{"id":15708,"date":"2022-05-26T13:26:39","date_gmt":"2022-05-26T13:26:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/?p=15708"},"modified":"2022-05-26T14:33:09","modified_gmt":"2022-05-26T14:33:09","slug":"nostalgia-rea-martone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/nostalgia-rea-martone\/","title":{"rendered":"Nostalgia (Rea, Martone)"},"content":{"rendered":"\n<p>Nostalgia, <em>nostos<\/em>: il viaggio di ritorno ed il dolore del distacco.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Hanno in comune lo scavo dell\u2019etimo, un preciso senso della laicit\u00e0 e poco altro la trama dello straordinario ultimo film di Mario Martone, tratta dal libro postumo &#8211; acuto come un fendente, lieve come una confessione &#8211; di Ermanno Rea dallo stesso titolo. Neanche la Sanit\u00e0 &#8211; sfondo e personaggio senziente di entrambe le opere &#8211; ne viene fuori la stessa. Ma andiamo con ordine. Questo film non fa assolutamente rimpiangere il libro, anzi: per certi versi lo surclassa e lo sublima.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 facile misurarsi con Rea e Martone ha trovato, nel suo passo scrittorio, una intrigante originalit\u00e0 che risalta l\u2019opera originaria ed il suo senso.<\/p>\n\n\n\n<p>La pellicola di Martone (la cui scrittura \u00e8 in realt\u00e0 firmata a quattro mani dal regista ed Ippolita di Majo che squadernano <em>Nostalgia<\/em> lasciando intatta solo la figura di Felice Lasco il protagonista) riceve 10 minuti di applausi a Cannes dove, in concorso, viene accompagnata da un nutrito gruppo di abitanti della Sanit\u00e0 che hanno preso parte alle scene interpretando se\u2019 stessi. Sebbene molto pi\u00f9 interessante e matura di <em>E\u2019 stata la mano di Dio<\/em> \u00e8 restata a bocca asciutta agli ultimi David di Donatello, gli \u2018oscar\u2019 del cinema nostrano.<\/p>\n\n\n\n<p>La storia di Felice Lasco (un Pierfrancesco Favino completamente destrutturato e rimesso al mondo come attore di nuovo) \u00e8 quella di un emigrato qualsiasi che torna alla terra natia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In filigrana si intuisce (mentre nel libro \u00e8 chiara dalla prima pagina) l\u2019ombra nel passato di questo napoletano di successo che ha voglia di liberarsi dai suoi fantasmi ma, mentre espia, stupisce se\u2019 stesso e si innamora talmente tanto del suo quartiere lasciato poco pi\u00f9 che quindicenne che decide di \u2018restare\u2019.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Finir\u00e0 i suoi giorni (l\u2019ordine cronologico delle azioni nel film \u00e8 invertito rispetto al libro) in un sapiente altarino di \u2018munnezza\u2019 (materassi abbandonati per strada e masserizie) ucciso dalla stessa mano del suo migliore amico (<em>o\u2019 malomm\u2019<\/em>: Oreste Spasiano interpretato da un gigantesco Tommaso Ragno).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Rea inizia con una crocifissione, Martone inizia con un\u2019auto-assoluzione che conduce al martirio. La scelta del soggetto \u00e8 molto sapiente ed il suo svolgimento di pi\u00f9: il quartiere Sanit\u00e0 che \u00e8 stato (sar\u00e0 ancora) grande protagonista di un rilancio dal basso di Napoli e delle sue sorti (senza aiuto di alcuna istituzione) \u00e8 descritto nel film come una qualsiasi banlieue del mondo che si riscatta attraverso la cultura ed il saper fare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La coproduzione italo-francese ha girato l\u2019intero film durante il Covid e sebbene sia totalmente ambientato nelle strade d\u2019 <em>\u2018o rion\u2019<\/em>, la sua resa \u00e8 internazionale: si potrebbe essere ovunque, in qualsiasi luogo. Suscitando le stesse, incontenibili, emozioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Il montaggio serratissimo (Jacopo Quadri) permette alla fotografia perfetta di Paolo Carnera di innestare un dialogo chiaro e sognante al tempo stesso con lo spettatore: nei primi due minuti e mezzo si assolve al rapporto di Napoli con la Sanit\u00e0 senza indulgere in alcuna scena oleografica e nessun <em>dejav\u00f9<\/em> (al contrario dell\u2019ultimo film di Sorrentino che \u00e8 fatto esclusivamente di clich\u00e9). Dopo, la storia si innerva in una dialettica universale: parla a\/di qualsiasi ritorno, a\/di qualsiasi perdita, a\/di qualsiasi confessione, a\/di qualsiasi espiazione. Di una qualsiasi enclave dentro una citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>La Sanit\u00e0 da anni &#8211; grazie ai parroci che si sono susseguiti &#8211; raduna le forze migliori (i giovani del quartiere) attorno ad attivit\u00e0 formative e lavorative: dalla band musicale all\u2019associazione culturale di guide turistiche, fino alla creazione di un servizio di raccolta rifiuti porta a porta per citarne solo alcune (le prime due sono narrate nel film).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sono meno tentati dal crimine ma soprattutto portano un messaggio di speranza nelle loro famiglie: un\u2019altra vita \u00e8 possibile.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Se nel romanzo di Rea il parroco trova un alter ego in un medico del vicino ospedale di San Gennaro, il film travasa laicamente tutta la potenza dell\u2019istituzione nella figura del solo prete del rione, che rione non \u00e8 ma solo qualcosa sotto Capodimonte e prima delle mura di San Gennaro. La statura di Don Luigi Rega (interpretato da un Francesco di Leva del pari trasfigurato nelle doti attoriali) \u00e8 l\u2019unica che viene sviluppata dal regista e dalla Di Majo in chiave politica e sterza il film verso la potenza della denuncia.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono tanti temi minori, storie nelle storie: persone ed il loro portato sviluppate finemente, che compongono <em>Nostalgia<\/em> il film: ve le lasciamo scoprire senza anticiparvi nulla come sarete estasiati nel viaggio geografico esteriore che il regista vi far\u00e0 compiere in questo luogo-non luogo che oggi \u00e8 l\u2019esperienza di viaggio pi\u00f9 interessante da compiere quando si visita Napoli. Perch\u00e9, a suo modo, <em>Nostalgia<\/em> \u00e8 un road movie.<\/p>\n\n\n\n<p>Don Luigi Rega, ci racconta Martone, ha vinto e con lui tutti gli abitanti dei Vergini e della Sanit\u00e0. Perdendo ogni giorno e rialzandosi ha compiuto il miracolo. Il film viaggia con le foto di Mario Spada, uno dei fotografi pi\u00f9 interessanti della corposa e validissima scena napoletana. E non \u00e8 poco.<br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nostalgia, nostos: il viaggio di ritorno ed il dolore del distacco.&nbsp; Hanno in comune lo scavo dell\u2019etimo, un preciso senso &hellip; <a href=\"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/nostalgia-rea-martone\/\">Continua<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":15709,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[14],"tags":[9602,9613,9606,9612,9603,9608,1219,9605,9607,34,9604,9609,9611,9610],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15708"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15708"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15708\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15713,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15708\/revisions\/15713"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/15709"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15708"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15708"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15708"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}