{"id":2345,"date":"2014-07-17T14:40:01","date_gmt":"2014-07-17T14:40:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/?p=2345"},"modified":"2014-07-24T13:24:04","modified_gmt":"2014-07-24T13:24:04","slug":"daniel-studente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/daniel-studente\/","title":{"rendered":"Daniel, studente"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>La tua storia sin qui.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono nato a gennaio 1991. Provengo da una cittadina sul lago d\u2019Orta, in Piemonte, e l\u00e0 ho trascorso l\u2019infanzia e l\u2019adolescenza. In realt\u00e0 non mi sono mai sentito parte integrante della mia citt\u00e0 natale n\u00e9 ho mai veramente condiviso i valori ed il modo di vivere della mia zona, al tempo incentrati su una religiosit\u00e0 cieca e di facciata e sulla centralit\u00e0 dello sport. Questo senso di estraneit\u00e0 si \u00e8 concretizzato durante la mia infanzia nella creazione sistematica di un mondo fantastico e di un ciclo di analoghi racconti ambientati in esso. Spesso raccontavo queste storie a coetanei ed insegnanti, ricavandone molte volte un feedback positivo. Tuttavia, nonostante l\u2019etichetta di scrittore, affibbiatami da amici e parenti, non mi sono mai risolto a pubblicare n\u00e9 i racconti iniziali n\u00e9 la lunga cronaca scritta in seguito e terminata ai tempi del liceo. La curiosit\u00e0 ed il senso di estraneit\u00e0 mi hanno invece spinto a guardare oltre i confini dell\u2019Europa e, all\u2019et\u00e0 di quattordici anni, ad interessarmi al mondo islamico. Importante \u00e8 stato anche il ruolo dei miei genitori, viaggiavamo in molti Paesi extraeuropei dove ho aperto la mente ad altre realt\u00e0. Quello che inizialmente era un interesse \u201cesotico \u201c con il passare degli anni si \u00e8 ben presto trasformato in una passione, spingendomi alla lettura di alcune fra le pi\u00f9 importanti opere della letteratura persiana. In particolare, il didascalico Golestan di Sa\u2019adi ed il poema epico <em>Shahnameh<\/em> di Ferdousi hanno contribuito a plasmare i miei gusti ed i miei interessi durante tutta l\u2019adolescenza. Nonostante l\u2019opposizione morale di genitori, parenti ed amici, che condividevano lo stesso pregiudizio nei confronti di una cultura <em>estranea<\/em> e <em>incivile<\/em>, ho deciso di studiare il persiano e l\u2019arabo all\u2019universit\u00e0 e mi sono trasferito a Venezia nel 2010. Qui ho coltivato con soddisfazione non solo la mia passione per la letteratura persiana ma anche il mio interesse per l\u2019arte e la musica. Prima di ottenere la laurea triennale ho infine vissuto per un mese e mezzo a Teheran, dove ho frequentato un corso di lingua persiana. Durante questa permanenza in Iran, che peraltro avevo gi\u00e0 visitato con degli amici e compagni di corso l\u2019anno precedente, mi sono recato in uno dei luoghi menzionati da Ferdousi nel suo <em>Shahnameh<\/em>, il Damavand, che sognavo di vedere con i miei occhi fin dall\u2019et\u00e0 di sedici anni. Laureatomi, ho infine preferito prendermi qualche mese di tempo per decidere del mio futuro e ho deciso di utilizzare le lingue apprese in una prospettiva pi\u00f9 concreta, ovvero applicarle ad un contesto economico. Ho fatto quindi domanda e sono stato ammesso ad un Master in Management alla <em>London School of Economics and Political Science<\/em>, che frequenter\u00f2 a partire da settembre. Ora sto frequentando un corso di arabo classico in una scuola privata a Rabat, in Marocco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Cosa ti ha dato la tua citt\u00e0 e cosa hai dato tu a lei?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni citt\u00e0 in cui ho vissuto mi ha trasmesso dei valori e delle consapevolezze. La mia citt\u00e0 natale mi ha fatto conoscere ed accettare posizioni diverse dalle mie e mi ha aiutato a comprendere quello che non voglio essere. Venezia, che amo, \u00e8 invece la citt\u00e0 che mi ha offerto l\u2019indipendenza, mi ha irrorato di cultura e mi ha arricchito con la sua bellezza. Nello stesso tempo, questa citt\u00e0 mi ha istruito a guardare oltre l\u2019apparenza e la facciata (nei palazzi veneziani solo la facciata \u00e8 decorata mentre i muri laterali sono piatti e privi di orpelli) e a carpire le cose nel loro contenuto. Di rimando io ho invece cercato di offrire qualcosa di mio alla citt\u00e0, per esempio proponendo testi persiani per il ciclo di letture <em>La Casa delle Parole<\/em> o collaborando ad alcuni eventi. In realt\u00e0, ho il rammarico di non aver fatto abbastanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Teheran mi ha invece offerto il calore dei suoi abitanti e la loro ospitalit\u00e0. L\u2019Iran \u00e8 un Paese ricco di cultura e di umanit\u00e0 e viverci per un mese e mezzo mi ha sicuramente arricchito. A Teheran ho inoltre sperimentato cosa possa significare essere controllati da un governo autocratico e a gestire i problemi burocratici che ne conseguono. Una buona organizzazione \u00e8 fondamentale per fare qualsiasi cosa senza perdere del tempo prezioso, cosa che sia in Iran sia in Italia manca! Rabat mi ha invece piacevolmente stupito per la sua tranquillit\u00e0 e per l\u2019aria europea che si respira in alcuni suoi quartieri. E si mangia benissimo! Confido che la mia prossima citt\u00e0, Londra, possa offrirmi l\u2019apertura mentale di un ambiente internazionale con le sue possibilit\u00e0 molteplici e -perch\u00e9 no?- nuovi spunti per definire i miei obiettivi e la mia carriera futura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Cosa ti manca come studente e cosa invece hai?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019indipendenza economica \u00e8 forse l\u2019elemento di cui sento maggiormente la mancanza. Tuttavia la vita da studente mi offre stimoli culturali che possono contribuire ad orientare i miei interessi nonch\u00e9 molto tempo libero per coltivare queste passioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il tuo cibo e la tua bevanda preferita?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La purea di zucca e il filetto di vitello al pepe verde sono i miei cibi preferiti, anche se mi piacciono molto il <em>tajin<\/em> (verdure bollite con carne all\u2019interno di un contenitore di terracotta chiamato tajiniyya, tipico del Marocco) e il <em>fesenjun <\/em>(anatra servita con salsa di noci e melograno, tipico dell\u2019Iran). Non ho una bevanda preferita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Che musica ascolti e che libro leggi adesso?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Amo molto la musica del periodo romantico. Tra i miei compositori preferiti cito Schubert, Franck, Tchaikovsky, Rachmaninov, Mahler e Liszt. Non apprezzo Mozart, troppo mieloso. Ultimamente, consigliato da alcuni amici, sto ascoltando anche molta musica barocca. Ora sto leggendo <em>I demoni<\/em> di Dostoevskij. Amo molto la letteratura russa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Un talento che hai e\u00a0uno che ti manca?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non mi arrendo di fronte alle difficolt\u00e0, sono molto caparbio se voglio ottenere veramente una cosa. Tuttavia talvolta mi manca la costanza in quello che faccio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Cosa hai imparato dalla vita fino ad ora?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho imparato che il mondo \u00e8 costantemente in movimento e sia le situazioni sia le persone cambiano. Di conseguenza le relazioni e le passioni si modificano. Quello che \u00e8 un amico oggi non lo sar\u00e0 necessariamente domani e quello che \u00e8 lo scopo della vita in un dato momento pu\u00f2 apparire estraneo e anche ridicolo guardandosi indietro dopo solo pochi anni. Nulla dura per sempre ed \u00e8 normale che a periodi piacevoli seguano momenti di stallo e di crisi. Fortunatamente talvolta accade anche il contrario. Di conseguenza, cerco di guardare a ci\u00f2 che capita da questa prospettiva, assaporando e vivendo ogni momento al massimo, sapendo che questo \u00e8 un solo attimo e potrebbe non ripetersi mai pi\u00f9. Inoltre ho imparato che l\u2019onest\u00e0 e la sincerit\u00e0 sono alla base di ogni vero rapporto e che le relazioni genuine in cui si agisce volendo il bene dell\u2019altro costituiscono un valore che, in assenza di altri di natura religiosa o motivazionale, pu\u00f2 dare senso alla vita. Infine mi sono reso conto che troppe volte ci si preoccupa di problemi che in realt\u00e0 non esistono ma sono solamente una proiezione della nostra mente, e si perde cos\u00ec d\u2019occhio quello che \u00e8 il vero problema, ovvero che siamo tutti destinati a morire e che quello che a cui si tende in funzione di elementi esteriori, come una carriera brillante o il successo, alla lunga non ha alcun senso. Un lutto familiare e la lettura di <em>La morte di Ivan Ilic<\/em> e <em>Padre Sergej<\/em> di Tolstoj sono stati illuminanti su questo punto. Di conseguenza cerco di vivere mettendo al primo piano quelli che ritengo siano i veri valori: avere rapporti umani di qualit\u00e0 e dare agli altri ci\u00f2 che possa arricchirli. Purtroppo \u00e8 molto difficile agire cos\u00ec: la quantit\u00e0 di stimoli che tendono in direzione opposta \u00e8 molto elevata, soprattutto nella nostra societ\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La tua storia sin qui. 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