{"id":14340,"date":"2019-10-11T14:41:03","date_gmt":"2019-10-11T14:41:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/?p=14340"},"modified":"2019-11-26T14:48:13","modified_gmt":"2019-11-26T14:48:13","slug":"stefano-poli-teatro-avogaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/stefano-poli-teatro-avogaria\/","title":{"rendered":"Stefano Poli, Teatro Avogaria"},"content":{"rendered":"\n<p>Il retropalco del pi\u00f9 storico dei teatri indipendenti veneziani ogni marted\u00ec ospita le cene collettive della compagnia ospite e del pubblico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 qui che incontro Stefano Poli che mi parla della sua Avogaria.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Vi avevamo gi\u00e0 raccontato di sua moglie, architetto e direttore del pi\u00f9 bel museo cittadino, e finalmente ora possiamo farvi \u2018sfogliare\u2019 anche la sua vita.<\/p>\n\n\n\n<p>I \u2018marted\u00ec\u2019 dell\u2019Avogaria sono sempre <em>sold out<\/em>: prime \u2018secche\u2019 di assoli che coprono ogni genere; dal dramma al teatro comico al teatro di denuncia alla <em>stand up comedy<\/em>. Dopo, tutti a mangiare e discutere insieme &#8211; attori, registi, pubblico, appassionati e maestranze.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Avogaria, 100 posti, \u00e8 l\u2019unico teatro delle citt\u00e0 che abbia abitato dove vieni per vedere tutto, senza spocchia e con grandi aperture mentali. Un vero riferimento per Venezia, orfana ormai da anni di teatro di qualit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>La tua vita in poche righe<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nasco a Venezia da Giovanni Poli e Carla Picozzi. Fin dai primi anni di vita frequento il teatro perch\u00e9 mio pap\u00e0 \u00e8 stato il fondatore del teatro universitario di Ca\u2019 Foscari. I miei portavano sempre me e mio fratello in tourn\u00e9e: dal 1958 nella mia vita sono sfilati tantissimi palcoscenici e abbiamo girato il mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Finita la guerra, quindi dagli anni 50, mio padre inizia a fare regie e mette in scena soprattutto autori che durante il fascismo non era permesso rappresentare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Anche se vengo da una famiglia di \u2018teatro\u2019, alla fine mi iscrivo ad architettura. Dagli anni \u201970, e ancora oggi, lavoro come architetto. Mi divido quindi un po\u2019 tra la mia professione ed il teatro, che \u00e8 un fatto affettivo: come hai visto io \u2018nasco\u2019 a teatro.<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Tu e <\/em><a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/daniela-ferretti-direttrice-di-museo\/\"><em>Daniela<\/em><\/a><em> vi siete incontrati per il teatro o per l\u2019universit\u00e0, essendo entrambi architetti?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Lei venne qui dal Bresciano per studiare architettura e divideva un appartamento con altre studentesse che io conoscevo. Ci siamo conosciuti quindi anche noi, ci siamo voluti bene e siamo ancora insieme, per fortuna (per me!).<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Il teatro diventa una professione \u2018obbligata\u2019 quando prendi in mano la Scuola d\u2019Arte Drammatica Giovanni Poli e da allora non l\u2019hai mai abbandonata.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>E il tuo teatro rimane un vero riferimento per la citt\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ti dir\u00f2\u2026quando \u00e8 morto mio pap\u00e0, eravamo nel 1979, io e mia mamma abbiamo deciso, insieme, di continuare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mio padre aveva sempre detto e scritto che avrebbe amato che alla sua morte tutto questo non sarebbe finito. Quindi siamo andati avanti, con fatica: fin quando ha potuto mia mamma ha tenuto in mano l\u2019associazione ed il teatro, io ero presente e mi occupavo solo di teatro con i ragazzi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quando mia madre \u00e8 stata male, sono subentrato io (era il 1995) e quando mi sono quindi trovato ad occuparmi di tutto &#8211; senza soldi ma con uno spazio grandioso &#8211; iniziai anche a progettare rassegne.<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Adoro i Marted\u00ec, come ti sono venuti in mente? Anche se a Venezia \u00e8 facile vincere perch\u00e9 qui teatro di qualit\u00e0 non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 a parte le Biennali<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Quando c\u2019era la scuola di mio padre, fino al 1992, facevamo i luned\u00ec &#8211; giorno in cui tradizionalmente i teatri sono chiusi. Poi ci siamo spostati il marted\u00ec, ci piaceva di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora sto riordinando tutte le locandine di questi anni per costruire l\u2019archivio.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutti quelli che dicono che il teatro \u00e8 morto\u2026.non \u00e8 cos\u00ec. Prendi quelli che vengono fuori dalle accademie teatrali&nbsp; (come del resto da qualsiasi universit\u00e0 oggi in Italia): non trovano lavoro e si associano per formare piccole compagnie. E\u2019 anche qui che il teatro vive.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo aver visto uno spettacolo di solito \u00e8 un momento triste: magari tocca andare a casa con la moglie in estremo mutismo\u2026.invece ai Marted\u00ec de l\u2019Avogaria incontri non solo i protagonisti ma altre persone, discuti e il cibo \u00e8 il veicolo per questa socialit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo cominciato un po\u2019 con fatica a mettere insieme il calendario (<em>i Marted\u00ec sono stagionali: in primavera, autunno e in inverno)<\/em> ma adesso riceviamo oltre 60 proposte che seleziono con pi\u00f9 scremature successive. Prediligo la diversit\u00e0: sociale, culturale, razziale.<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Come selezioni i temi? Quanta commedia, quanto dramma?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Seleziono testi comici, nel senso di qualcosa che non sia soltanto tragico. Molti propongono spettacoli ardui, il pubblico si annoia. E\u2019 meglio riuscire a calare temi importanti in chiave ironica, satirica. Questi sono gli spettacoli che prediligo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tra gli spettacoli che abbiamo mandato in scena da ultimo, quello di una ragazza che racconta la sua vita omosessuale, questi sono temi che al pubblico interessano anche se siamo quasi nel 2020 ma per loro \u00e8 interessante \u2018leggere\u2019 il percorso mentale: dal <em>coming out<\/em> all\u2019interruzione di una relazione. In chiave arguta e divertente.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi \u00e8 impossibile dirti in tutti questi anni cosa mi sia piaciuto di pi\u00f9 ma posso dirti che noi abbiamo istituito un premio. Il pubblico vota ogni spettacolo e alla fine della stagione c\u2019\u00e8 lo spoglio delle schede. L\u2019anno dopo invitiamo la compagnia che ha vinto e oltre a ospitare un suo spettacolo li premiamo.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo ospitato anche spettacoli i cui attori sono \u2018studenti\u2019 particolari: da ultimo una compagnia che viene da Mondov\u00ec. Studiano teatro all\u2019interno di un centro psichico di cui sono pazienti.<\/p>\n\n\n\n<p>Cerco &#8211; e accetto &#8211; la diversit\u00e0 in tutte le direzioni.<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Ti apri anche alla citt\u00e0. Ad esempio fai beneficenza: mi ricordo che ospiti tutti gli anni una pantomima in inglese, con attori non professionisti che raccolgono fondi per charity locali\u2026<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ogni due anni! Sono pantomime in lingua inglese per adulti e bambini.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Adesso sto ospitando in residenza un gruppo di attori e registi &#8211; un mago di Como e altri veneti &#8211; che per due giorni provano gratis uno spettacolo sulla magia. In cambio, verranno a farlo qui.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche il week end, dove siamo pi\u00f9 dedicati alla commedia dell\u2019arte, ospito a volte selezionate compagnie amatoriali. E poi di sabato abbiamo la serata dedicata alla <em>stand up comedy<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Dove andresti a teatro, da spettatore?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Non ci vado molto, ci siamo visti alla <a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/search\/Biennale+Teatro\">Biennale Teatro<\/a> perch\u00e9 mi ci ha trascinato Daniela!<\/p>\n\n\n\n<p>Spesso seguo i miei studenti, ad esempio la Felicioli (<em>Stefania, ha vinto due premi Duse<\/em>).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Attori si nasce, non si diventa. Puoi farlo se studi ma farai sempre parti mediocri se non ce l\u2019hai qua e qua (<em>indica testa e cuore<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>La scuola di teatro de l\u2019Avogaria \u00e8 nata da seminari che conduceva mio pap\u00e0. Lo faceva soprattutto per creare un vivaio di attori per i suoi spettacoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi a scuola abbiamo cinque corsi: due per i bambini e i ragazzi; uno pi\u00f9 completo di quattro ore alla settimana (con pi\u00f9 materie: dalla dizione alla voce alla commedia dell\u2019arte) e due laboratori di recitazione che sono in orari serali.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni anno i nostri allievi vanno in scena.<\/p>\n\n\n\n<p>Adesso la scuola ha dei direttori d\u2019area che scelgono anche le drammaturgie e le messe in scena finali. Non scelgo certo io!<\/p>\n\n\n\n<p>Il nostro attuale direttore di recitazione e pratica scenica \u00e8 Stefano Paggin, poi quello dei laboratori \u00e8 Angelo Callipo, che \u00e8 anche autore di testi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni anno il numero di studenti varia, dai 10\/12 di recitazione ai 14 iscritti ai laboratori.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Che libri hai sul tavolo e che musica stai ascoltando o che ti piace?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Non farmi questa domanda\u2026.<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Quale sceneggiatura suggeriresti ai nostri lettori?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Brecht, per esempio. Per\u00f2 potrebbero anche cominciare con qualcosa di meno \u2018recente\u2019 come Gozzi (<em>Carlo, drammaturgo veneziano contemporaneo di Goldoni) <\/em>di cui l\u2019anno prossimo ricorre il tri-centenario della nascita. Noi infatti prepareremo qualcosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi ce ne sono tanti altri\u2026pi\u00f9 facili e meno facili, ma forse leggere sceneggiature non \u00e8 cos\u00ec divertente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Consiglierei pi\u00f9 Pirandello, grande classico, che Shakespeare che per esempio \u00e8 meglio vederlo recitato che letto.<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Un posto &#8211; segreto o meno &#8211; dove vai per rilassarti<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Qui dove siamo adesso, nel retropalco. Spesso quando finisco al lavoro vengo qui a rilassarmi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>E un posto che ti piace particolarmente dove potrebbero andare anche altre persone a rilassarsi e che consiglieresti qui in citt\u00e0?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Io non ho posti di questo genere\u2026.<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Cosa pensi che ti abbia dato Venezia?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ah, tutto! La ringrazio di essere nato qui e di essere rimasto alla fine qui. E\u2019 la mia citt\u00e0 certo ma \u00e8 oltre una citt\u00e0 del passato la citt\u00e0 del futuro. Guarda al traffico: una citt\u00e0 di tipo pedonale \u00e8 la meta a cui tutti gli altri luoghi dovrebbero tendere.<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Sopravviver\u00e0 a se\u2019 stessa? I giovani che nascono qui oggi troveranno la stessa grande cultura che hai incontrato tu?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Non ti so rispondere. Certe cose, come la bellezza insita in ogni luogo di questa citt\u00e0, le cogli quando sei molto pi\u00f9 maturo.<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Un bar dove ti si incontra?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>A San Barnaba o a Santa Margherita&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Un talento che hai, uno che ti manca?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Un talento che credo di avere \u00e8 quella di conoscere tutta la parte tecnica e costruttiva &#8211; dalle luci, alle scene. Quello che mi manca \u00e8 &#8211; nonostante io abbia recitato da ragazzo &#8211; \u00e8 essere un attore.<\/p>\n\n\n\n<p>Mio padre non mi ha mai insegnato\u2026Io ho pensato che voleva evitarmi una vita dura o di sacrifici ma a volte ho anche pensato che l\u2019avesse fatto perch\u00e9 pensava che non fossi adatto a recitare\u2026Ancora non l\u2019ho capito e ahim\u00e8 non posso pi\u00f9 chiedergli\u2026!<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Cosa hai imparato sin qui dalla vita?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ho imparato a stare con gli altri, soprattutto con chi \u00e8 pi\u00f9 giovane di me.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttp:\/\/www.teatro-avogaria.it\n<\/div><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il retropalco del pi\u00f9 storico dei teatri indipendenti veneziani ogni marted\u00ec ospita le cene collettive della compagnia ospite e del &hellip; <a href=\"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/stefano-poli-teatro-avogaria\/\">Continua<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":14345,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[12],"tags":[149,8931,40,9033,39,9034,17],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14340"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14340"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14340\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14409,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14340\/revisions\/14409"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14345"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14340"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14340"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14340"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}