{"id":1901,"date":"2014-06-27T14:34:52","date_gmt":"2014-06-27T14:34:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/?p=1901"},"modified":"2014-07-10T10:43:56","modified_gmt":"2014-07-10T10:43:56","slug":"gianmarco-fotogiornalista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/gianmarco-fotogiornalista\/","title":{"rendered":"Gianmarco, fotogiornalista"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Incontro Gianmarco Maraviglia (1974), fotogiornalista milanese, un pomeriggio di maggio nel suo quartiere, Isola. Sono nata un anno dopo, amo il suo stesso quartiere, i suoi stessi club e ho deciso di non considerare pi\u00f9 Milano, dove a differenza di lui non sono nata, la mia citt\u00e0 prevalente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci rifugiamo al Blu per quest\u2019intervista nel bel mezzo di un temporale primaverile: \u00e8 un bar che ospita anche un programma radiofonico, si trova all\u2019incrocio di quattro strade che raccontano bene come in 10 anni il quartiere, a ridosso dello Scalo Farini, sia stato stravolto nella sua maglia urbana e sociale. Prima aveva ospitato brandelli incredibili di aggregazione tra cui La Pergola (centro sociale da cui sono passate le sperimentazioni musicali pi\u00f9 acclamate) ed un parco con un piccolo centro autogestito dedicato alle arti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.echophotoagency.com\">Echo<\/a> \u00e8 la sua neonata creatura, un\u2019agenzia di fotogiornalisti con un taglio molto preciso: scova e racconta storie che lasciano una traccia, un\u2019eco, che a sua volta genera altre storie. Ricordando che tutto quel che accade, in qualsiasi continente, ha sia una ragione che conseguenze. E vanno scoperte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La tua storia in dieci righe?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nato a Milano da padre beneventano e mamma egiziana, ho fatto studi classici. Universit\u00e0 provata in un paio di facolt\u00e0 diverse senza dare neanche un esame come molti, approdo a studiare fotografia allo IED dove tra l\u2019altro adesso insegno quindi \u00e8 una bella soddisfazione. Passione della fotografia da sempre, prima la studio e poi la trasformo in lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Hai vissuto sempre a Milano (a parte viaggiare molto per lavoro)?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">S\u00ec, sempre Milano. Adesso faccio un po\u2019 avanti e indietro con la Germania, Friburgo, perch\u00e9 la mia compagna \u00e8 tedesca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Consideri Friburgo una tua citt\u00e0?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">S\u00ec, forse. Insieme a tante altre in cui sono stato ma che sento meno mie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Cosa ti ha dato Milano, considerandola come la citt\u00e0 pi\u00f9 importante della tua vita?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Milano, rispetto a tanti altri, la difendo molto (anche nelle comunicazioni contemporanee, i social network): mi piace, la trovo una perfetta via di mezzo tra un mondo mediterraneo, che adoro, e un minimo (ma minimo) di organizzazione mitteleuropea. Non riuscirei a vivere in una citt\u00e0 troppo organizzata, ecco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Come imprenditore sei appagato qui? E in generale come sta andando?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 stata una motivazione imprenditoriale quella che mi ha spinto a fondare l\u2019agenzia, ma lavorare insieme ad altri colleghi, condividere esperienze ed emozioni. Sono l\u2019unico di qui tra i fotografi con cui lavoro. Comunichiamo su skype.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Cosa hai offerto tu a Milano in termini personali e se vuoi in altri termini?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io penso di essere una persona di cultura media e ho cercato di portare questo in tutti gli ambiti che attraverso \u2013 dagli incontri pubblici alle amicizie: cerco di trasfondere quello di cui mi interesso, dare agli altri contenuti stimolanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Non hai nessuna critica a Milano\u2026<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non saprei, non mi viene in mente proprio nulla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Hai un momento particolare che ricordi in maniera appagante, un momento felice?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho due figli, quindi di sicuro i momenti felici non sono solo le loro nascite ma la loro attesa, vissuta sempre tra un arrivo e una partenza. Molto belli. La mia compagna \u00e8 fotografa e <em>photo-editor<\/em>. Viviamo tutti qui a Milano, i bambini crescono perfettamente bilingue.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Non avete tentazioni di cambiare citt\u00e0?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le tentazioni sono probabilmente di spostarsi, ma non in Germania. Adoriamo citt\u00e0 non facilissime, incasinate &#8211; Il Cairo, Bangkok. A Bangkok potremmo farcela, a Il Cairo \u00e8 difficile. Nostro figlio pi\u00f9 piccolo ha pochi mesi e non \u00e8 il momento giusto l\u00ec adesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Cosa adori mangiare e bere?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando sono all\u2019estero, lo ammetto, mangio esclusivamente cibi di strada nei posti peggiori, perch\u00e9 sono curioso e, da vero amante del cibo, li considero una componente culturale troppo importante del paese che attraverso. Tuttavia, la pasta pomodoro e basilico, giuro, rimane uno dei miei piaceri assoluti. Tant\u2019\u00e8 che tutti gli anni il 26 dicembre organizzo, con chi rimane a Milano per il Natale (e siamo tanti, anche 35), la serata del \u201cpacchero\u201d (<em>tipo di pasta di Gragnano<\/em>, ndr).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho sempre amato gli ottimi rossi piemontesi ma da un anno sono diventato allergico e li ho sostituiti, scoprendoli, con dei bianchi che ora adoro. Sono tornato da pochi giorni dall\u2019Armenia e dal Nagorno-Karabah (<em>dove \u00e8 andato a raccontare la storia dei cristiani-siriani di origine armena che scappano dalla guerra in Siria<\/em>, ndr): ho scoperto la vodka che prima non mi piaceva, l\u00ec \u00e8 popolarissima. Quando arrivi al ristorante hai gi\u00e0 un bicchierino sul tavolo che ti aspetta e la lista (scritta in russo) ne ha svariate decine, non lo leggo e allora ordino la pi\u00f9 cara che costa circa sette euro a bottiglia. Ora mi fa impazzire, \u00e8 una bevanda che avevo sottovalutato pesantemente!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Musica e libro preferiti?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza dubbio amo la musica elettronica, mi piace andare a ballare. Il mio posto era il Plastic il venerd\u00ec, sabato e domenica \u2013 volendo, anche il gioved\u00ec al Gasoline. Adesso un po\u2019 dove capita, ho amici che organizzano delle serate ed in genere mi fido dei loro inviti. Al Tunnel, ad esempio, forse \u00e8 uno dei pochi club milanesi rimasti. Il problema \u00e8 sugli orari. Se viaggi un po\u2019, vedi che negli altri paesi puoi decidere di andare a ballare alle sei del mattino perch\u00e9 a quell\u2019ora suona magari un dj che segui. Qui, anche quando vengono a trovarmi amici stranieri, so che alle 4 chiude tutto. Ci sarebbero anche qui <em>after<\/em>, ma sono piccoli e nascosti. Devi cercarli, devi sapere dove andare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Cosa hai imparato dalla vita finora?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non so se l\u2019ho imparato o se \u00e8 sempre stato cos\u00ec per me: io prendo tutto con un sorriso. Sono uno che cerca di arrabbiarsi poco (qualcuno smentir\u00e0, quando legger\u00e0 quest\u2019intervista probabilmente!). Ed \u00e8 una filosofia, se vuoi, <em>reggae-style<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Un talento che hai e uno che ti manca?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse la fotografia, anche se la intendo come giornalismo, quindi se proprio devo incensarmi con un talento, capisco se una storia ha interesse editoriale o meno. Prima che altri la scoprano. Almeno spero!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vorrei avere la capacit\u00e0 di suonare uno strumento, ma sono assolutamente negato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Torniamo a Echo. Perch\u00e9 cercate storie e le loro conseguenze? Quali storie e per quali lettori scovate nel mondo, senza ancora pensare a quali editori poi possano interessare?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bella domanda. Noi cerchiamo di trovare storie che interessano due tipologie di lettori, la prima \u00e8 noi stessi. La seconda \u00e8 il lettore tipo che abbiamo in mente, che ovviamente non esiste o \u00e8 una piccola nicchia, non solo in Italia ma anche all\u2019estero nonostante quel che si dica. Cerchiamo storie che vadano pi\u00f9 in profondit\u00e0, detestiamo il <em>mordi e fuggi<\/em>, tutti noi (siamo otto fotogiornalisti) abbiamo un progetto personale, in gergo chiamato a lungo termine (che \u00e8 quasi un\u2019esigenza raccontare). Uno di noi, Valerio Bispuri (Roma) ha documentato per 10 anni la vita nelle carceri sudamericane. Io da oltre un anno documento tutte le religioni straniere che si praticano in Italia. Non era ancora nato il mio secondo figlio, ma dalla nascita di Olivia (la mia prima figlia) che ha i nonni di quattro nazionalit\u00e0 diverse per 3 anni ho viaggiato nei loro paesi di origine per raccontare la multiculturalit\u00e0 a una bambina che cresce con pi\u00f9 tradizioni, pi\u00f9 culture, pi\u00f9 lingue.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il vostro approccio \u00e8 <\/em>people-to-people<em>, ma siete concentrati soprattutto sul ritratto e meno sul contesto. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo appassionati a storie di persone prima di tutto, pi\u00f9 che a storie di posti (che vengono fuori attraverso le storie delle persone). Ovviamente siamo tutti molto empatici, per cui il contatto personale \u00e8 imprescindibile. A livello stilistico, il fotogiornalismo contemporaneo sta andando molto nella direzione del ritratto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Dell\u2019Italia cosa piace? Vendete un territorio in particolare?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo pochissimi lavori fatti qui in Italia. Per noi l\u2019Italia non \u00e8 un paese diverso solo per il fatto che siamo qui: siamo un\u2019agenzia internazionale (quattro dei nostri fotografi non sono italiani). Se c\u2019\u00e8 una storia interessante la raccontiamo perch\u00e9 \u00e8 internazionale. Ci sono, se vuoi, anche dei motivi economici: questo lavoro va fatto pensando di vendere le storie in pi\u00f9 di un paese. Se fai una storia tipicamente italiana che interessa solo un giornale italiano, difficilmente riesci\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Che tipo di giornalismo amate leggere, anche fotografico?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo dei voracissimi consumatori d\u2019immagini ed articoli. Ci sono delle eccellenze, purtroppo non italiane (se non, in Italia, l\u2019Internazionale che per\u00f2 riprende pezzi stranieri). In Italia manca qualcosa che ha l\u2019attenzione del New York Times (con Lens), del Time che ha da anni ha una sezione online dedicata al fotogiornalismo internazionale, <a href=\"http:\/\/lightbox.time.com\">LightBox<\/a>. E lo stesso ha fatto il Washington Post, il Boston Globe, il Guardian. E tanti altri editori che hanno capito che c\u2019\u00e8 una nicchia di persone che \u00e8 s\u00ec affamata d\u2019informazione ma ha anche la cultura visiva per saper decifrare questi linguaggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Che speranze abbiamo se, come hai detto, non abbiamo neanche la materia prima\u2026qui in Italia in termini di media all\u2019altezza?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io non mi fascio la testa, perch\u00e9 lavoro in un mercato globale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Sei d\u2019accordo nel dire che i settimanali italiani di lifestyle stiano assolvendo, in termini di reportage, a quello che i quotidiani dei grandi gruppi di cui fanno parte, hanno ormai rinunciato?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">S\u00ec ma con tutti i limiti dei loro confini, perch\u00e9 sai quali sono i lettori medi di settimanali di <em>lifestyle <\/em>e spesso ti tocca andare a far vedere dei lavori sapendo gi\u00e0 che non li pubblicheranno perch\u00e9 il tema \u00e8 troppo forte oppure perch\u00e9\u2026beh avrei anche degli esempi molto sconfortanti ma non te li posso raccontare perch\u00e9 sono coinvolte altre persone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per farla breve, a volte porti loro dei soggetti adatti per un femminile (in Italia sono ancora, tra i pochi, quelli che fanno reportage): una storia di donne che spesso troviamo nei nostri viaggi, magari all\u2019interno della macro-storia che stiamo raccontando o all\u2019interno del nostro progetto a lungo termine, da estrapolare e a cui dare un taglio adatto, perch\u00e9 sai che non si butta via nulla nel nostro lavoro. Per quanto la storia sia interessante, ci si sente spesso dire \u201cla protagonista non \u00e8 figa\u201d: anche se \u00e8 un personaggio femminile con una storia incredibile da raccontare non \u00e8 carina, intendo del genere tipico di valletta televisiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 da dire che non \u00e8 solo una questione legata al peso dell\u2019inserzionista pubblicitario, alcuni di questi giornali sono allegati ai principali quotidiani italiani. Ci dicono: \u201ctu non puoi forzare determinate storie nelle case dei nostri lettori, perch\u00e9 la gente non sceglie di comprare quest\u2019inserto e quindi devi essere <em>soft<\/em>.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Da quanti anni siete aperti? Avete anche progetti no-profit, vi occupate anche di pubblicazioni?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Facciamo tante cose, siamo aperti da un anno e mezzo e mi fa piacere ringraziare soprattutto una persona, Stefano Guindani, un fotografo di moda italiano con una grande agenzia, la SGP: Echo nasce all\u2019interno di SGP e, facendo cose completamente diverse, ha il suo supporto. Ovviamente il cuore del nostro lavoro rimane il fotogiornalismo ma molti di noi insegnano o fanno workshop, mostre (ultimamente lavoriamo con multimedia: video e foto insieme). Un progetto che abbiamo appena finito, insieme con il Comune di Milano e l\u2019Associazione Terza Settimana, oltre che SGP (grazie a Nikon che ci ha dato le macchine fotografiche) \u00e8 stato un corso molto speciale di fotogiornalismo durato tre mesi e dedicato a 15 senzatetto milanesi (fatto da me ed Aldo Soligno). I nostri allievi stanno raccontando dall\u2019interno la vita dei senzatetto. Tra poco diventer\u00e0 una mostra al PAC di Milano. Questa galleria civica ha sempre esposto arte di un certo tipo per persone di un certo <em>milieu<\/em>, per la prima volta quindi riusciamo a portare alcuni temi ed autori in luoghi di solito deputati ad altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Avete mai pensato di farvi commissionare <\/em>citizen journalism<em>?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">No, non mi interessa e non mi piace. La trovo una facilissima scorciatoia che i giornali usano per avere materiale gratuito spesso senza nessun tipo di verifica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Se avessi la certezza che il tuo committente (ad esempio un gruppo di cittadini od un altro gruppo di pressione) vi chiamasse per una causa giusta, lavorereste per questo?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La buona causa \u00e8 sempre molto relativa: quando \u00e8 buona per qualcuno, non lo sar\u00e0 per altri. Nel mio ultimo viaggio i siriani che scappano sono assolutamente pro-Assad e contrari alle posizioni di quello che era inizialmente il <em>Free Syrian Army<\/em> e che poi si \u00e8 trasformato nel tempo. Quindi, per loro, i musulmani in generale sono il diavolo in terra ed Assad un Dio. Cos\u00ec non \u00e8 in generale e io cerco sempre di non prendere una parte quando lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Cosa vedi per Echo in futuro? <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Resterete in Italia dove si vende poca fotografia ad un pubblico di lettori poco sofisticati?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi vendiamo pi\u00f9 all\u2019estero che in Italia. La locazione fisica dell\u2019agenzia non ha quasi nessuna importanza: si vende tutto online. E\u2019 un periodo di grandissima trasformazione per il mercato editoriale, soprattutto per chi fa fotogiornalismo. Non esiste pi\u00f9 il giornale che ti commissiona un lavoro, anche lungo o impegnativo, con capacit\u00e0 di spesa di decine di migliaia di euro a servizio. So anche per\u00f2 che i giornali queste cifre le pagano per foto di gossip. Ma non voglio entrare in questa polemica perch\u00e9 alla fine sono i lettori che decidono. Si potrebbe dire che i lettori si possono educare a un tipo di lettura diversa, ma finch\u00e9 non la dai non potrai mai sapere\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il ruolo del ritratto e di storie come la vostra \u00e8 un antidoto all\u2019analfabetismo informativo del lettore? Di ritorno o di avvicinamento ai grandi temi?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ritratto \u00e8 pi\u00f9 diretto, \u00e8 basico, ha meno filtri culturali di un pezzo scritto. Infatti si usa tanto la foto con una grande didascalia che introduce al tema. E\u2019 anche un po\u2019 riduttivo pensare che questa possa essere la funzione del fotogiornalismo. E non facciamone una questione di paese. Il lettore mediamente sgamato le informazioni le trova nonostante la nullit\u00e0 dei maggiori quotidiani del suo paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Storie e conseguenze delle vostre storie. La prima con cui avete iniziato?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima storia \u00e8 stata pubblicata pochi giorni dopo che abbiamo aperto. Ero in vacanza in Grecia, avevo lasciato il lavoro in un\u2019altra agenzia e ho deciso di staccare e andare in un paese che conosco bene. L\u00ec, a Thynos, due estati fa \u00e8 maturata l\u2019idea di aprire <em>Echo<\/em>. Gi\u00e0 che ero in Grecia ho pensato di fare un servizio (nel pieno della crisi economica) da un altro punto di vista. Ho raccontato la storia di chi, lasciata Atene ormai troppo cara, era tornato a vivere sulle isole dove aveva la casa di famiglia per spendere meno ma soprattutto per ritrovare il senso di comunit\u00e0 in un momento drammatico per il paese. Questo servizio \u00e8 piaciuto molto e pochi giorni dopo il Sette (Corriere della Sera) l\u2019ha pubblicato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Incontro Gianmarco Maraviglia (1974), fotogiornalista milanese, un pomeriggio di maggio nel suo quartiere, Isola. 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