{"id":11839,"date":"2018-09-27T09:41:30","date_gmt":"2018-09-27T09:41:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/?p=11839"},"modified":"2018-10-18T15:36:15","modified_gmt":"2018-10-18T15:36:15","slug":"sarah-marx-regista-parigi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/sarah-marx-regista-parigi\/","title":{"rendered":"Sarah Marx, regista, Parigi"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oggi continuiamo a scavare nella scrittura per il cinema al femminile. Dopo aver intervistato la siriana <a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/soudade-kaadan-regista-siriana-rifugiata\/\">Soudade Kaadan<\/a> e la francese <a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/maud-ameline-sceneggiatrice-parigi\/\">Maud Ameline<\/a> nei due precedenti settimanali, #slowwords vi presenta oggi una regista e una sceneggiatrice francese, Sarah Marx (al centro nella foto), che rompe (quasi tutte) le consuetudini cinematografiche a cui siamo abituati con il suo primo lungometraggio intitolato <i>L\u2019Enkas<\/i>.<\/p>\n<p>Sarah ha scritto il film con due rapper, molto conosciuti: il film si dipana seguendo la vita di Ulisse, che esce di prigione e ha bisogno di fare subito un sacco di soldi perch\u00e9 si trova faccia a faccia con la malattia mentale di sua madre Gabrielle: ne ha bisogno per poter pagare una badante 24\/7 in modo da poter lui stesso trovare un lavoro per mantenersi tutti. Non vuole essere costretto a ricoverare la madre in un ospizio e non trova fondi assistenziali che aiutino a pagare il personale necessario a curarla in casa.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>La cinepresa, e la scrittura con il suo tocco davvero unico, segue Ulisse in in modo che \u00e8 sia altamente poetico che incredibilmente crudo, perch\u00e9 il primo film di Sarah \u00e8 un perfetto assaggio di cosa \u00e8 veramente il cinema per lei.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>La tua vita in poche righe fino ad oggi<\/i><\/p>\n<p>Ho sempre cercato di prestare la voce, di creare consapevolezza e di difendere chi non fosse messo in grado di farlo con un podio adeguato alle sue istanze.<\/p>\n<p>Avevo 15 anni quando ho imbracciato per la prima volta una telecamera filmando la mia famiglia, mentre ero alla ricerca di storie su mia nonna che era appena morta.<\/p>\n<p>Dopo aver studiato storia, geopolitica e dopo aver fatto tanti stage in agenzie stampa diverse, ho iniziato con la regia di video sulla cultura pop. Mentre dirigevo dei video di musica hip hop, facevo anche scuola su altri set per comprendere tutti i passi necessari a fare un lungometraggio.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Ho girato un corto intitolato <i>Fatum<\/i> in cui il personaggio principale anche l\u00ec esce di prigione e cerca di reintegrarsi nella societ\u00e0. La disparit\u00e0 nelle opportunit\u00e0, la detenzione e il fallimento nel reinserimento mi hanno spinta a dirigere un documentario all\u2019interno della prigione di Nanterre. Ho seguito giorno dopo giorno otto detenuti in un seminario di teatro durato un anno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Che valore ha per te l\u2019aggettivo \u2018necessario\u2019 vicino a un film? Puoi darmi qualche esempio? Qual \u00e8 secondo te lo stato dell\u2019arte dell\u2019industria cinematografica francese dal punto di vista di film \u2018impegnati\u2019 come il tuo, l\u2019Enkas?<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>A noi sempre in ottima salute ma preferisco concentrarmi sulla domanda relativa a film come i tuoi.<\/i><\/p>\n<p>Un film necessario \u00e8 autentico, cos\u00ec come reali e veri sono i vissuti dei tuoi personaggi, senza campanelli e fischietti. Un cinema che pone domande \u00e8 quello che io difendo e credo di fare.<\/p>\n<p><i>L\u2019Enkas<\/i> pone domande fondamentali e crea empatia con i suoi personaggi. Con <i>L\u2019Enkas<\/i> voglio che il pubblico sia nelle scarpe d\u2019Ulisse quando la pellicola finisce. E\u2019 una fetta di vita filmata attraverso una lente umana che promuove eroi danneggiati. Questo \u00e8 il necessario per me nel cinema: dire la storia di quelli che di solito non consideriamo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Ci parli di pi\u00f9 del tuo ruolo di regista ma anche di \u2018sceneggiatrice\u2019 molto speciale e del modo in cui hai sviluppato uno script originale con un co-autore rapper?<\/i><\/p>\n<p><i>L&#8217;Enkas, sviluppato come ci dicevi anche prima grazie ad un workshop in una prigione, ha ricevuto una reazione entusiasta dal pubblico in sala e dei critici alla Mostra del Cinema di Venezia dove ha avuto la sua premiere.<\/i><\/p>\n<p>Ho passato otto mesi, quattro giorni alla settimana all\u2019interno della prigione di Nanterre e quegli incontri mi hanno profondamente scossa. Ho cercato di mostrare frammenti della loro invisibile vita.<\/p>\n<p><i>L\u2019Enkas <\/i>\u00e8 nato da questo lavoro e dal mio incontro con <i>Ekou\u00e9 and Ham\u00e9.<\/i><\/p>\n<p>Sei mani hanno scritto la sceneggiatura, i personaggi e le loro dinamiche, i loro scontri.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Il nostro obiettivo era tessere una rete sociale familiare complessa ma realistica, colorata di malinconia, urgenza, incertezza sociale, sporchi trucchi, illusioni e soldi facili.<\/p>\n<p>Volevamo, appunto, raccontare una storia attraverso occhi molto umani, pi\u00f9 vicini alle persone che sperano di assaggiare quello che di buono la vita ha da offrire.<\/p>\n<p>Il mio lavoro come regista de <i>L\u2019Enkas <\/i>\u00e8 iniziato il giorno che ho scritto la prima frase. Mi sono messa al posto del personaggio da quel preciso istante fino a che l\u2019ultimo pezzo del montaggio \u00e8 terminato.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Per mettere le parole in bocca ad Ulisse, avevo bisogno di incontrare qualcuno che lo impersonificasse.\u00a0Quando ho incontrato Sandor Funtek, ho trovato il mio Ulisse. Ha questa forza e delicatezza cos\u00ec naturali che sono nel personaggio. Mentre scrivevo mi figuravo Sandor camminare sul set: era lui senza alcuna ombra di dubbio.<\/p>\n<p>Dirigere un film significa sentire le anime dei tuoi personaggi e mai, mai mettersi troppo distanti. Sul set vivi il tuo film, lo senti. Ho dato a ciascun attore una certa dose di libert\u00e0 ma in un contesto preciso, rispetto alla scelta della sequenza delle riprese.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Ho girato <i>L\u2019Enkas<\/i> con una continuit\u00e0 diretta con la scrittura. Ho scelto una forma di ripresa adattabile e leggera: camera a mano, luce e scenari naturali che enfatizzano campi lunghi e riprese in sequenza. Gli attori avevano appunto una parte di libert\u00e0 in un contesto preciso (<i>Tu ti ripeti qui<\/i>). Era per me essenziale lasciare loro spontaneit\u00e0 e quindi anche la possibilit\u00e0 che accadessero degli incidenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Il libro e la musica con te adesso<\/i><\/p>\n<p>Sono una lettrice affamata. Leggere mi tiene informata e nutre la mia immaginazione. Per quanto riguarda la musica, \u00e8 proprio la mia prima fonte di ispirazione. Sono cresciuta negli anni \u201990 con la musica hip hop. Ascoltare un pezzo mi accende corpo ed anima. Ogni mattina, mentre mi recavo al set, ascoltavo una playlist che andava da mobb depp (<i>un duo americano hip hop) <\/i>a Wendy Ren\u00e9 (<i>una cantautrice soul, al secolo Mary Frierson Cross<\/i>). Il cinema \u00e8 la stessa cosa: devi connetterti al 100% con i tuoi personaggi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Il tuo cibo preferito?<\/i><\/p>\n<p>Sono un\u2019epicurea nel profondo e adoro mangiare. Il gusto segue il mio mood giornaliero. E\u2019 come se mi chiedessi del mio film preferito: non appena ne trovo uno, ne brilla subito un altro in testa. Tuttavia, per rispondere alla tua domanda, adesso ho la parmigiana come cibo preferito.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Un talento che hai, uno che ti manca?<\/i><\/p>\n<p>Questa \u00e8 troppo introspettiva e troppo difficile da rispondere. Sono appassionata alle persone e alle loro storie, se puoi considerarlo un talento. Quando si parla di quelli che mi mancano, la lista \u00e8 infinita e ti finirebbero le pagine.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Dove ti vedi tra dieci anni?<\/i><\/p>\n<p>Raramente mi \u2018progetto\u2019. Sono esattamente qui esattamente ora.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Cosa hai imparato sin qui dalla vita?<\/i><\/p>\n<p>Che ha pi\u00f9 immaginazione di quanta ne abbia io.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>#Venezia75, #mostradelcinema<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Oggi continuiamo a scavare nella scrittura per il cinema al femminile. 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