{"id":14129,"date":"2019-09-13T16:28:03","date_gmt":"2019-09-13T16:28:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/?p=14129"},"modified":"2019-10-01T09:55:08","modified_gmt":"2019-10-01T09:55:08","slug":"oskar-alegria-pamplona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/oskar-alegria-pamplona\/","title":{"rendered":"Oskar Alegria, Pamplona"},"content":{"rendered":"\n<p>Il Festival del Cinema di Venezia #mostradelcinema spesso apre i nostri occhi a film inaspettati. <em>Zumiriki<\/em> \u00e8 stato, finora, il pi\u00f9 inaspettato.<\/p>\n\n\n\n<p>Scritto, diretto, montato e soprattutto interpretato da una persona sola, Oskar Alegria, la storia scava nei suoi ricordi personali mentre lui si sta adattando a vivere come un eremita per l&#8217;intera durata dell'&#8221;esperimento&#8221;.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il titolo \u00e8 preso in prestito da una parola basca che significa &#8220;isola nel mezzo del fiume&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Oskar si trasferisce sulla riva del fiume, vicino a dove in passato si trovava la casa della famiglia prima che la terra fosse inondata.<\/p>\n\n\n\n<p>Costruisce una baracca nel bosco, \u201ccome un Robinson Crusoe della memoria. L&#8217;avventura \u00e8 durata quattro mesi nella primavera e nell&#8217;estate del 2018 e si \u00e8 svolta sul fiume Arga mentre attraversa Gorriza-Iriberri in Navarra, nel nord della Spagna, una gola del fiume che ha creato un piccolo paradiso miracolosamente intatto.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul lato pi\u00f9 inaccessibile del fiume, l\u2019 <em>lm-maker<\/em> ha installato la sua capanna ed \u00e8 stato accompagnato nel suo isolamento da un piccolo orto, due polli e un orologio che si \u00e8 fermato per sempre alle 11.36 e 23 secondi. Non ci sono altri esseri umani, nessuna luce artificiale, nessun cane che abbaia, solo una strada a 212 metri di distanza, che puoi vedere dall&#8217;altra parte del fiume; arrivano notizie incomplete sotto forma di mormorii di ciclisti di passaggio e talvolta si sentono degli spari. Ha preso quattro telecamere remote per registrare la natura attorno a s\u00e8, per capire cosa nasconde la notte dal giorno. 70 libri, un&#8217;amaca. Cibo in scatola e conservato. Acqua di sorgente in bottiglia. Batterie e un paio di pannelli solari per ricaricarle. Quattro mesi senza soldi, senza parlare, senza una carta d&#8217;identit\u00e0, senza luce, senza chiavi. Ma con l&#8217;elemento pi\u00f9 importante, una sedia; la cosa principale necessaria per fare ci\u00f2 che un naufrago fa: aspettare. Questo film parla di aspettare, non aspettare nulla.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Chiss\u00e0 se gi\u00e0 immaginate quanta poesia e regali inaspettati porta in dote <em>Zumiriki.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Quella che segue \u00e8 una conversazione avvenuta a distanza tra me e Oskar, a distanza, all&#8217;indomani della presentazione del film: speriamo possiate vederlo presto nelle vostre citt\u00e0!<\/p>\n\n\n\n<p><br><br><em>La tua vita in poche parole, in particolare le parti non rappresentate nella tua pellicola autobiografica<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Fin da bambino amo nascondermi ed essere solo. Ho notato che la mia libert\u00e0 si nutre di due ingredienti principali: solitudine e segreto. Questo progetto \u00e8 forse quello in cui ho vissuto di pi\u00f9 in entrambi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma c&#8217;\u00e8 una frase di Jean Baudrillard che ho sempre avuto in mente: nel gioco del nascondiglio, uno non dovrebbe mai nascondersi molto bene, perch\u00e9 gli altri smetteranno di cercarlo.<\/p>\n\n\n\n<p><br><br><em>Il linguaggio basco \u00e8 pi\u00f9 di un elemento narrativo, \u00e8 un pilastro per rappresentare un modo di vivere e di pensare soprattutto nel capitolo del film in cui parli degli ultimi pastori che vivono in totale isolamento. Puoi dirci di pi\u00f9 sul posizionamento dell&#8217;identit\u00e0 basca al giorno d&#8217;oggi, soprattutto in relazione alla situazione attuale del tuo paese dopo le turbolenze con la Catalogna?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Penso che questi progetti abbiano un&#8217;ideologia a bassa intensit\u00e0. Non voglio fare opuscoli o manifesti. Credo molto di pi\u00f9 nella poetica. E nel gesto. Ma s\u00ec, il linguaggio basco \u00e8 per me un paesaggio. Non \u00e8 un modo di pensare. Credo, come sosteneva il nostro grande linguista Koldo Mitxelena, che la lingua non pensi. Ma ti lega a un paesaggio specifico e un modo di essere sulla terra. \u00c8 ci\u00f2 che rappresentano gli spaventapasseri, un elemento molto presente nel mio lavoro. Come nella <a href=\"http:\/\/www.oskaralegria.com\/galeriaothers.php?COD_OTHER=4\">raccolta di foto<\/a> che realizzo con gli spaventapasseri di tutto il mondo. Uno spaventapasseri mostra il ritratto esatto del suo autore soprattutto nel suo modo di essere, in sua presenza, nel suo rapporto come figura umana sul paesaggio. In Giappone gli spaventapasseri sono abbattuti, sulle isole greche guardano l&#8217;orizzonte. Ci deve essere una ragione. Se uno spaventapasseri non \u00e8 ben fatto, gli animali attaccano il frutto, sanno che non \u00e8 il vero ritratto del suo proprietario, come bravi critici d&#8217;arte.<\/p>\n\n\n\n<p><br><br><em>Non avevo mai avuto la possibilit\u00e0 di vedere un film come il tuo prima &#8211; non importa quanto io sia film-dipendente. \u00c8 al di l\u00e0 di ogni forma canonica di trama e sceneggiatura, scenografia e invenzioni della fotografia &#8211; tutte realizzate da una sola persona: tu.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Tra tutte le qualit\u00e0 del film, sono sbalordita dal posto che hanno la letteratura e la poesia del gesto, incluso il disegno con oggetti. Puoi dirmi il tuo rapporto con la scultura, la letteratura e la scrittura oltre che il \u2018culto\u2019 stesso del linguaggio?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un film naufragato nel senso di artigianato fatto a mano, un vero oggetto artigianale. Quando ti trovi in un paradiso isolato e remoto devi fare il film con gli oggetti che trovi a portata di mano: rami, pietre, legno &#8230; Penso che il gesso sia un elemento molto importante nel film, ci ho pensato quando ho lasciato l&#8217;avventura, i nostri ricordi sono fatti di gesso, hanno fissato un tempo ma effimero, e questo \u00e8 un film che \u00e8 disegnato sui muri. Anche il fatto performativo dell&#8217;autoritratto, penso che abbia una parte focalizzata sulla natura. Mi piace vedere l&#8217;idea dell&#8217;uccello che costruisce il suo nido e lo scolpisce con il suo stesso corpo. \u00c8 un muratore senza braccia, solo con la pressione del suo petto, con la modellatura dei suoi battiti, riesce ad abituarsi a una casa che \u00e8 l&#8217;immagine e il riflesso del suo stesso corpo. Penso che questo film sia anche molto fisico, modellato con il corpo stesso &#8230; per raggiungere un sogno: realizzare un film in cui soggiornare e vivere.<\/p>\n\n\n\n<p><br><br><em>Hai mostrato talenti incredibili per realizzare questo film, puoi dirci un talento che ti manca?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>In relazione alla domanda precedente, preciso che sono molto goffo con le mani, non controllo il fai-da-te ed \u00e8 qualcosa che invidio, come ad esempio con il giardino, non ottengo mai quell&#8217;abilit\u00e0 nel \u2018verde\u2019. Ma in questo film volevo strapparmi dal lavoro mentale e scoprire una persona nuova, usare il trapano per la prima volta, macchiarmi, sudare, riuscire a preparare un&#8217;insalata di sette ingredienti senza andare al supermercato. Mi piace quel concetto greco di mescolare risultati fisici con prodezza mentale. I cinici hanno creato la loro corrente filosofica in una palestra. Nel tentativo di tornare su un&#8217;isola sommersa e arrampicarmi sugli alberi della mia infanzia in mezzo al fiume &#8230; Ho dovuto mescolare l&#8217;atto sportivo ma sopra di esso ho sempre cercato di mantenere il gesto poetico in primo piano.<\/p>\n\n\n\n<p><br><br><em>La relazione con la tua citt\u00e0: cosa senti di prendere da essa e cosa di dare indietro?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La mia citt\u00e0 Pamplona ha le dimensioni specificate dalla scrittura basca Unamuno: in 15 minuti a piedi si arriva dall&#8217;asfalto a un sentiero. \u00c8 sempre pi\u00f9 difficile ma \u00e8 vero che \u00e8 una citt\u00e0 che ti permette di scappare nella foresta in pochi chilometri. E questo \u00e8 importante per me. Il mio paradiso, ad esempio, \u00e8 a solo mezz&#8217;ora di macchina ed \u00e8 ancora pi\u00f9 facile raggiungerlo via acqua che via terra, come se fosse la definizione di un luogo remoto dell\u2019Amazzonia.<\/p>\n\n\n\n<p><br><br><em>Dove ti vedi tra dieci anni?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Penso che continuer\u00f2 non lontano da dove sono ora, finir\u00f2 un terzo film che sar\u00e0 l&#8217;ultimo di una trilogia. Questo che ho appena fatto credo sia il terzo. Ne ho fatto solo uno, il primo cinque anni fa, ma penso che quello che resta da fare sar\u00e0 il secondo, che combina entrambi. Il primo, <em>The Search for Emak Bakia<\/em>, racconta la storia della ricerca di una casa misteriosa, il secondo parla di un grande albero nel mezzo di un fiume &#8230; seguendo l&#8217;idea delle prime immagini di Gaston Bachelard, quellache&nbsp; devo fare &#8211; il prossimo e ultimo &#8211; \u00e8 un film su un percorso.<\/p>\n\n\n\n<p><br><br><em>Cosa hai imparato dalla vita finora?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ho scoperto pi\u00f9 che appreso che il piccolo pu\u00f2 essere molto grande, che il gufo sceglie sempre lo stesso ramo per cantare nella foresta, un ramo d&#8217;oro, dal quale cantavano anche i suoi antenati. \u00c8 il ramo da cui l&#8217;eco delle sue montagne porta la sua canzone ancora oltre.<br><br><br><em>La prossima proiezione di Zumiriki \u00e8 prevista l&#8217;8 Ottobre al Cinema Zenith, Perugia in occasione del <a href=\"http:\/\/www.persofilmfestival.it\/en\/project\/zumiriki\/\">Perso Film Festival <\/a> <\/em><br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Festival del Cinema di Venezia #mostradelcinema spesso apre i nostri occhi a film inaspettati. 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