{"id":1589,"date":"2014-06-05T16:58:14","date_gmt":"2014-06-05T16:58:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/?p=1589"},"modified":"2014-06-16T20:59:09","modified_gmt":"2014-06-16T20:59:09","slug":"il-telefono-pubblico-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/il-telefono-pubblico-2\/","title":{"rendered":"Il telefono pubblico"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Per le strade sembravano scomparsi. Di certo diminuiti. Ma scomparsi poich\u00e9, quasi sempre, se ancora in funzione, non accettavano monete. Rifiutare un cellulare. Comunicare dal telefono pubblico. Usare le monete. Impossibile. Guardavo la cabina. Luogo triste, anonimo. Telefoni rotti. Non funzionavano con le monete. Nessuno. Andavo pi\u00f9 avanti, giravo in fondo poi la piazza, lungo il marciapiede, nel piccolo caff\u00e8 all\u2019angolo. Disperavo dell\u2019errore di non aver quell\u2019oggetto che permetteva a tutti di svegliarsi, di chiamare, di fotografare. Fissavo il telefono pubblico. Solo, mai frequentato, una luce, una scritta, un buco per le monete in alto, una fessura per le tessere in basso, una cornetta spesso penzolante. Non c\u2019era la cabina, non importava, se avesse piovuto, un piccolo archetto di plastica avrebbe protetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Restai l\u00ec qualche ora. Giunse una vecchia. Un po\u2019 trasandata, un cappello sgangherato, mani doppie, unghie grosse, ricci biondi ma sbiaditi fuori, bianca, bianchissima, strati di vestiti e cappotti. Prese la cornetta la sbatt\u00e8 sul telefono. La sbatt\u00e8 di nuovo. Lo colp\u00ec da un lato, lo colp\u00ec dall\u2019altro. Aspettava. Prese di nuovo la cornetta, premette ogni pulsante. Colp\u00ec il buco, colp\u00ec la fessura. Aspettava. Frugava nel foro in basso. Niente monete. Ritent\u00f2. Alcuni guardavano il telefono schifati, sembravano pensare che quell\u2019azione fosse una sorta di lavoro compiuto dalla donna. Come se quest\u2019ultima passasse tutta la sua giornata colpendo telefoni, tentando di trovare quelle monete lasciate o incastrate nel ricevitore per arrotondare gli spiccioli raccolti in altri luoghi. La donna and\u00f2 via, sconsolata, lasciava tra gli sguardi di accusa la cornetta penzolare. Restai fermo, ormai nessuna possibilit\u00e0 di telefonare sembrava possibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giunse un\u2019altra donna. Questa volta vestita meglio ma folle. La sua follia si avvertiva dalle mani, dal modo intermittente in cui le muoveva, i capelli ben sistemati, grassa al punto giusto, un vestitino attillato, sgualcito da qualche giorno. Con fare circospetto la vecchia prese un ferretto dalla borsa che teneva in mano. Lo guard\u00f2, lo lucid\u00f2. Lo infil\u00f2 nel buco per le monete. Spingeva, spingeva, spingeva. Cercava in ogni modo di far entrare quell\u2019uncino nella fessura. Una volta dentro rovistava a destra e sinistra, lo infilava pi\u00f9 che poteva. Questa volta le persone non sembravano attratte dall\u2019azione poich\u00e9 era meno evidente, meno rumorosa, professionale. La vecchia sent\u00ec qualcosa. Contenta diede l\u2019ultima spinta al ferretto, quella decisiva. Si sent\u00ec nello stesso momento una moneta cadere nel foro in basso. Lei la prese senza curarsi della placca di metallo protettiva. Aveva guadagnato pochi centesimi ma il volto era felice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quel telefono mi spaventava, non lo frequentava pi\u00f9 nessuno. Me ne stupivo, non avrei dovuto. Pensavo a quanto fosse facile per gli altri premere un pulsante e chiamare chi volevano, quando volevano. Quel telefono pubblico serviva ora solo a vecchie donne senza un soldo o a barboni per dormire, se fossero state cabine. Fu cos\u00ec che decisi di comprare un cellulare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giuseppe Acconcia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>The picture illustrating the short story is an artwork-installation by Charbel Samuel Aoun\u00a0<\/em>Voice of the invisibles<em>\u00a0(12 phones on wall, wires, conversations) on show at Mediterranea 16, Ancona (IT) on 2013<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per le strade sembravano scomparsi. Di certo diminuiti. 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