{"id":12785,"date":"2019-01-23T19:34:06","date_gmt":"2019-01-23T19:34:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/?p=12785"},"modified":"2019-03-13T12:36:22","modified_gmt":"2019-03-13T12:36:22","slug":"fs-la-frequenza-delle-storie-da-1-a-9","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/fs-la-frequenza-delle-storie-da-1-a-9\/","title":{"rendered":"fs _ la frequenza delle storie (da 1 a 9)"},"content":{"rendered":"\n<p>agosto 30, 2018<br><br><\/p>\n\n\n\n<p>1.<\/p>\n\n\n\n<p>I treni hanno il ritmo perfetto per le storie.<\/p>\n\n\n\n<p>Sobbalzano rumorosi e incerti macinando chilometri, tagliando campi e citt\u00e0. Hanno una personalit\u00e0 decisa e un modo tutto loro di svolgere il lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>Dei treni, ci fidiamo sempre: anche quando fanno ritardo o si fermano in mezzo al nulla per un tempo indeterminato.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci tengono sospesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono gusci di metallo che mordono il terreno per portarci lontano, verso, altrove.<\/p>\n\n\n\n<p>E nel farlo, i treni si prendono cura di noi: hanno lo spirito del combattente e ruggiscono per proteggere il loro carico prezioso e arruffato.<\/p>\n\n\n\n<p>Se un viaggio inizia in treno, allora sar\u00e0 un viaggio per curare l&#8217;anima. Quella garza sottile che svolazza sullo spirito, con le maglie larghe a filtrarne la luce.<\/p>\n\n\n\n<p>Se la garza si strappa ci si perde e solo la pazienza dei ragni, dei pescatori o di Ecate, la possono riparare. Ma il tempo, solo lui, pu\u00f2 innescare il processo di riparazione.<\/p>\n\n\n\n<p>E il treno ne \u00e8 il portatore.<\/p>\n\n\n\n<p>Un guscio di tempo che corre lontano da chi solitamente ce lo porta via.<\/p>\n\n\n\n<p>Inizia il viaggio della cura dell&#8217;anima, la discesa verso Ecate, per ricucire lo strappo.<br><br><\/p>\n\n\n\n<p>2.<\/p>\n\n\n\n<p>Giochi a mosca cieca.<\/p>\n\n\n\n<p>Occhi bendati e gira gira gira.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli altri bambini urlano tutto intorno, ridono (di te?) come matti!<\/p>\n\n\n\n<p>Frastornata, cieca, senza punti di riferimento. Conti fino a dieci e inizi a cercare.<\/p>\n\n\n\n<p>La benda, non vedi niente, tendi le braccia, le mani, le dita, tutto si stringe sul vuoto.<\/p>\n\n\n\n<p>Sembrano essersi volatilizzati.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo silenzio di risa soffocate (ridono di te?).<\/p>\n\n\n\n<p>Ti sfili la benda triste e ti allontani.<\/p>\n\n\n\n<p>Tanto l&#8217;ultima volta non sono nemmeno venuti a cercarti.<\/p>\n\n\n\n<p>Sali sul tetto della vecchia casa, hai perso la voglia di giocare. Non lo farai mai pi\u00f9 (prometti).<\/p>\n\n\n\n<p>Sbatti le palpebre, ancora.<\/p>\n\n\n\n<p>Un vecchio pino si affloscia sulle nuvole splendenti, nere e arancioni come lava di un vulcano.<\/p>\n\n\n\n<p>Sotto \u00e8 tutto piatto e inspiri anzi, finalmente respiri.<\/p>\n\n\n\n<p>Tingolo libera tutti!<\/p>\n\n\n\n<p>In un istante ti sei trovata: ma dove diavolo ti eri cacciata?<br><br><\/p>\n\n\n\n<p>3.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVolevo dirti che sei bellissima e che sei il mio posto nel mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Con affetto. A.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>La lettere finiva cos\u00ec e l&#8217;aveva riletta decine di volte negli ultimi mesi, ma ancora non sapeva cosa provare.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;aria del primo pomeriggio era densa, soffiava un vento caldo portato dal mare e le foglie del piccolo fico davanti a lei, si stropicciavano pigre.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;ombra bucherellata del pino la proteggeva appena, ma il profumo di natura essiccata riusciva sempre a calmarla.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella calura immobile, gli uccellini continuavano a urlarsi cose dall&#8217;alto e le cicale non si stancavano di corteggiarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva sempre amato la sensazione di sospensione generata dal cielo troppo azzurro, dai raggi troppo forti, dal sole troppo imponente, dalla terra troppo secca.<\/p>\n\n\n\n<p>Era come se qualcuno si stesse esprimendo in modo cos\u00ec intenso, da non lasciare altra scelta se non ripararsi: impossibile reggere una tale potenza. La natura.<\/p>\n\n\n\n<p>Riprende la lettera e ricomincia da capo:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCara A,<\/p>\n\n\n\n<p>scrivo questa lettera a te stessa, cos\u00ec che tu possa sempre ricordare&#8230;\u201d<br><br><\/p>\n\n\n\n<p>4.<\/p>\n\n\n\n<p>Il soffritto \u00e8 il vero cuore del piatto, la base su cui si innalzano tutti i sapori, la pazienza che anima i gesti.<\/p>\n\n\n\n<p>Iniziare pelando gli spicchi di aglio e schiacciarli sotto il palmo della mano, il profumo rimane nei solchi a lungo.<\/p>\n\n\n\n<p>La cipolla deve essere sottile e condita di tutte le lacrime che sapr\u00e0 strapparvi.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;olio, sempre una goccia in pi\u00f9 del necessario, deve essere bollente, cos\u00ec che i semi di cumino lanciati per primi, possano rimbalzare sulla superficie spaccando l&#8217;aria con il loro profumo.<\/p>\n\n\n\n<p>Aggiungere paprika dolce e curcuma, senza avere paura della loro intensit\u00e0: sono donne dal carattere forte che sanno sempre come fare l&#8217;amore.<\/p>\n\n\n\n<p>Fate cadere l&#8217;aglio nella pasta dorata e potente che si \u00e8 formata nella padella. Quando lo vedete croccante, aggiungete le cipolle: cariche di acqua sanno creare il sapore del velluto.<\/p>\n\n\n\n<p>Lasciar piovere le verdure, inizia il lento evaporare.<br><br><\/p>\n\n\n\n<p>5.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho dormito su labbra che non erano le tue.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo facevo anche prima e, nonostante tutto, continuo a farlo ora.<\/p>\n\n\n\n<p>Con maggiore purezza lego il mio cuore, con crescente desiderio sporco il mio corpo.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi rotolo tra braccia di cui vorrei cancellare l&#8217;odore, mi unisco a lingue che corrono la pelle e di cui non vorrei conoscere il sapore.<\/p>\n\n\n\n<p>Dietro gli occhi chiusi cerco la sensazione del tuo amore, ma davanti, ad occhi sbarrati,<\/p>\n\n\n\n<p>sfogo la fame di mortificazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Seduzione sfrontata con il gelo nel cuore e il calore sulla carne<\/p>\n\n\n\n<p>di un corpo fatto di crema e di burro.<\/p>\n\n\n\n<p>Permetto alle mani casuali della notte di affondarmi negli abissi, per meritarmi l&#8217;abbandono dell&#8217;amore. \u00c8 il godimento della disperazione, il grido che si leva al cielo dalla testa rovesciata e che diffonde il piacere dell&#8217;incapacit\u00e0 di amarsi.<br><br><\/p>\n\n\n\n<p>6.<\/p>\n\n\n\n<p>Vado pi\u00f9 a fondo, vado pi\u00f9 lontano, ubriaca di potere.<\/p>\n\n\n\n<p>I giganti custodi di ferro mi hanno condotta all&#8217;ago.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora un sapore bianco e raccolto, accompagner\u00e0 la cucitura dello strappo:<\/p>\n\n\n\n<p>fili di luce<\/p>\n\n\n\n<p>l&#8217;arte dell&#8217;abbandono<\/p>\n\n\n\n<p>una voce ammaliatrice.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecate custodisci l&#8217;ingresso,<\/p>\n\n\n\n<p>impedisci l&#8217;accesso.<br><br><\/p>\n\n\n\n<p>7.<\/p>\n\n\n\n<p>Della morte so che sorride con i fiori intorno agli occhi.<\/p>\n\n\n\n<p>Sorride di notte a luci spente, con l&#8217;aria pesante che non arriva a sfiorare la pelle assetata.<\/p>\n\n\n\n<p>Sorride paziente nel suo angolo mentre gli amanti sfidano l&#8217;arsura e si cercano con le labbra.<\/p>\n\n\n\n<p>Sorridi morte, la tua puntura sar\u00e0 la nota iniziale della nostra danza isterica.<br><br><\/p>\n\n\n\n<p>8.<\/p>\n\n\n\n<p>-Quindi ci salutiamo<\/p>\n\n\n\n<p>-Quindi si, ci salutiamo.<\/p>\n\n\n\n<p>-Tu lo sai che non riesco a capire perch\u00e9 lo fai, vero?<\/p>\n\n\n\n<p>-Non ci pensare, ogni tanto la consapevolezza di fare la scelta sbagliata ti rende invincibile<\/p>\n\n\n\n<p>e lo pu\u00f2 capire solo il mare. Per questo manda continuamente le sue onde a riva: sono messaggeri a cui affidare l&#8217;infinita bellezza della fragilit\u00e0, la gioia dell&#8217;abbandono, il brivido dell&#8217;inconsapevolezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda me, il resto l&#8217;ho dato ai fiori, ma al mare consegno tutto me stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Il riflesso sulla superficie dondolante delle onde li abbaglia per un istante, il calore che sanno provare solo gli occhi.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando li riapre \u00e8 solo sulla spiaggia, con l&#8217;acqua a baciargli le caviglie.<\/p>\n\n\n\n<p>La nave sta prendendo il largo.<\/p>\n\n\n\n<p>Guarda le onde e affida loro il suo primo messaggio.<br><br><\/p>\n\n\n\n<p>9.<\/p>\n\n\n\n<p>I nidi della bellezza<\/p>\n\n\n\n<p>Nello splendore della vita l&#8217;energia pulsa e seduce. Nel tepore e nell&#8217;acqua esplodono corolle luminose, colori carnosi e profumi affamati. L&#8217;armonia del fiore \u00e8 completa in se stessa e tace il pensiero.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma passata la vita, nell&#8217;arsura violenta di un arido sole, rimane il nido che reggeva il fiore.<\/p>\n\n\n\n<p>Secco e giallo ondeggia canti di morte, lo stelo regale, la regina senza corona.<\/p>\n\n\n\n<p>La vera traccia della passione, lo scarto che vive portando una fragile memoria, spezzata e incompleta.<\/p>\n\n\n\n<p>Perversa e sottile bellezza, danza.<br><br><br><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/annika-pettini-poetessa\/\">Annika Pettini<\/a> (Italia, 1990-)<br><br><br>Abbiamo pubblicato (e tradotto) altre due poesie di Annika Pettini: <a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/doni\/\"><em>Doni<\/em><\/a> e <a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/vino-scadente-e-cenere-di-sigaretta\/\">Vino scadente e cenere di sigaretta<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>agosto 30, 2018 1. I treni hanno il ritmo perfetto per le storie. 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