{"id":2518,"date":"2014-07-31T16:19:25","date_gmt":"2014-07-31T16:19:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/?p=2518"},"modified":"2014-09-04T15:16:50","modified_gmt":"2014-09-04T15:16:50","slug":"valeria-foto-editor","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/valeria-foto-editor\/","title":{"rendered":"Valeria foto-editor"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019unica donna che io conosca a guidare una moto enduro senza intaccare le lunghe unghie dall\u2019impeccabile smalto blu. La stella delle incredibili notti napoletane e dei lunghi week end procidani, instancabile viaggiatrice, di giorno \u00e8 un\u2019imprenditrice che non molla nel mercato pi\u00f9 difficile al mondo (quello dell\u2019immagine) mentre non dimentica di essere la migliore ambasciatrice della sua vieppi\u00f9 crocifissa citt\u00e0 come <em>host <\/em>di couchsurfer da tutto il mondo per i quali apre la sua bella casa e studio al centro storico di Napoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Valeria \u00e8 energia pura. Se non la conoscete, dopo quest\u2019intervista non potrete mancare di farlo e non abbiate paura a cercarla: di questa stagione riceve spesso sulla sua terrazza piena di fiori e di rampicanti, che cura personalmente. Di mestiere fa la photo-editor, ha co-fondato e dirige Controluce, agenzia di fotogiornalisti che ha segnato alcuni degli scoop pi\u00f9 memorabili negli ultimi 20 anni (dallo storico scatto di Cirino Pomicino nel salotto di casa sua, all\u2019alluvione di Sarno, il primo sbarco di immigrati in Italia, i lanci di missili dalle portaerei nella guerra di Bosnia, il caso <em>Noemi Letizia)<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La tua storia in dieci righe. Anche di pi\u00f9 ovviamente se \u00e8 impossibile da riassumere in cos\u00ec poco spazio. Iniziando da dove e come nasci.<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nasco a Napoli, da padre laziale e mamma pugliese. Ho vissuto nella casa dei miei genitori insieme ai miei 3 fratelli fino all\u2019et\u00e0 di 20 anni. Durante gli anni del liceo mi sono avvicinata alla politica. Erano gli anni delle proteste proletarie, degli espropri, delle occupazioni e dei dibattiti. Tanti anni dopo mi ha fermato una ragazza per strada chiedendomi se ero io quella Valeria Tondi che nelle riunioni del gioved\u00ec, nel centro sociale sotto casa sua, le aveva insegnato ad imporsi come donna, farsi rispettare e denunciare gli abusi, aggiungendo che per lei sono sempre stata un mito. Poi \u00e8 arrivata l\u2019universit\u00e0. Ho cercato di laurearmi in filosofia ma, purtroppo, motivi politici mi hanno fermato a 4 esami dalla laurea. Erano gli anni di piombo<em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Quanto \u00e8 difficile essere imprenditori a Napoli ed in generale nel tuo lavoro? Cosa ti ha dato di pi\u00f9 il fondare Controluce: l&#8217;essere a contatto con la notizia che nasce, la creativit\u00e0 dei fotografi oppure le energie si impiegano spesso per altro di meno piacevole? Se non avessi fondato Controluce, quale sarebbe stato il tuo destino e dove?<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In alternativa agli arresti domiciliari ebbi la proposta da Mario Laporta di aiutarlo nel lavoro nel suo studio fotografico e ho avuto la fortuna di immergermi da subito nel mondo di quelli che oggi vengono considerati i <em>maestri<\/em>. Provarono ad insegnarmi ad usare una macchina fotografica, ma a me non piaceva scattare. Mi piaceva invece passare le ore ad osservarli in camera oscura, andavo a raccogliere i loro scarti di stampa dal cestino per capire bene perch\u00e9 quel nero non era stato considerato il vero <em>Nero<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho imparato a scegliere il meglio e ad essere esigente. Nel \u201891 Mario Laporta ed io abbiamo fondato l&#8217;Agenzia Controluce, scegliendo il fotogiornalismo. Lui curava i rapporti con i fotografi e organizzava i servizi per i giovani collaboratori, io ho cominciato a correre per le redazioni con la mia valigia di immagini tentando di piazzarle al meglio. A quei tempi si sperava che le news accadessero di mattina, cosi avevi modo di sviluppare, stampare le foto e correre entro le 18 alla Posta centrale per inviare le prime <em>telefoto<\/em>. Se perdevi la corsa delle 18, correvi alle 21 alla stazione centrale di Napoli per il mitico <em>fuori sacco<\/em> con il quale le tue foto venivano ritirate a Milano dagli addetti dei giornali o delle agenzie consociate. Il giorno dopo godevi di una prima pagina del Corriere della Sera o di qualsiasi altro quotidiano e questo ti ripagava di tutta la fatica sostenuta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo passati poi all&#8217;era digitale, Controluce \u00e8 stata la prima al Sud Italia ad attrezzarsi con questo nuovo tipo di tecnologia, anche sotto la spinta della collaborazione con la Reuters. Siamo ormai un punto di riferimento per la professionalit\u00e0 dei nostri fotografi. Dopo la collaborazione con la Reuters &#8211; della quale il mio socio Mario Laporta era un fotografo corrispondente ed inviato (Albania, Kosovo, Afghanistan) &#8211; \u00e8 arrivata la collaborazione con la AFP della quale siamo i referenti per il Sud Italia: Mario e\u2019 il coordinatore fotografico degli <em>stringer<\/em>\u00a0(free lance) che operano in questo territorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essere imprenditori credo, oggi come oggi, sia difficile dappertutto. Combattere contro le politiche bancarie, non ottenere fondi pubblici, presuppone un enorme sacrificio, spirito di abnegazione e amore verso la tua attivit\u00e0. Essere impegnati nel giornalismo e in special modo nel fotogiornalismo presuppone quella curiosit\u00e0 di base e la voglia di approfondimento riguardo a tutte le tematiche che attanagliano il territorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se non avessi fondato Controluce? Avrei tentato di lavorare in un\u2019officina meccanica. Mi \u00e8 sempre piaciuto sporcarmi le mani con il grasso del motore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Quale ultima mostra di fotografia hai realizzato e quale invece \u00e8 quella a cui sei pi\u00f9 affezionata?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ultima mostra che abbiamo curato \u00e8 <em>Migranti<\/em> presentata al Belvedere di San Leucio con 72 immagini della AFP sul fenomeno migrazione in tutto il mondo esposta insieme ad una videoproiezione di <em>Controluce<\/em> sugli sbarchi dei rifugiati in Italia dal 1990 al 2013.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra cui sono pi\u00f9 affezionata \u00e8 <em>Sguardi di Solidariet\u00e0<\/em> dove tutti i fotografi napoletani hanno donato due immagini a testa in aiuto alle vittime dello tsunami. La mostra, organizzata da <em>Controluce<\/em>, ha rappresentato il pi\u00f9 importante censimento sullo stato dell\u2019arte della fotografia a Napoli. Hanno esposto tutti quei nomi che significano grande fotografia qui, cito solo alcuni: Mimmo Jodice, Antonio Biasiucci, Fabio Donato, Raffaella Mariniello, Francesco Cito, Antonio Troncone, Sergio Riccio, Guglielmo Esposito, Ugo Pons Salabelle, Peppe Avallone, Alessio Buccafusca e poi quelli giovani, allora, ma oggi affermati professionisti come Salvatore Laporta, Carlo Hermann, Paolo Cappelli, Ciro Fusco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Mi racconti un momento\u00a0appagante che ti \u00e8 capitato di recente?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quest&#8217;anno ho insegnato <em>Fotografia e Tecniche per il Web<\/em> all&#8217;Accademia di Belle Arti di Napoli. La curiosit\u00e0 dei ragazzi durante l&#8217;intero corso ed i loro occhi timorosi al momento dell&#8217;esame hanno accresciuto la fiducia in me stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Cosa ti ha dato Napoli e cosa hai dato tu a questa citt\u00e0?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Napoli mi ha dato il sole, il calore e la spontaneit\u00e0 della gente. Vivendo a Napoli ho imparato a vivere \u2026.giorno per giorno: arrangiandomi, industriandomi, ho imparato a sapermi adeguare in tutte le situazioni, a confrontarmi con il ricco e con il povero, a sacrificarmi, a riconoscere il bene dal male, a non avere paura. Se vivi a Napoli puoi vivere dappertutto. Ho viaggiato tanto e non mi sono mai trovata in difficolt\u00e0, me la sono sempre cavata. Il primo viaggio, da piccola con la mia famiglia, nella mitica 600 di mio padre in Puglia a conoscere i luoghi dove era cresciuta mia madre. Poi pian piano in autostop in giro per tutta l\u2019Italia e gran parte dell\u2019Europa. E da li alla scoperta dell\u2019oltreoceano: dagli States al Giappone, dal Brasile all\u2019Africa, l\u2019Indonesia, Singapore. Mi piacciono i grandi spazi, le grandi citt\u00e0, come New York e Singapore dove andrei a vivere anche domani. Ah dimenticavo Miami. Mi piace conoscere le varie culture come quella giapponese, che mi ha veramente meravigliato. Mi piace il continente africano e tutti i suoi abitanti. In Africa ho scoperto che c\u2019\u00e8 qualcuno che sorride pi\u00f9 di me.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che cosa ho dato io a Napoli? Beh, credo che con la mia <em>Controluce<\/em> abbia dato un respiro internazionale alla mia citt\u00e0. Da quest&#8217;anno siamo partner di <em>Imageforum <\/em>che e\u2019 il sito internazionale della AFP, nel quale riversiamo il nostro archivio e la nostra produzione quotidiana di immagini. Un sito che quotidianamente viene visto, cliccato, analizzato e \u201cusato\u201d da migliaia e migliaia di clienti professionali in tutto il mondo. Un riscontro importante per il nostro lavoro e per l\u2019affidabilit\u00e0 che abbiamo sempre dimostrato di poter garantire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Qual \u00e8 il tuo cibo e la tua bevanda preferita?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sono un\u2019appassionata di cibo, non ho preferenze particolari. Sono stata abituata da mia madre a mangiare tutto, ma cucinato in maniera semplice. Il primo rag\u00f9 classico napoletano l&#8217;ho mangiato in et\u00e0 gi\u00e0 adulta a casa della mamma di un amico, con il primo <em>soffritto<\/em> (<em>piatto tipico napoletano di frattaglie e spezie<\/em>, ndr) rischiai di finire in ospedale per i dolori allo stomaco. Un piatto di zucchine bollite condite con olio e limone fa inorridire i miei amici, ma a me piace. Bevanda? Vino rosso <em>forever<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Che musica ascolti e che libro leggi ora?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La musica preferisco ascoltarla nei bar e nelle discoteche, che frequento spesso e volentieri. Il ballo \u00e8 la mia unica ginnastica. Al momento sto leggendo <em>La cura Schopenhauer<\/em> di Irvin Yalom. Mi piacciono i libri che non vogliono importi un pensiero: voglio leggere una storia, ma voglio essere libera di farmi la mia opinione. L&#8217;ultimo libro letto, rigorosamente tutto in inglese, <em>Prisoner of Tehran<\/em> di Marina Nemat.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Un talento che hai e uno che ti manca?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Guidare la motocicletta. 18 anni ancora non compiuti, appena 50 chili di femmina, a stento arrivavo con i piedi a terra, gi\u00e0 ero in sella ad una splendida Honda 750, ovviamente in zone rigorosamente non trafficate. Prima ancora di conseguire la patente di guida, parcheggiata nel mio garage, mi attendeva gi\u00e0 una Honda 500 comprata con i risparmi di due anni di babysitteraggio. L&#8217;equilibrio in moto lo avevo nel sangue. Le motociclette sono sempre state le mie <em>criature<\/em> (<em>figlie<\/em>, in napoletano, ndr) battezzate di volta in volta come Big Mouse one, two etc. Big Mouse si tradurrebbe dal nostro napoletano con <em>grande zoccola<\/em>: creatura bella, aggressiva e imponente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un talento che mi manca: imparare le lingue&#8230;.studio, studio e continuo a studiare, ma devo per forza ammettere che sono veramente negata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Cosa hai imparato dalla vita?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho imparato a non arrendermi mai. La vita mi ha sempre messa a dura prova. Mi sono ammalata di diabete, a causa di un virus contratto, all\u2019et\u00e0 di 26 anni. Ho dovuto imparare a convivere, da allora, con 4 iniezioni di insulina al giorno, controlli continui e stile di vita adeguato. Sei anni fa mi sono ammalata di cancro alla mammella. Che dire? Ogni mattina, aprendo gli occhi, penso di essere ancora viva e quindi, contenta di esserlo, sorrido\u2026 e anche tanto! La vita \u00e8 bella.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019unica donna che io conosca a guidare una moto enduro senza intaccare le lunghe unghie dall\u2019impeccabile smalto blu. 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