{"id":11024,"date":"2018-03-15T14:15:00","date_gmt":"2018-03-15T14:15:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/?p=11024"},"modified":"2018-05-10T14:15:20","modified_gmt":"2018-05-10T14:15:20","slug":"antonella-biologa-oncologa-venezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/antonella-biologa-oncologa-venezia\/","title":{"rendered":"Antonella, biologa oncologa, Venezia"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>La tua vita in poche righe, proprio da dove inizia<\/i><\/p>\n<p>Inizia a Treviso da genitori entrambi calabresi, appena trasferiti. Inizia in compagnia perch\u00e9 al mondo era gi\u00e0 arrivata mia sorella, ad aprirmi la strada 13 mesi prima..ed ad aspettarmi per attraversarla. Continua qualche anno pi\u00f9 tardi a Dosson in provincia di Treviso, prosegue a Padova per gli studi in Biotecnologie mediche, va casualmente poi a Venezia, anche se gli studi continuano a Padova con il dottorato in oncologia. Dopo il dottorato proseguo il lavoro di ricerca sempre a Padova, ma continuo a vivere a Venezia, dove ho trovato la mia \u201ccasa\u201d, la mia \u201cfamiglia\u201d di amici, e infine Alvise (<i>Alvise Bittente, artista e disegnatore veneziano<\/i>)\u2026Mi piace stare tra due citt\u00e0, Padova \u00e8 ottima dal punto di vista lavorativo e la mia vita altra \u00e8 a Venezia, dove ho i miei affetti e il mio ambiente, tengo alla distanza di 30 minuti di treno vita e lavoro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Ti occupi di scienza e di ricerca, in particolare di una rara forma di leucemia (la leucemia a grandi linfociti granulati)?<\/i><\/p>\n<p>E&#8217; una forma particolare di patologia, recidiva, che colpisce particolarmente in et\u00e0 adulta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Ci racconti la tua giornata ed in particolare gioie e dolori di questa specifica professione?<\/i><\/p>\n<p>Inizia col treno, mezzo a cui sono affezionata e che mi permette di riprendermi dalla sveglia mattutina e approdare a Padova preparata. Il tempo del viaggio \u00e8 un tempo mio, di lettura, chiamate, pausa riflessiva dal corri corri della vita. A Padova ho la mia bici, 10 minuti e sono in laboratorio al VIMM (Istituto Veneto Medicina Molecolare). E una volta in laboratorio il lavoro \u00e8 sempre un po\u2019 diverso, non esiste routine. C\u2019\u00e8 sempre un progetto o pi\u00f9 progetti in corso, il tipo di esperimenti e analisi sono diversi in base al dato da scoprire. Nel tempo anche il gruppo di ricerca \u00e8 variabile nei componenti perch\u00e9 in laboratorio ci sono sempre nuovi tesisti\/tirocinanti in biologia, medicina, farmacia, nuovi dottorandi o borsisti. In laboratorio coordino un gruppetto di dottorande e tesisti, tutti insieme portiamo avanti diverse linee di ricerca sulla leucemia LGL.<\/p>\n<p>Ogni risultato di laboratorio viene poi discusso con dei medici del reparto di ematologia di Padova che della malattia sono esperti seguendo da anni i pazienti che ne sono affetti.<\/p>\n<p>Di questa malattia non se ne conoscono le cause, si sono capiti alcuni meccanismi che la caratterizzano, ma c\u2019\u00e8 ancora molto da scoprire. Su questo piano stiamo cercando di capire le alterazioni biologiche della cellula leucemica che portano essa ad essere diversa dalle cellule sane. Le indagini vanno dal DNA, ai segnali intracellulari, alla superficie della cellula, fino alle interazioni cellula-cellula o cellula-ambiente. Altro piano di indagine \u00e8 trovare una terapia specifica per questa forma di leucemia che ancora ad oggi non ha una cura specifica, disegnata su di essa. Per questo testiamo in vitro diversi farmaci e ne studiamo gli effetti sulle cellule derivanti dal sangue dei pazienti per capire quali funzionano meglio tra quelli gi\u00e0 in uso in terapia e se alcuni farmaci sono pi\u00f9 efficaci su un tipo di pazienti piuttosto che in altri, per una terapia sempre pi\u00f9 mirata.<\/p>\n<p>Le gioie: capire qualcosa che prima non sapevi, la cellula \u00e8 un piccolo mondo; scoprire qualcosa di nuovo, mai descritto prima, contribuire ai passi avanti nello studio delle leucemia; trasmettere la conoscenza, riuscire a coinvolgere chi approda in laboratorio all\u2019entusiasmo della ricerca; intraprendere sempre nuovi percorsi, nuovi obiettivi; lo scambio, le collaborazioni tra diversi centri, questo lavoro ti porta in giro, per collaborazioni e congressi, si viaggia, si incontrano altri punti di vista per affrontare la ricerca. E\u2019 un lavoro dinamico.<\/p>\n<p>I dolori: la precariet\u00e0 dei contratti, dei finanziamenti, l\u2019ansia delle scadenze, a volte ci sono ritmi serratissimi per chiudere un progetto, lo stress di preparare tante cose. Ma i ritmi serrati contribuiscono all\u2019adrenalina della scoperta e della pubblicazione. Altri dolori: a volte \u00e8 difficile restare sempre al passo con tutto ci\u00f2 che gravita attorno al mondo della ricerca, lavorare bene, ossia in modo efficace, proficuo e di qualit\u00e0, non \u00e8 facile. Non solo costa, ma prevede anche fortuna, occasioni, mezzi, e a volte c\u2019\u00e8 la frustrazione di non essere in grado di supportare tutto. Tuttavia, affrontando ogni paura, ogni ansia da prestazione, accettando i propri limiti e ricordandosi delle proprie potenzialit\u00e0 anche questi dolori possono diventare punti di forza che fanno s\u00ec che il tuo lavoro sia sempre di colori diversi e che sia sempre una sfida. Poi dei dolori della ricerca e dei ricercatori italiani ce ne sarebbe da dire e polemizzare su piano politico&#8230; Mi permetto solo una cosa, a volte rimango affascinata nel constatare quanti italiani hanno fatto la storia della scienza, quanti italiani, in Italia o sparsi per il mondo, sono oggi protagonisti di grandi scoperte. Spero che l\u2019Italia non dimentichi questa sua identit\u00e0 da pioniere, e mi rattrista vedere quanto poco si tenga in considerazione la ricerca. L\u2019Italia deve continuare a puntare sulla ricerca, \u00e8 un investimento sull\u2019intelletto, la creativit\u00e0, l\u2019evoluzione della mentalit\u00e0. Credere nella ricerca \u00e8 vederci lungo, finch\u00e9 invece curiamo solo il nostro piccolo giardino il passo rimane corto e lo sguardo chiuso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Se non fosse dedicata a questa rara leucemia, quale sarebbe invece la tua aspirazione di ricerca (se diversa)?<\/i><\/p>\n<p>Mi interessavano e mi interessano i tumori, se non era la leucemia mi sarebbe interessato comunque far ricerca oncologica. Capire come le cellule da normali diventano \u201cguaste\u201d, invadono l\u2019uomo che fino a prima sostenevano. Come succede? Perch\u00e9? Come si pu\u00f2 perdere l\u2019equilibrio dell\u2019uomo-macchina? Inoltre, la diffusione dei tumori \u00e8 estesa, tutti noi abbiamo vissuto la perdita di un caro a causa di un tumore e quindi mi interessa ancor di pi\u00f9 spendermi in questo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Il rapporto donne\/scienza \u00e8 complesso e irto di difficolt\u00e0 come altre professioni sembrano suggerire per l&#8217;affermazione di una professionista donna?\u00a0<\/i><\/p>\n<p>Io vedo il futuro della scienza in mano all\u2019uomo come genere umano, ci sono tante donne nel mio ambiente, siamo pi\u00f9 donne che uomini, e vedo che i \u2018piani alti&#8217; son sempre pi\u00f9 occupati e conquistati da donne. Con il passare delle generazioni qualcosa \u00e8 cambiato, ci sono molte pi\u00f9 donne a capo di gruppi di ricerca, diversamente da una volta, non per lotte d\u2019affermazione di genere ma per meriti della persona, spesso oggi donna. Le difficolt\u00e0 di affermazione nella ricerca sono grandi per tutti, cos\u00ec complesse che siamo tutti in una stessa barca. Inoltre, ho visto donne che per forza, qualit\u00e0, caparbiet\u00e0 e orgoglio si son fatte strada senza la difficolt\u00e0 di essere donna, ma usandone le potenzialit\u00e0. Fare scienza oggi \u00e8 anche saperla comunicare bene: essere divulgativi per creare conoscenza su tutto ci\u00f2 che fa paura e sull\u2019ignoranza che genera falsa conoscenza. Ecco io ho visto donne molto meritevoli in questo. Ammirevoli e affascinanti, empatiche e potenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Che differenza di attitudini vedi tra un tuo collega e una tua collega nella speciale applicazione che fate della conoscenza nel tuo lavoro?<\/i><\/p>\n<p>Mah, ognuno ha il suo approccio, non trovo interessante parlare di potenzialit\u00e0 di genere, ci\u00f2 che credo \u00e8 che in un equipe di ricerca \u00e8 meglio se c\u2019\u00e8 una buona mescolanza, una fertile contaminazione, uomo, donna, l\u2019esperto datato e il giovane fresco di studi, l\u2019italiano, lo straniero.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Trovi il tempo di dedicarti appena puoi ad altre passioni, io ho incrociato quella del teatro. Ci racconti di pi\u00f9?<\/i><\/p>\n<p>Il teatro \u00e8 un\u2019opportunit\u00e0 preziosissima che ho, \u00e8 uno spazio in cui vivi in una dimensione fuori dall\u2019ordinario, \u00e8 un po\u2019 gioco (che bello poter giocare da adulti!), \u00e8 scoprirsi in aspetti di s\u00e9 di cui nella quotidianit\u00e0 non vieni a conoscenza, \u00e8 riflessione e, infine, \u00e8 creare bellezza. Se si costruisce una scena, una improvvisazione intensa, vera nella sua finzione, efficace \u2026l\u00ec s\u00ec \u00e8 vivere e creare bellezza. \u00c8 come comporre un quadro. E lo senti da dentro che funziona e che crei non una riproduzione della realt\u00e0, ma un sentire comune \u2026il magico della vita nella rappresentazione di ci\u00f2 che \u00e8 e non \u00e8 la vita, si passa sopra e sotto il piano della realt\u00e0. Ed \u00e8 una composizione collettiva e individuale e nel creare si incontra l\u2019altro su un altro piano. Mi fermassi solo alla quotidianit\u00e0 quante cose perse potrei contare. E\u2019 un\u2019occasione sperimentarsi sul fuori ordinario e quindi straordinario.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Un talento che hai uno che ti manca?<\/i><\/p>\n<p>Credo di aver la capacit\u00e0 di saper unire le forze, essere punto di riferimento e metter d\u2019accordo persone per far squadra, per sfruttare le potenzialit\u00e0 di tutti. Questo grazie anche al fatto che mi viene naturale veder in tutto e tutti il lato bello, \u00e8 un mio modo di vedere e percepire il mondo. Cos\u00ec anche nel campo della ricerca credo di avere una buona visione nel mettere insieme dati, trovare potenzialit\u00e0 e connessioni.<\/p>\n<p>Mi manca la praticit\u00e0 di concludere velocemente cose, essere rapida a prendere decisioni, chiudere progetti, cosa fondamentale nel mio lavoro, se non ho una scadenza precisa mi concedo troppo tempo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Cosa pensi di dare alla tua citt\u00e0 e cosa pensi essa ti dia in cambio?<\/i><\/p>\n<p>Un contributo semplice ma fondamentale per oggi a Venezia: semplicemente ci vivo, la vivo come citt\u00e0, ne frequento le botteghe, i locali, le osterie, i cinema, i teatri, le palestre, contribuisco al fatto che Venezia non venga vissuta solo come meta turistica, sempre pi\u00f9 svuotata dei posti per i residenti a favore di quelli per i turisti. E pi\u00f9 residenti lasciano Venezia (per motivi comprensibili e condivisibili), meno richiesta c\u2019\u00e8 di posti e situazioni per i cittadini e pi\u00f9 questi vanno a perdersi.<\/p>\n<p>In cambio Venezia mi d\u00e0 una sensazione di tranquillit\u00e0, senza macchine, a passo d\u2019uomo. Pur mantenendo le caratteristiche della grande citt\u00e0 con mostre e eventi importanti, \u00e8 una citt\u00e0-paese dove camminando incontri la gente che conosci. E\u2019 una citt\u00e0 bella, che ancora mi piace scoprire e riscoprire e poi ha il lido e quindi il mare a portata di mano, un viaggio breve in vaporetto e con la bella stagione e mi sento gi\u00e0 in vacanza, ogni weekend sono al lido.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Un libro e una canzone con te in questo momento?<\/i><\/p>\n<p>Sul tavolo ora i libri di Alvise: <i>L\u2019opera dello spazi<\/i>o di Jack Vance e <i>Tutte le poesie <\/i>di Tristan Corbi\u00e8re.<\/p>\n<p>Alla radio ora \u201c99 Luftballons\u201d di Nena.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Il tuo cibo e bevanda preferiti?<\/i><\/p>\n<p>Amo tanti cibi, uno di questi il gateau di patate.<\/p>\n<p>Bevanda? W l\u2019acqua. Se devo pensare a vini l\u2019anno scorso mi sono innamorata del Ci\u00f9 Ci\u00f9 rosso piceno superiore, ho stressato tutti i miei amici per trovarlo anche a Venezia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Dove ti vedi tra dieci anni<\/i><\/p>\n<p>Vivo giorno per giorno, non ho mai fatto programmi a lungo termine. Di volta in volta sento quando devo cambiare posto, ambiente, attivit\u00e0 e seguo le esigenze del momento, del periodo. Forse tra 10 anni mi vedo ancora a Venezia, perch\u00e9 mi lego al mio intorno e perch\u00e9 anche se la vita mi portasse altrove mi piacerebbe tornare e far base a Venezia. Anzi, spero che la vita mi porti a girare, stare altrove per dei periodi, ma spero di avere e mantenere un punto di riferimento dove tornare sempre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Cosa hai imparato sin qui dalla vita?<\/i><\/p>\n<p>Che i pesi pi\u00f9 gravosi sono affrontabili se si \u00e8 sostenuti, se i pesi son condivisi, quindi l\u2019importanza in primis della famiglia e poi anche degli amici.<\/p>\n<p>Che ogni paura va affrontata, altrimenti prende sempre pi\u00f9 spazio.<\/p>\n<p>L\u2019importanza di badare innanzitutto a s\u00e9, al proprio benessere e ai propri obiettivi, perch\u00e9 per quanto prima abbia parlato dell\u2019importanza del \u201cvicino\u201d, \u00e8 con se stessi che si fanno i conti, \u00e8 con s\u00e9 stessi che si rimane ed \u00e8 su s\u00e9 stessi che solo ci si pu\u00f2 appoggiare per essere sostegno agli altri, se parti tu incrinato, debole, caschi tu con chi vuoi aiutare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; La tua vita in poche righe, proprio da dove inizia Inizia a Treviso da genitori entrambi calabresi, appena trasferiti. &hellip; <a href=\"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/antonella-biologa-oncologa-venezia\/\">Continua<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":11025,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[12],"tags":[7404,2132,3819,1674,1714,7405,7408,7410,7409,1129,4334,6155,39,4668,17,3010],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11024"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11024"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11024\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11353,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11024\/revisions\/11353"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11025"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11024"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11024"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11024"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}