{"id":1736,"date":"2014-06-16T20:54:13","date_gmt":"2014-06-16T20:54:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/?p=1736"},"modified":"2014-07-03T15:17:34","modified_gmt":"2014-07-03T15:17:34","slug":"barbara-orafa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/barbara-orafa\/","title":{"rendered":"Barbara, orafa"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">A Venezia, Campo San Beneto, in una teca del Fortuny (fino al 14 luglio) ci sono 25 spille. Le firma un\u2019orafa veneziana (Barbara Paganin, 1961) che si dedica dagli anni \u201890 solo al gioiello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Memoria Aperta\u00a0<\/em>\u00e8 una grande raccolta a cui fa seguito una imperiosa operazione di <em>metissage<\/em>: ciascuna spilla \u00e8 composta di tanti piccoli oggetti accumulati o trovati dall\u2019artista. Barbara, a proposito, dice: \u201cProvo un\u2019emozione forte. Dopo tanti anni di accumulo, per la prima volta mi sono liberata dall\u2019affetto della memoria presa in prestito.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Memoria Aperta<\/em> genera una storia, un ritratto di famiglia, un bisbiglio e a tratti un poema: ciascuno di noi pu\u00f2 leggerla come vuole e trovarla amara, dolcissima, romantica o sensuale. La fattura delle piccole sculture portatili \u00e8 straordinaria. Un castello di gesti, di precisissime giunzioni e di distribuzione di qualit\u00e0, come se ogni piccolo tassello di spilla fosse proprio un personaggio che parla e che concorre a formarne il senso. I lavori di Barbara, infatti, sono nei pi\u00f9 grandi musei del mondo tra cui al Cooper-Hewitt (New York), al Mus\u00e9e Des Arts D\u00e9coratifs (Parigi), al Boijmans van Beuningen (Rotterdam).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I suoi gioielli sono paesaggi o architetture, mondi: entro di essi spesso le forme naturali (anemoni, cavolfiori) la fanno da padrona, ma credo soprattutto che la creazione di Barbara si nutra di un amore enorme, indissolubile per il colore: quando era pi\u00f9 giovane li amava tutti tranne l\u2019azzurro (e le era impossibile anche fisicamente accostarsi ad esso).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la scuola, inizia a lavorare come disegnatrice da Venini ed ogni volta che pu\u00f2 va alle fornaci (a quei tempi tutte aperte) a respirare la magia della pasta di vetro, del colore che nasce. I suoi occhi brillano, il suo corpo ossuto e armonico si tende quando ci pensa e racconta degli anni muranesi, la voce suadente insiste a sottolineare l\u2019importanza del processo che continua a stregarla: \u201cCon le polveri di vetro devi sentire dentro il colore, non solo guardarlo. Nel vetro il colore della pasta vitrea che usi non sar\u00e0 quello che vedrai dopo la cottura. La mia esperienza con Venini \u00e8 stata importante. Il sapore, il gusto della fornace\u2026Erano gli anni di De Santillana, di Toni Zuccheri.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Dove trovi ispirazione? <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho studiato all\u2019Istituto Statale D\u2019Arte di Venezia, ho deciso di fare oreficeria perch\u00e9mi piaceva, mio pap\u00e0 aveva fatto architettura ed un po\u2019 volevo copiarlo. Mi piaceva il nome della parola, non sapevo neanche cosa avrei trovato. Mia mamma \u00e8 stata adottata e si sa che la sua mamma era del Montenegro e spesso abbiamo fantasticato che questo mio estro venisse da lontano, fosse perch\u00e9 loro erano zingari e quindi orafi e io avessi preso da loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Nel tempo hai sperimentato qualsiasi tecnica<\/em><em>\u2026<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il vetro \u00e8 entrato prepotentemente nella mia vita quando ho partecipato a Trieste Contemporanea (2006), vinsi ed il premio era la realizzazione del mio progetto (fu allora che entrai in contatto con Paolo Cenedese e con la scuola del Vetro \u201cAbate Zanetti\u201c). Poi mi \u00e8 stato proposto un contratto di un anno e ho potuto realizzare tutti i miei calchi dei cavolfiori e ho fatti tantissimi altri esperimenti. Con il vetro lavori con il colore, \u00e8 facile utilizzarne uno solo, \u00e8 pi\u00f9difficile mescolarne molti, sono arrivata ad usarne fino a sette, opachi e trasparenti insieme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Sei nelle collezioni di grandi musei. Che oggetti hai in ciascuno di essi?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al Boijmans ho un pettine, l\u00ec la galleria Marzee di Nijmegen aveva chiesto ai suoi artisti di fare un pettine speciale per festeggiare i dieci anni di attivit\u00e0. Io ne feci tre diversi con la possibilit\u00e0 anche di essere venduti, uno di questi l\u2019ha preso il museo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al Cooper c\u2019\u00e8 un anemone acquisito tramite un gallerista di New York.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Parigi ci sono due pezzi: uno \u00e8 dei miei gioielli del periodo del mare e degli anemoni, poi una collana ad elementi modulari, si chiama nasse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il gioiello pi<\/em><em>\u00f9\u00a0<\/em><em>insolito che hai fatto?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un amuleto, di quelli se ne fanno pochi. Era sempre per la galleria in Olanda, dove la gallerista cadde. Per celebrare la sua guarigione, fu organizzata una mostra composta solo di amuleti. Io feci un uccellino in oro su base quadrata in argento verde: la base \u00e8 simbolo della terra mentre l\u2019uccello \u00e8 la leggerezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Hai mai fatto gioielli da uomo?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ultimamente ho fatto misure da uomo, gigantesche, per alcuni anelli. Ho avuto sempre uomini tra i miei clienti, anche italiani, e quindi i miei gioielli sono assolutamente unisex.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Parli di una memoria presa in prestito nel momento in cui fondi questa collezione, riesci ancora a riconoscere i singoli pezzi? <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da lontano ho una visione globale, da vicino riconosco ogni parte. Pensa, io li riconosco anche dai numeri, se mi dici 18 ti so dire qual \u00e8 e ti so dire tutto ci\u00f2 da cui \u00e8nato! E\u2019buffo, questo progetto \u00e8 nato per caso. Feci una sola spilla e la indossai a una fiera, la Collect alla Saatchi (Londra), e tutti rimasero molto colpiti. La curatrice di questa mostra, in particolare, mi chiese di fare pi\u00f9 pezzi per proporli al museo. Ne feci due o tre, poi siamo arrivati a 25 perch\u00e9 mentre tornavo a casa in bicicletta, mi feci male ad una mano, ero preoccupata per cosa ne sarebbe stato. Costretta al riposo, mi misi a progettare e quindi ne potei fare tante di pi\u00f9, anche pi\u00f9 di quelle che vedi qui. Prevedo di non venderli perch\u00e9 gireranno parecchio in diversi musei dopo il Fortuny. Alla fine del ciclo di mostra saranno in vendita. Non riesco a pensare che una vada da una parte e una dall\u2019altra, mi viene difficile pensare di dividerle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La tua storia in 10 righe: sei nata a Venezia e sei restata sempre il pi<\/em><em>\u00f9\u00a0<\/em><em>possibile vicino a Venezia mentre i tuoi gioielli vagano per il mondo. Perch<\/em><em>\u00e9<\/em><em>?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">No, non c\u2019\u00e8 un motivo. Mi piace talmente Venezia che quando me ne sono andata, nel 2002 perch\u00e9 ho dovuto cambiare casa, ho tagliato i capelli a zero. Poi sto bene in tanti posti e comunque quando hai famiglia qui, tanti animali (al momento 3 pappagalli e un gatto) \u00e8 difficile spostarsi. Ora sono ad Oriago: una volta che dovevo lasciare Venezia, qualsiasi posto andava bene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi sono laureata in scultura all\u2019Accademia di Belle Arti qui a Venezia. Insegno da oltre 30 anni, nel 2002 ho anche tenuto una master class al Royal College di Londra. Insegno progettazione oltre che design del gioiello, m\u2019interessa la metodologia che serve per fare un gioiello ma anche una valigia. La progettazione, un metodo (ed anche l\u2019entusiasmo e la voglia di fare) sono molto utili alle nuove generazioni. Trovo ancora studenti per cui valga la pena insegnare. Ti stimano quando capiscono che tu ci metti passione, che non gli stai raccontando storie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C<em>he incontri fai quando lavori come creatrice?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando giro incontro altri orafi, soprattutto stranieri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Quali sono le tue difficolt<\/em><em>\u00e0<\/em><em>come imprenditrice? <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo scontro con il prezzo del mio lavoro e quello, raddoppiato, a cui viene venduto nelle gallerie. Alla fine, per quanto arrivano a costare, potevo regalarlo perch\u00e9 quello che resta a me, tolte le spese e le tasse, \u00e8 pochissimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Cosa ha fatto per te la societ<\/em><em>\u00e0<\/em><em>?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Istituzioni come il Fortuny, dove siamo adesso, sono importanti. Anche quando vinsi il premio Bevilaqua la Masa, \u00e8 qualcosa che la citt\u00e0 di Venezia ha fatto per me, ma non solo. La societ\u00e0 per me \u00e8 tutto quello che esiste di cui ti servi come cittadino: dalla biblioteca, al cinema. Sono doni che da solo non troveresti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Cosa hai fatto tu per la societ<\/em><em>\u00e0<\/em><em>?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Creare cose che altrimenti rimarrebbero solo nella mia testa (e gli altri non potrebbero vedere). L\u2019artista \u00e8 un creatore, come un poeta che scrive la sua poesia: un regalo perpetuo per gli altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Qualcosa di bello che ti <\/em><em>\u00e8\u00a0<\/em><em>successo recentemente?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come artista, sapere che i miei pezzi sono acquisti anche al Lacma (Los Angeles), tramite una collezionista che ha fatto un lascito: non \u00e8 stato un rapporto freddo con questo museo. Mi hanno scritto, hanno chiesto del mio lavoro. Non \u00e8 come gli altri musei che quasi quasi quando ti acquisiscono quasi non te lo dicono neanche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La tua passione culinaria e la tua bevanda preferita?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mazzancolle cotti, saltati in padella con riso e verdure come li cucinava il mio fidanzato. Non bevo, solo acqua e tisane alle erbe e al finocchio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La musica che ascolti in questo momento ed un libro?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siccome non ho tempo per leggere, amo molto gli audiolibri. Ora sto tentando di \u201cascoltarmi\u201d Guerra e Pace, ne ho ascoltati tanti cos\u00ec mentre lavoro. In questo periodo ascolto i Placebo e l\u2019armeno Serj Tankian. Direi che preferisco il rock.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>I tuoi prossimi progetti?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un progetto di anelli in titanio e diamanti (non saranno pezzi unici come queste spille ma multipli). Il titanio \u00e8 un metallo difficilissimo, bello, leggero e resistente ed il grigio che ha mi piace molto, \u00e8 affascinante. Un materiale duro e durevole, stabile. Immutabile. E\u2019la prima volta che vengono messi insieme, titanio e diamanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Autori da tenere d<\/em><em>\u2019<\/em><em>occhio nel gioiello contemporaneo sia prezioso che semi prezioso?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il materiale non \u00e8 importante. Usi il materiale che \u00e8 congeniale a trasmettere la tua idea (spesso io uso anche le plastiche). Dei giovani designer non sono molto informata, ce ne sono tantissimi, tuttavia non mi sembra di aver trovato un\u2019identit\u00e0 forte (sembrano copiare). Conosco di pi\u00f9i coetanei, qui a Venezia comunque non ci sono orafi. Apprezzo molto Babetto e Pavan, di Padova. Sono molto affezionata a Nel Linssen, che fa gioielli in carta; agli estoni, un po\u2019 pi\u00f9 giovani, che usano elementi presi dalla natura (uccelli, farfalle, rami): cose molto lontane da me, ecco perch\u00e9 mi affascinano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>E le tue gallerie? Come va con quelle con cui lavori attualmente <\/em>(Paula Crespo, Lisbona; Caroline Van Hoek, Bruxelles; Galleria Orfeo, Lussemburgo, ndr)<em>?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho smesso di lavorare con molte gallerie in questi anni perch\u00e9 non sono contenta di come trattano i lavori (li usano, li indossano) oppure ne hanno talmente tanti che non riescono a far vedere i tuoi (che senso ha tenerli da loro in un cassetto?). Ho tenuto solo tre gallerie, una non vende assolutamente niente ma mi \u00e8 simpatica. In Italia ce ne sono pochissime, comunque non riesco a stare dietro alle loro richieste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per me conta molto l\u2019insegnamento perch\u00e9 ha una regola, scandisce la tua giornata. Dopo viene tutto il resto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Venezia, Campo San Beneto, in una teca del Fortuny (fino al 14 luglio) ci sono 25 spille. 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