{"id":15726,"date":"2022-06-01T11:58:21","date_gmt":"2022-06-01T11:58:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/?p=15726"},"modified":"2022-06-01T12:50:04","modified_gmt":"2022-06-01T12:50:04","slug":"the-docks-napoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/the-docks-napoli\/","title":{"rendered":"The Docks (Napoli)"},"content":{"rendered":"\n<p>Progetto Piave \u00e8 una specie di miraggio nel deserto ben costruito di una periferia carente di tutto, con una sola (splendida) biblioteca pubblica dove io &#8211; e molti altri bambini della mia et\u00e0 &#8211; ho iniziato ad amare la lettura e la scrittura, unica possibilit\u00e0 di riscatto sociale.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo a Soccavo, periferia occidentale di Napoli, quartiere popolosissimo sotto il Vomero ed accanto a Fuorigrotta, che l\u2019associazione di promozione sociale The Docks ha scelto come casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Ufficio e birrificio si affacciano sui treni della Eav (Ente Autonomo Volturno) che credo sia in cima ai peggiori incubi dei pendolari campani.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Attualmente questa ferrovia regionale campana ha 40 nuovi cantieri in giro per il territorio feudo di un presidente della Regione eletto da un partito centro-sinistra che se ne vergogna ed \u00e8 ininterrottamente al potere da tre mandati &#8211; un\u2019agghiacciante realt\u00e0 imitata da tutti i comici della penisola.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questa stazione non \u00e8 nel novero dei cantieri ma da oltre 20 anni aspetta il raddoppio di un binario che permetterebbe una frequenza di treni a 10 minuti invece che gli attuali 20, mai rispettati (le frequenze medie in altre citt\u00e0 si attestano a 5\/7 minuti gi\u00e0 da 20 anni).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Scandali e commissariamenti si susseguono senza soluzione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019open space di Progetto Piave \u00e8 sopra la stazione Piave della Circumflegrea, restaurata nel 1991 dall\u2019Architetto Nicola Pagliara: un modernismo tutto campano strizza l\u2019occhio quasi al brutalismo in mezzo ad un consistente verde inconsapevole che copre come un panno pietoso tutte le malefatte, i binari costruiti ma inattivi.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima associazione di promozione sociale di questo quartiere dedicata alla fotografia e alla sua editoria nata nel 2020 in pieno lockdown, si racconta a #slowwords alla vigilia del suo primo festival internazionale, dal 3 al 5 giugno, arricchito anche da una call per fanzine fotografiche (<a href=\"https:\/\/www.welcometothedocks.com\/festival\/\">Raise Your Zine<\/a>).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 assegnato il premio: va a Flavie Guerrand (Francia, 1977, vive e lavora a Berlino). Guerrand ha creato una fanzine che pu\u00f2 essere utilizzata (visto che \u00e8 a fogli sciolti rilegati da una piccola ed elegante fascia di cartone) come raccolta di poster o per imbastire una piccola mostra di sogni dovunque venga spedita. Parla di raver infatti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il festival presenta un serratissimo calendario di conferenze, esposizioni e dj set pomeridiani-serali. Ci saranno &#8211; oltre ai fotografi &#8211; videomaker, documentaristi ed editori puri con i loro libri.<\/p>\n\n\n\n<p>Insieme a Pianura, quartiere dalle enormi criticit\u00e0 funestato da una discarica ampliatasi a dismisura, Soccavo ha una popolazione di oltre 106.000 abitanti per la maggioranza giovani: non esiste un cinema, un centro sociale o ricreativo o altre istanze culturali. E\u2019 uno dei tanti, sterminati quartieri dormitorio italiani.<\/p>\n\n\n\n<p>The Docks, che parla solo in inglese ed edita anche una collana di fanzine (<a href=\"https:\/\/www.welcometothedocks.com\/trentatre\/\">Trentatr\u00e8<\/a>) dedicata ai quartieri cittadini, \u00e8 la prima esperienza culturale dopo i primi anni 90 con la fortunata meteora persistente del Tienament\u2019, centro sociale autogestito che ha portato esperienze radicali in citt\u00e0 oltre che le migliori band di progressive, ambient, rock o trib\u00f9 techno che venivano da quelli che sembravano, all\u2019epoca, altri mondi (possibili).<\/p>\n\n\n\n<p>Incontriamo due dei componenti dell\u2019associazione in rappresentanza anche di tutti gli altri &#8211; Roberta Fuorvia (curatrice) e David De la Cruz (artista): quest\u2019intervista si svolge nel loro dehor.<\/p>\n\n\n\n<p>Seduti su una lunghissima panca di piperno che precipita il portato della citt\u00e0 storica su di noi anche se qui nessuno la immaginerebbe neanche per un secondo, siamo accarezzati dal fieno che strabocca dalle aiuole e dal rumore lento dei treni. Un piccolo cane che Roberta ha preso con s\u00e9 da qualche mese, ci gioca intorno. Tutto sembra possibile cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p><br><br><em>La vostra vita in poche righe fino a che non incontra quello dell\u2019altro<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Roberta | La faccio molto breve: nasco a Torre del Greco, mi sono trasferita molte volte nella mia vita &#8211; e ho cambiato moltissime cose e citt\u00e0: Napoli, Roma, Valencia, New York e poi di nuovo Napoli. Ho incontrato David penso la prima volta poco pi\u00f9 di dieci anni fa perch\u00e9 \u00e8 il compagno della sorella di un mio compagno di liceo. Ci siamo immediatamente trovati nella fotografia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>A David:<\/em> Ti ricordi che ci incontrammo al World Press e parlammo subito di fare un festival insieme?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>Lui annuisce vigorosamente<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Dopo tutti questi anni veramente lo stiamo facendo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mio primo approccio con la fotografia \u00e8 stato da studentessa, parallelamente agli anni di studio all\u2019Accademia di Belle Arti quando ho vissuto a Roma. Ho iniziato a scattare ma non ho mai amato i suoi ambiti pi\u00f9 remunerativi dal punto di vista di un impiego (fotografia commerciale, post-produzione, etc). Stavo perdendo la vera essenza di cosa significhi per me fare fotografia. Ho deciso di abbandonarla per dedicarmi a progetti personali e non \u00e8 andata molto bene come artista, forse mancava la maturit\u00e0 di propormi. Ho trovato la mia strada come curatrice, una parola che abbraccia tante professioni: dalla progettazione di mostre, all\u2019editing di fotografia per libri o fanzine, fino all\u2019organizzazione. S\u00ec scelte artistiche ma molto direzionate dal punto di vista produttivo.<\/p>\n\n\n\n<p>David | Nasco a Madrid, ho studiato a Barcellona e nei miei anni a Bar\u00e7a nasce il mio vincolo con Napoli, la mia compagna frequentava la mia stessa accademia e ci siamo conosciuti e amati l\u00ec. Diversi anni dopo abbiamo deciso di trasferisci a Napoli. Negli anni in cui conobbi Roberta, ero stato due volte in vacanza a Napoli.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Due anni fa ci siamo re-incontrati nuovamente e abbiamo fondato l\u2019associazione <a href=\"https:\/\/www.welcometothedocks.com\/about\/\">The Docks<\/a> insieme anche a Pasquale, Federica e Andrea De Franciscis, Avevamo aspettative molto presuntuose all\u2019inizio, ci siamo resi conto di dover ricalibrare e lo abbiamo fatto. Oggi siamo pronti a dare il benvenuto al nostro primo festival e concorso di fanzine.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sono un fotografo ma poi ho allargato il mio spettro creativo, oggi non lavoro solo con la fotografia. Non sopporto gli editori ed i curatori e questo mi ha dato impulso ad allontanarmi dalla fotografia.<\/p>\n\n\n\n<p><br><br><em>E hai trovato una curatrice sulla tua strada<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Infatti \u00e8 semplicemente perfetto: quando si tratta di editing io scappo, ricordandomi che ho due figli da andare a prendere o portare a scuola!<\/p>\n\n\n\n<p><br><br><em>Napoli vi ha ricatalizzati entrambi, vi ha dato un boost, un modo per ricominciare. E Soccavo \u00e8 stato un caso o proprio una ricerca precisa di una determinata periferia?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>David | E\u2019 buffo, ogni mese dico categoricamente \u2018vado via da questa citt\u00e0!\u2019 ma non appena lo dico e trovo dove andare, Napoli mi fa apparire cose interessanti sulla strada. Ti fa trovare un fiore a cui non puoi rinunciare. Sono 10 anni che va avanti cos\u00ec.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Soccavo \u00e8 stata grazie a mio suocero, anche lui un creativo, che ha trovato questo posto che ci \u00e8 sembrato subito fantastico. E quindi siamo qui.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Roberta | la nonna del mio compagno vive qui e io mi sono sempre rifiutata di vivere in questo quartiere, \u00e8 buffo anche per me ora che lavoro qui, passo moltissimo tempo in questo quartiere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><br><br><em>Il vostro primo festival, oltre a presentare il progetto vincitore del primo concorso di editoria fotografica dedicato alle fanzine, porta a Napoli per una tre giorni molto intensa &#8211; tra mostre, stand di libri e djset &#8211; una serie di realt\u00e0 professionali non solo del Sud Italia che rendono il densissimo calendario di talk un unico non solo in citt\u00e0.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Mi sembra molto impegnativo. Come mai le avete scelte? La fotografia e l\u2019editoria fotografica non mi sembra il focus esclusivo. Ci sono non profit che lavorano sul fundraising e sul design, creatori video ed esperti di graffiti.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Roberta | <em>Raise Your Zine Festival<\/em> racconta proprio questo: se siamo dei grandi appassionati di editoria fotografia (che resta il tappeto di tutto il programma), avevamo la volont\u00e0 di raccontare e trattare le arti visive in generale e abbiamo incluso cinema, musica (non \u00e8 un\u2019arte visiva propriamente detta ma lo pu\u00f2 diventare: inoltre i dj set che presentiamo sono tutti in vinile), short movies e documentari in proiezione sono realizzati da fotografi o giovanissime realt\u00e0 di produzione cinematografica. Sappiamo che oggi  gli autori di produzione statica fotografica accompagnano sempre <em>moving images<\/em> ai loro progetti e volevamo raccontarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Frequentando molti festival di fotografia in questi anni singolarmente (come gruppo ci siamo formati solo da due anni), abbiamo incontrato realt\u00e0 interessanti con cui abbiamo stretto legami non solo perch\u00e9 siamo colleghi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo anche deciso di non sovraccaricare troppo questa prima edizione con tanti editori e di dare il giusto spazio ad ognuno: proprio per questo sono nove e coprono diverse aree geografiche (Torino, Roma, Palermo, giovani realt\u00e0 locali come la neonata Cratera che ha un mese di vita).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019attenzione \u00e8 andata molto al locale per cercare di promuovere o salvaguardare la nostra realt\u00e0 e abbracciare anche case editrici di respiro internazionale con interessi diversi, ad esempio <a href=\"https:\/\/witty-books.com\">Witty Books<\/a> abbraccia l\u2019artisticit\u00e0 polacca cosa che magari non ha <a href=\"https:\/\/showdesk.org\">Show Desk<\/a> che abbraccia la street photography.<\/p>\n\n\n\n<p><br><br><em>Et\u00e0 media dei vostri espositori?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>David | 30-40?<\/p>\n\n\n\n<p>Roberta | 30-45?<\/p>\n\n\n\n<p><br><br><em>Voi quanti anni avete?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>David | 40<\/p>\n\n\n\n<p>Roberta | tra poco 37<\/p>\n\n\n\n<p><br><br><em>The Docks ha due anni, l\u2019et\u00e0 della pandemia. Il \u2018fermo macchine\u2019 del lockdown vi ha permesso, impedendovi viaggi e spostamenti, di concentrarvi sulla nascita della vostra associazione?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Roberta | abbiamo iniziato a lavorare ad aprile 2020, ma l\u2019atto notarile della fondazione \u00e8 di luglio 2020. Il primo festival che avevamo progettato era troppo megalomane, siamo ritornati sui nostri passi e abbiamo creato un progetto su scala minore. Con strategie, imprenditoriali e artistiche, chiare che ti aiutino a farti identificare anche dal tuo pubblico.<\/p>\n\n\n\n<p>David | Posso fare tante cose da creativo, ma fare una zine \u00e8 diverso, \u00e8 il modo di cementare qualsiasi arte (dal graffiti al murales), oltre ad essere un prodotto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><br><br><em>Non \u00e8 solo un medium, la fotografia \u00e8 questione di immanenza, di scrittura definitiva.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Roberta | Fa parte proprio della radice stessa della performance. A proposito dell\u2019avanguardia degli anni 70, i critici scrivevano che se non fosse esistita la rappresentazione fotografica (e videografica dopo) non ci sarebbe stata nessuna storia della performance. La rappresentazione di qualcosa che \u00e8 esistito.<\/p>\n\n\n\n<p><br><br><em>Mi ha colpito un\u2019altra cosa: siete i primi dopo tanto tempo ed i secondi in assoluto (prima di voi il Tienament\u2019, ma siete giovani per averlo frequentato) a portare cultura e fare un festival in un grande e popoloso quartiere dormitorio. Avete una grande responsabilit\u00e0 e a questo effetto ci avete pensato? Paradossalmente, la periferia occidentale trova in Soccavo l\u2019unico quartiere veramente progettato, con una buona ratio verde-costruito ma senza trasporti efficienti e nessuna possibilit\u00e0 di raggiungerlo di sera dopo le 21 senza auto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Roberta | l\u2019ho sentita questa responsabilit\u00e0 ed hai ragione, la cultura si \u00e8 tutta agglutinata in centro storico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>David | io ho avuto gi\u00e0 esperienza a Soccavo, era nel 2013\/4 per un mio progetto fotografico in strada: in quell\u2019occasione ho conosciuto un gruppo di ragazzi di via Epomeo che avevano una band musicale: mi hanno accompagnato ad attaccare foto, dopo ci siamo bevuti due birre. Nessuno di loro vive pi\u00f9 qui. C\u2019era un\u2019associazione ed anche una chiesa che restituivano qualcosa in quartiere. Ora non ci sono pi\u00f9 o non sembra siano molto attivi.<\/p>\n\n\n\n<p>Noi abbiamo fatto giocoforza amicizia con dei ragazzi di quartiere, molto giovani. Venivano spesso a fumare sulle scale del nostro ingresso e non salutavano o non interagivano, piano piano abbiamo stabilito un contatto e ora saranno i nostri volontari durante i tre giorni di festival,  li abbiamo gi\u00e0 coinvolti in altri incontri o conferenze.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Non farei nulla nel centro antico di Napoli che risale al periodo greco-romano ma che ormai sta perdendo la sua anima e si sta standardizzando come quartieri posh tipo Mitte (Berlino), dove trovi gli stessi negozi che trovi altrove.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Soccavo \u00e8 pi\u00f9 contemporaneo non solo perch\u00e9 \u00e8 degli anni 50. Per natura \u00e8 pi\u00f9 possibile fare progetti diversi e siccome non c\u2019\u00e8 nulla \u00e8 ancora pi\u00f9 importante operare qui.<\/p>\n\n\n\n<p>Roberta | I nostri primi volontari sono studenti di liceo e ci portano i loro amici per darsi i cambi turno: sono molto carini, vanno stimolati, gestiti ed organizzati. Sono i nostri promoter anche, ci aiutano a disseminare la notizia del festival accanto ad i canali pi\u00f9 classici (ufficio stampa, locandine, campagna social).<\/p>\n\n\n\n<p>Ritornando al festival, non ci siamo messi in testa numeri od altro: comunque va sar\u00e0 una prima esperienza ed \u00e8 importante farla, impareremo da essa per migliorarci durante la seconda edizione l\u2019anno prossimo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Poco dopo la fine del secondo lockdown, quando abbiamo invitato per la prima volta il pubblico a Soccavo (con un\u2019allerta meteo ed una giornata piovosissima), ci siamo stupiti di aver riempito i posti a disposizione nonostante le persone fossero ancora timorose di interazione sociale.<\/p>\n\n\n\n<p>Neanche io farei progetti al centro storico, \u00e8 anche troppo inflazionato. Dal punto di vista di fruitore sai come chiamo le mie serate l\u00ec? Serate fotocopia: stessi posti, stessi amici (che amo, per carit\u00e0: sono la mia seconda famiglia) stesse dinamiche giorno dopo giorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo sforzo, se vuoi chiamarlo sforzo, di spostarsi da un quartiere centrale (come possono esserlo Chiaia od il centro storico) ad una periferia per fruire di un evento culturale \u00e8 stato apprezzato da tutti i nostri visitatori che non vivono qui.<\/p>\n\n\n\n<p><br><br><em>Come immaginate il piano di redditivit\u00e0 della vostra sezione editrice? A parte offrire la vostra birra home-brew e fare tesseramento al festival, la vendita online delle vostre fanzine \u00e8 migliore di quella offline?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>David | non vendiamo ma riceviamo donazioni e al momento finanziamo la nostra associazione con il nostro lavoro ed i nostri risparmi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Roberta | siamo un\u2019associazione di promozione sociale, ad oggi non abbiamo vinto bandi o abbiamo finanziatori: ci auto-produciamo e autofinanziamo, il costo della nostra tessera associativa copre a malapena i costi della sua stampa e del versamento all\u2019associazione nazionale a cui siamo per legge iscritti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto quello che rientrer\u00e0 rispetto al nostro piano finanziario nei prossimi due anni servir\u00e0 a tenerci aperti. Per noi \u00e8 un po\u2019 presto fare un prospetto pi\u00f9 lungo al di l\u00e0 del merchandising delle spillette, delle zine, della didattica fotografica (che inizia a settembre). Al momento chiunque ci aiuti (come il fantastico Michele Mizio che \u00e8 il grafico dell\u2019evento) \u00e8 un volontario come noi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il nostro obiettivo primario \u00e8 pagare tutti quelli che lavorano per noi, in futuro speriamo di poter pagare anche noi. E\u2019 un modo per farci crescere: se posso lavorare full time per la mia associazione potr\u00f2 fare molto e meglio.<\/p>\n\n\n\n<p>David | ci toccher\u00e0 cambiare il timbro poi, da The Docks APS ad s.p.a.! (<em>ride<\/em>).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questo festival per noi &#8211; ed \u00e8 raro che a Napoli si facciano per lo stesso motivo &#8211; \u00e8 nato per fare rete, per conoscersi meglio mentre leggiamo un libro, una fanzine, beviamo una birra o dell\u2019acqua, ascoltiamo musica o incontriamo una persona che lavora come designer.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In questa citt\u00e0 tutto inizia molto velocemente e bene ma poi scompare: noi vogliamo creare una piattaforma che per tre giorni crei dialogo, ci faccia stare insieme. Per questo ci sono tanti talk, non della nostra associazione ma di altre.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Roberta | Ciascun talk non sar\u00e0 mirato a parlare della casa editrice o dell\u2019associazione che lo tiene o solo dell\u2019ultimo loro libro: abbiamo chiesto agli invitati di concentrarsi, dal loro punto di vista, su cosa significhi fare editoria oggi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ognuno di loro quindi ha scelto un tema preciso che va a valorizzare lo scambio tra operatori ed appassionati o serve a dare consigli a chi vuole muovere i primi passi. Tanti i temi declinati su cosa vuol dire fare l\u2019editore fotografico oggi: autoproduzione, creativit\u00e0 del layout, sistemi di vendita e promozione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><br><br><em>I vostri luoghi d\u2019elezione &#8211; segreti o meno &#8211; dove vi piace ritirarvi a leggere o creare?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Roberta | Passo tanto tempo a casa mia per questo, mi dona serenit\u00e0. Poi al mare in generale. Infine, il mio luogo d\u2019elezione per l\u2019eremitaggio \u00e8 Procida, non proprio in citt\u00e0\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>David | Astroni, Camaldoli, Bacoli, vi passo molto tempo sia per lavoro sia perch\u00e9 mi piacciono.<\/p>\n\n\n\n<p><br><br><em>Un libro (non vostro) ed una canzone che avete in testa in questo momento?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Roberta | L\u2019autore israeliano Nevo, con la sua <em>Simmetria dei Desideri<\/em>, \u00e8 una storia d\u2019amicizia molto forte e tocca molti aspetti della vita sociale e politica del suo paese. Devi sapere che leggo solo Roth e Auster, ho deciso di finire tutta la loro bibliografia ma ogni tanto interrompo con qualche deriva.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Leggo in verit\u00e0 solo d\u2019estate perch\u00e9 ho pi\u00f9 tempo ma il romanzo di Nevo sono riuscita a finirlo grazie a un viaggio (infinito) su una circumvesuviana ed un altra. Musica: sono appassionata degli storici cantautori italiani (Dalla, De Gregori, De Andr\u00e8), anche di Madame, Mahmoud\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>David | sono tornato massicciamente all\u2019Indie Spagnolo degli anni 2000 e penso spesso al Primavera Sound forse sono in una delle mie fasi in cui vorrei tornare a Barcellona. Ultimamente leggo molto di tecnica e software, poco per ricreazione. Mi sto immergendo molto nell\u2019editoria infantile.<\/p>\n\n\n\n<p><br><br><em>Cosa avete imparato sin qui dalla vita<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>David | a usare le mani sincronizzate con il cervello (<em>ride<\/em>). Oggi manca a tutti i ragazzi, non sanno coordinarsi. Ci vuole pratica.<\/p>\n\n\n\n<p>Roberta | un grande insegnamento che mi porto dietro dai consigli di mio padre e uso al lavoro: prometti uno, dai 100. Quando lavoro, mi lascio prendere sempre dagli entusiasmi, mio padre mi diceva sempre: dai tutto quello che puoi ma quando ti vendi non promettere troppo subito, lasciati scoprire poco alla volta e non giocarti subito ogni carta.<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro: ascoltare tantissimo gli altri per potersi migliorare e filtrare tutto quello che ti viene detto. Ci \u00e8 capitato soprattutto&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>David | Spesso le persone a cui chiedi un consiglio non hanno capito che devono dartelo mettendosi nei tuoi panni, quindi sei costretto a scartarne tanti. Alla fine rimarrai solo con il tuo cane (<em>ride<\/em>). Quello che voglio dire \u00e8 che \u00e8 molto importante la forma e la compenetrazione del consiglio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Progetto Piave \u00e8 una specie di miraggio nel deserto ben costruito di una periferia carente di tutto, con una sola &hellip; <a href=\"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/the-docks-napoli\/\">Continua<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":15730,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[12],"tags":[2170,3271,9640,845,201,34],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15726"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15726"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15726\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15739,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15726\/revisions\/15739"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/15730"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15726"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15726"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15726"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}