{"id":15690,"date":"2022-05-16T10:34:37","date_gmt":"2022-05-16T10:34:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/?p=15690"},"modified":"2022-05-16T10:41:47","modified_gmt":"2022-05-16T10:41:47","slug":"mattia-cason-ljubljana-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/mattia-cason-ljubljana-2\/","title":{"rendered":"Mattia Cason, Ljubljana"},"content":{"rendered":"\n<p><br><\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo da sinistra tra gli attori che reggono la bandiera \u00e8 Mattia Cason.<\/p>\n\n\n\n<p>E&#8217; autore e <em>starring character<\/em> de Le Etiopiche: uno spettacolo che mi ha emozionata, commossa e ispirata come mai accadeva da tempo. Non ricordo neanche pi\u00f9 quando l&#8217;ultima volta. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questo sceneggiatore, regista e danzattore poco pi\u00f9 che trentenne &#8211; che per la compagnia slovena ENKNAP, con cui lavora, ne ha curato la coreografia &#8211; ha vinto l&#8217;ultimo <a href=\"https:\/\/www.associazionescenario.it\/\">Premio Scenario<\/a>, uno dei riconoscimenti europei pi\u00f9 importanti per gli under 35.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo avuto una lunga e piacevolissima conversazione telefonica mentre Mattia si stava spostando a Novi-Sad.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Anche subito dopo lo spettacolo, a caldo, abbiamo conversato. Mattia \u00e8 uscito sudato e scalzo dai camerini in strada per parlare con il suo pubblico assiepato nei vicoli stretti dei Quartieri Spagnoli (ho assistito alla replica al Nuovo Teatro Nuovo di Napoli).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ha ascoltato le innumerevoli domande, ha raccontato di come questo lavoro di 80 minuti in greco, persiano, tedesco, yiddish, arabo e italiano che da solo spiega l&#8217;attualit\u00e0 meglio di un corso di politica internazionale, sia nato.<\/p>\n\n\n\n<p>Era stupito anche che sia stato accolto in modi tanto differenti a seconda del paese dove \u00e8 stato performato e delle date in cui si sono svolte le repliche: prima dei venti di guerra nel cuore europeo e poi durante la guerra guerreggiata in Ucraina. Infine accenni ai fascismi politici rampanti nel testo sono stati percepiti in maniera molto diversa sia dal pubblico che dalla critica.<\/p>\n\n\n\n<p>Va detto: Mattia sudato e scalzo ha anche raccolto altri numerosi applausi in strada, <em>en plein air<\/em>. <em>Le Etiopiche<\/em> ha emozionato un intero teatro.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo spettacolo \u00e8 cos\u00ec colto da mischiare la storia dell&#8217;Eurasia (che dovrebbe essere e non \u00e8) alle tragedie di oggi. Lo fa &#8211; scoprirete tutto leggendo la trascrizione della nostra conversazione &#8211; con linguaggi diversi (la parola, il video, le immagini, la danza) oltre che le diverse lingue di cui si nutre.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/hashtag\/slowwords?__eep__=6&amp;__cft__%255B0%255D=AZWNQBwdBX4Qrc4IoWGbQGo-9sdhglFmKBoxDmJq9z38_ENocrmX6fwX2CQBk--NE6XN3YWzMbfL4dbweEQyBa7xDa-Y1DbucLi-qKc1LsMir38JlZlymFG4D3H2enCfaQYkzFzUej6sVJdRlPlC-LbBq3lxRjYu8Z0yO53sMyTAFppuqybFXLbt0wZZKgrwFvo&amp;__tn__=*NK-R\">#slowwords<\/a> non \u00e8 nuovo alla parola per il palcoscenico e ha spesso ospitato le idee di tanti drammaturghi e le loro ricetta sul teatro dell&#8217;oggi (le giovani generazioni in particolare).<\/p>\n\n\n\n<p>Tra i theatre makers pi\u00f9 longevi e pi\u00f9 famosi, le nostre pagine letterarie hanno ospitato (agli esordi della nostra pubblicazione, nel 2014) la conversazione con una vincitrice del Premio Scenario di diverse edizioni fa (<a href=\"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/sarasole-notarbartolo-regista-2\/\">Sara Sole Notarbartolo<\/a>), la forza di <a href=\"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/mark-ravenhill-creatore-di-teatro\/\">Mark Ravenhill<\/a> anche pedagogo, che vuol dire teatro musicale secondo <a href=\"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/amir-vahidi-club-gewalt\/\">Amir Vahidi<\/a>, che vuol dire teatro di barricata secondo <a href=\"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/susie-dee-patricia-cornelius-melbourne-2\/\">Susie Dee\/Patricia Cornelius<\/a>, ed ancora la storia della Avogaria dalle parole di <a href=\"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/stefano-poli-teatro-avogaria\/\">Stefano Poli<\/a>, l&#8217;incredibile realt\u00e0 di <a href=\"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/bustheater-san-giovanni-a-teduccio\/\">Bustheater<\/a> con la fantastica Ilaria Cecere e tanti altri che ci indicano, spesso, la via. Seguite le tag teatro, theatre makers, creatori di mondi per leggerle.<\/p>\n\n\n\n<p>Il teatro \u00e8 vita, il teatro \u00e8 tempesta e approdo sicuro, il teatro \u00e8 scrittura con ogni mezzo possibile ed anche oltre.<\/p>\n\n\n\n<p><br><br><em>La tua vita in poche righe<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Sono nato a Belluno l\u201911 marzo 1989, ho da poco compiuto 33 anni. Ho vissuto a Belluno fino alla fine delle superiori e poi sono andato a fare il servizio civile volontario europeo in Ghana per tre mesi: prestavo servizio in un centro di riabilitazione per persone diversamente abili dove insegnavo inglese e matematica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u00ec ho capito che mi sarebbe piaciuto fare esattamente quello che stavo facendo usando il teatro. Ho quindi studiato teatro alla Nico Pepe di Udine dal 2009 al 2012 e proprio alla scuola di teatro ho scoperto che il \u2018teatro-teatro\u2019 quello col tavolino e lo studio psicologico dei personaggi non mi piaceva.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ho scoperto il corpo, ho avuto l\u2019occasione di andare a studiare danza in Israele dove sono rimasto, dopo gli studi fino al 2019 &#8211; anche sei sarei dovuto restarci solo un anno!<\/p>\n\n\n\n<p>Due anni e mezzo fa sono tornato in Europa e, da poco pi\u00f9 di uno, lavoro come danzatore in una compagnia di Ljubljana, <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/EnKnapGroup\/\">En Knap<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Parallelamente al teatro e poi alla danza, dopo le superiori ho studiato Antropologia con una triennale a Siena ed una magistrale a Bologna: adesso sono iscritto ad una seconda magistrale all\u2019Orientale di Napoli dove apprendo (da non frequentante) anche arabo e aramaico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La voglia \u00e8 sempre stata quella e con <em>Le<\/em> <em>Etiopiche<\/em> sento di avere fatto finalmente il primo passo in questa direzione: fare l\u2019antropologo di fatto e di consegnare il lavoro di ricerca non sotto forma di testo scritto ma di spettacolo teatrale, con tutte le possibilit\u00e0 di mezzi e linguaggi che il palcoscenico consente. La danza, la recitazione ma anche i contributi video.<\/p>\n\n\n\n<p><em>E\u2019 una forma che abbiamo trovato anche in altre arti, ad esempio l\u2019arte visiva contemporanea <\/em><a href=\"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/vivian-caccuri-rio-de-janeiro\/\">dove molti artisti lavorano allo stesso tuo modo<\/a><em>, su un corpus che include creazione dottorale per spiegare grandi fenomeni, approfondire alcune situazioni (anche geopolitiche) sotto forma di lectures che sembrano un po\u2019 spettacolo, un po\u2019 informazione. Secondo me \u00e8 una chiave adatta per intercettare nuovi pubblici che altrimenti non conoscerebbero queste dinamiche, queste storie e in alcuni casi enormi tragedie per il genere umano. Nel caso vostro, Etiopiche \u00e8 quasi esplosivo se visto in questo momento storico.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il Premio Scenario vi ha catapultati in una posizione ancora pi\u00f9 politica con la guerra all\u2019interno dell\u2019Europa a 27, che in teoria avrebbe dovuto esprimere il climax della democrazia rappresentativa ed invece no. Che effetto vi fa questo viatico sinistro ed ingombrante, ci avete riflettuto o vi siete solo concentrati sulla grana culturale e tersicorea dello spettacolo?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Quando abbiamo fatto un\u2019anteprima in Italia a Vicenza il 5 marzo, era la prima volta che facevamo una replica dopo lo scoppio della guerra ed il teatro dove andavamo in scena aderiva ad una protesta simbolica ideata da tutti i teatri italiani di accendere una sirena prima dell\u2019inizio dello spettacolo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Io personalmente, come hai potuto vedere, all\u2019inizio dello spettacolo sono dietro al sipario vestito da Wittgenstein che (a livello narrativo) torna dal Fronte Orientale della prima Guerra Mondiale situato a Lviv (Leopoli). Mi ha fatto abbastanza impressione andare in scena per raccontare questa storia di 100 anni fa e sentire questa sirena di guerra negli stessi luoghi.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo spettacolo \u00e8 stato pensato e \u2018lavorato\u2019 prima di questa guerra, nelle intenzioni non vi ha alcun rapporto ma sicuramente il rapporto lo trovi nel proporre un\u2019Europa diversa, che non dovrebbe aver bisogno di una minaccia esterna (in questo caso un\u2019aggressione da parte della Russia) per sentirsi improvvisamente unita e \u2018comunit\u00e0 di intenti\u2019.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La sfida che sembra essere molto difficile &#8211; non per gli europei ma per l\u2019uomo in generale &#8211; \u00e8 riuscire ad entusiasmarsi della possibilit\u00e0 di una comunit\u00e0 pi\u00f9 grande di una nazione non in tempi di crisi ma nell\u2019orgoglio europeo di quasi settanta anni di pace fatta eccezione per la guerra in Jugoslavia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><br><br><em>E fatta eccezione per alcuni teatri dove la Russia ha portato la guerra negli ultimi 20 anni: penso la Georgia, la Moldavia, oltre l\u2019Ucraina\u2026<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Torniamo a <\/em>Le Etiopiche<em>: la sceneggiatura \u00e8 veramente ricchissima e denota una maturit\u00e0 compositiva fuori dal comune, oltre ad uno spiccato plurilinguismo che \u00e8 ovviamente connaturato all\u2019esame di questo pezzo di storia. Come \u00e8 nata, quali le ispirazioni? In quanto tempo avete creato lo spettacolo?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>In un anno di fatto di lavoro scenico e coreografico ma prima ci sono stati cinque anni di studi, senza i quali non avrei avuto l\u2019idea.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo spettacolo fa parte di un progetto pi\u00f9 ampio: la ricerca e l\u2019analisi delle culle tradizionali della civilt\u00e0 europea (Israele e Palestina, Grecia). E\u2019 nato quando ero in Israele, il primo esito \u00e8 stata una tesi di laurea magistrale. Per concentrarmi sulla Grecia fin da subito avevo immaginato un esito diverso (uno spettacolo), purtroppo per fare l\u2019antropologo devi essere sul campo e non mi \u00e8 stato possibile andare in Grecia: l\u00ec \u00e8 difficile trovare lavoro per un danzatore come me e non volevo essere costretto ad abbandonare il mio lavoro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ero riuscito a sistemarmi ad Istanbul e a trovare un lavoro l\u00ec ma il Covid me lo ha fatto perdere. Sono dovuto rientrare in Italia dove \u00e8 nato, con un riadattamento, il progetto di cui hai visto il primo capitolo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La mia indagine sulle culle della civilt\u00e0 ha una sua tesi: vuole dimostrare la presenza ed il forte influsso di elementi culturali (e di persone in carne ed ossa) afro-asiatici in queste \u2018culle\u2019 della civilt\u00e0 europea e quindi di rimando nella stessa civilt\u00e0 europea.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda la Grecia, mi \u00e8 venuto in mente di usare come filone drammaturgico le avventure di Alessandro Magno che per me \u00e8 simbolo forte di una contraddizione europea: da un lato una genuina curiosit\u00e0 per l\u2019altro e per l\u2019altrove, dall\u2019altro l\u2019epitome del colonialismo europeo del XIX secolo e del nuovo colonialismo occidentale a livello economico e non solo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Da qui abbiamo iniziato a pensare che forma dare allo spettacolo, rendendoci conto di avere a che fare con una materia da colossal visto le epiche gesta e tutto il background alessandrino. I luoghi dove \u00e8 stato erano spunti per il rapporto Europa\/Africa anche nella contemporaneit\u00e0. Riguardo la scrittura del testo, devo dire che la parola non \u00e8 proprio il primo input, ma le immagini e le idee visive. La parola \u00e8 quasi un collante narrativo che presenta queste visioni che sono soprattutto provenienti dalle immagini e dai video.<\/p>\n\n\n\n<p><br><br><em>Il corpo danzante: come avete inventato i gesti tersicorei, la coreografia, per aderire al portato delle parole e come avete deciso il \u2018crescendo\u2019 della coreografia?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 lo spettacolo stesso che vorrebbe spiegare quello che chiedi: il prologo situato all\u2019inizio che parla di Wittgestein \u00e8 quasi una dichiarazione di metodologia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A poco meno di 30 anni, il filosofo scrive il <em>Tractatus <\/em>e pensa di aver trovato un linguaggio logico che funga da perfetto specchio del reale ma si rende conto &#8211; nello stesso <em>Tractatus<\/em> &#8211; che resta qualcosa che non pu\u00f2 essere spiegato. Quello che sfugge alla logica \u00e8 il mistico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nello spettacolo cerchiamo di trasmettere il mistico con le immagini e con il corpo. Il tentativo di far dire al corpo quello che non riesce a dire la parola \u00e8 ancora <em>in fieri<\/em>. Sono contento del punto che abbiamo raggiunto ma possiamo ancora andare avanti. L\u2019obiettivo \u00e8 tenere la danza all\u2019interno della narrazione. Nella prima falange (<em>una coreografia in cui gli attori usano scudi e lance ndr<\/em>), nel secondo trio con la compresenza di video e di danza (nei corpi e nelle ombre) ci siamo riusciti, ma possiamo ancora lavorare e migliorare. Miriamo a una danza narrativa e non didascalica: un corpo che non danzi ma che racconti, un corpo narrante. Sono content del solo\/duetto tra il sufi e la guardia di frontiera greca, mi rendo conto quando rivedo il film dello spettacolo che l\u00ec siamo nella direzione pi\u00f9 giusta. L\u00ec il corpo ha l\u2019intenzione teatrale e di vita (non di danza).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><br><br><em>Il solo-duo che menzioni ha colpito me e altri spettatori, funziona molto, Del pari il momento con il poliziotto di frontiera greco! Come darete corso al progetto di trilogia con l\u2019attualit\u00e0 devastante della guerra? Modificher\u00e0 la creazione? Includer\u00e0 o meno questa guerra?&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Posso dire di s\u00ec &#8211; modificher\u00e0 la creazione &#8211; ma come tutti siamo in attesa di capire dove andr\u00e0 questa crisi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Includere o meno questa guerra? Sto ancora cercando di capire le intenzioni che ci sono dietro e gli effetti che in primis avr\u00e0 sull\u2019Europa (a riguardo dello spettacolo) e poi a livello mondiale. Adesso non la sto ancora capendo.<\/p>\n\n\n\n<p>Da un punto di vista strutturale, la trilogia segue un percorso storico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La prima parte aderisce al portato alessandrino all\u2019inizio dello sbarco in Asia e delle avventure africane fino ad Alicarnasso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La seconda vorrebbe concentrarsi sul periodo che va dalla battaglia di Isso (attuale zona di Alessandretta e del golfo che lega le odierne Turchia e Siria) per arrivare fino a Gaugamela, l\u2019attuale Kurdistan, passando per l\u2019Egitto. Questo richieder\u00e0 un\u2019analisi della relazione che l\u2019odierno Vicino Oriente ha avuto ed ha con l\u2019Occidente. Un capitolo molto denso che terr\u00e0 dentro la spartizione del Levante da parte delle potenze Europee fino alla questione Palestinese e Curda.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><br><br><em>E le primavere arabe, la repressione egiziana?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Anche, assolutamente! Muhammad Abd alMunem, il poeta che \u00e8 intervenuto alla fine leggendo una sua poesia (link alla poesia), sar\u00e0 un personaggio centrale. E\u2019 un poeta ed \u00e8 stato (purtroppo non ha pi\u00f9 possibilit\u00e0 di esserlo) un editore di Aleppo che \u00e8 in contatto con i maggiori scrittori siriani contemporanei, la voglia \u00e8 di lavorare a fondo ancora di pi\u00f9 con lui e mettersi in contatto con queste persone. Vorrei creare un lavoro molto condiviso, che viva di questo dialogo continuo con persone in carne ed ossa nei luoghi in cui \u00e8 passato Alessandro. Per dare voce all\u2019alterit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il finale del primo capitolo de <em>Le<\/em> <em>Etiopiche<\/em> \u00e8 un po\u2019 un prologo per i prossimi capitoli: la mia scrittura \u00e8 una porta per far sentire le voci degli altri.<\/p>\n\n\n\n<p>Il terzo capitolo riguarder\u00e0 l\u2019Iran, l\u2019Afghanistan, il Pakistan e l\u2019India. Ma \u00e8 ancora lontano, occorre molta ricerca come accaduto per il primo capitolo della trilogia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Spero tanto di riuscire ad averla pronta per la fine del 2023 ma non ne sono sicuro, vedremo.<\/p>\n\n\n\n<p><br><br><em>Ljubljana \u00e8 la citt\u00e0 d\u2019adozione dove ora vivi e lavori: quali sono i tuoi luoghi prediletti come lettore per ricavarti uno spazio di intimit\u00e0 con la parola scritta da altri?&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ho la fortuna di lavorare nel centro culturale \u0160panski Borci (che significa \u2018i guerrieri spagnoli\u2019) fondato negli anni 80 e dedicato ai volontari jugoslavi della guerra di Spagna. Oltre al teatro dove risiede la compagnia, c\u2019\u00e8 anche una biblioteca. In compagnia c\u2019\u00e8 un atmosfera davvero familiare tra tutti quelli che vi lavorano. La biblioteca \u00e8 molto bella, di solito leggo e studio moltissimo l\u00ec oppure nella mia camera che \u00e8 in un seminterrato nel quartiere di Kodeljevo, molto vicino al teatro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel bene e nel male, ho passato un anno intero dedicato solo al progetto. E\u2019 stato estremamente interessante arrivare a un risultato a cui non ero mai arrivato prima. Dall\u2019altra mi fa un po\u2019 impressione: sono un po\u2019 alienato perch\u00e9 il lavoro vive anche delle mie memorie israeliane e palestinesi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Pur avendo trascorso un anno fisicamente in questa citt\u00e0 non l\u2019ho mai vissuta veramente non avendo quasi mai abbandonato il teatro e non ho esplorato ancora molto la scena culturale.<\/p>\n\n\n\n<p>Ti posso solo dire che mi \u00e8 molto interessato fare <em>Le<\/em> <em>Etiopiche<\/em> prima qui a Ljubljana (due repliche) e poi in Italia (quattro repliche) perch\u00e9 abbiamo avuto reazioni diametralmente opposte sia dal pubblico che dalla critica.<\/p>\n\n\n\n<p><br><br><em>Sei pieno di talenti; plurilinguismo e un sapere che si estende dalla recitazione alla danza. Chi sono stati i tuoi maestri (veri o figurati) e quale talento &#8211; che non pensi di possedere &#8211; vorresti?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nessun maestro con la M maiuscola ma ne ho avuti molteplici. I miei genitori sin da subito, gi\u00e0 quando avevo 3 o 4 anni, ed i nostri viaggi in tutta Europa: mi hanno trasmesso una passione per l\u2019altrove che con la maturit\u00e0 \u00e8 diventata anche passione per l\u2019altro, le persone che abitano i diversi paesaggi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Poi Innocenzo Grimaldi, il mio professore al Ginnasio. E sicuramente diverse persone che sarebbe troppo lungo elencare, che ho soprattutto trovato in Israele e Palestina, come Ruben Moskovitz un ebreo emigrato in Israele dalla Romania che ha sempre combattuto per la convivenza tra i due popoli ed \u00e8 tra i fondatori di Neve Shalom\/Wahat al-Sal\u0101m, l\u2019unico paese in Israele ad ospitare un pari numero di famiglie ebraiche ed arabe, poi Hassan Kunduz (Giaffa) il mio maestro di arabo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il talento che non possiedo? Vorrei essere un migliore danzatore.<\/p>\n\n\n\n<p><br><br><em>Beh, ho visto <\/em>Le Etiopiche<em> con una regista teatrale ed una danzatrice che si occupa di progetti sociali: entrambe hanno detto che il tuo corpo esprimeva tantissimo perch\u00e9 eri un danzattore e non un danzatore e soprattutto la prima affermava che per molti registi \u00e8 una qualit\u00e0 fondamentale!&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Che bello saperlo! Il fatto \u00e8 che ho iniziato danza a 23 anni e questo mi limita. Avrei desiderato aver giocato meno a calcio e fatto pi\u00f9 ore di balletto!<\/p>\n\n\n\n<p><br><br><em>Un libro e una canzone con te in questo momento<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Vengono tutti da Napoli. Ho preso \u2018Storia di Napoli\u2019 di Antonio Ghirelli ed \u00e8 qui con me ora. E stavo studiando <em>Maruzzella<\/em> di Carosone. Napoli \u00e8 sempre un mondo che ti dispiace lasciare dopo solo pochi giorni\u2026Vorrei portare questo spettacolo sempre pi\u00f9 a Sud e stare di pi\u00f9 al Sud.<\/p>\n\n\n\n<p><br><br><em>Cosa hai imparato sin qui dalla vita?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Una domanda cos\u00ec mi fa pensare a una risposta sempre troppo esagerata\u2026Non so se l\u2019ho imparato, preferisco parlare di intuizione: intuisco che nell\u2019altro e nell\u2019altrove c\u2019\u00e8 un viaggio interiore meraviglioso.<br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il secondo da sinistra tra gli attori che reggono la bandiera \u00e8 Mattia Cason. 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