{"id":1918,"date":"2013-01-05T14:37:42","date_gmt":"2013-01-05T14:37:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/?p=1918"},"modified":"2014-07-03T15:47:15","modified_gmt":"2014-07-03T15:47:15","slug":"paolo-remer-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/paolo-remer-2\/","title":{"rendered":"Paolo, rem\u00e8r"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Venezia, anche se tanti vi diranno che non \u00e8 vero, se osservata la base di popolazione nel centro storico \u00e8 ancora ricca di artigiani sopraffini. Nonostante qui sia difficile &#8211; molto difficile &#8211; produrre, trasportare, distribuire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando incontri un maestro d&#8217;ascia a Venezia &#8211; come \u00e8 capitato a me con il tedesco Christof a una festa a casa di un&#8217;amica tappezziera nautica <a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/ppoubbelle?fref=ts\">Daniela Cometti<\/a> (i due prima facevano barche all&#8217;Isola della Certosa; ora fanno le jurta, le tende da deserto, vere e proprie case mobili) &#8211; \u00e8 facile sapere chi \u00e8 il migliore artigiano di forcole e remi a Venezia.\u00a0I pareri sono unanimi: <a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/paolo.brandolisio.1?fref=ts\">Paolo Brandolisio<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Conoscevo gi\u00e0 Paolo e dopo il confronto con Christof ho deciso di intervistarlo. Due ore di conversazione senza traccia, speriamo siano ben rappresentate da quel che leggerete di seguito. Mettetevi comodi\u2026\u2028\u2028A dicembre 2012, lo so perch\u00e9 sono stata invitata, Paolo ha festeggiato 25 anni di attivit\u00e0 della sua &#8220;Succ. G. Carli&#8221; una fucina di scalmi per imbarcazioni a voga e remi, che ha rilevato a soli 20 anni dal suo mentore, il maestro<em> remer<\/em> Giuseppe Carli, lasciandone intatto il nome per rispetto della storia e del sapere di chi l&#8217;ha preceduto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia \u00e8 questa: sedicenne, Paolo si appassiona all&#8217;arte di forgiare il legno per costruire scalmi, in veneziano <em>forcole<\/em>, e ne prepara una da solo portandola poi al grande artigiano veneziano (da due generazioni autore di pezzi per grandi vogatori): passa l&#8217;esame e viene subito preso &#8220;a bottega&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo soli quattro anni, il maestro quella bottega gliela lascer\u00e0, come erede di un saper fare antico. E unico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2028Adesso per avere una forcola da Paolo talvolta si aspetta tanto: \u00e8 un&#8217;arte delicata e complessa. Ogni pezzo \u00e8 unico (come del resto i remi) e viene firmato e numerato: va calibrato per il tipo di imbarcazione, per il peso del vogatore, per l&#8217;utilizzo (da singolo si rema in poppa e lo scalmo avr\u00e0 quindi una inclinazione, fattura ed incavo per i remi diverso che se si remasse in coppia, a poppa e prua).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Peraltro, Paolo Brandolisio \u00e8 stata la prima persona con cui ho vogato, intorno a Punta della Dogana in un agitato pomeriggio a fine settembre, con il suo sandalo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Quante forcole fai in un anno? Quanti remi? Quali altri oggetti in legno? Quanto lavoro ti occorre? Come e dove scegli il legno?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Potrei fare una stima cos\u00ec, a occhio, non le ho mai contate, o magari quell\u2019anno che ne ho fatte in numero eccezionale da gondola e le ho contate, ho scoperto che sono state 30. \u2028Normalmente le persone le riparano fino a che possono prima di farne una nuova. In questi ultimi anni, se ci ripenso, invece ho venduto pi\u00f9 remi nuovi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Faccio una forcola da gondola in 3 giorni, avendo per\u00f2 gi\u00e0 eseguito il taglio iniziale \u2013 la sbozzatura \u2013 che comporta poi un\u2019asciugatura di circa un anno e mezzo o due (dipende da quanto il legno che uso \u00e8 asciutto). Pertanto ogni volta faccio una stima di pezzi da produrre: l\u2019altro mese ne ho tagliate una ventina cos\u00ec un po\u2019 alla volta le posso fare. Come faccio a dosare? Se so che ne vanno via 10\/15 l\u2019anno, ne preparo 20 cos\u00ec sono sicuro. Un anno ne ho ad esempio tagliate 90, con un amico che mi ha aiutato, in una segheria esterna, perch\u00e9 ho comprato tanto legno e sono andato avanti circa cinque anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uso il noce, soprattutto. Userei anche il ciliegio e il pero ma sono quasi introvabili, perch\u00e9 non si trovano pi\u00f9 alberi grossi di quel tipo di legno: oggi la coltura \u00e8 a fusti piccoli e da l\u00ec \u00e8 impossibile ricavare il legno da usare. Una volta nel giardino di casa ce n\u2019erano di alberi grossi, ricordo un pero lungo oltre tre metri e mezzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2028Compro da un grossista che si rifornisce nei paesi dell\u2019est. L\u2019ultimo arrivava dalla Macedonia, mi ha raccontato che son posti quasi deserti da dopo la guerra. Molto tristi.\u2028Noci dal diametro di 60 cm li trovi solo l\u00ec. Non servono fusti molto lunghi (bastano anche 1.5 o 2 metri). Anche alberi tozzi vanno benissimo. Io non compro la prima scelta, che di solito va per l\u2019impiallacciatura dei mobili, detta alla \u201ctrancia\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u2028Quanti <\/em>remer<em> siete rimasti a Venezia centro storico?\u2028<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tre, ora in quattro con il mio ex ragazzo a bottega che si \u00e8 messo in proprio. Il lavoro c\u2019\u00e8 un po\u2019 per tutti, lui all\u2019inizio avr\u00e0 un po\u2019 di difficolt\u00e0 a trovare i clienti. I gondolieri sono un po\u2019 pigri alla fine, si abituano ad avere a che fare con un <em>remer<\/em> e poi di solito vanno proprio da lui perch\u00e9 sono vicini alla sua bottega (vicino a me ci sono tanti gondolieri). Certo, qualcun altro apprezzer\u00e0 anche il mio stile. E poi, come si dice, quando uno sa lavorare non deve temere la concorrenza. Qualche anno fa un carpentiere si era messo a fare forcole con un pantografo\u2026ma se hai un prezzo abbastanza giusto per quello che fai, se sei bravo, il cliente riconosce e sa distinguere anche la capacit\u00e0\u2026<em>\u2028<\/em>Sono un po\u2019 curioso di Piero, di vedere cosa far\u00e0, perch\u00e9 \u00e8 il mio primo discepolo. Ha quasi 30 anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>E\u2019 giovane secondo te? No, per\u00f2 a pensarci bene \u00e8 molto meno giovane di te quando hai iniziato..\u2028Ci\u00f2<\/em>, a vent\u2019anni io ero gi\u00e0 <em>par\u00f2ne<\/em> a bottega. Oggi \u00e8 un altro mondo\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2028\u2028<em>Perch\u00e9 si chiamano forcole? Il veneziano \u00e8 una lingua totalizzante: se non decidi di parlarlo sei fuori. E&#8217; oltre una convenzione sociale. E&#8217; un manifesto&#8230;e credo la voga sia un&#8217;estensione di questa patente di &#8220;nazionalit\u00e0&#8221;. Che ne pensi? Intendo dell&#8217;uso assoluto del veneziano e della voga come patente di nazionalit\u00e0&#8230;Inoltre solo qui si voga in piedi, guardando avanti e non &#8230;.di spalle e seduti come nel resto del mondo. Spesso vedo genitori e figli che vanno a remi la domenica, soprattutto da una sponda all\u2019altra del canale della Giudecca, fanno scuola!<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u2028\u2028<\/em>La differenza tra forcola e scalmo \u00e8 che quest\u2019ultima ha solo l\u2019incavo ad U dove appoggiare il remo mentre la forcola ha pi\u00f9 punti dove appoggiarlo, la sua forma proviene da una funzione. Ma il mio maestro \u00e8 stato il primo a metterla in base, come una vera e propria scultura, ha dato cio\u00e8 un valore artistico alla forma che nessuno dei suoi maestri aveva mai usato, considerandolo quindi valore aggiunto. Lui \u00e8 stato il primo, ad esempio, a mandarne una alta due metri al Museo d\u2019Arte Moderna di NY. Da l\u00ec \u00e8 diventato un pezzo artistico e non solo funzionale. I vecchi, ad esempio, in passato, le forcole rotte le buttavano in stufa. Magari qualche pezzo piccolino per mostra, solo <em>queo<\/em>, <em>\u2018somma<\/em>\u2026lo tenevano in bottega a m\u00f2 di modellino\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2028Tornando alla voga, \u00e8 un modo di vivere che si sta perdendo. Io ho imparato con mio zio a vogare, adesso invece i figli li si porta generalmente a fare corsi alle remiere. Non molti genitori portano i figli a imparare essi stessi come hai visto tu in Giudecca. Chi va alla remiera percepisce quindi la voga come il tennis, come uno sport pi\u00f9 che come un modo di vivere. Adesso i bambini dicono vado \u201ca scout\u201d non vado con gli scout. Tutto \u00e8 pre-confezionato, pre-formato: pensi che quindi vogare sia solo un segmento di giornata. Un bambino veneziano, oggi, se non viene portato in remiera, non voga.\u2028La remiera inoltre non ti porta in giro nei canali. Quando io ero ragazzo ti portavano solo in Laguna. Perch\u00e9 hanno paura che si rompano le barche. Il senso della voga alla veneta non c\u2019\u00e8 se non si percorrono i canali. \u2028Sono sicuro che le remiere facciano molto per mantenerla ma per vivere la voga occorre usare la voga per le cose di tutti i giorni, ad esempio fare la spesa in barca.\u2028I canali qui sono le strade, come per le altre citt\u00e0 le strade con le auto e i motorini e le biciclette. Qui purtroppo i quindicenni hanno il barchino con il motore e non sanno vogare. Quando i gondolieri vedono me che vado a Rialto a voga, mi annusano come una mosca bianca. Le cose stanno cos\u00ec per una serie di motivi: qui non puoi coltivarle perch\u00e9 la gente che le coltiva non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. Magari, certo, si potrebbe obiettare, oggi non serve a nulla coltivarle\u2026\u2028Di sicuro la voga \u00e8 pi\u00f9 ecologica dei motori (inquinanti che non si controllano mai).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2028\u2028Davanti a San Marco, che sarebbe una delle zone pi\u00f9 belle per andare a remi, \u00e8 impossibile andare a voga perch\u00e9 le onde sono troppo alte. Occorrerebbe che tutti rispettassero i limiti di velocit\u00e0. Come nelle altre citt\u00e0 ci sono le piste ciclabili, anche qui ci vorrebbero delle condizioni in cui \u00e8 possibile vogare: non dico vogare per poi finire in un <em>cul de sac<\/em> tipo quel che succede alle bici nelle altre citt\u00e0 ma dei canali sicuri. Oppure aboliamo la voga, andiamo tutti a motore e non ci pensiamo pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono vari comitati anti moto-ondoso: una specialit\u00e0 dei veneziani \u00e8 creare tanti comitati per la stessa ragione anche se siamo <em>quatro gati.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2028In ogni caso penso che alcune cose della Venezia che fu siano sopravvissute solo per il loro successo commerciale, altrimenti sarebbero sparite da un <em>tocco<\/em>! Il mio mestiere resiste perch\u00e9 ci sono i gondolieri. E loro guadagnano solo con i turisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Quali altre cose sono sparite?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I pescatori dicono che molti pesci sono spariti e che la laguna non sia pi\u00f9 la stessa. Alla Punta della Dogana trent\u2019anni fa pescavano i rombi, quando la laguna era meno inquinata e i fondali erano diversi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora la laguna sta diventando un braccio di mare, i fondali sono pi\u00f9 profondi a causa del Canale dei Petroli. Prima si pescavano i <em>passarini<\/em> con le lampare, ora non se ne trovano pi\u00f9. L\u2019habitat \u00e8 parte regina della cultura. Ma se si modifica irrimediabilmente, anche la cultura cambia. Ad esempio la laguna \u00e8 piena d\u2019orate da un po\u2019 di tempo. Perch\u00e9? Ci sono varie motivazioni: una \u00e8 quella che la laguna stia diventando come il mare. Un\u2019altra \u00e8 che vengono da un allevamento a Monfalcone: le orate selvagge girano intorno alle grandi vasche di orate di allevamento. Se le prime sono femmine, le seconde sono ancora maschi non formati e fecondano le prime. In ogni caso questo surplus di orate stermina le seppie che ormai son un bene raro e che prima qui abbondavano. \u2028Gi\u00e0 durante la Serenissima c\u2019erano regole ferree per la pesca e i comportamenti abusivi erano stigmatizzati: non per nulla abbiamo il detto popolare <em>Palo fa Paludo<\/em> (se pianti un palo cos\u00ec dove ti pare, rovini l\u2019ecosistema perch\u00e9 si crea un paludo tutto attorno). \u2028\u2028Con il Mose chi si occupa del giro di correnti? Questo naturalmente si riscontrer\u00e0 tra un decennio e l\u2019argomento, che a quanto pare non interessa a nessuno, sar\u00e0 d\u2019attualit\u00e0 quando magari sar\u00e0 troppo tardi. \u2028Vedi cosa sta accadendo con la storia del ponte di Calatrava e l\u2019ovovia costosissima che non funziona: nessuno ha pensato a controllare prima\u2026L\u2019assessore si \u00e8 arrabbiato e ha detto: abbiamo ereditato questo problema. Un difetto della nostra cultura \u00e8 sempre scegliere il male minore, ma non sempre \u00e8 la strada giusta. Sarebbe stato meglio\u2026 non fare l\u2019ovovia sin dall\u2019inizio: ora rester\u00e0 l\u00ec chiss\u00e0 per quanti anni. L\u2019abbiamo continuata a pagare, non funziona e ci coster\u00e0 anche rimuoverla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2028L\u2019artigianato in genere a Venezia non sfugge a questa logica: ha subito per anni gli effetti nefasti del mancato interesse per le cose. Non voglio essere cos\u00ec orgoglioso da dire che il mio lavoro ha un rilievo per la vita degli altri, ma dobbiamo essere consapevoli che una volta perduta, una tradizione artigiana non la recuperi pi\u00f9. Certo, puoi sempre ricordarla, ma \u00e8 guardare un film, \u00e8 come un\u2019operazione amarcord. Non \u00e8 viverla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Hai clienti all\u2019estero?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo. All\u2019estero ci sono sia gondole che barche da voga. L\u2019anno scorso ho venduto dei remi in Inghilterra. Secondo me non ha senso che sia praticata all\u2019estero, perch\u00e9 la voga veneta \u00e8 stata sviluppata qui per un motivo. Vogavi in piedi per evitare le secche (ora ci sono le briccole che le segnano). La gondola \u00e8 la massima evoluzione di questa tipologia di navigazione a remi: asimmetrica, remi con il minimo sforzo e massimizzi la pagaiata. Puoi vogare e impalare andando sempre dritti. Il modo di vogare \u00e8 nato qui per esigenze oggettive. Puoi mettere sicuramente una gondola in un lago, ma perdi completamente la ragione e la funzione di questa navigazione. \u2028Vogare \u00e8 facile: quando trovi un bravo insegnante \u00e8 come andare a sciare. Poi vogare in regata \u00e8 un\u2019altra cosa\u2026ma l\u00ec si tratta di essere atleti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Impari i trucchi (il piede, il modo di muovere il remo, la postura) solo se voghi nei canali, perch\u00e9 in laguna vogare \u00e8 \u201csolo\u201d portare avanti la barca. La voga nei canali \u00e8 cultura, \u00e8 come camminare per le strade di Venezia, le calli, quindi sai che devi stare a destra altrimenti non ci si passa agevolmente. Se perdiamo quel modo di vivere le vie d\u2019acqua, \u00e8 come se perdessimo un pezzo di noi. Ad esempio tutti gli stranieri \u2013 soprattutto gli indiani, i cinesi \u2013 non sanno neanche di essere a Venezia proprio per colpa della citt\u00e0 che non vive pi\u00f9 queste cose essa stessa e non le sa trasmettere, ha smesso di essere fonte d\u2019ispirazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Molti dicono che Ruga Giuffa \u00e8 tipo Chinatown?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">No, ci sono solo due bar di cinesi. Certo, se un cinese compra, c\u2019\u00e8 uno che vende. E chi vende, lo fa per gli affitti altissimi (i cinesi pagano 3000 euro di affitto, vivono perennemente al lavoro e si accontentano di 1000 euro di guadagno, noi non lo faremmo). Non ha alcun senso adesso prendere una bottega e vendere maschere o collane di vetro in centro storico. Troppi a fare la stessa cosa!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ormai la gente non pensa pi\u00f9 di inventarsi qualcosa, farla e venderla. Ma vende qualcosa che fa qualcun altro. E l\u2019idea\u2026 migliore che ho visto in citt\u00e0 \u00e8 trovare qualcosa che costa pochissimo\u2026per rivenderla cara, pensa!!!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Che oro che ti \u2018s\u00e9 <\/em>forcole e remi a questo punto! L\u2019artigiano ci mette la faccia, garantisce dall\u2019inizio alla fine. In queste condizioni, comunque, con gli affitti alti \u00e8 molto difficile farlo certo, ma ci si arrende alle prime difficolt\u00e0 e\u2026 soprattutto si hanno pochissime idee! Almeno qui. Non \u00e8 una citt\u00e0 adatta a questo, comunque: le leggi e l\u2019ambiente intorno un po\u2019 ti scoraggiano. Piero, il mio discepolo, ha impiegato un anno e mezzo di burocrazia per aprire il suo laboratorio di forcole e remi. Se penso ai tempi in cui ho rilevato l\u2019azienda del mio maestro \u00e8 stato un <em>ballo de Carnevae\u2026<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Santa Maria Formosa?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse di pi\u00f9, l\u00ec, vedi ad esempio Calle Lunga. Ma \u00e8 un po\u2019 in tutta la citt\u00e0: a Rialto. Molti banchi sono di stranieri, perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 gente che va a comprare e quindi molti italiani cedono un banco per pochi soldi (meno di diecimila euro) e gli stranieri comprano. Venezia si sta spopolando e molte attivit\u00e0 spariscono, colpa anche dei supermercati. A Rialto met\u00e0 banchi sono chiusi. I banchi valevano dei soldi. Credo che ci\u00f2 che succede a Venezia sia comune a tutti i centri storici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Quante vogatrici hai come clienti? Cosa ne pensi del futuro di questa professione e della misoginia che il comparto sembra esprimere?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Credo tre. Se sei una vogatrice o vogatore \u201cdella domenica\u201d una forcola o un remo ti dura tutta la vita. Gli unici che consumano veramente sono i gondolieri, sono loro a fare il mercato. Ci sono anche le riparazioni, ma \u00e8 un mercato limitato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Faranno mai entrare le donne tra i gondolieri?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 gi\u00e0 una donna. Ora stanno cercando di tutelare i figli dei gondolieri facendo entrare loro, quindi, se vuoi ragionare con questa nuova possibilit\u00e0, nulla osta che una figlia di gondoliere potr\u00e0 entrare. Di circa 400 gondolieri c\u2019\u00e8 chi a favore, c\u2019\u00e8 chi \u00e8 contrario. I contrari dicono che per le donne \u00e8 troppo faticoso e poi, s\u00ec, ci sono i misogini, sicuramente. Un amico mi spiegava per\u00f2 che ci sono proprio limiti di funzione: gli spazi angusti degli spogliatoi dovrebbero essere divisi, se anche le donne entrassero. E sono gi\u00e0 piccoli solo per gli uomini. Bisognerebbe cambiare tutto il sistema, che forse sta gi\u00e0 cambiando per certi versi. Ad esempio, i traghetti (<em>le gondole che in sei punti attraversano il Canal Grande: San Marcuola, Giglio, Ca D\u2019Oro, etc\u2026 ndr<\/em>), adesso andranno in gestione ai gondolieri e il Comune uscir\u00e0 dal sodalizio. Tuttavia i gondolieri hanno difficolt\u00e0 perch\u00e9 se ci sono pochi passaggi, senza la sovvenzione del Comune, rinunciano per mancanza di ricavi. Quindi, vedrai, le madri si rivolteranno contro i gondolieri dicendo che \u00e8 colpa loro se i figli non riescono pi\u00f9 ad andare a scuola. Tipico di Venezia: si protesta senza capire le posizioni dell\u2019altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ti piace la rivista Gondola in Inglese? A me s\u00ec\u2026la fa l\u2019associazione dei Bancali.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non l\u2019avevo vista. Sai cosa sono i Bancali? I capiturno dei traghetti, dei punti gondola. Basano la loro autorit\u00e0 sulle <em>mariegole<\/em>, i diari dei mestieri (il corpo di regole di tutti i lavoratori settore per settore) che erano vistati dal Consiglio dei Dieci. Per fare ad esempio il <em>remer<\/em>, dovevi superare una prova e rispettare le mariegole della tua categorie. Con Napoleone molte sono state distrutte o rubate (perch\u00e9 avevano una copertura in oro zecchino). L\u2019archivio di Stato ne preserva alcune. Una delle regole scritte nella mariegola \u00e8 il rispetto della chiamata di un traghetto (gondola) a seconda della zona dove si trova il chiamante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Io non sono ancora andata in gondola in vita mia, non so, mi sento un po\u2019 male che mi pare assai turistico. Ma voglio imparare la voga e quindi ho visitato una remiera (San Pietro) ma attendo che venga riparata dalla tromba d\u2019aria della scorsa estate. Bella quella della Giudecca\u2026<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2028L\u00ec ci sono tante donne e poi ci sono ottimi tratti calmi per vogare\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>E la Querini alle Fondamenta Nove?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u00ec va bene, perch\u00e9 dopo il pezzo di Canale vai subito in secca verso il cimitero, non \u00e8 male\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il tuo straordinario laboratorio \u00e8 in una zona molto turistica, all&#8217;Osmarino. A met\u00e0 tra San Marco e il volgere verso <\/em>Casteo Basso<em>, come si dice qui: riesci a lavorare o il flusso ti distrae? Che relazione hai con i turisti? Crei anche sculture funzionali e gioielli in legno: \u00e8 un mercato succedaneo, un hobby o hai avuto buone risposte anche in questo?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con i gioielli e le sculture ho cominciato qualche anno fa, perch\u00e9 avendo anche l\u2019aiutante ci dividevamo il lavoro e avevo anche tempo per pensare ad altre cose e sperimentare: bracciali, anelli e anche sculture (con cui ho iniziato addirittura prima). Dai pezzi che restano dalle forcole, con un po\u2019 di fantasia, puoi sperimentare con un largo margine di prova (ed il resto degli scarti serve a scaldare la stufa: non puoi riempirti la bottega di scarti perch\u00e9 senn\u00f2 non puoi lavorare..)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E veniamo ai turisti. Il loro modo di fare oggi \u00e8 differente dal passato: entrano come se fossero a casa propria, non chiedono permesso e se ne vanno prima ancora di capirci qualcosa, anche perch\u00e9 non sono curiosi e non vogliono scoprire nulla. E\u2019 cambiato molto da dieci, quindici anni a questa parte. Vendevo molto di pi\u00f9 allora ai turisti di ora. Tutto dipende da come \u00e8 cambiato il modo di visitare la citt\u00e0. Ora \u00e8 solo \u201cmordi e fuggi\u201d. Quest\u2019estate, mi sono stupito di me stesso, ho dovuto mettere la catena davanti alla porta, la gente entra, non capisce l\u2019inglese, invade totalmente la bottega\u2026O lavoro o faccio il <em>teatrino<\/em> per i turisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio il giorno in cui avevo una guida che mi ha chiesto di illustrare il mio lavoro a due turisti che avevano chiesto un appuntamento, sono entrati altri turisti, senza appuntamento. Una famiglia con bambini, che giravano attorno agli attrezzi e agli oggetti pericolosi\u2026Io non capisco i genitori di questi bambini\u2026la totale mancanza di educazione\u2026S\u00ec \u00e8 cambiato proprio, ed in un certo senso \u00e8 peggiorato, il turismo. E\u2019 anche il problema dell\u2019offerta: se ti offrono a trecento euro, per una manciata di ore\u2026la citt\u00e0, immagina che momento culturale possano avere. Il turista che aderisce a quest\u2019offerta \u00e8 come se andasse al cinema: vede e non scopre. <em>Ti giri e ti gardi\u2026<\/em>Al cinema c\u2019\u00e8 uno sceneggiatore e sai che \u00e8 finto. Anche qui i turisti pensano che tutto quel che vedano sia\u2026 finto. Ci sono alcuni che non conosco neanche il Palazzo Ducale. Molti pensano sia un palazzo recente! Neanche io giro per il mondo e mi informo proprio di tutto, ma almeno le cose principali cerco di capirle\u2026\u2028Visitare cos\u00ec Venezia \u00e8 proprio come stare al supermercato\u2026E mica risparmi, anzi! Fai un pessimo affare. Con la finzione di credere che tutto per tutti \u00e8 possibile. Come per le forcole. Mica \u00e8 detto che devi comprarti la pi\u00f9 bella, che costa trecento euro. Puoi comprartene anche una di 80\u2026 Hanno tutte la stessa funzione. Il punto \u00e8 che ci sono delle cose buone, che durano tutta la vita (spesso un remo dura pi\u00f9 della barca). <em>S\u00e9 come le rode d\u2019a Ferrari, non costano come quelle d\u2019a\u2019 Panda!<\/em> Ritorniamo ai 300 euro offerti per un week end: credi di aver vinto tu, ma hai perso. Mangi seppioline spacciate per veneziane che vengono dall\u2019Asia nel ristorante in cui tutto \u00e8 surgelato (fra l\u2019altro a Venezia non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 pesce\u2026), ti intruppano in finte esperienze, tutte mass-market\u2026Fai un giro in gondola e ti costa di pi\u00f9 che chiedere a un gondoliere lo stesso giro! Paghi di pi\u00f9 e vivi di meno\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Venezia si spopola di nativi, eppure, anche, si popola di persone di ogni nazionalit\u00e0 che vengono a vivere qui: in fondo, e per certi versi, \u00e8 interessante vivere in un melting pot dai piccoli numeri e dalla grande potenzialit\u00e0 come questo. Sei d&#8217;accordo? Come descriveresti la socialit\u00e0 veneziana? E come i &#8220;travasi&#8221; di tante nazionalit\u00e0: rischio o opportunit\u00e0? Pensi che potresti avere a bottega un artigiano straniero che vuole imparare e fare il tuo mestiere domani?\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ti occupi anche dell&#8217;associazione di negozi della tua zona: negli anni devi averne viste cambiare tante per effetto della concentrazione su settori pi\u00f9 legati al turismo&#8230;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2028Se parli con veri veneziani, <em>t\u2019\u00e8 viene da spararse\u2026<\/em>spesso non veneziani, stranieri che vengono a vivere qui, amano la citt\u00e0 pi\u00f9 di quanto lo facciano i nativi. E\u2019 positivo sotto certi aspetti. Certo \u00e8 che l\u2019Indiano che ha preso il banco di frutta e verdura, poverino, non per colpa sua non conoscer\u00e0 mai Venezia: forse suo figlio riuscir\u00e0 a farlo. A inserirsi. Se noi veneziani siamo fatti cos\u00ec, bene o male con i nostri difetti (e molte cose che facciamo a Venezia la distruggono), \u00e8 perch\u00e9 siamo nati qui. Sappiamo cosa fare, ad esempio camminare a destra nelle calli strette\u2026Gli stranieri con un po\u2019 pi\u00f9 di soldi, vivono un po\u2019 pi\u00f9 la citt\u00e0 come dovrebbe essere. Sono inseriti in qualche modo. E\u2019 ovvio che anche queste persone non trovino un terreno fertile, ma solo delle parziali nicchie: se a questo straniero venisse in mente di vogare, trova delle vie di pseudo-venezianit\u00e0 (la remiera, etc). Tutti arrivano qui con il sogno di vivere a Venezia, ma vivono quello che resta. Un rimasuglio di Venezia. Quello mi dispiace molto, perch\u00e9 sin dalla Repubblica, \u00e8 sempre stata una citt\u00e0 piena di stranieri, che la vivevano. Perch\u00e9 era una citt\u00e0 viva. Come andare a New York adesso. Ora cosa senti? Pulsare solo quelle poche cose che ci sono, eppure in una maniera distorta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Hai mai pensato di andare via?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">No, ma a fare mezza vita qui e mezza da qualche altra parte s\u00ec. Pi\u00f9 di qualche volta, specie quando avevo una ragazza canadese. Venezia \u00e8 un po\u2019 una gabbia d\u2019oro, lei mi ha sempre detto: \u00e8 talmente avvolgente e accogliente (la lentezza, un nido caldo) che si addice allo spirito ed al corpo. Poi non riesci pi\u00f9 a capire, e per apprezzarla meglio ti serve di andartene, per non rimanere irretito, annichilito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Per citare un detto che a me piace molto (preso a prestito da artisti visivi, Zimmerfrei): faresti figli per questo paese? Cio\u00e8 per Venezia?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">S\u00ec, se avessi dei figli spererei di essere in grado di trasmettere loro tutto quello che sto dicendo. Di sicuro vorrei dare loro un sapore di vita che non voglio che sia perso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venezia, anche se tanti vi diranno che non \u00e8 vero, se osservata la base di popolazione nel centro storico \u00e8 &hellip; <a href=\"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/paolo-remer-2\/\">Continua<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1925,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[12],"tags":[620,621,619,623,622,17],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1918"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1918"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1918\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2155,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1918\/revisions\/2155"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1925"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1918"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1918"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1918"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}