{"id":336,"date":"2017-06-21T16:04:34","date_gmt":"2017-06-21T16:04:34","guid":{"rendered":"http:\/\/slowords.turturiello.com\/?p=336"},"modified":"2017-07-12T10:58:08","modified_gmt":"2017-07-12T10:58:08","slug":"alex-gondoliera-venezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/alex-gondoliera-venezia\/","title":{"rendered":"Alex, gondoliera"},"content":{"rendered":"<p>Alex, la prima gondoliera di Venezia<\/p>\n<p>Accanto al Teatro La Fenice, in una galleria specializzata in fotografia, incontro la prima gondoliera della citt\u00e0 di Venezia sotto forma di un film sincopato, accompagnato da una grande immagine della luna piena e da una serie di fotografie a colori di formato panorama &#8211; al centro della grande sala una scultura che traduce il ferro di prua (in veneziano, il\u00a0<em>dolfin<\/em>) della gondola mentre si rispecchia nella laguna di notte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E\u2019 una professione esclusivamente maschile e protezionista, quella del pilota di gondola: Alex Hai ha tentato di sfidarla, di passarle sopra e rompere il monopolio.<\/p>\n<p>Alex \u00e8 una apolide senza radici, non ha scelto Venezia se non per un caso, nella vita precedente era una regista e viveva in California.<\/p>\n<p><em>La Gondoliera<\/em>, la mostra, \u00e8 una collezione di frame di cui Alex \u00e8 soggetto ed insieme\u00a0<em>deus\u00a0machina\u00a0<\/em>a met\u00e0, dato che a fotografarla \u00e8 una giovanissima artista italiana, Claudia Rossini aka Yamada Hanako.<\/p>\n<p>Hai \u00e8 la donna mascolina che si vede di spalle, seminuda davanti ai tetti della citt\u00e0 di notte, o sott\u2019acqua a malapena affiorare ed ancora stesa sulla sua gondola: tutte piccole parti di vita immolate, incise ed in un senso concluse, protette dal dolore della sconfitta. Quella che incontro in carne ed ossa, invece, non \u00e8 evanescente: \u00e8 una donna con il peso delle sue scelte e della sua lotta, burbera e dolce al tempo stesso, con una zazzera di capelli corti ed il vestito del mestiere sempre indosso come un vessillo.<br \/>\nAlex lavora come gondoliere\u00a0<em>de casada<\/em>, rispettando e\u00a0rinnovando\u00a0la pi\u00f9 antica tradizione gondoliera, ma\u00a0non possiede una licenza pubblica e non \u00e8 protetta dalle regole della professione. Potete trovarla a pochi passi della galleria e del Teatro La Fenice, \u00e8 l\u00ec che ha l\u2019ormeggio della sua gondola.<br \/>\nEntrambe, Yamada ed Alex, lavorano sul\u00a0<em>take<\/em>\u00a0perch\u00e9 la serie di foto orizzontali della vita della gondoliera e dei luoghi che ella attraversa in una notte di luna piena,\u00a0sono un\u00a0<em>prequel\u00a0<\/em>di un film (alla luce della sola luna piena). Una collezione di vite, di vita. Nessuno pu\u00f2 capire il potere della luna piena, magari in una notte stellata (algida d\u2019inverno od umida d\u2019estate) sulle strettissime vie d\u2019acqua veneziane e sui passanti che scivolano via silenziosi nelle loro piccole barche. Io lo so, ogni volta che c\u2019\u00e8 prendo la mia barca, non posso resistere.<\/p>\n<p>La mostra ha chiuso, alla Jarach Gallery, il 29 marzo scorso. Resteranno un catalogo in edizione limitata e dei piccoli tascabili: un cofanetto di cartoline\/foto. Ed il sogno di fare un film presto.<br \/>\nIntanto incominciamo da quando Alex ha incrociato Venezia ed il suo prossimo destino.<\/p>\n<p>In un piccolo negozio di San Francisco, dove viveva, vede in vetrina dei<strong>\u00a0<\/strong>gemelli kitsch anni \u201960 a forma di gondola, il proprietario le dice: questi non li vendo. Alla fine li ricever\u00e0 in regalo ed \u00e8 stato il suo primo approccio a Venezia e alla gondola di cui non sapeva nulla. Penser\u00e0 per sempre a questa storia come un segno. In seguito arriva a Venezia, impara a vogare senza frequentare una remiera, direttamente allo stazionamento (all\u2019epoca era in Santa Maria del Giglio).<\/p>\n<p>E\u2019 tuttora fuori dell\u2019associazione perch\u00e9 bocciata all\u2019esame di ammissione otto volte &#8211; l\u2019ultima volta nel 2010, dopo ha smesso di farlo perch\u00e9 la feriva sempre di pi\u00f9 il fatto di avere sempre lo stesso punteggio di quando aveva iniziato. E comunque continuava a farlo, imperterrita, solo per dimostrare al mondo che c\u2019\u00e8 qualcosa di sbagliato!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><br \/>\nCosta tanto mantenere, riparare e restaurare una gondola?<\/em><\/p>\n<p>S\u00ec e sta diventando un vero problema adesso, direi il principale. La mia gondola \u00e8 troppo vecchia per continuare ad usarla ma al contempo non me ne posso permettere una nuova. Sto cercando una soluzione, da trovare entro l\u2019anno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><br \/>\nLa tua biografia in poche righe<\/em><\/p>\n<p>Mi chiedi di trovare poche righe adesso o magari mi chiedi tu, passo a passo qualcosa?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><br \/>\nNon importa, \u00e8 la tua storia, procedi come ti piace di pi\u00f9\u2026<\/em><\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 niente che odio di pi\u00f9 delle biografie, che ne dici di spostare questa domanda all\u2019ultimo? Non sono quel genere di persone provvista di famiglia oppure nata nel posto da cui viene, insomma sono cose complesse e mi spaventa molto pensarci, anche perch\u00e9 poi gli altri pretendono sempre delle risposte brevi e succinte che io non posso neanche dare. Poi sono davvero allergica al fatto che le persone tentino sempre di impacchettarti a seconda di dove vieni, sai? E\u2019 troppo imbarazzante, \u00e8 esattamente quello che detesto: da dove vieni, dove sei nata?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><br \/>\nOk, apprezzo comunque il tuo punto di vista anche se non risponderai\u2026<\/em><\/p>\n<p>Ok, facciamola breve. Mio padre \u00e8 di Algeri (e tutta la mia famiglia vive l\u00ec).<\/p>\n<p>Ho studiato cinema ad Amburgo e poi ho deciso di andare a San Francisco per fare film ma non ha funzionato e quindi sono venuta qui a Venezia. Non l\u2019avevo desiderato o sognato di diventare una gondoliera, \u00e8 stato solo un destino, qualcosa che non volevo ma di cui ho avuto poi un estremo bisogno, che \u00e8 molto differente! Sono restata nella pi\u00f9 bella prigione al mondo (<em>Venezia<\/em>) dal 1996 al 2006, dieci anni durante i quali non l\u2019ho mai lasciata neanche una volta .<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><br \/>\nMi piace la definizione \u201cbellissima prigione\u201d, anche io ho deciso di imprigionarmi, al momento fanno due anni. Conosco la storia e cosa ci succede qui. Quali sono i problemi che incontri nel lavoro di tutti i giorni?<\/em><\/p>\n<p>Beh, questo \u00e8 un mestiere antichissimo e quindi, ne incontri tanti! Le maree, il freddo, le temperature, alle volte anche gli ospiti a bordo e l\u2019atmosfera.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><br \/>\nCosa ha fatto la societ\u00e0 per te?<\/em><\/p>\n<p>Mhhh, difficile dirlo. Intendi ora oppure in passato?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><br \/>\nCombina le situazioni in un continuum e tenta di darmi una risposta. Visto che vieni da un altro posto, da un\u2019altra storia prima di approdare qui\u2026<\/em><\/p>\n<p>Di sicuro hanno fatto molto per me i giornalisti, raccontando incessantemente la mia storia (<em>mi mostra una grande bacheca in galleria con articoli da tutto il mondo sulla sua battaglia nell\u2019essere ammessa nei gondolieri<\/em>). Per me loro sono un esempio di \u2018societ\u00e0\u2019<em>.<\/em>\u00a0E il genere umano tutto fa tanto per me, a cominciare dai miei clienti che mi danno molto di pi\u00f9 di quello che io do a loro, perch\u00e9 mi ricordano tutti i momenti che vivo nella pi\u00f9 bella citt\u00e0 al mondo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><br \/>\nE i veneziani?<\/em><\/p>\n<p>Ce ne sono di eccezionali che mi hanno aiutato molto in passato (vedi, non puoi fare quello che ho fatto io da sola). E ho avuto anche tanto supporto dai miei nemici perch\u00e9 da loro ho imparato tantissimo, molto pi\u00f9 da loro che dagli amici. E poi, ho imparato molto dai miei insegnanti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><br \/>\nCosa hai dato tu alla societ\u00e0, considerando che potremmo azzardare una definizione omnicomprensiva per la categoria (persone, istituzioni, amici, nemici, quel che vuoi)?<\/em><\/p>\n<p>Il mio dono pi\u00f9 grande credo sia dare sogni, esperienze uniche. Tuttavia non sempre mi riesce perch\u00e9 \u00e8 un lavoro assai duro. La mia interpretazione della professione di gondoliera \u00e8 capire cosa desiderano i miei clienti. Cerco di dar loro quindi il sogno giusto nell\u2019ora o due che trascorriamo insieme.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><br \/>\nMi racconti un momento, recente o meno, della tua vita che ricordi con piacere, in cui sei stata felice?<\/em><\/p>\n<p>Di sicuro l\u2019inaugurazione di questa mostra, che \u00e8 la collezione intera della mia vita dal 1996 a oggi: sono stata capace di ficcarla tutta in un catalogo, \u00e8 come una terapia ed ora mi sento liberata. C\u2019\u00e8 un detto irlandese che spiega bene, credo sia pi\u00f9 o meno cos\u00ec: \u00e8 tutto qui, \u00e8 andato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><br \/>\nChi incontri tutto il giorno, quando lavori?<\/em><\/p>\n<p>Il mondo intero, ogni genere di esseri umani che vengono da ogni parte del pianeta: arabi, asiatici, europei, australiani. Non c\u2019\u00e8 limite.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><br \/>\nIl tuo piatto preferito? Cosa ti piace bere? Ti piace cucinare?<\/em><\/p>\n<p>Sono pi\u00f9 una che mangia. Poi qui ci sono un sacco di ottimi ristoranti. Tuttavia, le mie passioni culinarie pi\u00f9 segrete sono la cucina francese e quella californiana. Un misto di\u00a0<em>nouvelle cuisine<\/em>tipo bistecche e salse complicate .<\/p>\n<p>Qui in Italia tutti sono ottimi cuochi a casa, imbattibili! A Venezia poi, basta varcare la soglia di qualsiasi casa \u2013 non importa se di miliardari o di poveri \u2013 e mangerai sempre come un re. Perch\u00e9 la cucina si aiuta con ottimi ingredienti. In ogni caso la mia cucina \u00e8 di casa in Francia. I drink: adoro il prosecco di Nino Franco, oppure il Veuve Cliquot. Mi piace ogni genere di vino rosso, dagli italiani ai francesi, passando anche per qualche californiano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><br \/>\nUn talento che hai e uno che ti manca<\/em><\/p>\n<p>Mi piacerebbe avere una laurea in scienze diplomatiche ma non ce l\u2019ho e non lo sono affatto, pecco per essere troppo diretta. Mi sarebbe piaciuto fare film, per il resto, sono in grado di prendere la vita come viene, facilmente. Andiamo avanti!<br \/>\n&#8212;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ora che avete letto l\u2019intervista, \u00e8 il momento di sorprendervi con la vera biografia di Alex Hai. Centinaia di articoli sono stati scritti su di lei ed \u00e8 anche diventata parte di film e documentari altrui. Nasce ad Amburgo nel 1967: bambina prodigio, scrive diverse sceneggiature teatrali gi\u00e0 a dieci anni. A 22 anni realizza il suo primo cortometraggio, incentrato sugli abusi sessuali domestici, facendo molto scalpore nella Germania dell\u2019epoca. Il film le permette di accedere eccezionalmente al corso di Arti della Comunicazione dell\u2019Universit\u00e0 di Amburgo \u2013 nonostante Alex non avesse ancora completato la scuola superiore. Nel 1992 si trasferisce a San Francisco e lavora per registi di spicco come Francis Ford Coppola, Peter Kaufmann, Monica Treut.<\/p>\n<p>Nel 1996 arriva Venezia per fare un film, ma rimane sedotta dall&#8217;affascinante mondo del gondoliere ed inizia il mestiere portando la professione di gondoliere nel 21.mo secolo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alex, la prima gondoliera di Venezia Accanto al Teatro La Fenice, in una galleria specializzata in fotografia, incontro la prima &hellip; <a href=\"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/alex-gondoliera-venezia\/\">Continua<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":483,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[12],"tags":[144,201,171,183,207,17,22,226],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/336"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=336"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/336\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9758,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/336\/revisions\/9758"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/483"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=336"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=336"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=336"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}