{"id":13779,"date":"2019-07-02T11:22:25","date_gmt":"2019-07-02T11:22:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/?p=13779"},"modified":"2019-07-08T15:24:16","modified_gmt":"2019-07-08T15:24:16","slug":"giacomo-de-stefano-nomade","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/giacomo-de-stefano-nomade\/","title":{"rendered":"Giacomo De Stefano, nomade"},"content":{"rendered":"\n<p>Tutto il Po (e poi tutti i fiumi europei, da Londra ad Istanbul, sulle tracce della musica). Ed altre esplorazioni &#8211; tutte a remi o a vela o sulla slitta, con zero euro di budget &#8211; solo gift economy.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Giacomo De Stefano \u00e8 un novello esploratore del XXI\u00b0 secolo che ha lasciato da parte una qualsiasi delle vite che viviamo tutti per dedicarsi all\u2019acqua e alla sua importanza per le nostre vite. Una delle possibili definizioni per quest\u2019uomo \u00e8 quella del nomade contemporaneo.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo abbiamo incontrato in video, sebbene fossimo nella stessa citt\u00e0 (la sua Venezia, mai veramente abbandonata) perch\u00e9 lui preferisce cos\u00ec ormai.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mettetevi comodi, questa non \u00e8 un\u2019intervista ed \u00e8 molto di pi\u00f9 di una <em>cup of tea<\/em>, soprattutto e specialmente se non \u00e8 la vostra abituale \u2018dieta\u2019 di vita.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Giacomo: Che bello quello che fai con il tuo blog, l\u2019ho condiviso sulla mia pagina personale.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Diana: Grazie! Abbiamo tante storie di persone legate all\u2019acqua e pi\u00f9 in generale ad uno stile di vita pi\u00f9 sostenibile. A me interessava &#8211; con questa intervista &#8211; anche darti una mano a diffondere le tue iniziative!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Parlami della tua vita in poche righe, tra le Alpi e Venezia. Sei nato in montagna ma sei finito al mare\u2026Mi interessano anche i tuoi primissimi anni.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>(mentre parliamo mi mostra un giocattolo cinese a molla: \u00e8 una barca, regalo di cinesi dopo aver fatto uno dei suoi tanti viaggi l\u00ec)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 semplice, \u00e8 sempre legata all\u2019acqua la mia vita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sono nato ad Asti, in Piemonte, dove quando nomini l\u2019acqua ti guardano con sospetto essendo un paese di vino. L\u2019acqua non si beve tanto e ce ne \u00e8 anche poca nel Monferrato. In cima alle colline non c\u2019\u00e8 acqua. I contadini, quelli di quando crescevo, non avevano acqua nei pozzi.<\/p>\n\n\n\n<p>Mia nonna era nata in un paesino vicinissimo al Monte Bianco, io sono cresciuto a Courmayeur,&nbsp; fin da bambino ho amato moltissimo la neve. Ecco perch\u00e9 adesso vivo in Norvegia dove ho il mare e la neve insieme.<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>L\u00ec vivi soprattutto in un\u2019isola se non sbaglio<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, ho \u2018avuto\u2019 un\u2019isola in cui pi\u00f9 che altro tento di creare un luogo per menti creative. Io lavoro come pioniere, anticipo un po\u2019 la massa critica e poi mi faccio da parte. Come Alex Bellini e tutti i grandi viaggiatori. Io porto avanti, tramando. Non invento e non chiudo nulla.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Sei un vettore e un convettore<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Esatto, mi sento un po\u2019 come l\u2019acqua, che \u00e8 un vettore. E\u2019 unica e va dovunque anche nei posti pi\u00f9 brutti, basta che la lasci scorrere. Anche tu, sei il 70% di acqua. Anche io.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Se ami l\u2019acqua ami me, ami te, ami tutto.<\/p>\n\n\n\n<p><br>\n<em>Peccato che questo non venga ne\u2019 correttamente ne\u2019 coerentemente insegnato. Ci sono pochissime famiglie che educano ad un consumo responsabile di una risorsa cos\u00ec finita (ed anche inquinata peraltro). Torniamo alla tua vita. Vieni a vivere a Venezia e per tutta una prima parte fai una vita normalissima, da architetto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, soprattutto nel mondo dell\u2019arte e delle biennali. Cose che in un certo senso ora evito molto, non vado pi\u00f9 neanche nei musei.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Vivo ancora con gli artisti, creiamo insieme, ho per\u00f2 imparato a stare distante dall\u2019arte perch\u00e9 l\u2019ho vissuta nella sua parte pi\u00f9 divertente e birichina (e forse pi\u00f9 creativa) &#8211; quella dei mercanti, del suo lato commerciale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Fino ai 19 anni, vivendo in montagna, consideravo il mare un posto orrendo, perch\u00e9 collegavo il mare alle spiagge.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Qui a Venezia un amico a Torcello mi fa scoprire una topetta (<em>una tipica imbarcazione lagunare<\/em>) e da allora mi compro una serie di catorci di legno pi\u00f9 che barche.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il vecchio maestro d\u2019ascia Tramontin me ne ha restaurata una quando suo figlio era convinto fosse solo buona per legna da ardere. Lui aveva capito che avevo qualcosa da coltivare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Da l\u00ec ho iniziato a vogare e poi ho fatto tanti viaggi.<\/p>\n\n\n\n<p>La mia vita precedente era legata anche alla ristrutturazione, sin da quando ero studente facevo negozi ed hotel, andando in giro su e gi\u00f9 per l\u2019Europa. Per caso la societ\u00e0 che era venuta a fare il parquet a casa mia aveva visto che disegnavo bene e mi propose di lavorare con loro, ero uno giovane da pagare poco e da far correre come una trottola.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In quei quattro anni ho anche imparato il lavoro manuale: facendo il direttore di cantiere non riuscivo proprio a stare con le mani in mano. Da l\u00ec parte anche un altro dei mie grandi temi, quello dell\u2019economia circolare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Poi sono anche quello che, quando ha cambiato vita, \u00e8 stato premiato con un riconoscimento speciale della Regina Elisabetta in Inghilterra (per <a href=\"https:\/\/www.manontheriver.com\">Man on the River<\/a>) ma non sono andato perch\u00e9 avevo preso appuntamento con una piccola radio privata di Maillorca\u2026Sono cos\u00ec snob!&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia da quel premio ho fatto pi\u00f9 di 250 conferenze in giro per il mondo, la rivista che l\u2019ha organizzato (Classic Boats) era davvero il top, finiva sulle scrivanie dei ricconi che si possono permettere barche importanti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo un grande periodo di esposizione mediatica, inizio a vivere nascosto, evito incontri e interviste, non vado pi\u00f9 in TV. Tutte cose che, beninteso, nei miei piccoli momenti di fama avevo fatto (anche se la fama \u00e8 arrivata quando ero gi\u00e0 vecchiotto!).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il fatto \u00e8 che non sono mai stato abbagliato da quella piccola fama che si era creata attorno ai miei viaggi, badavo solo e soltanto alle cose importanti.<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Tu stesso sei per\u00f2 un produttore audiovisivo, ne hai fatte tante per le tue imprese. Ora che rapporto hai con la divulgazione, anche se non vuoi apparire? Te lo chiedo per il messaggio che stai conducendo, non tanto per la visibilit\u00e0 da far guadagnare alle tue non profit. Credi che la divulgazione \u2018sana\u2019 possa essere un buon mezzo per veicolare messaggi di sostenibilit\u00e0, circolarit\u00e0 e di coinvolgimento personale oppure pensi che le persone guardino solo i social oggi?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Sto ancora analizzando questo anche se sono stato tra i primi ad utilizzare i social con grandi professionisti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ho iniziato &#8211; tra i media tradizionali &#8211; con Santalmassi e <a href=\"http:\/\/www.radio24.ilsole24ore.com\">Radio 24<\/a> ed il mio viaggio \u2018<a href=\"http:\/\/www.unaltropo.wordpress.com\">Un altro Po<\/a>\u2019 (<em>durante i 1000 km by fair means sul Po a remi e vela, teneva dirette giornaliere<\/em>). L\u00ec ho capito l\u2019importanza dei media, ho iniziato con il GR24 che mi dava tre minuti al giorno ed \u00e8 stato il media che mi \u2018ha messo sulla mappa\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando andavo a Milano o a Roma i tassisti mi fermavano e mi riconoscevano &#8211; \u00e8 una radio che ascoltano soprattutto le persone in transito.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tutta questa esperienza mi ha fatto scattare qualcosa!<\/p>\n\n\n\n<p>Il mio primo progetto era nel 2006 e correva con il primo anno di Youtube. Un mio amico me lo mostra, io non conoscevo questo social\u2026ora sembra un\u2019altra epoca\u2026.Tu che sei giovane\u2026.<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Io ho 46 anni, veramente<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Caspita, pensavo avessi 25-26\u2026<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Sar\u00e0 che stiamo parlando in video, quindi annulla le rughe e le imperfezioni\u2026<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Io mi chiedevo, naturalmente con un po\u2019 di perfidia, la tua attuale posizione sulla divulgazione perch\u00e9 mi rendo conto che noi siamo cresciuti in un sistema di plurimi approvvigionamenti di non per forza breaking news (che vivono il tempo di una farfalla) ed opinioni ragionate e commentate (abbiamo la stessa et\u00e0) mentre quelli che hanno 25-30 anni (e sono gi\u00e0 adulti) no. Sei riuscito a parlare anche a queste generazioni? Per quanto le tue imprese abbiano un che di eroico e probabilmente sarebbero rimbalzate su qualsiasi media, tu le hai scientemente \u2018divulgate\u2019. Hai cercato di raccontarle a pi\u00f9 pubblici. Oggi ti senti ascoltato dai giovani?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Mi sento ascoltato perch\u00e9 adesso affronto la comunicazione come un vero peer-to-peer. Voglio che sentano la mia ascella, il mio fiato. Solo pi\u00f9 direttamente, dal vivo, con pochissime persone. E ho visto l\u2019importanza di questo e la potenza di tornare a questo canale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il grande problema della comunicazione attuale \u00e8 che \u00e8 profondamente limitata o manichea. O sei con me, o sei contro di me. Non esiste pi\u00f9 un pluralismo dell\u2019informazione. Il contraddittorio \u00e8 sempre a parolacce o paroloni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Noi eravamo abituati alla conversazione al bacaro<em> (i classici bar di Venezia) <\/em>dove ho avuto la fortuna di incontrare gli studenti che arrivavano dalla Jugoslavia, dalla guerra. Il 60% degli studenti era straniero nei miei anni allo IUAV, c\u2019era un confronto straordinario. Ti trovi con amici che la pensano come te, ma sai come trovare chi la pensa differentemente da te e anche ad essi ti rivolgi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questo \u00e8 stato poi il segreto dei miei viaggi. Anche se il mio metodo di lavoro odierno \u00e8 iniziare con una grande esclusivit\u00e0 iniziale per poi virare sull\u2019inclusivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Vedi, ci abbiamo messo un po\u2019 per fare quest\u2019intervista ma ora che parlo con te vedo che i tuoi occhi sono reattivi: non sei solo retinica, sei bulimica come me nella scoperta e gi\u00e0 adesso ho una serie di pensieri creativi su quello che potremmo fare insieme!<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Sostanzialmente ritieni che con questo nuovo metodo che porta ad un\u2019inclusivit\u00e0 selettiva sei in grado di risvegliare non solo le coscienze ma un minimo di aiuto ad idee come le tue, che possono s\u00ec praticare con te ma anche da soli e con altri mezzi e modalit\u00e0\u2026<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Se avviene! Appena adesso ho lasciato una guida, che sta percorrendo il Po: un\u2019artista tedesca, \u00e8 venuta l\u00ec nell\u2019Artico dove vivo io sapendo del mio viaggio su una slitta (prima equipaggiata con ruote) da Maillorca a Capo Nord, 7000 km a piedi senza soldi, per chiedermi del Po.<\/p>\n\n\n\n<p>Hai dato un\u2019occhiata anche a <em>Lampedusa Artica<\/em>? E\u2019 un nuovo progetto che ho portato alla luce con il regista Alessandro Scillitani, che fa di solito film con Rumiz.<\/p>\n\n\n\n<p>Nasce per un caso. Io volevo fare un viaggio per capire come l\u2019oro bianco delle Alpi fosse vissuto a Capo Nord, vengo come sai da una societ\u00e0 ottocentesca &#8211; di quelle con i pastori! &#8211; che viene martirizzata negli anni dal turismo massiccio delle settimane bianche.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ho visto, per intenderci, persone che vivevano sottoterra per risparmiare legno, con le capre, d\u2019inverno.<\/p>\n\n\n\n<p>Io sono partito per scoprire cosa avessero in comune questi due mondi che appartengono alla neve anche se cos\u00ec profondamente cambiati e mortificati, almeno dal lato alpino.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sai che viaggio senza soldi ma trovo societ\u00e0 che producono quello di cui ho bisogno (ad esempio sci di legno tecnologici) per cercare di far s\u00ec che per chi si diverte e viaggia possano farlo in maniera onesta, corretta e pulita avendo valide alternative. Pensa ai milioni di sci che vengono buttati ogni anno e sono di materiali non riciclabili? Io lavoro sulle nicchie non sui grandi sistemi. A parte l\u2019acqua.<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque, mentre faccio il mio viaggio verso Capo Nord, scopro della storia di alcuni migranti che entravano dal confine tra Norvegia e Russia. E quindi mentre lavoravo con la BBC per fare il film del mio viaggio (viaggiando con i migliori materiali, le migliori aziende del mercato) e rischiavo di morire ogni giorno a 40\u00b0 sotto zero in una tenda sui grandi altipiani norvegesi mi imbatto in questi migranti che stanno arrivando dall\u2019Afganistan, dallo Yemen &#8211; a piedi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ho visto le foto di <a href=\"https:\/\/qz.com\/530042\/syrian-refugees-are-traveling-across-the-arctic-circle-to-europe\/\"><em>Alessandro Iovino<\/em><\/a>, un fotografo italiano che poi ho conosciuto e con cui ho fatto anche un progetto sui fiumi che \u00e8 stato appena pubblicato e presentato a Parigi: loro viaggiano con piccole biciclette vendute a 30 euro, senza freni, per 20 km prima del confine norvegese (i trafficanti russi li lasciano lontano!), li ho intervistati e ho vissuto poi in seguito con quelli di loro che ce l\u2019hanno fatta ad avere asilo in Norvegia.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho chiamato tutti i giornali e le tv quando ho accidentalmente scoperto del loro cammino che ha intersecato il mio su quel confine, sai che avevo tanti contatti, ma nessuno ne ha voluto parlare. Solo la RTVE spagnola e la CBS hanno fatto un bel servizio, in Italia non \u00e8 mai uscita la notizia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Da quel confine sono passate 30.000 persone e circa 800 sono mancate, sparite. Io ho vissuto l\u00ec per tre mesi dormendo in una macchina abbandonata a 40\u00b0 sotto zero, con la polizia che mi cercava, hanno poi arrestato Alessandro e diversi amici, mentre i norvegesi hanno cercato di rimpatriare 5000 di questi profughi con ogni mezzo. Alle 3 di notte, contro l\u2019Art. 14 della Convenzione dei Diritti Umani.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un sacco di norvegesi ha cercato di salvarli, ma anche l\u00ec ci sono persone non troppo buone e se tu lo raccontavi eri un pericolo per loro. S\u00ec \u00e8 stato uno dei tanti momenti dove ho visto cose brutte. E\u2019 stato molto duro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quello era un viaggio per parlare di materiali della vita e divulgarli, per scoprire e far sapere come svedesi, norvegesi, finlandesi interpretano l\u2019acqua, il ghiaccio e la neve: \u00e8 cambiato ed \u00e8 diventato <em>Arctic Lampedusa<\/em> (era il titolo che aveva scelto la CBS per il suo servizio).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il film \u00e8 quasi finito, manca la finalizzazione audio e la color correction, te lo mando!<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Come distribuisci il tuo materiale? Prima lo crei e poi ci pensi oppure succede come in questo caso anche in fieri perch\u00e9 c\u2019era un\u2019urgenza comunicativa di raccontare una migrazione cos\u00ec impervia?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Socraticamente, ora vivo nascosto. Non distribuisco, non comunico pi\u00f9 niente, lo mando a pochissime persone. Non posso pi\u00f9 contaminarmi anche perch\u00e9 devo scrivere tanti libri. A volte penso di essere diventato un po\u2019 misantropo dopo tutti questi viaggi e vivendo nel profondo Nord.&nbsp; Quando hai contatto solo con l\u2019ambiente principale della vita &#8211; la Natura, il cibo, un rifugio, il calore\u2026.<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Tutto il resto \u00e8 ridondante, capisco.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Certo: come sempre nella vita di una persona quel che era importante non lo \u00e8 pi\u00f9 e viceversa\u2026.<\/p>\n\n\n\n<p>La comunicazione per me \u00e8 ora soltanto quello che accade. Ad esempio il mio nuovo progetto ora \u00e8 a <a href=\"https:\/\/www.google.com\/maps\/place\/Skorpa,+9162+S%C3%B8rstraumen,+Norway\/data=!4m2!3m1!1s0x45c583ce1996461f:0x3e91f5aaf0c2ca91?sa=X&amp;ved=2ahUKEwixzNrys4fjAhWDsKQKHTf6AUYQ8gEwAHoECAkQAQ\">Skorpa<\/a>, l\u2019isola norvegese dove vivo e dove cerco di salvare barche tradizionali in legno che i Sami stanno abbandonando. L\u00ec c\u2019\u00e8 un problema: pescano troppo, si chiama overfishing, e vorrei riportare a pescare le persone con le barche di legno, remando, di nuovo \u2018by fair means\u2019.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Io la comunicazione non la faccio pi\u00f9, adesso arriva attraverso l\u2019esempio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Seguo con molto interesse il lavoro di una mia amica, una sami, \u00e8 la prima donna pescatrice di quel popolo, si chiama Sandra Andersen Hera. Pensa prima del cristianesimo e della pesca massiva, la societ\u00e0 Sami era di tipo matriarcale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Io sono totalmente transgender: pur riconoscendo certe caratteristiche diverse del corpo maschile&nbsp; e femminile, non posso pensare a differenze cos\u00ec marchiane messe in campo da una societ\u00e0 a deriva maschilista o femminista.<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Venezia, Mallorca, la Norvegia e in particolare quell\u2019isola. Perch\u00e9? Mi interessano gli stadi intermedi di passaggio della tua transumanza<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Mallorca arriva perch\u00e9 dal 2005 vivo su una barca di legno. Che ho totalmente restaurato. Ora l\u2019ho cambiata, ne ho una del 1928 che ho del pari restaurato ed era parte di un progetto europeo. Abbiamo fondato <a href=\"http:\/\/www.bewater.info\/filter\/giacomo-de-stefano\">Be Water<\/a> a Colonia con due amici, ora la barca gira il mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho vissuto prima a Kos, isola greca. per due anni. Un mio amico mi parla di Mallorca e di una baia dove stabilirmi e le mie due barche (una l\u2019ho venduta da otto anni) mi hanno seguito.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mallorca aveva un rapporto strettissimo con Venezia gi\u00e0 nella cartografia rinascimentale ed \u00e8 un centro per la permacultura con cui avevo ed ho un rapporto strettissimo, in particolare per quella polare che \u00e8 molto dura.<\/p>\n\n\n\n<p>Mallorca \u00e8 diventato l\u2019incubatore di tutti i miei progetti. Nel 2014 ho preso un vecchio gozzo in legno locale, lo Llaut, ho tolto il motore e ho messo in moto i locali maestri d\u2019ascia per restaurarlo. Uno di essi, che \u00e8 poi diventato un mio amico, stava per chiudere e ora ha sette dipendenti: un po\u2019 di articoli usciti su riviste da tutto il mondo hanno creato un\u2019economia circolare, i gozzi in legno non vengono pi\u00f9 bruciati ma divengono house boats o barche da crociera.<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Sei un attivatore di sogni quindi? O delle migliori speranze?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Visionario, un utopico. Siamo persone che si rivelano molto pi\u00f9 pratiche e concrete di chi pensa a molto di pi\u00f9. Ti devi aggrappare a una roccia dove nessuno vuole andare, devi diventare un po\u2019 come un lichene per far s\u00ec che un po\u2019 di vita nasca\u2026 Quando diventi lichene, questa simbiosi mutualistica tra l\u2019alga che sta in acqua ed il fungo fa s\u00ec che questo attecchisca, scavi e crei un humus vitale.<\/p>\n\n\n\n<p>Sai com\u2019\u00e8, no?<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>S\u00ec, certo: appassionata di licheni sin dalla scuola elementare. Ma invece volevo chiederti: la Norvegia arriva per un bando a cui hai aderito, o perch\u00e9 questa isola la conoscevi gi\u00e0 o per\u2026<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Scopro l\u2019isola (e la fattoria quasi diroccata) grazie ad una fidanzata che mi ha fatto soffrire molto, che \u00e8 arrivata quando io vivevo come un monaco. Non avevo nessuna relazione con donne da tre anni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Con la sua gentilezze e bellezza, mi ha aiutato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel mio campo norvegese ho tre tende tipiche Sami dove ospito persone.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lei \u00e8 svizzera e un po\u2019 calvinista, non ha la flessibilit\u00e0 da bacaro che ci permette di parlare con tutti, non ce l\u2019ha fatta pi\u00f9 e ha cambiato posto, si \u00e8 trasferita ed \u00e8 andata a vivere proprio davanti a quest\u2019isola. Dove i proprietari di questa bellissima baita di tronchi, dove lei viveva pagando pochissimo, avevano la propriet\u00e0 che era appartenuta all\u2019ultimo abitante dell\u2019isola. <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Skorpa,_Troms\">Skorpa<\/a> in Sami \u00e8 Skarfu, \u00e8 al centro di una piccola comunit\u00e0 di fiordi con ghiacciai che si chiama Aloppa, situata tra Tronso e Alta, a circa 400 km a nord del Circolo Polare Artico ma viva la corrente del Golfo! In inverno ci sono otto mesi di neve fino al mare ma non hai i 50\u00b0 sotto zero che hai nell\u2019interno del paese, il mare non gela mai e il clima \u00e8 come da noi in montagna.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019isola ha, inoltre, un microclima incredibile, orchidee incluse, e misura otto chilometri quadrati. E\u2019 un patrimonio straordinario oltre ad essere un centro importante per questo popolo nomade, tra l\u2019altro ho di recente scoperto che forse sono un Sami. La mia famiglia arriva a Palermo nel 1076 e venivano dal nord della Norvegia. In un certo senso \u00e8 un ritorno. Da parte di mia madre ho origini sefardite ed ebree, poi c\u2019\u00e8 la Grecia, il Montenegro\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ho scoperta per caso questa mia origine Sami, perch\u00e9 ero a Palermo per una conferenza dove ho conosciuto un prete che mi ha portato nella sua parrocchia per guardare documenti genealogici e abbiamo trovato queste tracce. E\u2019 l\u00ec che ho iniziato a progettare il viaggio per la Norvegia, era il 2013.<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Quindi hai comprato l\u2019isola?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>No, io non compro niente, me l\u2019hanno regalata. Io non lavoro con i soldi, non uso i soldi. Faccio tutto in modo diverso. Mi hanno offerto di prendere gratis la casa dell\u2019ultimo abitante dell\u2019isola partito nel 1980: non c\u2019\u00e8 elettricit\u00e0 ne\u2019 acqua. Ci sono i laghi, per\u00f2, ben otto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ho invitato Bansky (che un mio amico conosce, ma non posso rivelare l\u2019identit\u00e0, \u00e8 piuttosto un collettivo) in occasione della sua opera realizzata a pochi metri dalla mia casa veneziana (che \u00e8 quella di mia madre) a fare case trasparenti sull\u2019isola insieme ad altri artisti. Ho invitato anche altri tipi di persone \u2018di questo mondo\u2019 come benzinai o chiunque sappia fare qualsiasi mestiere per stare in un posto dove connettersi alla natura, alle sue maree fortissime: vivo sull\u2019acqua da 20 anni e so come essa ti possa togliere e dare energia.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi vive nell\u2019isola deve tornare a una manualit\u00e0 che qualcuno ha forse dimenticato: lo vedo nel campo norvegese dove sto, le persone si trasformano senza luce o sciogliendo la neve per bere e lavarsi. Arrivano gli alci e i lupi a trovarci.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lavoriamo su temi importanti e nascono cose spontaneamente da persone che arrivano da tutto il mondo. Posso ospitare al massimo sei persone, abbiamo fatto un calcolo dell\u2019impatto su quest\u2019area che \u00e8 grande come l\u2019Olanda ma ha 73.000 abitanti (0.6 abitanti per km quadrato).<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Hai letto <\/em><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Knut_Hamsun\"><em>Knut Hamsun<\/em><\/a><em>?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec certo, uno a caso! Era relativamente vicino a dove sono io, solo 900 chilometri. La casa dove lui andava d\u2019estate era anch\u2019essa senza luce.<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Cosa ti serve per questa isola a parte persone in sintonia, io ritorno sempre sulle questioni mondane\u2026<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ho bisogno di materiale isolante pi\u00f9 naturale possibile. La barca ce l\u2019ho gi\u00e0, ha pi\u00f9 di 100 anni, voglio andare e tornare solo a remi e a vela, ci vogliono due ore o tre per la costa a seconda del vento. Mi serve molto poco, ho coltelli e piatti di legno che ho racimolato in questi luoghi antichi e abbandonati. C\u2019e\u2019 stata una grande migrazione verso il sud.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi serve avere delle persone con me. Il primo inverno vivr\u00f2 da solo, ci sono forti tempeste che ti isolano per settimane e non voglio costringere nessuno. Vento a 50 nodi, tempeste di neve e temperature a -20\u00b0 anche se l\u2019isola \u00e8 relativamente protetta essendo in un fiordo. L\u00ec \u00e8 perfetto per iniziare e finire il mio libro, <em>Man on the River<\/em>. Da l\u00ec d\u2019inverno non c\u2019\u00e8 modo di partire.<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Quando viaggi non mi dai l\u2019idea di una persona che legge costantemente essendo pi\u00f9 incentivato alla scoperta e all\u2019incontro ma se ti sentissi ugualmente di consigliare uno scritto od un autore\u2026<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Thoreau. E\u2019 un consiglio democratico, relativamente facile da leggere. Taglia tutti gli strati della popolazione, <em>Walden, Life in the Woods<\/em>, ti dona un concetto di amore semplicit\u00e0 e rispetto anche se non \u00e8 un libro da visionario. E\u2019 un libro di una persona radicata, attenta. Il paradigma dei miei viaggi \u00e8 l\u2019attenzione, che richiede impegno e a sua volta attenzione quindi crea un\u2019economia circolare che come sai cerco di applicare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Poi un libro bellissimo che ho qui (<em>cerca intorno a s\u00e9 e mi mostra: David Le Breton, <\/em>Il mondo a piedi, elogio della marcia)<em>.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ed ancora, un libro incredibile di Beltrami (<em>Breviario per nomadi)<\/em>, si tratta di una specie di breviario fatto di aforismi. Anche Rimbaud diceva che i libri di viaggio dovrebbero avere questa forma: una frase deve essere conchiusa e raccogliere un significato. Magari devi spostare un ormeggio, o muoverti perch\u00e9 sta arrivando un lupo\u2026o semplicemente te la stai facendo addosso perch\u00e9 hai mangiato qualcosa di tossico od una pecora marcia! I libri per viaggiatori sono fatti cos\u00ec. E ovviamente tutti i russi consiglierei\u2026.<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Anche Brodsky?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Anche lui, s\u00ec ma anche i giovani russi. Sai io leggo tutto, soprattutto quando son qui (<em>a Venezia<\/em>) leggo almeno quattro libri in contemporanea al giorno. Quando lavoro leggo un po\u2019 di meno.<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Hai mai pensato di fondare una scuola o qualcosa di simile a un percorso di apprendimento?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Forse s\u00ec, ma in fondo lo faccio senza volerlo perch\u00e9 quando le persone vengono a trovarmi condivido tutto, mi trasformo in uno studente e in un insegnante. Non ho mai per\u00f2 pensato proprio a una scuola in senso classico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Io ho vissuto un mese con i Tuareg e quando ti incontrano e ci si saluta la prima cosa che ti chiedono \u00e8 se hai bevuto, mangiato e come \u00e8 andato il viaggio. Com\u2019\u00e8 quel pozzo, com\u2019\u00e8 quell\u2019oasi, il tragitto &#8211; insomma la cura per le cose pratiche della vita.<\/p>\n\n\n\n<p>La grande metafisica, la grande poesia dei nomadi nasce dalla poiesis, che significa fare. Non \u00e8 bella grammatica e bella scrittura. Quello che succede con i social \u00e8 una grande e vuota estetizzazione. Infatti, ora, sui social non metto pi\u00f9 nulla di immagini e video e sto lasciando marcire la mia attrezzatura.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando faccio conferenze con i bambini, del pari, non mostro mai immagini &#8211; sono subissati e subito si distraggono. Parlo e racconto: li catturo tantissimo solo con la voce! Come la prima mappa che era raccontata, come mi ha riferito un pastore albanese.<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Il potere della fabula<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Come la costellazione personale della tua vita: se dovessi condividerla o riviverla con te stessa, sicuramente sarebbe meglio narrata. O meglio, altro dalle immagini che ingannano molto.<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Certo, \u00e8 la pi\u00f9 antidemocratica delle comunicazioni, quella per immagini. Puoi falsare punti di vista, prospettive, proporzioni, canoni e ogni altro che vuoi<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Una delle cose su cui mi sto interrogando molto per Skorpa \u00e8 come parlare con le persone che verranno e chiedere loro di contribuire a una narrazione condivisa senza farla diventare una \u2018marchetta\u2019. O una brutalizzazione dei luoghi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Prendi di nuovo Banski, ripetuto all\u2019infinito nelle foto di tutti, anche e soprattutto dopo l\u2019incidente della nave da crociera. Gi\u00e0 penso che lui quasi quasi lo abbia ripudiato. Dopo un po\u2019 la ripetizione d\u2019immagine perde il significato stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Io vorrei lavorare invece sulla spontaneit\u00e0, mi sto interrogando su come le persone che verranno sull\u2019isola potranno raccontare, condividere, donare restando su questo registro. Su come vivere su questo pianeta.<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Un podcast non ha immagini e pu\u00f2 avere suoni, molto pi\u00f9 evocativi del video\u2026<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Molti mi hanno parlato dei podcast.<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Pensa a tutti quelli che si scambiano forsennatamente messaggi audio sui social\u2026Translando dal mass market a qualcosa di pi\u00f9 significativo, secondo me l\u2019audio \u00e8 ci\u00f2 che ti porti dovunque tu voglia ascoltarlo, non c\u2019\u00e8 la cannibalizzazione degli occhi, devi immaginarlo ma se lo arricchisci di suoni significativi del luogo diventa quasi una mappa uditiva. A me piacerebbe e comunque potrebbe esserci uno scrittore nella tua isola che realizza qualcosa da ascoltare non solo da leggere. Ci\u00f2 che \u00e8 suono pu\u00f2 essere ascoltato in pienezza anche da chi non vede\u2026<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Potresti farlo tu, ti posso mandare i suoni\u2026o se vuoi vieni l\u00ec!<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Sarebbe bello, magari vengo d\u2019estate per la prima volta!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>L\u00ec veramente l\u2019inverno \u00e8 la parte pi\u00f9 straordinaria. Hai le balene, per esempio, che d\u2019estate non hai: passano a cinque metri da te e fanno dei rumori straordinari. C\u2019\u00e8 una mia amica che tutti i giorni fa il bagno e mi sta insegnando a entrare in acqua (io sono assai freddoloso!): le balene ti nuotano vicino. Sono animali incredibili e sto imparando a conoscerle, come le aquile che vengono sempre a trovarmi a casa, lascio loro dei pesci. Sono alte un metro e venti e la loro apertura alare \u00e8 anche di quattro metri. Poi le alci, che sono straordinarie, non hanno quasi paura dell\u2019uomo, non essendocene tanti.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019unica cosa tremenda sono le zanzare.<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Sai che lavori sull\u2019elemento &#8211; l\u2019acqua &#8211; per cui si sono combattute pi\u00f9 guerre in assoluto. Vedo che in tutte le tue esplorazioni, in realt\u00e0 difendi l\u2019acqua da altri punti di vista e non metti mai l\u2019accento sul rapporto tra acqua e guerra\u2026<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Forse perch\u00e9 sono assai severiniano, anche se penso che il mio istinto sarebbe quello dell\u2019angelo sterminatore. Noi non \u00e8 che siamo in errore, siamo l\u2019errore! In fondo queste guerre sono state causate dalla nostra stupidit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il genere umano non \u00e8 nato per essere stanziale ma nomade. Quando siamo diventati stanziali, abbiamo creato l\u2019agricoltura, il pi\u00f9 grande errore dell\u2019uomo &#8211; che si accompagna tristemente con la tentazione per l\u2019abbondanza, il recinto e da l\u00ec le guerre, l\u2019odio, gli eserciti, il plusvalore, l\u2019ingordigia. I nomadi no, fanno solo scaramucce e applicano la pi\u00f9 grande arte dell\u2019uomo, la fuga, quando occorre.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un leone scappa da un piccolo animale che se lo morde gli fa prendere un\u2019infezione mentre l\u2019uomo \u00e8 stupido e affronta anche battaglie perse in partenza.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019acqua \u00e8 quella che \u00e8 arrivata con una cometa, tutta insieme, su questo pianeta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quando bevi l\u2019acqua prima di te qualcuno l\u2019ha bevuta e pisciata almeno sette volte.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il concetto di acqua \u00e8 legato a una condivisione, \u00e8 logico che scateni delle guerre ma basta spostarsi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In un momento difficile di siccit\u00e0 in certi luoghi, come ad esempio in Sudan, se resti devi combattere non solo con altri uomini ma anche con animali.<\/p>\n\n\n\n<p>Una persona furba si sposta, ecco perch\u00e9 non mi occupo del rapporto tra acqua e guerre e non ci penso. Le grandi migrazioni accadono per questo, non solo per l\u2019agricoltura ma anche per l\u2019esplosione demografica! Tornando ai nomadi, non facevano tanti figli ad esempio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Io non credo che vivr\u00f2 tanto, il mio fisico \u00e8 talmente provato tra fratture e sovraccarico di polmoni! E questo \u00e8 molto importante, data la limitatezza del pianeta.<\/p>\n\n\n\n<p>Io vivo in mezzo a 200 husky, un vecchio cane viene ucciso dai pi\u00f9 giovani perch\u00e9 soffre e perch\u00e9 toglie cibo agli altri, oltre che rappresentare un pericolo per s\u00e9 e per il branco.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>La storia di Giacomo ci \u00e8 stato suggerita da <\/em><a href=\"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/pascal-parrucchiere\/\"><em>Pascal Cariou<\/em><\/a><em>, altra persona di questo mondo che vi abbiamo presentato negli scorsi anni.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>L\u2019immagine di copertina \u00e8 di <\/em><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/julieta.rudich?__tn__=,d*F*F-R&amp;eid=ARAkaFgPybhirEFWEy_F25pGTx8EhS34MYBhuYx7qC_8uWP0KKmdfGDDGoXWxkxL39JbsFGVEwIuHDw2&amp;tn-str=*F\"><em>Julieta Rudich<\/em><\/a><em>.<\/em><br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutto il Po (e poi tutti i fiumi europei, da Londra ad Istanbul, sulle tracce della musica). 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