{"id":3119,"date":"2014-10-08T16:21:03","date_gmt":"2014-10-08T16:21:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/?p=3119"},"modified":"2014-10-16T15:31:01","modified_gmt":"2014-10-16T15:31:01","slug":"giorgio-fontana-scrittore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/giorgio-fontana-scrittore\/","title":{"rendered":"Giorgio Fontana, scrittore"},"content":{"rendered":"<p><em>La tua storia in 10 righe<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Sono nato nel 1981, cresciuto a Caronno Pertusella \u2014 un paese industriale in provincia di Varese ma alle porte di Milano \u2014 e ho iniziato a scrivere quando avevo circa sedici, diciassette anni. I primi quattro romanzi li ho buttati. Il quinto \u00e8 stato il mio esordio, nel 2007. Nel frattempo ho vissuto un anno in Francia e mi sono laureato in Filosofia; poi ho pubblicato altri libri, cambiato diversi lavori, abitato per qualche mese in Irlanda, eccetera. Ora ho trentatr\u00e9 anni, vivo a Milano e pubblico per Sellerio.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Che riviste letterarie leggi oltre a quella che hai ideato e che pubblichi tu?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Lo Straniero, Inutile, il New Yorker. In realt\u00e0 leggo pi\u00f9 che altro riviste di impegno sociale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Eleanore Rigby \u00e8 stata una rivista letteraria che pubblicava narrativa e non-fiction, dal taglio piuttosto irriverente e un po&#8217; punk (anche se era confezionata in stile liberty, molto elegantino). La facevo con altri quattro amici, ed \u00e8 stato davvero un bel periodo: riunioni-fiume con tante birre e sigarette, un sacco di racconti da leggere e fra cui scegliere&#8230;\u00a0Uso il passato perch\u00e9 l&#8217;ultimo numero \u00e8 uscito ufficialmente anni fa, ma non per questo &#8220;Eleanore&#8221; \u00e8 definitivamente morta e sepolta. Diciamo che \u00e8 in fase di congelamento, da cui potrebbe uscire da un momento all&#8217;altro.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Morte di un uomo felice (Sellerio, Palermo) \u00e8 l\u2019evasione intelligente dalla biografia e dalla storia insieme per creare un momento magico in cui ritrovarsi come <\/em>cives<em>; azzardo: \u00e8 un afflato per nazione. In senso molto concertistico, potrebbe essere una composizione per camere stagne che la storia recente (spesso solo nel nostro paese) abita e che la musica \u00e8 in grado di sfondare, percorrendole tutte. Hai mai pensato al tuo bellissimo e toccante romanzo come a un libro per formare gli studenti italiani quando lo scrivevi? Perch\u00e9, se posso, la dedica a tua madre?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Comincio dalla fine: la dedica \u00e8 per mia madre perch\u00e9, molto semplicemente, le era dovuto. In tutti questi anni ha sempre fatto da contraltare con il suo buon umore al mio naturale pessimismo e alle mie crisi d&#8217;ansia.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la prima domanda: no, quando scrivo penso solo a scrivere \u2014 e anzi, qualsiasi tentazione di &#8220;formare&#8221; il mio lettore, sia esso uno studente o una persona adulta, \u00e8 quanto di pi\u00f9 lontano possa esserci dalla mia idea di scrittura. Pensavo e penso sempre soltanto alla storia, ai personaggi, alle esistenze che racconto. Tutto qua.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Che tipi di incontri fai quando lavori? Altri scrittori intervistati da questa rivista ci parlano della solitudine dello scrittore. Condividi anche tu, che fai tanta ricerca per i tuoi libri?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Dipende. &#8220;Babele 56&#8221; \u00e8 stato scritto ascoltando tantissime persone e racconta la storia di otto (anzi, di nove \u2014 anzi, di qualcuna di pi\u00f9) di loro. Questo libro invece \u00e8 nato quasi per intero nella solitudine pi\u00f9 assoluta, come del resto gli altri. Sono assolutamente convinto che uno scrittore debba come prima cosa imparare l&#8217;arte di rimanere da solo e in disparte. Poi naturalmente ci sono fasi di ricerca che implicano il contatto con gli altri \u2014 interviste, discussioni, e cos\u00ec via. Ma il 99% del lavoro \u00e8 in una stanza, senza nessuno intorno.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Cosa fa la societ\u00e0 per te?<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mi d\u00e0 un posto dove stare e insieme definisce i miei spazi di conflitto con essa.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Cosa fai tu per la tua societ\u00e0?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Cerco, come essere umano, di migliorarla un pochino \u2014 quel poco che posso \u2014 praticando l&#8217;onest\u00e0 intellettuale, la gentilezza e il desiderio di combattere la sua diseguaglianza di fondo. Come scrittore, racconto storie.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Una cosa bella che ti \u00e8 capitata di recente, oltre ad aver vinto il Campiello 2014 con Morte di un uomo felice?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Tutto l&#8217;affetto di amici, colleghi, lettori e conoscenti che si \u00e8 generato attorno a questa vittoria. Il fatto di non avere vinto da solo.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Una passione culinaria?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Il mio piatto preferito sono gli spaghetti al sugo. Semplice semplice.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Che vino\/bevanda?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Birra, decisamente. Ma non disdegno anche il vino rosso, di preferenza umbro o friulano.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>La musica o un libro (non tuo) che ti accompagna.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Mentre scrivo queste righe ho sul comodino &#8220;Citt\u00e0 ribelli&#8221; di David Harvey e sto ascoltando gli At the Drive In. Ma non sono scelte granch\u00e9 indicative: ho dei gusti molti vari in entrambi i casi.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Puoi anticiparci qualcosa degli scritti che affollano il tuo desktop ora, o il quaderno se lo usi ancora?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Ho un paio di idee, ma \u00e8 ancora troppo presto per affrontarle. Al momento sono troppo impegnato fra lavoro e incontri; appena avr\u00f2 un po&#8217; pi\u00f9 di calma mi ci dedicher\u00f2. L&#8217;unica cosa che posso dire \u00e8 che il dittico sulla giustizia termina qui: il prossimo libro non avr\u00e0 nulla a che vedere con magistrati e dintorni.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Un talento che hai, uno che ti manca<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Che ho: saper scrivere (o almeno lo spero). Che mi manca completamente: un sacco; i principali sono saper cantare e saper disegnare.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Quali sono i tuoi metodi per vivere lentamente?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Non ho uno smartphone; cerco sempre di ritagliarmi la possibilit\u00e0 di starmene da solo per qualche tempo; uso la bici e i mezzi pubblici. E le cose importanti per me rimangono sempre le stesse \u2014 gli affetti, la libert\u00e0, la scrittura e la lettura: tutti elementi che si apprezzano solo con la lentezza.<\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><\/p>\n<p><em>Cosa hai imparato sin qui dalla vita?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>A non rispondere a questo tipo di domanda.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La tua storia in 10 righe \u00a0 Sono nato nel 1981, cresciuto a Caronno Pertusella \u2014 un paese industriale in &hellip; <a href=\"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/giorgio-fontana-scrittore\/\">Continua<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[12],"tags":[1251,1248,1250,1252,1245,1254,1253,192,1246,1255,633,401,1104,1034,1247,1249],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3119"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3119"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3119\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3315,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3119\/revisions\/3315"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3168"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3119"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3119"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3119"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}