tag\/premio-campiello-2014-it\/\">Premio Campiello<\/a><i> 2014 che abbiamo esplorato da molte angolazioni\u2026.).<\/i>\u2019<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/benno-paraguay\/\">Benno Glauser<\/a>, antropologo e docente, Paraguay<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8216;<i>Se puoi dirlo, dove ti vedresti tra dieci anni, considerando anche la Brexit che \u00e8 fuori dalla tua porta ormai\u2026Pensi sempre di stare in Inghilterra e che sia ancora il tuo posto preferito?<\/i><\/p>\n<p>Ci penso e ripenso, non solo per via della Brexit. Mi sono sempre divisa tra Australia e Inghilterra, meglio dire con Londra. Ho come il sospetto che mi trasferisco in Australia. E\u2019 davvero facile vivere l\u00ec, meno pressione, meno cose che ti travolgono (che per\u00f2 \u00e8 anche il bello di Londra; accade sempre cos\u00ec tanto qui! E hai cos\u00ec tanto sottomano di tutto, ma allo stesso tempo fa bene andare via da qui).<\/p>\n<p>L\u2019Australia \u00e8 la mia madrepatria, \u00e8 ci\u00f2 a cui sono usa, \u00e8 dove ho famiglia ed amici\u2026Un\u2019attrazione ma anche una vita semplice. Posso anticipare che s\u00ec, torner\u00f2 a vivere l\u00ec.\u2019<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/elisabeth-malone-londra-e-perth\/\">Elisabeth Malone<\/a>, avvocato e mecenate, Londra e Perth<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u2018<i>Perch\u00e9 Taipei e l\u2019Asia? Cosa ti da e cosa ti sembra di dare in cambio ancora oggi?<\/i><\/p>\n<p>Taiwan \u00e8 un luogo dove vi \u00e8 una reale libert\u00e0 di espressione, specialmente nell\u2019industria creativa. L\u00ec non esiste alcun tipo di censura. E specialmente Taipei \u00e8 una grande culla per tutto questo.<\/p>\n<p>Il mio lavoro consiste assicurare il miglior ambiente produttivo possibile per gli artisti ed i filmmaker con cui lavoro. Ci sono moltissime cose straordinarie che stanno accadendo in Asia, oltre quei capitali apparentemente infiniti che sembrano fiorire attorno alle arti. Ci\u00f2 detto, ci sono ancora alcune aree da migliorare, soprattutto nel mettere al centro della creativit\u00e0 cose come l\u2019autenticit\u00e0 e l\u2019originalit\u00e0.\u2019<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/jeane-huang-taipei\/\">Jeane Huang<\/a>, produttrice culturale, Taipei<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u2018<i>Come giornalista e fondatore di due importanti quotidiani, che opinione ti sei fatto del rapporto tra tasso di lettura e social network e pi\u00f9 in generale del futuro della carta o comunque del modo di leggere un giornale a cui eravamo abituati fino ad ora?<\/i><\/p>\n<p>Nel Regno Unito, e nella maggior parte dell\u2019Europa, il modo di leggere un giornale a cui eravamo abituati sta morendo. Sopravviver\u00e0 in piccoli casi ma il suo declino \u00e8 irrevocabile, ed \u00e8 una sorta di tragedia. Per oltre un secolo, la lettura del quotidiano \u00e8 stata fondamentale nei nostri \u2018mestieri di vivere\u2019. C\u2019erano le pubblicazioni di sinistra, di destra e di centro che riflettevano i diversi punti di vista culturali e politici. Prima era d\u2019uso che si comprasse uno o due giornali e si leggevano dall\u2019inizio alla fine, poi magari si passavano agli altri familiari od agli amici. Oggi il lettore di giornali online \u00e8 pi\u00f9 che altro promiscuo e visiter\u00e0 molti siti in brevissimo tempo. I giornali online \u2013 e sicuramente quelli gratuiti \u2013 non sono ne\u2019 organi di opinione e neanche outlet di informazione completa nel modo in cui lo sono stati quelli cartacei. Le conseguenze per la societ\u00e0 saranno davvero molto serie.\u2019<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/stephen-glover-oxford\/\">Stephen Glover<\/a>, scrittore e giornalista, Oxford<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u2019<i>Se, idealmente, desiderassi dare un suggerimento a chi cambia il suo corpo con la chirurgia plastica oggigiorno, quale sarebbe? E che canone di bellezza o che grado di indipendenza da ogni \u2018canone\u2019 desidereresti?<\/i><\/p>\n<p>Inventai quella serie di lavori su questo argomento (<i>sin dagli anni 90 l\u2019artista francese si rese assai celebre per aver imposto al suo corpo una serie numerosissima di interventi di chirurgia plastica e facciale per prendere le sembianze di icone del Rinascimento o di altri periodi<\/i>) non per ragioni personali ma proprio per la mia ricerca artistica. Per farla breve, era come mettere una figura sulla mia faccia, quindi una rappresentazione, e per crearmi una nuova immagine al fine di produrre nuove immagini con le mie auto-ibridazioni pre-colombiane, indo-americane, africane \u2013 ed ancora, come le maschere dell\u2019opera di Pechino, addirittura coinvolgendo progettazione e realt\u00e0 aumentata.<\/p>\n<p>Ho addirittura, di frequente, fatto impianti dentali agli zigomi e li ho messi anche sulla fronte perch\u00e9 questo gesto non era mai stato fatto e quindi non era mai inteso per aumentare la bellezza.<\/p>\n<p>Il mio processo artistico \u00e8 totalmente contro i canoni di bellezza e contro la standardizzazione in genere. Non sono contro la chirurgia plastica ma sono contro quello che ne hanno fatto, quindi se devo consigliare di sicuro direi a chi si vuole operare di farsi prima un autoritratto e di stare lontano dai modelli che sono stati creati per questo tipo di operazioni.\u2019<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/orlan-parigi\/\">Orlan<\/a>, artista, dovunque nel mondo ma nata francese<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u2018<i>Il tuo modo di suonare le percussioni assomiglia all\u2019arte di un&nbsp;plasticista (nell\u2019architettura) o di uno scultore (nelle arti visive). E\u2019&nbsp;come se&nbsp;accompagnassi il suono&nbsp;che forgi sempre al suo prossimo stato. Perch\u00e9, in fondo, per te la&nbsp;musica no \u00e8 solo uno stato mentale ma anche un vettore di energia. E\u2019 per questo che hai scelto le percussioni? Fare questo ti era possibile solo in questo \u2018ruolo\u2019 d\u2019orchestra \u2013 anche se sei un solista rinomato?<\/i><\/p>\n<p>Esattamente, per me musica \u00e8&nbsp;energia, temperamento ma allo stesso tempo sensibilit\u00e0, intimit\u00e0. Musica \u00e8 comunicazione ,attraverso di essa si possono esprimere&nbsp;cos\u00ec tanti stati d\u2019animo, mi verrebbe da dire che la musica addirittura \u00e8 medicina.<\/p>\n<p>Senza il suono probabilmente questo mondo e noi umani non potremmo esistere.<\/p>\n<p>Musica \u00e8 anche movimento, ritmo. Il nostro cuore stesso ha un ritmo costante.<\/p>\n<p>Ma ancora&nbsp;pi\u00f9 alla radice di tutto direi che la musica \u00e8 vita!\u2019<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/simone-rubino-percussionista\/\">Simone Rubino<\/a> (1993), percussionista, Torino<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u2018<i>Cosa dai alla tua citt\u00e0 e cosa invece pensi essa ti dia?<\/i><\/p>\n<p>Bene, la mia vita \u00e8 interconnessa con questa citt\u00e0 e quindi la mia vita \u00e8 un\u2019espressione delle sue pulsazioni. Un anno fa \u00e8 nato mio figlio. Il dottore che lo ha fatto nascere era il figlio del dottore che mi ha aiutato a venire alla luce del mondo. Me ne sono andata da qui un paio di volte \u2013 e ho continuato a tornare. Ogni volta ritornando nei giri che lasciavo, riscoprendo persone e luoghi che avevano avuto un ruolo nei miei stadi di vita precedenti- Penso che io e Stoccarda viviamo su frequenze risonanti.\u2019<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/angela-stoccarda\/\">Angela Warnecke<\/a>, artista e manager, Stoccarda<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u2018<i>Dove ti vedi tra 10 anni da ora? Sarai ancora cos\u00ec contenta di vivere facendo tutte queste cose o preferirai esplorare nuovi posti?<\/i><\/p>\n<p>Due anni fa, prima che ho avuto il lavoro di docente universitario, mi chiedevo se avessi mai avuto il livello energetico sufficiente per fare tutto \u2013 insegnamento, dj, attivismo \u2013 insieme!<\/p>\n<p>Quando ricevi un incarico di docenza a tempo indeterminato come \u00e8 accaduto a me, \u00e8 talmente rara come occasione che cerchi di tenerla a tutti i costi!<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un\u2019altra cosa: se come me sei sulla scena musicale a 44 anni, sembri alle volte troppo \u2018vecchia\u2019 per condividerla con i giovani soprattutto perch\u00e9 loro ti vedono di pi\u00f9 come un mentore che come un performer accanto a loro (e specialmente se sei femmina, questo accade ancora di pi\u00f9 perch\u00e9 va detto che la musica \u00e8 una scena molto \u2018maschile\u2019 e inoltre puoi essere dimenticata in fretta se non suoni in giro tanto, tutto questo \u00e8 veramente stancante).<\/p>\n<p>Mi do da fare anche partecipando alla discussione, al lato culturale della musica, facendo workshop, lezioni, conversazioni ma non mi sembra di ottenere tutto il divertimento che mi da quando sono a suonare o danzare..\u2019<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/larisa-mann-new-york-e-philadelphia\/\">Larisa Mann<\/a>, dj e docente universitaria, New York e Philadelphia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u2018<i>Il suo rapporto con i tessuti e le trame \u00e8 davvero inedito, se si guarda alla tradizione sartoriale italiana e del sud Italia che lei rende meno convenzionale: come le sceglie, le annusa, le interpreta?&nbsp;<\/i><\/p>\n<p>Per me i tessuti migliori li hanno sempre fatti gli inglesi. E cos\u00ec anche le scarpe. Adoro i loro pesi, la loro robustezza, la loro fisicit\u00e0.<\/p>\n<p>Il tessuto italiano \u00e8, come dice bene Lei, pi\u00f9 \u201cconvenzionale\u201d.<\/p>\n<p>E questo perch\u00e9 in Italia il vestito viene usato per sembrare belli, fighi. Anzi, pi\u00f9 belli e pi\u00f9 fighi di quanto non lo si sia intimamente.<\/p>\n<p>Gli inglesi non sono mai apparsi interessati a farsi notare, ma, semmai, a farsi ricordare.<\/p>\n<p>E il ricordo lo lasci, e lo lasci indelebile, pi\u00f9 quando mantieni il silenzio che quando alzi la voce.\u2019<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/valentino-ricci-sciamat-bitonto\/\">Valentino Ricci<\/a>, disegnatore di moda ed imprenditore, Bitonto<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u2018<i>Che relazione hai con i lettori, quando leggi i tuoi pezzi? Preferisci i commenti di persona, occhi con occhi oppure i feedback mediati dai social?<\/i><\/p>\n<p>Sono pi\u00f9 o meno un introverso e un tranquillo quindi preferisco in genere il silenzio come stato generale nella mia vita. Ma dato che vivo e vendo racconti, la mia relazione con i lettori \u00e8 quella dove entrambi ci diamo una mano, spesso quindi me ne vado in giro e parlo con le persone. E\u2019 bello quando poi piacciono le storie, fa stare bene anche me.<\/p>\n<p>Faccio un sacco di vendite dirette, a mano: ho sempre con me dovunque vada un sacco di One Dollar Story ficcate in borsa. Quindi, come vedi, ho sempre un sacco di interazione personale.<\/p>\n<p>Ogni volta che pubblichiamo un nuovo racconto, abbiamo una premiere e allo stesso modo faccio un party ogni volta che faccio un nuovo video. Beviamo un sacco, ci divertiamo e di solito funziona: un sacco di persone vengono, sia quelli che non vedo di frequente che quelli che vedo ma incontro anche nuove persone\u2019<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/galen-dekemper-one-dollar-stories-new-york\/\">Galen DeKemper<\/a>, editore e scrittore a One Dollar Stories, New York<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u2018<i>La tua vita in&nbsp;poche righe, con un particolare accenno a dove nasci e cresci&nbsp;<\/i><\/p>\n<p>Ero un ragazzo come tanti, sensibile e introverso ma allo stesso tempo socievole e curioso: la musica, il calcio giocato e gli ippopotami erano le mie grandi passioni.<\/p>\n<p>Pap\u00e0 avvocato era un workaholic (io ero certo di non cadere nella stessa dipendenza, ma non sono tanto sicuro di esserci riuscito) a lui mi legava un amore carnale \u2013 mio nonno ci sfotteva per tutte le nostre effusioni \u201cma c\u2019ata fa\u2019 cu tutte \u2018sti uommeche\u2026\u201d (<i>dal napoletano: piantatela con queste smancerie, potrebbe essere un tentativo di traduzione: letteralmente non ha senso in Italiano<\/i>). L\u2019ho perso troppo presto, il mio babbo. E penso spesso a lui, Carlo. Sarebbe contento ora nel vedere che evitarmi tribunali e carte bollate e spingermi a seguire i miei percorsi per quanto sghembi, evanescenti all\u2019inizio mi abbia comunque portato oggi a ottenere risultati concreti e per me appaganti.\u2019<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/giogio-franchini-napoli\/\">Giogi\u00f2 Franchini<\/a>, montatore cinematografico, Napoli<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u2018<i>Quando \u00e8 stato che una certa deriva situazionista ha preso il comando in te e quindi fondi Morbid Books e, poi, A Void? E perch\u00e9? In particolare, perch\u00e9 un formato di interviste mischiate a poesia assai sottile per il tuo magazine letterario A Void?<\/i><\/p>\n<p>Nonostante il mio schietto criticismo per la cultura borghese, mi piace molto leggere storie vere in riviste patinate come il <i>New Yorker<\/i> e <i>Playboy<\/i>, cos\u00ec come in riviste indipendenti, in magazine e fanzine di contro-cultura e punk. A parte un paio di rare eccezioni, le riviste di poesia hanno un\u2019estetica oscena. Quindi, quando Edmund Davie e io abbiamo deciso che avremmo dovuto fare una rivista per esperimenti poetici come quelli in cui ci misuravamo, tra cui <a href=\"https:\/\/morbidbooks.net\/poer-for-hire\/\">Poet for Hire<\/a>, il mio istinto ha preso il comando e abbiamo finito per pubblicare non solo poesia in un\u2019estetica visiva eccitante, ma anche storie vere sull\u2019underground \u2013 le persone e le loro idee \u2013 in uno stile popolare ed accessibile.&#8217;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/a-void-londra\/\">Lewis Parker<\/a>, A Void &#8211; Londra<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u2018La parola \u00e8 il fondamento di tutto ci\u00f2 che costituisce la nostra umanit\u00e0. Le nostre parole sono importanti anche quando parliamo di cose che sembrano non esserlo. L\u2019espressione, il modo, i toni che scegliamo, sono essenziali per la qualit\u00e0 delle nostre relazioni e della nostra vita in generale. Le parole, quando sono basse e vili, ci mettono di fronte alla degradazione della nostra umanit\u00e0 e del nostro pensiero. La musica, in fondo, come la poesia e la letteratura, sono le sentinelle di questa condizione cos\u00ec fragile, sempre in bilico tra elevazione e sprofondamento.\u2019<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/stefania-tarantino-napoli\/\">Stefania Tarantino<\/a>, filosofa e musicista, Napoli<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u2018<i>Dopo due anni di scuola alberghiera e dopo il lavoro al ristorante di cucina giapponese l\u00ec per quattro anni\u2026<\/i><\/p>\n<p>Mi sono accorto che mi piaceva la pasta!<\/p>\n<p>Ogni giorno libero dal lavoro, di solito la domenica, andavo sempre a mangiare italiano\u2026E alla fine sono entrato in un ristorante italiano. Ho lavorato a Kobe, nella mia citt\u00e0 e poi a Hiroshima.<\/p>\n<p>Dopo mi \u00e8 venuta voglia di imparare davvero la cucina italiana dove nasce. Qui.<\/p>\n<p>Sono arrivato a Firenze, non conoscevo la lingua e quindi mi sono iscritto alla scuola di lingua (<i>il suo italiano \u00e8 ottimo, a tratti con inflessioni tosco-venete<\/i>). Per due mesi ho imparato tutto quello che potevo, visto che parlavo pochissimo inglese e di italiano sapevo solo buongiorno\/buonasera, grazie, ciao. Ho affittato una stanza da una signora italiana, pensa quando mi ha spiegato come si usava la lavatrice non ho capito nulla e siccome non volevo romperla ho lavato per due mesi a mano.<\/p>\n<p>Non capivo bene come fare a prendere i bus e allora camminavo ogni giorno per 5 km per arrivare a scuola, sia per andare che per tornare.<\/p>\n<p>Avevo, allora, 26 anni: l\u2019Italia \u00e8 stato il mio primo viaggio. Avevo anche tanta paura degli stranieri.\u2019<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/masahiro-cuoco-venezia\/\">Masahiro Homma<\/a>, chef in Venice<\/p>\n<p>(<a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/category\/interviste\/\">scopri di pi\u00f9<\/a>)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le nostre e le loro parole lente vanno nella stessa direzione e verso lo stesso scopo: sentire e comprendere le qualit\u00e0 della vita e di che sapore sono fatti i sogni ad ogni latitudine, senza discriminazioni o confini.<\/p>\n<p>Rileggiamo e traduciamo per voi poeti, scrittori e cantautori da molte altre citt\u00e0 ancora. Spesso inedita, la letteratura che selezioniamo per voi viene da ogni tradizione culturale e da ogni secolo con una speciale predilezione per autori di opere prime.<\/p>\n<p>In tutto il 2017 abbiamo anche portato i nostri lettori affezionati in posti molto insoliti per far loro conoscere di persona gli scrittori che abbiamo intervistato e selezionato mentre gustavano del buon cibo e ascoltavano buona musica. I nostri readers\u2019 club sono una gioia e sono sempre a libero accesso.<\/p>\n<p>Le nostre storie, tutte vere, servono a dare nuove prospettive. E nessuno collezioner\u00e0 mai le storie come lo facciamo noi.<\/p>\n<p>Noi, persone di questo mondo, possiamo fare la differenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Slow Words People and Stories from this World<\/i> ha bisogno del tuo sostegno per l\u2019anno che stiamo vivendo, il 2018, e ogni tua donazione alla nostra non profit sar\u00e0 una piccola opera d\u2019arte e metter\u00e0 al sicuro questo podio libero che genera letteratura dal reale per un altro anno ancora. <a href=\"mailto:subscribe@slow-words.com\">Scrivici<\/a> per saperne di pi\u00f9 e per sapere come contribuire!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Melbourne, New York (qualche volta), Bollate per la prima volta in una prigione, Toronto, dovunque una persona che \u00e8 un\u2019opera &hellip; <a href=\"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/1-anno-di-sogni\/\">Continua<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":10677,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[14],"tags":[4849,69,7118,7218,6037,7026,2774,7119,6038,6369,6201,1722,1705],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10671"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10671"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10671\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12600,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10671\/revisions\/12600"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/10677"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10671"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10671"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10671"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}