{"id":11799,"date":"2018-09-20T15:36:53","date_gmt":"2018-09-20T15:36:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/?p=11799"},"modified":"2018-10-03T21:11:23","modified_gmt":"2018-10-03T21:11:23","slug":"maud-ameline-sceneggiatrice-parigi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/maud-ameline-sceneggiatrice-parigi\/","title":{"rendered":"Maud Ameline, sceneggiatrice, Parigi"},"content":{"rendered":"<p>Presto sugli schermi di tutto il mondo, Italia compresa (si inizia dal 20 novembre proprio con la Francia) dopo la premiere alla Mostra del Cinema di Venezia,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span><i>Amanda <\/i>\u00e8 un film semplicemente imperdibile. E necessario.<\/p>\n<p>Nella nostra scoperta della scrittura cinematografica al femminile, oggi incontriamo Maud Ameline, la co-sceneggiatrice (insieme al regista).<\/p>\n<p>In gara ad Orizzonti, questo film \u00e8 stato in grado di strappare la pi\u00f9 lunga standing ovation tra i francesi in gara al terzo giorno di festival. Su una sceneggiatura originale firmata a quattro mani dal regista Mikha\u00ebl Hers e da Maud Ameline appunto, il film \u00e8 un grande affresco di Parigi in tutta la sua interezza (\u2018con tutta la sua elettricit\u00e0\u2019, come afferma il regista parlando con il pubblico), stragi terroristiche incluse.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>La levit\u00e0 del tocco di direzione e di scrittura fa s\u00ec che il pubblico viaggi con due splendidi e giovanissimi personaggi, accomunati dalla disgrazia di perdere improvvisamente una persona amata (Sandrine, madre single di Amanda e sorella del giovane David) e che quindi formano una nuova famiglia.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>La paternit\u00e0 non voluta, la maternit\u00e0 fortemente voluta, il crescere da bambini con prove insanabilmente pi\u00f9 dure di quelle che si potrebbe affrontare e una certa resilienza a trattare il terrore come parte di un\u2019altra delle visioni molto soggettive di questi cittadini sono alcuni dei plus pi\u00f9 rilevanti del film. Grande \u00e8 la prova di recitazione di Vincent Lacoste nei panni di David e della piccola Amanda\/Isaure Moultrier.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un film sulla politica (solo quattro scene, tutte mirabili, introducono lievemente questo argomento e lo situano su un livello affatto necessario), non \u00e8 un film sul terrorismo. E\u2019 un film su un atto d\u2019amore continuato e ininterrotto verso una persona d\u2019elezione &#8211; che non abbiano scelto ma che alla fine saremo chiamati a scegliere per sempre &#8211; ed un luogo. Raro, ineffabile, insostituibile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>La tua vita in poche righe. Fino a qui.<\/i><\/p>\n<p>Sono nata a Parigi nel 1975. I miei genitori divorziano quando ho cinque anni, sono stata una bambina e poi una teenager che ha sempre sognato di vivere dentro un libro od un film. Dopo gli studi in letteratura e filosofia, sono entrata a La f\u00e9mis, scuola di cinema, nella sezione sceneggiatura. Lasciando la scuola, gli inizi a lavorare con la scrittura sono stati difficili. Il primo film che ho co-sceneggiato e che \u00e8 andato nei cinema nel 2012 \u00e8 <i>Camille Redouble<\/i> di No\u00e9mie Lvovsky. Oggi sono una sceneggiatrice full-time e mi dico ogni giorno quanto sia fortunata ad essere stata in grado di aver messo l\u2019immaginazione al centro della mia vita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Che significa un film \u2018necessario\u2019 per te? Mi da un esempio? Qual \u00e8 lo stato dell\u2019arte della industria cinematografica francese (ci sembra molto buono, in generale, ma mi piacerebbe ti concentrassi a rispondermi sullo stato di salute dell\u2019industria nel genere di film come il tuo ultimo)?<\/i><\/p>\n<p>Un film \u2018necessario\u2019 per me \u00e8 un film che riesce a parlare allo spettatore dal fondo della sua solitudine, che gli da la sensazione di non esser pi\u00f9 solo, che quel film \u00e8 davvero entrato nella sua vita.<\/p>\n<p>Un film \u2018necessario\u2019 \u00e8 quello che ci connette di pi\u00f9 al mondo. Ci sono cos\u00ec tante pellicole che mi hanno accompagnata che \u00e8 davvero difficile citarne una sola. Quando ero giovane, molti film sono venuti a cercarmi &#8211; non li dimenticher\u00f2 mai: <i>The shop Around The Corner<\/i> di Ernst Lubistch, <i>Barry Lindon <\/i>di Stanley Kubrick, <i>The Four Hundred Shots<\/i> di Fran\u00e7ois Truffaut, <i>Fanny and Alexandre<\/i> di Ingmar Bergman<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>In Francia siamo fortunati a poterci permettere ancora il cinema d\u2019autore. Il Centro Nazionale della Cinematografia, che \u00e8 un ente pubblico, ha lo scopo di supportare questo tipo di cinema che non risponde alle logiche di mercato. E\u2019 davvero essenziale preservare questa eccezione culturale francese, spesso aiuta anche registi stranieri che non possono fare questi film nei loro paesi. Certo, anche noi siamo preoccupati che la macchina della globalizzazione che macina tutto quello che le viene tra i piedi possa anche schiacciare il cinema francese uno di questi giorni, ma restiamo fiduciosi nell\u2019attenzione e nell\u2019amore che il nostro paese esprime per il cinema. Non per nulla, i fratelli Lumi\u00e8re, Georges Lumi\u00e8re ed Henri Langlois erano francesi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Ci puoi dire di pi\u00f9 del tuo ruolo di sceneggiatrice e di come hai sviluppato il tuo lavoro per questo film?<\/i><\/p>\n<p>Ho incontrato Mikha\u00ebl Hers quando aveva gi\u00e0 scritto una prima versione dello script da solo. Mikha\u00ebl \u00e8 un filmmaker con il dono di una scrittura che ha gi\u00e0 il sapore della sceneggiatura. Una scrittura musicale. Tuttavia, sentiva il bisogno di sviluppare la sua storia, di portarla oltre, specialmente di approfondire la relazione tra David, il giovane uomo protagonista, ed Amanda, la bambina. La nostra collaborazione \u00e8 iniziata con una discussione, durante la quale abbiamo riflettuto e lasciato che le nostre menti vagassero.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Dopo, sono andata a casa e ho rilavorato da sola lo script, facendo delle proposte per nuove scene, per una nuova struttura.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Mikha\u00ebl si \u00e8 preso del tempo per leggere e capire se queste proposte erano in linea con il film. La maggior parte delle volte lo erano. Abbiamo lavorato cos\u00ec fino a prima dell\u2019inizio delle riprese, dato che abbiamo ritoccato la sceneggiatura fino all\u2019ultimo secondo\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Amanda ha ricevuto una straordinaria attenzione alla Mostra del Cinema di Venezia dove \u00e8 stato presentato in anteprima mondiale sia con lunghissimi applausi del pubblico alla fine delle proiezioni che nella critica. Le vendite ci sono sembrate buone. Ci puoi dire dove lo vedremo?<\/i><\/p>\n<p>La prima data \u00e8 ovviamente in Francia, il 20 la premiere dal 21 nei cinema.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Potranno vederlo gli spettatori in Giappone (grazie a Bitters End), in Cina (Hualu), Taiwan (Andrews), Benelux (Cin\u00e9art), Svizzera (JMH), l\u2019Italia (Officine Ubu), la Scandinavia (Angel), la Polonia (Best Films), Israele (Lev), Brasil (Imovision) e Canada (mk2 mile end).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Il libro e la musica con te ora<\/i><\/p>\n<p>Sto leggendo e rileggendo con sempre maggiore passione la scrittrice Alice Munro, che \u00e8 fonte di grande ispirazione. Ascolto molto l\u2019album <i>Magn\u00e9tique<\/i> della cantante francese Barbara Carlotti e <i>Random Access Memories<\/i> dei Daft Punk.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Il tuo cibo preferito?<\/i><\/p>\n<p>Questa domanda mi fa ridere! La pasta, certamente. Ne ho mangiata di deliziosa durante la mia permanenza a Venezia per la Mostra del Cinema.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Un talento che hai uno che ti manca?<\/i><\/p>\n<p>Siamo seri, non \u00e8 facile rispondere a questa questione in prima persona. Ho almeno un talento che \u00e8 quello di osservare ed ascoltare che mi sembra molto importante per il mio lavoro. Quello che mi manca? La serenit\u00e0, la fiducia in me stessa. Che sono anche necessari per la professione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Dove ti vedi tra dieci anni?<\/i><\/p>\n<p>Tra dieci anni spero di avere lo stesso spirito, giovane abbastanza e conscio abbastanza per lavorare (e vivere!) con freschezza, con candore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Cosa hai imparato, sin qui, dalla vita?<\/i><\/p>\n<p>Spero che la vita mi abbia insegnato ad essere attenta: agli altri, a cosa succede intorno a me\u2026<\/p>\n<p>E paradossalmente, anche a preservare sempre uno spazio interiore, la famosa \u2018stanza tutta per se\u2019\u2019 di Virginia Woolf. Conservare questo spazio ci rende capaci, secondo me, di essere empatici, perch\u00e9 si immagina che anche gli altri abbiano questa loro stanza interiore e solo per questo, meritino la nostra attenzione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presto sugli schermi di tutto il mondo, Italia compresa (si inizia dal 20 novembre proprio con la Francia) dopo la &hellip; <a href=\"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/maud-ameline-sceneggiatrice-parigi\/\">Continua<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":11822,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[12],"tags":[7891,7909,7899,5762,7895,1003,3314,7724,7898,7903,4150,1468,7902,5217,7906,5641,7907,7904,7892,1327,15,7894,7911,7889,7890,1519,7896,685,3189,20,414,7910,209,5267,5188,7900,1805,6922,7901,7897,17,7834,7893,583],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11799"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11799"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11799\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11910,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11799\/revisions\/11910"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11822"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11799"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11799"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11799"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}