{"id":15771,"date":"2022-07-12T11:00:05","date_gmt":"2022-07-12T11:00:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/?p=15771"},"modified":"2022-07-24T11:14:51","modified_gmt":"2022-07-24T11:14:51","slug":"redacta-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/redacta-italia\/","title":{"rendered":"Redacta, Italia"},"content":{"rendered":"\n<p>Uno dei paesi a pi\u00f9 forte sindacalizzazione, sia di tipo confederale che strutturale, \u00e8 l\u2019Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>A essere presidiati per\u00f2 sono i rapporti di lavoro \u2018classici\u2019 consolidati con assunzioni, mentre assenti o quasi dalle tutele confederali sono i collaboratori, i freelance, che in Italia spesso hanno un finto lavoro autonomo con la partita iva, tutti i problemi di elevatissime tassazioni e un&nbsp; mascherato rapporto di dipendenza &#8211; spesso da un solo committente. Che \u2018esternalizza\u2019 cos\u00ec il lavoro aggirando tasse e costi di un\u2019assunzione, stabilendo unilateralmente compenso e tempi della sua erogazione.<\/p>\n\n\n\n<p>#slowwords si \u00e8 gi\u00e0 occupata del lavoro precario, da freelance, nel mondo della scrittura intervistando chi ha fondato <a href=\"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/professione-reporter-italia\/\">Professione Reporter<\/a>, un\u2019associazione che indaga come vengono (sotto)pagati gli editor o i fotografi e come funziona il mercato editoriale degli organi di stampa italiani.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi vi racconta cosa succede nel resto del mondo dell\u2019editoria con Redacta, una costola di Acta, il \u2018sindacato\u2019 delle partite iva in Italia. Ho incontrato alcun* attivist* in un\u2019affollata e partecipatissima conversazione su come si lavora oggi per i grandi, medi e piccoli editori nel nostro paese. Avvenuta in una enorme e screpolata, forse per questo ancora pi\u00f9 bella, chiesa del centro antico di Napoli in occasione della prima edizione di un festival di librai indipendenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Lara e Giulia parlano per tutto il loro gruppo di lavoro, ma non trascurano di raccontarci delle loro esperienze individuali.<\/p>\n\n\n\n<p><br><br><em>La vostra vita in poche righe fino a quando incontra quella di Redacta<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Lara: 37 anni appena compiuti, sono nata in provincia di Bergamo, ho una formazione storico-artistica e specializzazione al Dams di Bologna. Ho provato per un po\u2019 a entrare nell\u2019ambiente dell\u2019arte contemporanea ma non avevo la possibilit\u00e0 di sopravvivere con ripetuti stage non pagati e ho accettato per un po\u2019 di lavorare, sottopagata, in bookshop museali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non vedendo via d\u2019uscita, ho pensato quindi di unire la passione per l\u2019arte e quella per l\u2019editoria e mi sono iscritta a un master annuale dell\u2019universit\u00e0 Cattolica, recuperando i soldi per l\u2019iscrizione di qua e di l\u00e0, senza smettere di lavorare nei bookshop nei weekend. Finito il master ho fatto un mese di stage disastroso all\u2019ufficio iconografico di Skira, la casa editrice dei miei sogni (che si erano ormai nel frattempo infranti), dopodich\u00e9 sempre in stage sono passata a Salani, dove ho fatto e imparato molto. Sono seguite ancora un po\u2019 di collaborazioni saltuarie finch\u00e9 non sono stata chiamata da uno studio editoriale di nicchia che si occupa di scolastica digitale, dove mi hanno prima offerto un contratto a progetto e poi di apprendistato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ho lavorato l\u00ec quasi tre anni, mi pagavano poco e non avevo grandi possibilit\u00e0 di sviluppo personale e professionale, dato il settore molto specifico e modellato praticamente sulla loro azienda, cos\u00ec allo scadere dei \u201ctwenties\u201d ho ripreso tutti i miei vecchi contatti editoriali aprendomi una partita iva. Nel 2016 inizia quindi la mia vita da freelance; ho incominciato a lavorare da casa con mansioni principalmente di redazione, occupandomi anche di editing e impaginazione. Dal 2018 ho cominciato a lavorare in un coworking; l\u2019ho fatto per prova, ma mi sono convinta ben presto dell\u2019importanza del contatto con altri professionisti, anche di settori diversi. Ho allargato la mia attivit\u00e0 iniziando anche a scrivere per il web.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In questo coworking abbiamo tenuto la prima riunione di Redacta: io ero gi\u00e0 socia Acta, li avevo \u2018usati\u2019 per uno sportello su questioni fiscali e di mancati pagamenti e il ragazzo che gestiva il coworking mi ha informata che alcuni iscritti stavano facendo un\u2019analisi del lavoro nel mercato editoriale, invitandomi a partecipare. Ed eccomi quindi a bordo.<\/p>\n\n\n\n<p>Giulia: Mi sono laureata in lettere e poi in editoria, ho 34 anni. Mi sono fermata un po\u2019 tra la prima e la seconda laurea, quindi ho potuto avere un\u2019esperienza diretta da chi mi aveva preceduta e aveva frequentato il master in editoria alla Fondazione Mondadori, che ho poi scelto di fare anche io.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ho fatto due stage in aziende editoriali, prima e dopo il master, il secondo \u00e8 stato a Il Saggiatore. Quell\u2019esperienza mi ha subito permesso di capire come funzionavano le cose: stagisti vecchi e nuovi si susseguivano in scrivanie dedicate proprio a loro.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi presto mi sono chiesta se avrei mai avuto la possibilit\u00e0 di lavorare veramente in questo settore, nonostante la casa editrice mi avesse coinvolto in progetti importanti, prevalentemente sulla lavorazione completa delle riedizioni. Non ero pagata tantissimo, ma avevo incarichi continuativi. Poi grazie a un\u2019altra amica dell\u2019universit\u00e0 ho avuto altri contatti e dunque nuove collaborazioni. Era evidente che l\u2019unico modo per trovare lavoro non era l\u2019intraprendenza personale ma i rapporti informali e il fare rete.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2 una cosa \u00e8 parlare tra vecchi amici e scoprire che le cose non sempre funzionano come dovrebbero, una cosa \u00e8 allargare il cerchio fuori dai propri contatti abituali e scoprire cos\u00ec tante precariet\u00e0 in comune a ciascuno: \u00e8 stato dirimente per indurmi a fare qualcosa. Conoscevo gi\u00e0 uno dei soci Acta che aveva mosso i primi passi per cominciare un\u2019inchiesta del settore, e mi sono unita presto al gruppo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In quel momento avviene un salto nella mia esperienza e nella mia percezione della professione. Cambiare le cose era quello che cercavo di fare da anni ma non conoscevo tanti colleghi. Adesso lavoro con pi\u00f9 clienti e meglio, perch\u00e9 sono pronta a fare scelte coraggiose visto che non mi sento pi\u00f9 sola.<\/p>\n\n\n\n<p><br><br><em>Molto spesso oggi parlare di \u2018carriera\u2019 confonde le idee: non esiste pi\u00f9 una carriera basata sulla crescita professionale e, parallelamente, dei guadagni, ma esiste solo una distorsione di entrambi i percorsi. In qualsiasi professione ma nel mondo editoriale \u00e8 ancora pi\u00f9 marcato.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Hai avuto la possibilit\u00e0 di capire se sia solo un male italiano o accade anche altrove a persone della tua et\u00e0?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Lara: non conosco molte persone che lavorano nell\u2019editoria all\u2019estero al momento. In un lavoro precedente quasi da interna, ho avuto a che fare con case editrici soprattutto londinesi, e ci sono molti giovani italiani che lavorano l\u00ec ricoprendo posizioni di responsabilit\u00e0, quindi immagino che questa crescita sia possibile e lo sia anche quella salariale.<\/p>\n\n\n\n<p><br><br><em>L\u2019isolamento \u00e8 una delle caratteristiche della precariet\u00e0 di cui ci hanno parlato anche i giornalisti freelance. \u00c8 un lavoro diverso rispetto alla produzione di contenuti librari, ma anche i grafici ci hanno raccontato la stessa cosa. Con il lavoro da remoto diventato ormai il mantra grazie alla pandemia ma iniziato ben prima, si \u00e8 accelerato un processo di parcellizzazione delle risorse &#8211; una sorta di <\/em>divide et impera<em> che non esito a definire chirurgico: oltre a far risparmiare un sacco di soldi per uffici e utilities ai datori di lavoro consente l\u2019isolamento dei professionisti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Pensate che i coworking e le associazioni di categoria possano essere l\u2019unica risposta, o ci sono altre forme di ausilio? Cosa succede se un\u2019associazione come la vostra diventa troppo grande? Riesce a tenere uniti i lavoratori?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Un lavoro da vero consulente (ad esempio quello che faccio io) \u00e8 nato come tale sin dall\u2019inizio e per me il remote working non \u00e8 mai stata una \u2018novit\u00e0\u2019. Voi invece siete esternalizzate ma avete un rapporto di simil-dipendenza con il vostro \u2018unico cliente\u2019.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Lara: Con Redacta non abbiamo ancora sfiorato il rischio dell\u2019associazione troppo grande, nonostante gli ampliamenti ed i meeting proposti su varie citt\u00e0. \u00c8 una domanda difficile, ora non saprei risponderti, forse ci potr\u00e0 essere una soglia critica oltre la quale non funzioner\u00e0 pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Giulia: il coworking \u00e8 un\u2019esperienza che non ho fatto in prima persona, ma \u00e8 interessante quello che dici rispetto al paragone tra i nostri lavori. Il nostro lavoro dovrebbe essere svolto da persone inserite in un organico, ed \u00e8 talmente evidente anche solo dal fatto che passiamo le giornate a scambiarci continuamente email con una pluralit\u00e0 di figure professionali (interne o freelance come noi) perch\u00e9 il libro \u00e8 un prodotto a pi\u00f9 mani che prima nasceva in una sola azienda ed ora non pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche se io lavorassi in un co-working, non romperei il mio isolamento perch\u00e9 continuerei a rapportarmi singolarmente con ciascuno dei miei \u2018clienti\u2019. Al momento la criticit\u00e0 lavorativa che vedo \u00e8 il fatto che siamo tutti separati ed il coordinamento interno del cliente fa molta fatica a tenere tutto insieme. Sono infatti curiosa e vorrei capire come si muoveranno d\u2019ora in avanti per mitigare questa dispersione di energie, tempo ed informazione rispetto a quando i dipendenti erano tutti nello stesso posto.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 detto che Redacta cresca cos\u00ec in fretta senza che cambi qualcosa nel settore.&nbsp;Cresceremo sicuramente ma stanno gi\u00e0 nascendo dei gruppi specifici che si occupano di singoli aspetti del mercato per presidiarne ogni parte, penso ad esempio all\u2019inchiesta sull\u2019editoria scolastica in partenza adesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Per cercare di rispondere alla tua domanda, oggi direi che non temo la dispersione.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Avete gi\u00e0 progettato passi istituzionali per portare le istanze dei vostri associati agli organi di governo statale e parlamentare del settore?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Giulia: con Acta partecipiamo al Cnel e alla Consulta sul lavoro autonomo e le professioni, dove il governo incontra le parti sociali per discutere temi come previdenza ed equo compenso. Sempre a livello istituzionale, abbiamo rapporti intensi con le universit\u00e0. Ma la nostra vocazione rimane il rapporto diretto con chi lavora nel nostro settore, sportelli, riunioni ed eventi servono a questo. Napoli ha risposto benissimo, ad esempio: dobbiamo continuare a costruire una base capillare.<\/p>\n\n\n\n<p><br><br><em>Quanti associati contate?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Giulia: anche chi si avvicina a noi e vuole diventare socio, diventa socio Acta. \u00c8 difficile calcolare quindi esattamente quanti sono i soci che si interessano solo ai nostri temi, forse la newsletter \u00e8 indicativa. Abbiamo circa 400 iscritti mentre abbiamo circa 1300 follower su IG. Le riunioni nelle citt\u00e0 sono seguite da un numero variabile, in media 20 persone a citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><br><br><em>Qual \u00e8 la difficolt\u00e0 pi\u00f9 allarmante per cui vi contattano, al di l\u00e0 della citt\u00e0 e degli anni di esperienza?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Lara: tante persone si avvicinano a noi perch\u00e9 attraversano momenti di difficolt\u00e0, sono abituate &#8211; meglio dire, costrette &#8211; a lavorare per un unico cliente che magari le sottopaga da anni. All\u2019improvviso questo cliente viene, per varie ragioni, meno, e non sanno come uscirne.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il nostro Sportello \u00e8 una delle ragioni principali per cui ci contattano. Lo facciamo su Zoom mensilmente, su prenotazione, e ogni tanto anche in occasione di riunioni \u201cfisiche\u201d. Ci sono richieste di consulenze fiscali e legali, ma anche consigli personali. Soprattutto nelle ultime riunioni molte persone hanno bisogno di parlare e di confrontarsi sull\u2019impossibilit\u00e0 di contrattare, che va avanti da anni. Oppure del fatto che, pur adulti, non riescono mai ad arrivare a fine mese. Insomma, parliamo di serie difficolt\u00e0 primarie.<\/p>\n\n\n\n<p><br><br><em>Libro e canzone che avete in testa adesso? Anche un libro del vostro editore pi\u00f9 odiato\u2026<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Lara: Libro: sono mesi che cerco di finire un grande classicone, <em>Furore<\/em> di Steinbeck, che sto centellinando anche perch\u00e9 le condizioni dei \u201cpoveracci\u201d di cui parla l\u2019autore, ovviamente su un\u2019altra scala e con ben altra gravit\u00e0, mi ricorda tanto la condizione dei \u201cpoveracci destinati a restare poveracci\u201d di oggi. La canzone: molto pi\u00f9 brevemente, <em>Stai ma \u2019cca<\/em> dei 24 Grana, riscoperti di recente.<\/p>\n\n\n\n<p>Giulia: Libro: <em>Insorgiamo<\/em> di Colletivo Gkn; canzone:<em> Patatine <\/em>di Dargen<\/p>\n\n\n\n<p><br><br><em>Quali sono i luoghi pi\u00f9 o meno segreti dove vi piace rifugiarvi a leggere poesia, letteratura, per voi e non per lavoro?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Giulia: da poco mi sono ri-trasferita, dopo una parentesi toscana, in Lombardia, dove sono cresciuta. I luoghi sono quelli della mia infanzia: il Parco del Ticino, il suo verde e il suo fiume.<\/p>\n\n\n\n<p>Lara: da \u2018pura\u2019 milanese \u2018acquisita\u2019 (e come dice qualcuno, decisamente imbruttita), la mia vita \u00e8 troppo frenetica da avere tempo per rifugiarmi da qualche parte a leggere. Quando riuscivo a farlo era nei parchi, come il parco Sempione e i giardini di Porta Venezia<\/p>\n\n\n\n<p><br><br><em>Dove vi vedete tra dieci anni?&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Lara: proprio in questo momento di vita sono abbastanza in crisi, sto lavorando principalmente come editor per un marchio Mondadori. Stress di carriera a parte, sto riprendendo in mano l\u2019idea di lavorare per un marchio indipendente che fa meno titoli all\u2019anno, lavorare per la prima volta nella vita con pi\u00f9 calma ed essere pi\u00f9 felice. Oppure aprire uno studio editoriale mio aiutando le case editrici a sviluppare nuove idee e vendere anche il pacchetto completo: dalla progettazione al libro che va in stampa.<\/p>\n\n\n\n<p>Giulia: per me \u00e8 molto difficile rispondere perch\u00e9 spesso mi trovo davanti a svolte di carriera inaspettate. Per tanti anni ho lavorato come guida rafting e istruttrice di canoa, nonostante gli studi non pensavo di finire a lavorare in editoria! Quello che so \u00e8 che ho bisogno di fare quello che mi fa star bene, non riesco a fare troppi sacrifici per lavorare o guadagnare di pi\u00f9. E ho bisogno di tempo libero per rilassarmi, andare in montagna o al mare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mi muover\u00f2, credo, a vista. Continuo a vedermi come libera professionista, anche se per tanto tempo pensavo che un posto fisso mi avrebbe permesso di godermi nel tempo libero tutte le mie cose con pi\u00f9 serenit\u00e0, ma in realt\u00e0 non \u00e8 cos\u00ec.&nbsp;Mi vedo su questo stesso solco, solo se Redacta continuer\u00e0 a esistere, qualunque sar\u00e0 la sua forma. \u00c8 questo progetto che mi ha permesso di non lasciare il mondo dell\u2019editoria e migliorarne, insieme a tanti altri, le sue condizioni.<br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno dei paesi a pi\u00f9 forte sindacalizzazione, sia di tipo confederale che strutturale, \u00e8 l\u2019Italia. 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