{"id":11740,"date":"2018-09-12T16:28:06","date_gmt":"2018-09-12T16:28:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/?p=11740"},"modified":"2018-10-18T15:38:30","modified_gmt":"2018-10-18T15:38:30","slug":"soudade-kaadan-regista-siriana-rifugiata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/soudade-kaadan-regista-siriana-rifugiata\/","title":{"rendered":"Soudade Kaadan, regista siriana in esilio"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Soudade Kadaan \u00e8 una coraggiosa regista siriana che ha fatto un film che \u00e8 in molti sensi art-house ma in realt\u00e0 racconta la psicologia degli indifesi coinvolti in un conflitto &#8211; e lei parla del suo conflitto, quello in Siria.<\/p>\n<p>Molto attuale &#8211; sia dal punto di vista politico visto che la guerra continua sia dal punto di vista filmico &#8211; il suo <i>Yom Adaatou Zouli (Il giorno che ho perso la mia ombra) <\/i>\u00e8 un film firmato da un cast totalmente al femminile capace di condurre il pubblico dove le news non arrivano: come davvero vive chi \u00e8 in guerra &#8211; specialmente donne, anziani, bambini e tutti quei coraggiosi che resistono e combattono a sprezzo delle loro vite.<\/p>\n<p>Devo dirlo, sono stata molto molto fortunata a guardare il film e a conoscerla davvero, perch\u00e9 lei \u00e8 trasparente come la vedete e aperta sia al pubblico sia ad una giornalista. Non avevo nessun dubbio da subito che vincesse il premio pi\u00f9 ambizioso alla Mostra del Cinema di Venezia, che aiuta specialmente autori di questo tipo, molto contenti: 50.000 dollari al regista e la stessa cifra al produttore del film.<\/p>\n<p>Cercatela, questa pellicola, dovunque vivete: cambier\u00e0 le vostre prospettive sulle zone di guerra e su cosa significhi da ultimo essere umani. Ogni singolo giorno delle vostre vite.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>La tua vita sin qui<\/i><\/p>\n<p>Sono siriana nata in Francia, ho vissuto tutta la mia vita in Siria. Mi sono trasferita in Libano un anno dopo l\u2019inizio della guerra, alla fine del 2012 e sono rimasta l\u00ec fino a quando ho finito il mio film. Ho deciso di non lasciare Damasco prima di terminare di scrivere la sceneggiatura, che ho scritto all\u2019inizio della guerra. E ho deciso di non lasciare il Libano prima di finire il film, nonostante le condizioni di residenza davvero difficili per i Siriani nel paese. Ora, mentre rispondo alle tue domande, sono in viaggio per Toronto dopo Venezia per presentare anche l\u00ec il mio film. Spero che il mio prossimo lavoro, che il prossimo passo della mia vita, sia in un paese differente, dove possa avere qualche minimo diritto come residente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Il tuo film mi sembra oltre la necessit\u00e0 e ha significato anche consegnare la verit\u00e0 della storia. Dal suo lato umano. Da persone per persone, la politica \u00e8 tagliata fuori dalla tua sceneggiatura. Che significa per te fare un film \u2018necessario\u2019? Puoi darmi un esempio di film \u2018necessari\u2019 che hai guardato da spettatrice?<\/i><\/p>\n<p>La necessit\u00e0 di questo film \u00e8 scoprire il lato umano dei siriani che vivono in un paese in guerra. Siccome le persone pensano che siamo differenti quando guardano le news in televisione sul paese &#8211; e pensano anche che questo non potr\u00e0 mai accadere a loro, e pensano che siccome questa guerra \u00e8 da qualche parte remota del pianeta &#8211; noi siamo differenti. No, non lo siamo. Noi non abbiano pensato mai che questo potesse accadere al nostro paese. Per questo non cerco di analizzare la situazione politica in Siria nel film, questa idea \u2018la Siria \u00e8 troppo complicata ora\u2019 \u00e8 totalmente fuori dalla fotografia. Perch\u00e9 io voglio mostrare come gli esseri umani soffrano sotto le bombe. Dato che per noi la storia \u00e8 semplice: ci sono dei civili che soffrono e che cercano di soddisfare elementari e molto basiche esigenze di vita per sopravvivere giorno dopo giorno con dignit\u00e0.<\/p>\n<p>Ho guardato un sacco di film sulla guerra, dato che mi chiedevo come il cinema potesse raccontarla. E\u2019 veramente capace di riflettere la faccia crudele di un conflitto? Senza alcuna sorpresa, alcuni film mi hanno dato una risposta con storie semplici come <i>Il ladro di biciclette, Can You See Now<\/i> o <i>Hiroshima Mon Amour<\/i>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Lo stato dell\u2019arte dell\u2019industria cinematografica in Medio Oriente e nel mondo arabo? Il tuo film \u00e8 stato finanziato principalmente dal Qatar e da fondi europei, tra cui anche l\u2019ottimo fondo legato al Festival di Rotterdam, l\u2019Hubert Bals.<\/i><\/p>\n<p>Adesso \u00e8 molto difficile fare film art-house in Medio Oriente. Molti fondi sono in sofferenza e i festival pi\u00f9 grossi della regione hanno chiuso. Lo abbiamo potuto realizzare grazie al supporto generoso arabo, tra cui<b> <\/b>DFI, AFAC, Arab Human Rights Fund AHRF, Sanad, oppure specifici fondi siriani come Prince Claus fund, Shubbak Festival and Cinereach. Siamo anche molto grati all\u2019Hubert Bals fund Rotterdam per il supporto, ed anche ad Aide Aux Cinemas du Monde CNC. Quello che ci ha permesso di finalizzare il film \u00e8 stata soltanto la Metafora company.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Mi puoi dire di pi\u00f9 del tuo ruolo di regista e di quello di tua sorella come produttrice? Avete studiato insieme, avete lavorato insieme anche in altri ruoli?<\/i><\/p>\n<p>Ho iniziato a lavorare su questo film con mia sorella produttrice Amira Kaadan a Damasco non appena abbiamo avuto il primo finanziamento. Poi ci siamo spostate in Libano alla fine del 2012. Mia sorella non ha mai pensato di essere una produttrice cinematografica prima di allora: tutto quello che voleva era aiutarmi a fare questo film. Sono stata fortunata ad averla al mio fianco ogni giorno di questa immensa battaglia che \u00e8 stata fare il film. Un viaggio lungo 7 anni. Non importa che ostacolo avessimo da affrontare, non importa che sfide o che problemi, Amira mi rispondeva sempre: faremo questo film. Ogni giorno di riprese lei prendeva il decoupage e la lista delle inquadrature del giorno e si assicurava che fosse esattamente realizzato come l\u2019avevo immaginato; senza chiedere niente in cambio, mettendo tutti i risparmi di una vita nelle mie mani per farlo, neanche chiedendo quando li avrebbe avuti indietro. E questo \u00e8 raro. Solo una sorella pu\u00f2 farlo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Il film \u00e8 stato girato in Libano e molti del cast dovevano viaggiare da altri paesi e avendo lo status di rifugiato non \u00e8 semplice, non lo \u00e8 stato soprattutto per alcuni di essi. Questa storia potrebbe essere un film nel film: ci racconti tutte le asperit\u00e0 e le gioie nelle riprese?<\/i><\/p>\n<p>La produzione del film riflette esattamente la situazione siriana attuale. E\u2019 veramente difficile per una produzione indipendente in Libano fare un film con un cast interamente siriano.<\/p>\n<p>I siriani in esilio e i rifugiati sono sparsi nel mondo, ho dovuto fare casting in tanti paesi. I quattro attori e attrici principali: Sawsan Ercheid ha chiesto asilo in Francia, Samer in Siria, Oweiss in Libano. Per riunire tutti, con le difficolt\u00e0 dei visti per i siriani in Libano, \u00e8 stato complicato. Volevo che il film fosse recitato da persone della mia comunit\u00e0. Il mio passato da documentarista mi ha convinta che non c\u2019\u00e8 nulla come la faccia vera di qualcuno che soffre per la guerra. Anche la mia esperienza di lavoro nel teatro interattivo mi ha fatto credere nell\u2019impiego dell\u2019arte per esprimere il trauma e le esperienze di vita.<\/p>\n<p>I momenti che abbiamo condiviso durante le riprese, dato che la guerra era proprio tra di noi e molto vicina, ha fatto s\u00ec che ogni cosa che facessimo fosse molto intensa, ad esempio i pianti nel funerale, i pianti per i propri bambini, amici o fratelli persi durante la guerra. Quando abbiamo finito di girare, le emozioni erano ancora l\u00ec, perch\u00e9 in qualche maniera tutto ci\u00f2 non era solo finzione. Ecco perch\u00e9 l\u2019esperienza \u00e8 stata assai forte per ciascuno di noi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Il film, oltre all\u2019incredibile e spaventosa storia di guerra, ha un forte drive art-house e l\u2019idea dell\u2019ombra, incluso il modo in cui l\u2019hai realizzata per \u2018sottrarla\u2019 nei vari passaggi del film, \u00e8 eccezionale oltre che ben fatta. Hai avuto ispirazioni da qualche maestro dell\u2019arte visiva per questo?<\/i><\/p>\n<p>Grazie per queste parole. Non credo nei maestri, credo solo nei film che ispirano. Sono stata ispirata da tanti registi i cui film porto sempre con me e che mi hanno toccata negli anni. Di solito cerco (e guardo) film di registe, perch\u00e9 le donne registe hanno un carattere molto pi\u00f9 \u2018femmino-centrico\u2019 e non hanno approcci stereotipati sulle donne stesse.<\/p>\n<p>Guardo almeno un film al giorno, a meno che non sia sul set oppure stia facendo montaggio. Quindi la lista \u00e8 lunga, ti nomino solo alcune: Andrea Arnold<i>, <\/i>Claire Denis e Jane Campion. Dal mondo arabo: Hala Lotfy, Kaother Ben Hania e Daniel Arbid. Ognuno ha un approccio unico differente e un incredibile linguaggio cinematografico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Tornerai presto in Siria?<\/i><\/p>\n<p>Non posso tornare in Siria ora, il mio nome \u00e8 ancora nelle liste nere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Il libro e la musica con te adesso<\/i><\/p>\n<p>Un libro che mia sorella ha scritto a proposito di un bambino in Siria che non capisce cosa sta succedendo attorno a lui, <i>Tomorrow<\/i>. Circa la musica, devo ammettere che ascolto raramente musica registrata. Sento solo di aver bisogno di silenzio dopo il lavoro su un film e adoro godermi la musica solo ai concerti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Il tuo cibo preferito?<\/i><\/p>\n<p>Lo Shakrieh. E\u2019 un piatto siriano davvero delizioso, yogurt cotto con la carne e un piatto di riso come contorno. La mia mamma \u00e8 la migliore a cucinarlo!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Un talento che hai uno che ti manca?<\/i><\/p>\n<p>Non so davvero se il mio talento consista nel fare film, ma \u00e8 l\u2019unica cosa che faccio e che adoro fare. E\u2019 talmente una passione che mi fa dimenticare dubbi sul fatto che sia dotata o meno, \u00e8 solo il modo di dire storie e come immaginarle. Talenti che mi mancano? Direi un bel po\u2019 ma non si dice poi che tutti noi che facciamo film siamo un pochino imbranati?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Dove ti vedi tra dieci anni?<\/i><\/p>\n<p>Non lo so anche perch\u00e9 non saprei vedermi neanche tra pochi mesi. Lo stato di esilio ti fa solo sperare che il prossimo anno tu abbia pi\u00f9 documenti che ti autorizzino a viaggiare liberamente anche se possiedi un passaporto siriano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Cosa hai imparato sin qui dalla vita?<\/i><\/p>\n<p>Che puoi perdere tutto, ma proprio tutto, in un giorno. Il tuo paese, i tuoi amici, e tutto quello che hai e che hai risparmiato. L\u2019unica cosa da fare \u00e8 protestare e continuare la battaglia. E talvolta la vita pu\u00f2 essere magica e tu finisci a vincere un premio come il <i>Leone del Futuro\u00a0<\/i>alla Mostra del Cinema di Venezia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em> Il film, dopo il successo a\u00a0<\/em><i>Venezia ed a Toronto, sar\u00e0 in competizione ad ottobre 2018 nella sezione first feature competition\u00a0al BFI, film festival Londra.<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>#venezia75, #biennaleCinema2018<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Soudade Kadaan \u00e8 una coraggiosa regista siriana che ha fatto un film che \u00e8 in molti sensi art-house ma &hellip; <a href=\"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/soudade-kaadan-regista-siriana-rifugiata\/\">Continua<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":11766,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[12],"tags":[7838,7850,7848,7841,7837,7853,7842,7857,7846,7835,4150,7844,7851,7856,7845,7833,3782,7849,1519,7855,40,5824,7836,7847,5267,7840,7852,7839,17,7834,7854],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11740"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11740"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11740\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12076,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11740\/revisions\/12076"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11766"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11740"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11740"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11740"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}