{"id":2863,"date":"2014-09-18T10:13:52","date_gmt":"2014-09-18T10:13:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/?p=2863"},"modified":"2014-09-25T11:48:52","modified_gmt":"2014-09-25T11:48:52","slug":"la-turista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/la-turista\/","title":{"rendered":"La Turista"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Entr\u00f2 dalla porta una turista. Le apr\u00ec un uomo avvolto in un lenzuolo. Aveva un volto stanco, triste e assonnato, un\u2019espressione spenta e sofferente. I capelli biondi, sebbene tesi ed induriti, le contornavano il viso. Uno zaino da viaggio le pesava sulle spalle ed era visibile oltre l\u2019esile testa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019uomo le sussurr\u00f2 quali spiegazioni dare al portiere se le avesse chiesto chi fosse. Le disse poi che l\u2019amica della turista, coinquilina dell\u2019uomo, sarebbe rientrata quella sera stessa. Dopo di che torn\u00f2 a dormire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La turista pot\u00e9 solo dire: \u201c<em>sono<\/em>\u00a0<em>felice di aver trovato la tua casa\u201d<\/em>. In verit\u00e0 quello non era un quartiere molto frequentato da stranieri. I piccoli vicoli, sempre pieni di persone, erano polverosi. L\u2019immondizia era sparsa ai lati della strada. All\u2019angolo della via da una casetta verde di legno veniva distribuito pane a prezzi calmierati mentre file di donne e uomini attendevano la razione quotidiana stabilita. Spesso le urla di chi rimaneva senza pane si trasformavano in armi puntate al cielo in segno di forza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A pochi passi iniziavano sporadiche le bancarelle del mercato, aperte giorno e notte. Nel mercato di frutta e verdura, nonostante ci fosse una zona coperta, i venditori preferivano disporsi ai lati della strada e, collocata una lampadina sopra il banco di legno, aspettavano le richieste dei passanti. Un fetore chiaro di verdure putrefatte coglieva chi fosse passato in quell\u2019angolo di strada e avesse voluto interrogare cipolle e pomodori sulla loro freschezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scesa dal taxi che l\u2019aveva condotta dall\u2019aeroporto a quella casa, la turista intravide appena questa scena. La sua amica le aveva dato informazioni precise sulla strada da percorrere, sui soldi da spendere, sulle cose da dire, sulla porta a cui bussare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al suo risveglio non trov\u00f2 nessuno in casa. N\u00e9 l\u2019uomo che le aveva aperto n\u00e9 la sua amica che viveva con lui. Fece una doccia fredda e attese che qualcuno tornasse. Le scene che aveva appena scorto quella notte le tornavano alla mente. Aveva visto l\u2019immensa citt\u00e0 apparire dal tunnel sotterraneo, i ponti, il fiume, le barche, le luci. Aveva udito le urla degli uomini, aveva incontrato i volti coperti delle donne, aveva sentito l\u2019odore della carne rancida, aveva sentito la frase di benvenuto ripetuta cento volte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si era risvegliata con le urla che provenivano dalla moschea vicina: una voce possente che trapassava la casa da parte a parte. Si sporse dalla piccola finestra del soggiorno e vide una stanza piena di uomini in fila che si inginocchiavano insieme e con movimenti intermittenti. Nessuno faceva caso a lei, mentre osservava.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La turista non aveva la chiave di casa. Fu forse questo un pretesto che la costrinse a non uscire di casa o forse la delusione di non avere punti di riferimento o l\u2019impressione terribile del primo sguardo alla citt\u00e0. Tent\u00f2 di leggere ma dopo poco bussarono alla porta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ragazza fu sollevata dal suono di un verso d\u2019uccello: il campanello. Si trattava dell\u2019uomo mandato dall\u2019ufficio delle imposte per la lettura del gas. Questi inizi\u00f2 a parlare nella sua lingua e la ragazza non cap\u00ec nulla. L\u2019uomo sal\u00ec con le scarpe ben salde sulle doghe del divano, lesse il contatore e le disse nella sua lingua che il prezzo da pagare era di tre lire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La turista non cap\u00ec nulla e sedette sul divano. Anche l\u2019uomo sedette sul divano e con insistenza le chiese dell\u2019acqua o un caff\u00e8. Non sapeva cosa dargli e con uno sguardo prorompente lo invit\u00f2 ad uscire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Passarono appena poche ore che il campanello suon\u00f2 di nuovo. Questa volta si trattava di due stranieri: uno anziano e uno giovane. Lei fu risollevata. Quei tipi parlavano un po\u2019 di inglese e quindi la comunicazione tra i tre non fu impossibile. Stabiliti i nomi e le provenienze, l\u2019anziano le raccont\u00f2 di vivere in quello stesso palazzo sul tetto e di essere passato a giocare a scacchi con l\u2019uomo che le aveva aperto la porta la sera precedente. Era un professore di fisica in pensione della scuola italiana. Aveva la pelle bruciata dal sole, le rughe solcavano ogni angolo del suo volto mentre i capelli bianchissimi cingevano la sua fronte. Il suo sguardo era inquietante quanto il suo udito. Non avendo la capacit\u00e0 di sentire nonch\u00e9 di ascoltare gli altri, proseguiva con voce lenta, intensa e nasale a raccontare dei suoi guai in una citt\u00e0 cambiata cos\u00ec tanto negli ultimi trenta anni, cos\u00ec bella prima che costruissero il ponte sulla 26 luglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ragazzo che accompagnava il professore, notando la difficolt\u00e0 nella conversazione tra i due, inizi\u00f2 a raccontare della meschinit\u00e0 e della cornutaggine di molti abitanti della citt\u00e0. Lo faceva in maniera affabile e rassicurante, rassegnata. Sembrava che lui si fosse adeguato perfettamente a quella corruzione completa dei comportamenti e la avesse fatta sua. A conferma di ci\u00f2, dalla finestra mostr\u00f2 alla turista la sua bicicletta incatenata ad un albero. Per la turista era difficile sporgersi in strada per la polvere che le annebbiava lo sguardo e la costringeva a colpi di tosse secca. L\u2019unica domanda che riusc\u00ec a porre in quella lunga conversazione fu: \u201c<em>come fai ad andare in giro in bicicletta in questa confusione?\u201d.\u00a0<\/em>Il ragazzo ignor\u00f2 la domanda, nel suo sguardo c\u2019era la sincerit\u00e0 dell\u2019ingenuo che conduce una vita semplice e si adegua a chi lo circonda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma quella domanda, posta senza alcuna malizia, risvegli\u00f2 in lui un antico sentimento. Il giovane inizi\u00f2 a parlare della sua vita da selvaggio in Libia. L\u00ec aveva vissuto per qualche mese con degli accattoni, immigrati da paesi stranieri. Sembrava veramente dispiaciuto perch\u00e9 questi suoi compagni non potevano tornare nei loro paesi, le loro famiglie credevano che all\u2019estero vivessero nell\u2019agio poich\u00e9 inviavano periodicamente denaro. Il giovane sembrava felice della sua vita nel nuovo paese, libero dalle costrizioni di quei libici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando i due andarono via, la turista cadde in un sonno profondo e fu risvegliata solo di sera dallo squillo del telefono. Era un tizio che aveva conosciuto durante il viaggio in aereo e che avrebbe voluto incontrarla, come promesso. I modi dolci e l\u2019accento inglese mostravano chiaramente la sua provenienza. La turista accett\u00f2 l\u2019incontro. Dopo pochi minuti un egiziano alto, sorridente, dai capelli scurissimi si present\u00f2 alla porta con una busta nera che raccoglieva lattine di birra. Fu rassicurata. Il tizio parlava un inglese perfetto, viveva a Maadi[1] e lavorava per la nota compagnia telefonica\u00a0<em>Etisalat<\/em>. Manteneva uno sguardo dolce ma forte. Sforzava molto il suo accento che alle orecchie della turista, abituata allo stridente americano, riproponeva un suono familiare. L\u2019uomo era un\u00a0<em>kharteia<\/em>. Si tratta di una categoria di egiziani che trascorrono le loro giornate con gli stranieri anche solo per praticare il loro inglese. Spesso frequentano birrerie quali l\u2019<em>Horreia<strong>[2]<\/strong><\/em>\u00a0o\u00a0<em>Stella<\/em>[3]. Molte volte sono artisti, pittori, registi. Come loro, il tizio amava la birra e il vino, passava ore a chiacchierare con gli stranieri, fonte di sicuro guadagno, se non economico, spirituale. Si dedicava nel tempo libero a suonare l\u2019oud e il nai. Diceva di averne abbastanza del suo paese di origine e di volersi trasferire. Diceva di trovare liberazione solo nell\u2019alcol che ogni notte sfigurava il suo volto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla fine della lunga discussione, ritorn\u00f2 l\u2019uomo che le aveva aperto la porta. Dai suoi occhi traspariva una certa fatica nel muoversi tra le strade e le macchine di quella citt\u00e0 enorme. L\u2019uomo port\u00f2 la notizia del mancato arrivo della coinquilina, trattenuta al mare per motivi non meglio precisati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quella informazione sommaria, presentata dall\u2019uomo che la notte prima era avvolto in un lenzuolo, rafforz\u00f2 la prima vaga decisione della donna di non muoversi da casa. E cos\u00ec la turista non volle uscire, neppure per un attimo. Le visite continue la riempivano di impressioni che raccoglieva come immagini prese da lunghe passeggiate. La turista e il\u00a0<em>kharteia<\/em>\u00a0dormirono insieme e trascorsero una notte di pace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019indomani la turista si svegli\u00f2 da sola. Seduta a bere un caff\u00e8, apr\u00ec la porta a una donna, met\u00e0 egiziana met\u00e0 francese, vicina di casa. Aveva il labbro inferiore sfigurato, una grossa cicatrice sul petto ed era soffocata in un\u2019intensa tosse secca. La donna esord\u00ec dicendo che chiunque vivesse in quella citt\u00e0 aveva problemi da risolvere. Con piccole risa interrotte da una voce stridula, prese a lamentarsi di tutto. Riconosceva che solo l\u2019illusione di avere un po\u2019 di denaro la teneva ferma l\u00ec. Le diecimila lire al mese, guadagnate parlando alla radio francese internazionale, la rendevano ricca. \u201c<em>In Italia non lavorerei neppure<\/em>, aggiunse come per giustificarsi.\u00a0<em>Basta solo non ammalarsi. Sei mai entrata in un ospedale di questo paese?\u201d<\/em>, chiese provocatoriamente. Ripeteva\u00a0<em>\u201cdiecimila\u201d<\/em>\u00a0in continuazione, aggiungendo la conversione in euro. Non considerava i cambi ufficiali ma preferiva il rapporto di una lira un euro, che corrispondeva veramente al potere di acquisto che sperimentava ogni giorno. In euro, il suo stipendio corrispondeva ad una somma non alta che le avrebbe permesso di vivere appena decorosamente, cos\u00ec come umile e puntellata di privazioni era la vita dei tanti che in questo paese guadagnavano tra le duecento e le mille lire al mese. Il suo cambio fittizio era del tutto privo di relazioni con il reale rapporto tra le due monete. Una lira corrispondeva infatti solo a poco pi\u00f9 di dieci centesimi di euro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era ricca, ma solo per una perversa regola monetaria. Questa ricchezza collegata ad un\u2019interpretazione personale della valuta, era rafforzata da una legge sugli affitti bloccati. In vigore dagli anni 0ttanta, le permetteva di pagare appena 18 lire al mese il suo appartamento. E nessuno avrebbe potuto aumentare quell\u2019importo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il grido delle moschee nei pressi risvegli\u00f2 la turista da un solido tepore. Mand\u00f2 via la vicina con una scusa e inizi\u00f2 a pensare ai luoghi magnifici della citt\u00e0 che le avevano raccontato i suoi amici o che aveva visto in foto qua e l\u00e0. Ma si sentiva stranamente libera da qualsiasi mania ossessiva di incatenare visite alle meraviglie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vide di nuovo entrare l\u2019uomo che le aveva aperto la porta con due tipi. Il compagno di casa della sua ospite assente aveva forse inteso l\u2019intenzione della turista di non uscire di casa. Per caso o intenzionalmente fece salire due amici che di sicuro avrebbero potuto interessarle. Ahmad e Meged erano il primo esperto in arte islamica e il secondo storico del sufismo. Ahmed condusse la ragazza in una sorta di viaggio magico tra le strade macchiate di sangue al tempo dell\u2019impero, nei cortili delle moschee, nei cunicoli delle antiche tombe, nei palazzi mamelucchi, nelle calligrafie, negli intarsi, negli antichissimi bagni pubblici, nei parchi da cui si avvistano i tetti delle case e l\u2019appuntita cittadella, nelle barche che viaggiano lungo il fiume, tra le isole verde intenso, nei mercati profumati, nei cunicoli, nei grigi mausolei, nei frastuoni dei bar raccolti tra il fumo e il gioco degli uomini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La turista fu ammirata da questo racconto e visse la citt\u00e0 per un momento. Poi Meged continu\u00f2 parlando dei mawlid[4] dei sufi, soprattutto di quello di Tanta[5]. Diceva che si svolgono ai lati delle moschee, raccontava dell\u2019invasamento, dei coltelli conficcati nel corpo, delle danze lente, degli occhi diabolici di uomini storpi, dei canti e dei suoni di strumenti a corde, di flauti o tamburi, degli uomini addormentati ai lati delle grandi moschee e nei pressi delle colonne, del canto degli uccelli che volano da una colonna all\u2019altra, della pace del vino e del fumo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019alba del terzo giorno, ormai quasi alla fine del suo viaggio inusuale, la turista sent\u00ec di nuovo la voce provenire dalla moschea per la preghiera. Osserv\u00f2 la scritta che invocava dio sul frigorifero del soggiorno e si sofferm\u00f2 a guardare il velo nero che copriva quasi completamente il volto di alcune donne. Con la pesante valigia sulle spalle, scese le scale anguste, l\u2019aria calda le ravviv\u00f2 il volto. Dal finestrino scorse le uniche immagini di una citt\u00e0 che non aveva visitato. L\u2019isola al centro del fiume, i barconi, la grande piazza, l\u2019alta torre, le porte e le mura. Part\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giuseppe Acconcia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[1] Quartiere residenziale lungo il corso del Nilo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[2] In arabo vuol dire Libert\u00e0, questa birreria si trova nel centro storico (Westel Balad) in Piazza Falaki.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[3] Questa piccola birreria si trova nel centro storico (Westel Balad) in Hoda Sharaawy. Stella \u00e8 anche il nome della pi\u00f9 conosciuta birra egiziana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[4] In arabo indica una festa religiosa in onore della figura a cui la moschea \u00e8 dedicata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[5] Il mawlid di Tanta \u00e8 il pi\u00f9 grande in Egitto. Si tiene nella prima settimana di ottobre sul Delta del Nilo nella cittadina di Tanta ad un\u2019ora e mezza circa dal Cairo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Entr\u00f2 dalla porta una turista. Le apr\u00ec un uomo avvolto in un lenzuolo. Aveva un volto stanco, triste e assonnato, &hellip; <a href=\"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/la-turista\/\">Continua<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2864,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[14],"tags":[1064,464,606,1076,989,1077],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2863"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2863"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2863\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2980,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2863\/revisions\/2980"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2864"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2863"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2863"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2863"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}