{"id":15472,"date":"2022-02-10T11:50:38","date_gmt":"2022-02-10T11:50:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/?p=15472"},"modified":"2022-05-26T13:13:11","modified_gmt":"2022-05-26T13:13:11","slug":"concetta-poetessa-e-scrittrice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/concetta-poetessa-e-scrittrice\/","title":{"rendered":"Concetta, poetessa e scrittrice"},"content":{"rendered":"\n<p><em>La tua vita in poche righe<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Bella sfida&#8230;allora, da dove partire? Direi dagli anni di Universit\u00e0, che quelli di prima sono trascorsi nella tranquillit\u00e0 stagnante della provincia piccolo borghese e io ero solo una ragazzina piena di belle promesse.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 approdata agli studi universitari, infatti, che inizia la mia formazione umana e spirituale: divoro libri di letteratura, seguo cineforum, aderisco all&#8217;occupazione studentesca, frequento Officina 99 e il <em>Tien&#8217;a ment<\/em>, pogo ai concerti&#8230;e intanto faccio esami, prima alla facolt\u00e0 di Psicologia, che poi quasi subito lascio per quella di Filosofia.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo gli anni \u201cruggenti\u201d&nbsp; e gli innumerevoli pomeriggi passati nel cortile della facolt\u00e0 a via Porta di Massa, con la mia laurea in tasca decido di studiare giornalismo e comunicazione. Passo da un giornale all&#8217;altro, divento pubblicista, ma \u00e8 solo quando inizio a lavorare per le Edizioni Intra Moenia, come redattrice ed editor, che inizio sul serio a divertirmi. In quegli anni a cavallo tra il 2011 e il 2014 scrivo i miei primi libri, poi, nel 2014, col mio compagno e con mia figlia decido di andar via da Napoli. Ha inizio un capitolo nuovo, sotto un cielo diverso, con nuovi attori e differenti scenari..<\/p>\n\n\n\n<p><br>Di Lama Affilata <em>\u00e8 il tuo ultimo libro di poesie ma hai anche scritto e curato libri di narrativa, informazione, guide e libri fotografici.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>La tua poesia \u00e8 molto ricca, in forme quasi di canzone-poesia (per la ritmica e la lunghezza, ma spesso inviti musicisti a collaborare con te per i reading).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Anche questa raccolta non fa eccezione?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Tra tutti gli altri libri, il tuo preferito che non coincide magari con quello pi\u00f9 venduto\u2026<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ho iniziato a \u201cusare\u201d la scrittura sin da giovanissima per buttare gi\u00f9 pensieri e sentimenti. Sono cresciuta in compagnia delle mie parole e ho riempito diari interi, fino a che non mi \u00e8 stato proposto il primo lavoro di ricerca storica e curatela di alcuni volumi di una bellissima collana. Da l\u00ec in poi, la scrittura \u00e8 diventato il mio arnese di lavoro e ho iniziato a affrontare diversi argomenti: le gi\u00e0 citate ricerche storiche, guide storico artistiche della mia citt\u00e0, ho curato testi narrativi, ho scritto d&#8217;arte, seguendo per anni il lavoro artistico del mio compagno. Poi c&#8217;\u00e8 tutto il capitolo dell&#8217;attivit\u00e0 giornalistica; conservo un ricordo bellissimo degli anni a <em>Il Roma<\/em>. Mi occupavo di cronaca e scrivevo della periferia orientale. In quegli anni vivevo a Ponticelli e in certi luoghi \u201cdifficili\u201d il giornalismo diventa inevitabilmente militanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad ogni modo, la poesia \u00e8 quella a cui tengo di pi\u00f9 , quella a cui affido il mio caotico universo emotivo. La scrittura poetica \u00e8 un irrinunciabile strumento di sublimazione di stati d&#8217;animo che a volte mi mettono un po&#8217; in difficolt\u00e0&#8230;Attraverso la poesia riesco a far pace col non senso degli eventi e a esprimere compiutamente la melanconia che mi caratterizza. <em>Di lama affilata<\/em> \u00e8 una raccolta di poesie uscita qualche settimana fa e io sono molto soddisfatta del lavoro fatto, ma sto gi\u00e0 pensando al prossimo libro.<\/p>\n\n\n\n<p>Il lavoro a cui tengo di pi\u00f9 \u00e8 per\u00f2 il mio primo: <em>\u201c &#8216;O vascio. Breve storia dei bassi napoletani\u201d, <\/em>avventura editoriale fantastica affrontata insieme all&#8217;amico Sergio Siano, fotografo eccezionale e grande appassionato di storia della citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Altro mestiere di vivere, diverso e complementare, \u00e8 la recitazione (soprattutto teatro)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il teatro \u00e8 l&#8217;altro mio grande amore. Scoperto per caso e per gioco molti anni fa, quando presi parte a una performance del mio compagno Walter Picardi. Eravamo nello storico teatro Spazio Libero, diretto dall&#8217;indimenticabile Vittorio Lucariello. Un luogo in cui si \u00e8 scritto un bel pezzo di teatro underground, si \u00e8 sperimentata libert\u00e0 espressiva, ma soprattutto un luogo in cui mi sono divertita tantissimo. Ho passato mesi e mesi chiusa l\u00ec dentro a provare spettacoli, e ho realizzato che oltre a divertirmi, il teatro mi procura emozioni forti. Come con la scrittura, quando faccio teatro mi sembra di toccare con mano la materia viva e fragile di cui \u00e8 fatta la vita. Un piacere e un brivido di cui non riesco a fare pi\u00f9 a meno.<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Durissima e avara Napoli oppure ogni tanto concede di &#8216;deporre le lame&#8217;? In ogni caso, ci sei tornata.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 che io non volevo andar via da questa citt\u00e0. Ho solo seguito il mio compagno che, lui s\u00ec, non ne poteva pi\u00f9. Nell&#8217;anno in cui lasciammo Napoli sono stata malissimo e tutto il luccicare di Londra non \u00e8 bastato a farmi dimenticare la mia \u201csporca e indiavolata\u201d Partenope. Gli anni londinesi sono stati tosti, mi mancava tutto di Napoli, sebbene l&#8217;efficienza della capitale inglese mi coccolasse non poco. Ma non mi \u00e8 mai bastato che gli autobus arrivassero in orario o che negli uffici il personale fosse educato. Napoli, con tutte le sue manchevolezze, resta una citt\u00e0 il cui calore e il cui colore \u00e8 qualcosa di cui non sono riuscita a fare a meno. Ed ora eccomi qui, tra il caos e l&#8217;inefficienza, arrabbiata e al tempo stesso innamorata di questa citt\u00e0, come una madre di un figlio scapestrato.<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Ci descrivi la scena di entrambe le tue arti &#8216;principali&#8217;, la poesia e il teatro?&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Mi sembra cheta e in subbuglio nello stesso tempo, al netto del napalm della pandemia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il mio rapporto con la scrittura non ha mai avuto battute di arresto, e si fa via via pi\u00f9 maturo e consapevole. Proprio la pandemia e la conseguente perdita di un lavoro che non mi piaceva mi hanno dato l&#8217;occasione di capire che devo necessariamente lavorare di ci\u00f2 che mi appassiona, vincendo la sfida di guadagnarmi da vivere con il mestiere di scrivere. E la scena&nbsp; che si delinea \u00e8 tutt&#8217;altro che cheta; ho idee, progetti, collaborazioni in cantiere, sono in piena unione amorosa con le mie parole.<\/p>\n\n\n\n<p>Il teatro \u00e8 cosa pi\u00f9 complessa e la scena, quella s\u00ec, \u00e8 cheta per il momento. Andando via da Napoli anni fa ho interrotto un percorso di attrice che mi stava regalando non poche soddisfazioni. Oggi riprendere non \u00e8 affatto semplice a causa della pandemia e delle limitazioni che persistono e che hanno colpito soprattutto gli spettacoli e la cultura. Ma anche per quanto riguarda il teatro, ho intenzione di riprendere il cammino interrotto, per ora mi sto allenando a ritrovare confidenza con il palcoscenico.&nbsp; &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Te e la citt\u00e0: ritmi, luoghi\u2026<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Napoli \u00e8 una citt\u00e0 che va veloce, non sempre nel senso migliore del termine per\u00f2. Intendo dire che l&#8217;umore generale, o meglio l&#8217;atmosfera che si respira in vicoli e piazze \u00e8 sempre un po&#8217; sopra le righe, caotica e confusionaria. A volte mi pare di avvertire una voglia smodata di fare e divertirsi, che spesso reputo nient&#8217;altro che un inconcludente desiderio di \u201cfar rumore\u201d, pi\u00f9 che un costruttivo obiettivo di crescita. Su&nbsp; quest&#8217;ultimo punto infatti, la citt\u00e0 si mostra molto lenta, ahim\u00e8!<\/p>\n\n\n\n<p>Diciamo pure che quest&#8217;aria frizzantina e leggera, d&#8217;altra parte, mi ha aiutata&nbsp; tante volte a superare momenti di stagnazione personale. Basta farsi un giro nei vichi e nei mercati rionali e la ventata di energia pura che ti investe \u00e8 sufficiente a farti scrollare di dosso ogni costruzione troppo mentale e a rimettere tutto nella giusta prospettiva.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 poi una Napoli che mi proietta in una dimensione sognante ed \u00e8 quella classica del mare. Mi piace passeggiare da sola perch\u00e9 camminare risponde a un&#8217;esigenza di ritrovamento, e non \u00e8 solo il bellissimo lungomare Caracciolo, anzi, se devo scegliere, preferisco il mare della periferia, un nome su tutti: San Giovanni a Teduccio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il quartiere ha un litorale magnifico, e non perch\u00e9 sia ameno, quanto per la poesia maledetta che trasuda dagli scogli, dalla spiaggia vulcanica, dai relitti di un&#8217;et\u00e0 industriale morta da tempo, dalla solitudine malinconica in cui \u00e8 immerso. Un luogo fermo nel tempo, autentico.<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Un libro e una canzone con te in questo momento.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ho da poco terminato il libro di un&#8217;autrice che non conoscevo prima: Chandra Livia Candiani. Un testo dal titolo molto evocativo, \u201cQuesto immenso non sapere\u201d. Il libro si sviluppa come un diario in cui la scrittrice annota di giorno in giorno pensieri, ricordi e rivelazioni. Quale intimo piacere e che illuminazione leggere quelle note cos\u00ec intime per scoprire cose di cui non m&#8217;ero accorta io stessa! Riflessioni e considerazioni che rispondono a un dubbio, visioni che spiegano, parole che traducono quella sensazione a cui ancora non avevo dato un nome. Questo \u00e8 quello che mi \u00e8 accaduto con Livia Candiani, libro che mi \u00e8 stato regalato e che quindi reputo ancor pi\u00f9 prezioso, poich\u00e9 ogni scoperta fatta \u00e8 un dono doppio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Una canzone? Eh, ce ne se sono tante in questo periodo. In ognuna si canta una parte di me: <em>The same deep water as you <\/em>dei The Cure, <em>This mess we&#8217;re in <\/em>dei fantastici Pj Harvey e Thom Yorke, <em>This is the wheeping song <\/em>di Nick Cave, solo per citartene alcune. Per me l&#8217;ascolto della musica \u00e8 un&#8217;esperienza immersiva; mi dedico per interi giorni a un solo cantante o band, mi \u201cimpregno\u201d della sua poetica e poi passo oltre.<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Un talento che vorresti e uno che senti tuo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Partiamo da quello che ho&#8230;sicuramente la capacit\u00e0 di mettermi in discussione, lo spirito critico e autocritico, la capacit\u00e0 di sentire gli altri e le cose intorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello che non ho? Hmm&#8230;a volte mi \u00e8 mancato il coraggio di andare fino in fondo&#8230;in un&#8217;ode di Pindaro si legge \u201c<em>Diventa ci\u00f2 che sei, avendolo appreso\u201d. <\/em>Bene, il percorso verso l&#8217;apprendimento e la conoscenza di s\u00e9 mi coinvolge non poco e procede con una relativa comodit\u00e0, \u00e8 il \u201cdivenire ci\u00f2 che si \u00e8\u201d che trovo pi\u00f9 impegnativo e non sempre mi riesce. Credo tuttavia che non si tratti solo di un limite personale, \u00e8 piuttosto la gabbia in cui inevitabilmente siamo costretti dalla societ\u00e0 a rendere arduo questo compito, che reputo tuttavia imprescindibile. Infatti, se mi chiedi qual \u00e8 il mio obiettivo, ti rispondo senza esitazioni: divenire ci\u00f2 che sono!&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>Cosa hai imparato sin qui dalla vita.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Lo dir\u00f2 citando il buon vecchio Lucio Battisti: che \u201ctroppo spesso la prudenza \u00e8 solamente la saggezza pi\u00f9 stagnante\u201d. E tanto altro ancora.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La tua vita in poche righe Bella sfida&#8230;allora, da dove partire? 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