{"id":169,"date":"2014-02-04T10:18:46","date_gmt":"2014-02-04T10:18:46","guid":{"rendered":"http:\/\/slowords.turturiello.com\/remi-durand-gasselin-walker-2\/"},"modified":"2018-02-20T10:33:32","modified_gmt":"2018-02-20T10:33:32","slug":"remi-durand-gasselin-walker","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/remi-durand-gasselin-walker\/","title":{"rendered":"R\u00e9mi, camminatore"},"content":{"rendered":"<p>Venezia, 8 novembre, inizio inverno, notte, interni di un palazzo nobile del XVIII\u00b0 Secolo; questa \u00e8 la cornice di un match davvero speciale. Un amico ogni settimana apre la sua sala da pranzo per un\u00a0<i>Saloon<\/i>\u00a0che non solo di nome ma anche di fatto &#8211; le atmosfere, gli arredi &#8211; ricorda quelli di settecentesca memoria. Sugli inviti reca un\u2019esortazione: gli amici, gli amici degli amici, gli amici degli amici degli amici\u2026.sono i benvenuti! Incontri tante persone diverse, in un\u00a0<i>loop<\/i>\u00a0quasi infinito: giovani artisti Veneziani o foresti, musicisti ed ogni tipo di persona. Fantastico, perch\u00e9 gli inverni veneziani sono molto solitari! Ad uno di questi\u00a0<i>Saloon<\/i>\u00a0di cui sono, come immaginate, un\u2019avida frequentatrice, qualcuno ha portato\u00a0<b>R\u00e9mi\u00a0<\/b><b>Durand-Gasselin<\/b>, un trentasettenne francese che si trovava in citt\u00e0 perch\u00e9 era l\u00ec che finiva un viaggio molto speciale: girare l\u2019Italia da capo a piedi per otto mesi. Non ho potuto resistere a scoprirne di pi\u00f9 e l\u2019ho intervistato, su sua richiesta ho atteso tornasse a Parigi e quindi quest\u2019intervista si \u00e8 svolta tra Venezia e Parigi mentre le foto che la illustrano sono state prese all\u2019alba della notte di novembre di quel\u00a0<i>Saloon<\/i>\u00a0da un\u2019altra invitata e frequentatrice assidua, Francesca Lanaro<\/p>\n<p>R\u00e9mi lavorava e lavora nel pi\u00f9 volatile dei business europei (l\u2019immobiliare). Desiderando con forza imprimere una svolta al suo\u00a0<i>m\u00e9nage<\/i>, ha cercato un modo per tornare ad assaporare la vita ed il suo gusto a piccoli sorsi e l\u2019ha trovato in un viaggio unico nel suo genere, anche unico per rompere drasticamente una routine faticosa e cancellare, in un certo senso per sempre, i suoi effetti. Che tipo di esperienza poteva concedersi una persona come lui, grande viaggiatore gi\u00e0 di suo, sin dall\u2019adolescenza? Certo, una soluzione intima e personale, per (ri)trovarsi ancora una volta. R\u00e9mi ha quindi scelto di partire senza compagni di viaggio, perch\u00e9 il suo\u00a0<i>mumble mumble\u00a0<\/i>ritornasse di nuovo forte e chiaro. Di quest\u2019esperienza, a parte l\u2019intervista che tra poco leggerete, resta un\u00a0<a href=\"https:\/\/lespiedsdanslabotte.wordpress.com\/\">blog<\/a>\u00a0in due lingue e presto un libro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>La tua storia in poche righe<\/i><\/p>\n<p>Sono nato l\u20198 febbraio del 1977, ho studiato allaToulouse Business School, all\u2019Institut d&#8217;\u00e9tudes \u00e9conomiques et juridiques appliqu\u00e9es \u00e0 la Construction et \u00e0 l&#8217;Habitation (<b>ICH<\/b>) ed al Royal Institution of Chartered Surveyors; lavoro nel management di propriet\u00e0 immobiliari ed in particolare mi occupo di uffici e negozi (incluse le valutazioni di questo tipo di propriet\u00e0). Vivo Parigi come la mia citt\u00e0 natale ed il mondo come il mio campo da gioco.<\/p>\n<p>Per i primi quindici anni della mia vita ho sempre viaggiato con la mia famiglia (genitori, due fratelli, una sorella e un cane). Poi ho voluto fare le cose a modo mio e vedere il mondo come piaceva a me. E non appena si \u00e8 presentata la prima occasione di andare a lavorare fuori sono partito, senza esitare (per l\u2019Australia). Ho studiato tanto, dalla contabilit\u00e0 all\u2019immobiliare. Ora conosco molto bene questo mercato, in particolare a Parigi, e lo valuto regolarmente. Amo l\u2019arte: non che sia un gran conoscitore ma mi aiuta a respirare e comunque fa parte della cultura della mia famiglia. Spesso fotografo, per dimostrare che ci sono altre angolazioni con cui guardare alla vita di ogni giorno e alle nostre citt\u00e0. E, dal 2013, posso dire anche che so camminare\u2026.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>8 mesi, 3.600 km: una maniera molto poco comune per passare una vacanza. Forse questo viaggio \u00e8 come un sabbatico, per imparare pi\u00f9 che per spendere e consumare?<\/i><\/p>\n<p>Il 2013 \u00e8 stato un anno d\u2019intervallo per me ed un sabbatico dal mio lavoro. Ho cercato di fermare il tempo e di portarlo con me. Quindi ho viaggiato usando il mezzo pi\u00f9 lento: camminare! 3.600 chilometri di passeggiate in Italia prendono un sacco di tempo e ancora pi\u00f9 pazienza. Ti riducono al grado zero, al mero essere. E\u2019 un vero reset del cervello. I tuoi soli bisogni sono mangiare, dormire e socializzare. Puoi anche stivare tutto quello di cui hai bisogno in un solo zaino a spalla: 3 magliette, due pantaloni, quattro paia di calzini, 3 mutande, un pullover. Tanto sar\u00e0 solo quello che indosserai per i tuoi prossimi 240 giorni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Che tipo di incontri hai nella tua giornata di lavoro tipo?<\/i><\/p>\n<p>Nella vita da ufficio, ho a che fare con persone che lavorano per i loro capi e per i loro azionisti. Se non ci mettono idee, la catena di produzione funziona bene. Quindi le persone sono tenute ad eseguire pi\u00f9 che a pensare. Ho avuto poche esperienze di persone che pensano per portare a compimento differentemente i loro compiti. A volte ho incontrato persone di cultura, molto spesso si sono fatti da soli e hanno una grande, limpida conoscenza e conduzione degli affari.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Quanto \u00e8 difficile oggi secondo te iniziare un\u2019attivit\u00e0 imprenditoriale e quindi poi resistere sul mercato?<\/i><\/p>\n<p>In Francia pu\u00f2 essere assai difficile perch\u00e9 le regole sono troppo complicate e portano via troppo tempo a tutti coloro i quali vogliono dedicarsi al business e non annegare nella burocrazia. Inoltre, se consideri l\u2019alto livello di tasse, il rischio spesso non vale la candela! Nonostante tutto, alcuni ottimi imprenditori ce la fanno!<\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p><i>Cosa Parigi, la societ\u00e0, la Francia, fanno per te?<\/i><\/p>\n<p>Mi danno un ambiente sicuro, che credo sia la cosa pi\u00f9 importante la Societ\u00e0 (qui lo stato francese) debba assicurare alle persone. Tuttavia, questo tipo di ambiente spesso non crea tanti liberi pensatori tra i cittadini!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Tu cosa fai per Parigi?<\/i><\/p>\n<p>Sono quanto pi\u00f9 onesto possibile con chi mi circonda e con chi, credo, lo meriti. Non penso che pagare le tasse sia abbastanza per cui, in pi\u00f9, cerco di essere carino e di sorprendere le persone. Ad esempio, ospito un sacco di stranieri che visitano Parigi con CouchSurfing. E tutte le volte che compro un giornale od una rivista, dopo averli letti mi piace lasciarli nell\u2019androne a disposizione dei miei vicini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Quale momento felice che ti \u00e8 accaduto di recente ricordi ancora con grande piacere?<\/i><\/p>\n<p>L\u2019anno scorso, durante il mio viaggio a piedi in Italia, un giorno il mio percorso si trova a sbucare su un\u2019autostrada senza alcun\u2019altra soluzione percorribile. Dato che non mi era proprio possibile camminare in una strada cos\u00ec trafficata, ho chiesto autostop. Ho chiesto alla prima macchina che passava alla stazione di servizio dove mi ero fermato e, con mia incredibile sorpresa, si trattava proprio del proprietario dell\u2019Agriturismo dove avevo prenotato e dove mi stavo recando! Cos\u00ec imprevedibile, cos\u00ec fantastico!<\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p><i>Qual \u00e8 il tuo piatto preferito e quale il tuo drink?<\/i><\/p>\n<p>Cucinare non fa per me, tuttavia mi esprimo al meglio con le zuppe: non c\u2019\u00e8 limite ad aggiungere ingredienti e sapranno sempre di buono! Adoro il\u00a0Pessac-Leognan: \u00e8 sempre un grande piacere berlo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Che musica e che libro hai adesso con te?<\/i><\/p>\n<p>La musica classica non mi manca mai e non mi dispiace mai, la ascolto tantissimo e specialmente quando sono sul mio divano, leggendo un libro di Stefan Zweig, che genio quest\u2019uomo!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Un talento che hai, uno che ti manca.<\/i><\/p>\n<p>Di sicuro quello di fare foto da prospettive o punti di vista sorprendenti ma se c\u2019\u00e8 una cosa che proprio non so fare e me ne dispiace un sacco, quella \u00e8 disegnare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Che relazione hai con quella letteratura del vagare (come<\/i>\u00a0Storia del Camminare\u00a0<i>di Rebecca Solnit o testi di altri autori che celebrano il camminare come atto filosofico e fisico nello stesso tempo)? Cosa ti ha convinto a fare questo viaggio ed in questo modo, soprattutto?<\/i><\/p>\n<p>Leggere il libro giusto al momento giusto pu\u00f2 cambiarti la vita. Quando un autore, come Alexandre Poussin sa come scrivere, ti picchia duro. In\u00a0<i>Marche Avant<\/i>, Alexandre parla della sua esperienza e in particolare di un viaggio che ha fatto con la sua futura moglie, Sonia, camminando per tre anni dal Sud Africa ad Israele.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Mi racconti dei momenti pi\u00f9 incredibili che hai avuto all\u2019inizio, a met\u00e0 e alla fine del tuo viaggio a piedi?<\/i><\/p>\n<p>Certo, lasciare un decennio di vita parigina per andare a camminare da solo in Italia non \u00e8 certo qualcosa per cui si pu\u00f2 essere preparati. E neanche troverai molte persone disposte a capire cosa stai facendo. Del resto, neanche io l\u2019ho mai saputo troppo bene. Ho solo pensato sarebbe stato possibile farlo, ed in fondo cos\u00ec \u00e8 stato. Prima di partire non sono mai stato spaventato, non ho mai esitato. Non vedevo ostacoli al mio sogno di attraversare un paese a piedi per conto mio.<\/p>\n<p>500 Km dopo la partenza, ho avuto veramente un bel momento perch\u00e9 era la prima volta in vita mia che facevo una camminata cos\u00ec lunga. Poi, arrivando al punto pi\u00f9 remoto del mio itinerario, Santa Maria di Leuca, mi sono sentito veramente bene perch\u00e9 sapevo che da quel momento in poi avrei avuto \u201csoltanto\u201d da tenere il Nord per raggiungere il mio obiettivo, a circa 2.200 Km di distanza. Poi, mi sono sentito davvero \u201carrivato\u201d una volta che ho raggiunto i 3.000 km, precisamente ero nel parco nazionale delle Cinque Terre. Dopo aver pensato per ben due volte di mandare all\u2019aria il viaggio, sono stato, infine, orgoglioso di me quando sono riuscito a portarlo a termine. Anche se non era ancora finito, dato che avevo il sogno (segreto) di finirlo a Venezia, la mia vera destinazione, che raggiunsi, infine, 600 km dopo. Peraltro, \u00e8 stato sorprendente aver avuto la sensazione di aver finito il viaggio circa due giorni prima, a 50 km dalla citt\u00e0 lagunare: se pensi, questa breve distanza rappresentava solo l\u20191,5% del totale\u2026.Una grande, grande soddisfazione!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Trasformerai I\u00a0<\/i><a href=\"https:\/\/lespiedsdanslabotte.wordpress.com\"><i>Piedi nello Stivale Italiano<\/i><\/a><i>\u00a0<\/i><i>il tuo blog e poi ne scriverai un libro? Stai per caso pensando anche di cambiare vita dopo quest\u2019esperienza \u2013 intendo il posto dove vivi ed il tuo lavoro?<\/i><\/p>\n<p>Se nel 2013 ho viaggiato fisicamente, quest\u2019anno lo sto facendo con la mente. In pratica rivivo nuovamente il mio viaggio e prendo degli appunti che, spero, diventeranno un libro: mi aiuter\u00e0 a condividere la mia storia e questi otto mesi. E\u2019 stato sempre difficile farlo con una chiacchierata di dieci minuti finora.<\/p>\n<p>Se cambier\u00f2 la mia vita? Me lo hanno chiesto in molti, ma la risposta non pu\u00f2 essere bianco\/nero, cos\u00ec diretta. Sicuramente la mia esperienza ha cambiato per sempre il mio modo di pensare, le priorit\u00e0 e molto altro. Tornando in un ambiente rimasto lo stesso, mi sono sentito come una pecora nera in un gregge. Il cambiamento \u00e8 dentro di me, cerco di proteggerlo ogni giorno dal flusso d\u2019informazioni e di tentazioni che vivo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Divideresti un\u2019esperienza cos\u00ec speciale con altre persone, rifaresti cio\u00e8 un viaggio a piedi in compagnia la prossima volta?<\/i><\/p>\n<p>Certo, \u00e8 un\u2019esperienza da condividere. Poi, camminare con un partner pu\u00f2 renderla ancora pi\u00f9 differente ed anche molto utile. Oltre te stesso, conoscerai anche l\u2019altra persona molto meglio. E non penso che l\u2019altro o l\u2019altra debba essere per forza un fidanzato, ma una persona molto vicina. Qualcuno con cui vorresti dividere tanto. Io ho fatto tutto da solo e ho pensato un sacco. Nel mio viaggio (peraltro a Venezia!) ho conosciuto di una coppia, attorno ai 30 anni, che ha camminato da Tallin a Lisbona!<\/p>\n<p>Camminare \u00e8 un modo fantastico per compiere un progetto con qualcuno. Farlo con qualcun altro significa che scegli di vivere con lui o lei una storia intensissima: pensa che le persone sposate si vedono molto poco, poche ore la sera dopo il lavoro. Quando cammini un anno, significa 365 giorni insieme sempre, dal risveglio al sonno al cibo alle lotte per i problemi quotidiani. Non posso dire di averlo gi\u00e0 vissuto in coppia ma immagino come sia godere insieme dei momenti meravigliosi e sopravvivere insieme a quelli brutti! E\u2019 come un matrimonio: se in quello reale ti occorrono 10 anni per conoscere il tuo partner, in un\u2019esperienza di cammino le cose sono assai pi\u00f9 rapide!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>La diversit\u00e0, gli altri, sono una limitazione in qualche modo durante un cammino?<\/i><\/p>\n<p>Lo sono, anche se ero cosciente di stare scegliendo di camminare da solo in un paese che non era il mio e di cui non parlavo la lingua (ora la parlo!). Poi il fatto di cambiare ogni giorno i piccoli paesi in cui soggiornavo non aiutava di certo ad andare in profondit\u00e0 nelle cose e a farmi capire dalle persone che incontravo. In teoria tutto questo \u2013 l\u2019isolamento linguistico e pratico \u2013 \u00e8 carino per i primi tre o quattro mesi. Ma immagina averla come costante per otto mesi\u2026Non sei mai a casa, incontri persone nuove tutti i giorni e magari devi a tutti spiegare la tua storia di nuovo\u2026<\/p>\n<p>Un mio amico ha trovato due frasi che definiscono proprio bene quello che ho vissuto durante il mio peregrinare: \u201cquando succedevano cose belle, era sempre quando ero solo, quando ne avevo di bellissime non sono state mai moltiplicate dalla presenza di altri ma solo da me\u201d. Aggiungo, quando stavo male ero sempre da solo e questo significava prolungare molto questo stato (se sono triste a Parigi chiamo gli amici e vado al bar a bere, il giorno dopo sto bene!). Il fatto \u00e8 che quando sei solo devi accettare ed analizzare il dolore. Quindi, se dobbiamo chiamarle tali, queste sono state le \u201climitazioni\u201d nel mio viaggio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Ti sei innamorato dopo la tua esperienza di cammino?<\/i><\/p>\n<p>No, non immediatamente e comunque non in relazione al mio viaggio. Beh, ad essere onesti ed andando a fondo su questo punto\u2026quando sono tornato indietro, ero felice di vedere tutti (la famiglia, gli amici e persino i miei colleghi!). Ero principalmente felice di avere di nuovo delle regole. Quando vivi da solo per otto mesi e cammini con un solo scopo (nel mio caso raggiungere Venezia), puoi sempre fare quel che vuoi: decidi quando fermarti, se continuare per tre giorni o per uno, quanti km percorrere in un giorno, mandare all\u2019aria tutto, a che ora e quante volte mangiare\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>A parte le regole, felice di ritrovare la tua routine?<\/i><\/p>\n<p>S\u00ec, felice. Meglio averla e non pensare troppo. Ma appena mi rimetto a pensare, mi dico \u201cche cavolo ci faccio qui?\u201d. E questo \u00e8, credimi, molto difficile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venezia, 8 novembre, inizio inverno, notte, interni di un palazzo nobile del XVIII\u00b0 Secolo; questa \u00e8 la cornice di un &hellip; <a href=\"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/remi-durand-gasselin-walker\/\">Continua<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[12],"tags":[23,21,15,20,17],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/169"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=169"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/169\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10859,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/169\/revisions\/10859"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/180"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=169"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=169"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=169"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}