{"id":14394,"date":"2019-10-17T14:09:43","date_gmt":"2019-10-17T14:09:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/?p=14394"},"modified":"2019-11-26T14:46:40","modified_gmt":"2019-11-26T14:46:40","slug":"fuani-marino-scrittrice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/fuani-marino-scrittrice\/","title":{"rendered":"Fuani Marino, scrittrice"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Svegliami a Mezzanotte<\/em> \u00e8 il secondo romanzo della giornalista e scrittrice Fuani Marino. Scritto, come ci racconta nell\u2019intervista che segue, nella forma del \u2018personal essay\u2019 e appena pubblicato da Einaudi, racconta della vita dell\u2019autrice con un <em>back <\/em>e <em>forward<\/em> assai funzionale che imbeve in maniera originale tutta la stesura anche se la storia inizia a quattro mesi dalla nascita di sua figlia quando tenta il suicidio, anch\u2019esso lucidamente descritto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tentativo va a vuoto e quindi ci racconta il prima, il dopo e soprattutto il poi con brillanti associazioni ad altre pagine indimenticabili della letteratura oltre a quelle che scrive lei &#8211; si tratta di insuperati poeti e scrittori di ogni dove.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 difficile trovare un libro cos\u00ec bello da leggere (l\u2019ho letto in una sera, non potevo smettere fino a che non fosse finito) su un tema taciuto dalle mura domestiche alla scuola ai nostri &#8211; ormai asincroni e sempre pi\u00f9 insicuri &#8211; luoghi di lavoro: la fragilit\u00e0 psicologica o le diverse patologie di cui tutti potremmo soffrire per nascita o per quel che ci destina la vita (come \u00e8 il caso di Fuani).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Se cercate il <em>must have<\/em> dell\u2019autunno per i vostri scaffali, questo \u00e8 il libro perfetto.<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Nel tuo libro parli della tua vita in lungo e in largo, la sezioni crudamente dall&#8217;inizio alla prima caduta, dove non \u00e8 terminata, e poi racconti la rinascita. Senza avere tema di temere nuove cadute ma sai che \u00e8 su&nbsp;un binario diverso ora.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ci racconti di un brano qualsiasi della vita quotidiana di Fuani oggi?&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>La immagino soprattutto impegnatissima a dispetto della cronica astenia che denunci nelle tue pagine\u2026.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Questo \u00e8 un po\u2019 un tasto dolente, perch\u00e9 io ho cominciato a stare male lavorando e da allora temo sempre il sovraccarico fisico e mentale. Per il momento riesco ancora a rispettare i miei tempi e il mio bisogno di riposo. La mia energia varia un po\u2019 in base ai giorni e ai periodi, ma in ogni caso posso dire di stancarmi molto facilmente.<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Verosimiglianza e letteratura sono due sorelle&nbsp;<\/em> <em>spesso&nbsp;<\/em> <em>distanti nel senso che un lettore nota quando attraversa momenti di verosimiglianza o quando veleggia nella letteratura, ma tu hai avuto il dono e la caparbiet\u00e0 di riuscire dove mai nessuno si era cimentato prima d&#8217;ora: un libro-verit\u00e0 sulla fragilit\u00e0 psichica senza veli, usando te come testimone e la letteratura come spalla narrativa. Spaziando dalla poesia alla psicanalisi, alla fiction e al territorio di mezzo del cinema.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Svegliami a Mezzanotte <em>&nbsp;\u00e8 un libro prima di tutto coltissimo e poi estremamente funzionale. Come hai deciso l&#8217;impalcatura della storia?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il progetto iniziale nasce circa sei anni fa, quando stavo appena riprendendomi da un punto di vista fisico e psichico. All\u2019epoca immaginai un libro che avrei voluto intitolare <em>Lyrica<\/em>, come il nome molto evocativo del farmaco grazie al quale ho ritrovato un po\u2019 di pace. Procedeva come una cartella clinica e aveva alcune parti &#8211; mi riferisco ad <em>Anamnesi familiare<\/em> e <em>Convalescenza<\/em> &#8211; che sono di fatto presenti in <em>Svegliami a mezzanotte<\/em>. Solo pi\u00f9 recentemente ho scritto le pagine iniziali, quelle della <em>Caduta<\/em>, perch\u00e9 forse dopo averla elaborata sentivo il bisogno di tirarne fuori una \u201ccronaca\u201d. La forma del <em>personal essay<\/em> deriva dal moltissimo materiale che ho consultato in questi anni sui temi del disagio mentale e del suicidio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Sei al secondo libro e in Italia approdi ad un editore importante. Sebbene spieghi (molto brevemente) come e quando lo inizi a scrivere, non ti soffermi molto sui particolari &#8216;tecnici&#8217; dell&#8217;editing vero e proprio. Quanto tempo hai impiegato a scriverlo? Che rapporto hai avuto con gli editor e come \u00e8 nato il rapporto con Einaudi?&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Malgrado l\u2019idea iniziale partisse da pi\u00f9 lontano, la stesura e revisione mi hanno impegnata complessivamente un paio d\u2019anni. Gli interventi al testo del mio editor (Francesco Guglieri) sono sempre stati molto rispettosi e discreti. Il rapporto con lui nasce grazie a un contatto comune che ho conosciuto durante la promozione del precedente romanzo.<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Quanto e come ha influito la tua preparazione&nbsp;specifica, essendo&nbsp;laureata in psicologia, nella&nbsp;redazione del libro?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Credo abbastanza. Di fatto alcuni dei testi citati risalgono proprio agli anni universitari e scrivendo mi sono resa conto, malgrado io non abbia mai esercitato la professione di psicologa, di possedere un bagaglio che si \u00e8 rivelato molto utile.<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Modelli e maestri quando &#8211; nel &#8216;solitario mestiere di scrittrice&#8217; &#8211; eri a tu per tu con la pagina?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Credo mi abbiano condizionata un po\u2019 delle letture fatte in quel periodo o subito prima. Penso a <em>Citt\u00e0 sola<\/em> di Olivia Laing o a <em>Teoria della classe disagiata<\/em> di Raffaele Alberto Ventura ma anche a Teresa Ciabatti e Andrea Pomella, coi quali condivido molti temi. Ma sono troppi i riferimenti per identificarli tutti: inevitabilmente si finisce per riversare sulla pagina quello che abbiamo letto, sentito e visto.<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Tra i&nbsp;tantissimi riferimenti e citazioni letterari&nbsp;che accompagni alle tue riflessioni sulla malattia mentale e sul suo accoglimento nella societ\u00e0, parli spesso di Sylvia Plath (e di <\/em><a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/tag\/anne-sexton\/\"><em>Anne Sexton<\/em><\/a><em>), di <\/em><a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/tag\/virginia-woolf\/\"><em>Virginia Woolf<\/em><\/a> <em>ma anche di Foster Wallace (e di altri autori che prima di tutto&nbsp;hanno sofferto in&nbsp;prima&nbsp;persona di disturbi e poi hanno deciso di suicidarsi).&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>In ognuno di&nbsp;questi tre specifici casi scegli brani delle loro opere (e in particolare per essi) ti soffermi sulla reazione degli altri al loro gesto suicida. Ci racconti come hai costruito&nbsp;questa parte narrativa del libro e perch\u00e9 in particolare con essi? Da quanto tempo raccoglievi materiale su letterati che poi hanno affrontato il loro suicidio?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Mi interessava analizzare il modo in cui i <em>survivors<\/em> &#8211; ovvero le persone che sopravvivono a chi si toglie la vita &#8211; affrontano la loro condizione. In genere vivono un forte senso di colpa ma nello stesso stesso tempo tendono a colpevolizzare il suicida, dimenticando la sofferenza che lo conduce a quel gesto. In Sylvia Plath e Anne Sexton m\u2019identifico soprattutto per la presenza di figli nella loro vita; Virginia Woolf e Foster Wallace sono due capisaldi, non avrei potuto scrivere un libro sul suicidio senza riferirmi a loro. C\u2019era comunque una mia sensibilit\u00e0 nei confronti dell\u2019argomento gi\u00e0 in tempi non sospetti, (il pensiero di \u00c9mile Durkheim, incontrato negli anni universitari, mi aveva colpito profondamente) molto prima del mio tentativo e degli anni che lo hanno seguito, in cui non ho fatto che circondarmi di storie di suicidi o aspiranti tali.<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Cosa ti ha dato Napoli, tutto sommato, e cosa le stai restituendo visto che sei sempre stata&nbsp;molto impegnata nella divulgazione culturale prima da giornalista ma anche per un periodo collaborando con fondazioni e gallerie?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Io e Napoli abbiamo un rapporto ambivalente. Dopo gli studi a Roma decisi di tornare qui nella mia citt\u00e0, ma non \u00e8 escluso che possa andarmene ancora.<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Un talento che hai uno che ti manca?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Posso affermare senza falsa modestia di saper scrivere abbastanza bene, mentre non sono affatto brava nei rapporti diplomatici.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Cosa hai sul tuo desk adesso? Che musica ascolti e che libro stai leggendo?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Non possiedo un desk dal momento che scrivo a letto, e attualmente sto leggendo <em>La vegetariana<\/em> di Han Kan. A curare la selezione musicale di casa nostra \u00e8 mio marito Riccardo, io finisco per tornare sempre sugli stessi: adoro Janelle Monae e Kanye West, mentre sono ossessionata dal brano <em>All The Stars<\/em> di Kendrick Lamar (feat Sza) e <em>No One Be Like You<\/em> di Flume feat Kai.<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Cibo e bevande preferiti al momento?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Bevo spesso del succo di mela senza zuccheri aggiunti e stasera avrei voglia di un piatto indiano.<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Convintamente ti faccio&nbsp;questa domanda anzi due, che sono le pi\u00f9 difficili da rispondere secondo le persone di questo mondo che intervistiamo (forse la seconda trova anche la sua risposta in un brano del&nbsp;libro che vorrai citare): dove ti vedi tra 10 anni e cosa hai imparato sin qui dalla tua giovane vita?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Non saprei davvero dove immaginarmi, spero solo di stare bene. Per la seconda mi autocito: \u201cHo imparato che ci si abitua a tutto. E che ci si rialza\u201d.<br><br><br><em>Il ritratto di Fuani in copertina \u00e8 di Danilo Donzelli Photography<\/em><br><br><\/p>\n\n\n\n<p>Svegliami a mezzanotte: https:\/\/www.einaudi.it\/catalogo-libri\/narrativa-italiana\/narrativa-italiana-contemporanea\/svegliami-a-mezzanotte-fuani-marino-9788806242619\/<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Svegliami a Mezzanotte \u00e8 il secondo romanzo della giornalista e scrittrice Fuani Marino. 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