{"id":1635,"date":"2014-06-12T16:58:37","date_gmt":"2014-06-12T16:58:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/?p=1635"},"modified":"2014-06-27T14:54:27","modified_gmt":"2014-06-27T14:54:27","slug":"allard-van-hoorn-artista-sociale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/allard-van-hoorn-artista-sociale\/","title":{"rendered":"Allard van Hoorn, artista sociale"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Ho incontrato Allard van Hoorn (1968, Leiden, Paesi Bassi) \u2013 un passato da manager ed esperto di economia, \u00e8 un artista performer che attraversa architettura, design, danza, teatro (con un focus sulle installazioni sonore) \u2013 molti anni fa e non ho mai smesso di seguire la sua produzione che si concentra sul \u201ccreare script e scenari che indagano la nostra relazione con lo spazio pubblico\u201d. E non solo\u2026in un certo senso Allard \u00e8 anche un archivio vivente. Il suo <a href=\"http:\/\/www.allardvanhoorn.com\/\">sito internet<\/a> mette in grado ogni lettore di vedere ed ascoltare, in tempo reale, le sue produzioni (spesso le performance che esegue in musei e gallerie sono pubblicate con tanto di libretto di istruzione per essere riprodotte nei nostri spazi domestici).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2028van Hoorn crea e produce anche pezzi di \u201cdesign\u201d: da poco ha esposto un pavimento di rame in una galleria tedesca e l\u2019anno scorso \u2013 al restaurato de Appel &#8211; una vera e propria foresta di bulbi al led, un\u2019installazione cangiante a seconda delle variazioni del cielo sopra un vulcano islandese (controllate via computer).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2028Sterminata la sua produzione di mostre ed eventi, considerando che ha iniziato a fare l\u2019artista da meno di 15 anni: ha esposto, tra gli altri alla 2013 Istanbul Biennale; alla, ancora in corso, Biennale for Urbanism and Architecture a Shenzhen; a Centro Centro, Madrid; al MaCRO, Rosario; al Rosenthal Contemporary Arts Center; al de Appel arts centre, Amsterdam, Paesi Bassi; allo Storefront for Art and Architecture, New York; a Hear it! allo Stedelijk Museum, \u00a0Amsterdam; alla Gwangju Design Biennale; alla Pinakothek der Moderne di Monaco; a Gasworks, Londra; al Museum of Contemporary Art di Shanghai; al Van Abbemuseum di Eindhoven, Paesi Bassi; al Museu de Arte Moderna da Bahia, Salvador de Bahia, Brasile; al The Moore Space di Miami; al Museo de la Ciudad de M\u00e9xico; al German Architectural Centre (DAZ) di Berlino; al Zendai Museum of Modern Art di Shanghai ed al CCCB di Barcellona. Tra le pubblicazioni a lui dedicate, Kapital K _ A Classless Character edito da Onomatopee, On Barcelona di Actar e Strategies for Reaching the Millennium Development Goals di BigPictureSmallWorld Inc. e Buckminster Fuller Institute, oltre che molte riviste. E\u2019 tra i tutor dell\u2019 <a href=\"http:\/\/interprofessionals.net\/\">Architectural Association Interprofessional Studio<\/a> e guest tutor al Royal College of Art (Londra) ed anche al Sandberg Institute (Amsterdam). Ha tenuto lezioni e organizzato workshop e panel per, tra gli altri, il Rijksakademie Beamclub, Amsterdam; Gasworks, Londra; Hogeschool sint-lukas, Bruxelles, Belgio; per il Museo de Arte Moderna in Salvador de Bahia; per il programma Pensando en Voz Alta in Puebla, Messico, organizzato dalla Fundacion\/Coleccion Jumex; alla Sheffield Hallam University ed alla University for architecture UIC \/ ESARQ a Barcellona, dove ha a lungo vissuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A febbraio scorso \u00e8 stato Focus Artist ad Art Rotterdam. Leggendo il programma di mostre e residenze 2014, lo troveremo all\u2019ISCP Open Studios (New York) a novembre prossimo ed attualmente il suo progetto Urban Songlines \u00e8 adattato <em>site specific <\/em>in due collettive: fino al 18 agosto al Rosenthal Contemporary Arts Center (Cincinnati, USA) e fino al 14 ottobre a CentroCentro (Madrid).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al Rosenthal, insieme ad altri incredibili creatori (Los Carpinteros, Monica Sosnowska ed Hector Zamora) ed insieme ad alcuni gruppi di danzatori spagnoli, trasforma la porzione di edificio del museo denominata \u2018Urban Carpet\u2019 che Zaha Hadid, famoso architetto anglo-iracheno, aveva creato (\u00e8 una sorta di piazza pubblica che prende il posto della lobby: uno spazio per tutti, non solo per chi visita il museo), in un gioco di marmo composto da giganteschi palloni metereologici. In questo caso Allard crea musica (dal vivo) a partire dal suono creato dalla timbrica dell\u2019edificio durante le coreografie: \u00e8 come se l\u2019edificio arrivasse a possedere una sua propria voce grazie ai movimenti dei ballerini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A CentroCentro, una mostra collettiva rilegge e trasforma un edificio in disuso nel centro di Madrid, il Cine Bogart. L\u2019intervento di Allard consiste nel trasformare questo edificio in musica utilizzando la colonna sonora dell\u2019ultimo film proiettato nel vecchio cinema prima della sua chiusura insieme con il suono dei passi che si riappropriano dell\u2019involucro vuoto che custodisce la celluloide.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Sei un vero e proprio artista globetrotter; incarni quella particolare filosofia del fare e progettare pezzi partendo dal tuo corpo, ma non lo fai come molti artisti performer che ti hanno preceduto o che sono tuoi contemporanei. Tu intendi la tua pratica come una serie di azioni e pensieri calati nella sfera sociale ed attuale di una vasta fetta di vita reale, specialmente quella dello spazio, degli spazi, delle culture, della musica, delle identit\u00e0 visive e del teatro. Forse l\u2019arte per te \u00e8 un processo generativo a partire dal genere umano, con urgenze e feedback che compongono integralmente la tua opera piuttosto che la classica ed asettica mostra nel <\/em>white cube? <em>Se cos\u00ec \u00e8, chi sono i tuoi visitatori ideali e chi sono i tuoi collezionisti ideali?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 che intendo, facendo arte, \u00e8 che \u2013 a livello energetico \u2013 l\u2019opera debba essere specificatamente collegata a un luogo. Riflettendo quindi sulle caratteristiche sociali, politiche e storiche di un luogo, posso analizzarlo e sono in grado di reagire fortemente ad esso per permetterci di guardarlo differentemente. In questo, tutti quegli spazi pubblici su cui indago, arrivano a possedere una nuova voce che ri-pensa la relazione che abbiamo con essi e forse rende possibile anche una nuova interazione ed un loro nuovo utilizzo. Quindi i miei pubblici sono semplicemente quegli astanti o passanti che non necessariamente devono incontrare, riconoscere o conoscere i miei interventi come \u201carte\u201d ma come uno strumento per ridefinire la loro relazione con il loro ambiente o con quel luogo. \u00a0I collezionisti di questi eventi od esperienze sono quelli che hanno la documentazione, le foto ed i video. Spesso dei <em>props<\/em>, che incapsulano una sorta di nuove \u201clegende\u201d dei luoghi che ho attraversato e \u201criprocessato\u201d attraverso i miei interventi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u2028\u2028Il tuo interesse artistico parte dall\u2019architettura perch\u00e9 \u00e8 lo spazio naturale dell\u2019interferenza umana e politica sulle urgenze estetiche o viene dalle tue precedenti esperienze come manager ed esperto economico che quindi ti mette in grado di avere una conoscenza privilegiata di cosa \u00e8 spesso \u201cdietro\u201d alle azioni umane e alle forme sociali nelle societ\u00e0 occidentali?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 l\u2019opposto delle cose che ho imparato prima a guidarmi a capire la nostra relazione con l\u2019altro da s\u00e9, con gli spazi, con l\u2019ambiente condiviso dove tutti noi coesistiamo e collaboriamo. L\u2019architettura \u00e8 uno sbocco interessante dello spettro pi\u00f9 vasto dell\u2019interazione, dato che \u00e8 una manifestazione, statica ma audace, dello sviluppo del nostro mondo: monumenti ai nostri tempi e sfarzi tecnologici che si prestano molto bene per essere tradotti in danza, musica, teatro e opera, piste da skateboard ed altre interpretazioni dinamiche che ci aiutano a modificare la prospettiva. Avendo conosciuto ed esperito ci\u00f2 che \u00e8 rigido, sono molto capace nel cogliere gli slittamenti negli spazi pubblici e nelle loro topografie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Sei un viaggiatore instancabile e credi molto che le residenze siano una vera forma d\u2019arte: puoi dirci di pi\u00f9 dello stato dell\u2019arte di questa particolare pratica dal tuo punto di vista? E\u2019 ancora uno strumento valido per giovani artisti oppure lo \u00e8 per artisti pi\u00f9 esperti che hanno gi\u00e0 un loro network con solide basi in cui la residenza non cali solo come un tempo della \u201cvacanza\u201d (mancanza) per esprimere contesti diversi dal proprio?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u2028<\/em>Se gli artisti a cui ti riferisci hanno come metodo o missione del loro lavoro la ricerca su ambienti sociali per comprendere le loro regole, dinamiche e re-interpretazioni, allora uno strumento come la residenza \u00e8 in grado di offrire una solida cornice di lavoro. La mia prima esperienza \u00e8 stata altrettanto fruttuosa come l\u2019ultima perch\u00e9 non \u00e8 l\u2019esperienza (dell\u2019artista) quella che conta. Se si \u00e8 in grado di capire e lavorare su un luogo con la scoperta delle sue fratture nel tessuto mentre \u00e8 l\u00ec che si vive, si sta, si mangia e si dorme, questo aiuta molto di pi\u00f9 a scoprire e rielaborare l\u2019ambiente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Quali sono i progetti che preferisci degli ultimi cinque anni e quale \u00e8 il prossimo a cui tieni di pi\u00f9 a cui stai lavorando?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi piacciono molti miei lavori e tutti per differenti ragioni, tuttavia se proprio devo elencarti i preferiti sono quelli che mi hanno dato le visioni pi\u00f9 interessanti e le reazioni e le riflessioni pi\u00f9 sorprendenti. Ad esempio, il lavoro per l\u2019ultima Biennale di Instanbul ha creato una fortissima reazione nel pubblico. Era come se il pezzo avesse aiutato le persone a vivere certe emozioni che erano gi\u00e0 l\u00ec ma non potevano emergere fino a quel momento&#8230;Continuo a cercare nuovi metodi per spostare la nostra percezione dello spazio pubblico e la nostra relazione con esso quindi sono alla continua ricerca di metodi di indicizzazione e classificazione. Sono anche interessato a guardare pi\u00f9 da vicino ai ruoli formali e alle relazioni che vigono in questi spazi attraverso il cinema ed il teatro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Sarebbe stato pi\u00f9 difficile per te se non fossi stato un artista olandese? Te lo chiedo perch\u00e9 in Olanda sono numerose le fondazioni che negli anni passati hanno sostenuto, con ottime politiche di finanziamento, tanti artisti ad intraprendere un percorso pi\u00f9 strutturato e professionale.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Devo dirti che essere sostenuto dal sistema di finanziamenti per l\u2019arte olandese aiuta ma non \u00e8 la via per la santit\u00e0! Immagino che se come artisti si opera in questo senso, come una necessit\u00e0 di vita, per indagare il mondo e creare la propria arte, si \u00e8 in grado di trovare molte altre vie per farlo ugualmente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho incontrato Allard van Hoorn (1968, Leiden, Paesi Bassi) \u2013 un passato da manager ed esperto di economia, \u00e8 un &hellip; <a href=\"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/allard-van-hoorn-artista-sociale\/\">Continua<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1641,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[12],"tags":[486,491,498,495,489,493,339,496,448,487,488,497,200,494,490,492],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1635"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1635"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1635\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1964,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1635\/revisions\/1964"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1641"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1635"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1635"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1635"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}