{"id":359,"date":"2010-12-20T23:16:09","date_gmt":"2010-12-20T23:16:09","guid":{"rendered":"http:\/\/slowords.turturiello.com\/?p=359"},"modified":"2014-10-23T10:38:28","modified_gmt":"2014-10-23T10:38:28","slug":"giacomo-ravagli-scultore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/giacomo-ravagli-scultore\/","title":{"rendered":"Giacomo, scultore"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Giacomo Ravagli, 32 anni, inizia a scolpire all&#8217;et\u00e0 di 18. Non sceglie un&#8217;istruzione accademica o specializzata, decide di andare a bottega dai maestri e dagli artigiani di Pietrasanta (LU), cuore estrattivo e distretto produttivo mondiale del marmo (insieme a Carrara) nella sua regione di nascita, la Toscana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il suo primo mentore, Sergio, aveva oltre il doppio dei suoi anni. Gli ha insegnato tutto quel che sapeva senza parole. Si limitava a mostrargli come fare, perch\u00e9 il marmo produce polvere e rumore: parlare \u00e8 difficile, forse superfluo secondo Sergio.\u00a0 Basta guardare, provare e riprovare, per imparare piano piano a forgiare, domare l&#8217;elemento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Annegati nella luce naturale del giorno, da quando sorge il sole a quando tramonta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per dieci anni Giacomo Ravagli lavora dietro le quinte &#8211; sullo sfondo il paesaggio lunare delle Alpi Apuane &#8211; producendo\u00a0lavori, soprattutto di grande formato, per artisti di rilievo internazionale (da Pietro Cascella a Knut Steel, da Nelly Sarmiento a Louise Bourgeois) e acquisisce grande abilit\u00e0 stilistica nel settore dell&#8217;arredo, del gioiello e del design grazie a commissioni per collezionisti privati. Interrompendo il suo corpo a corpo con la pietra, nel 2008 si sposta a New York dove collabora come interior designer e decoratore. Dal 2010 decide di mettere da parte la scultura artistica e intraprende la carriera di designer.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Barometro<\/i> Lamps \u00e8 la sua prima collezione ufficiale, acquisita in esclusiva nel 2011 da Nilufar, la pi\u00f9 importante galleria italiana di design limited edition, nelle sue Edizioni: in setting e pezzi differenti, \u00e8 stata in mostra al PAD e subito dopo al Fuorisalone di Milano poi \u00e8 stato presentato e venduto allo stand della galleria a Design Miami|Basel. La collezione ha viaggiato il mondo, da Londra a Torino, dagli Emirati e di nuovo in Francia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo questa fortunata \u201cprima\u201d, Giacomo continua a fare il designer e si cimenta anche su pezzi di metallo, da ultimo ha prodotto una collezione di luci modulari, Tunisia. Non ha abbandonato il marmo: con quello riciclato dalle discariche ci ha fatto una collezione di arredi (Alpi) e con quello pregiato una serie di tavoli e console che esaltano il perimetro (<i>Home Around a Void<\/i>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le parole che seguono sono state raccolte sul finire del 2010 in una chiacchierata durante una tempesta in Toscana e sono anche la sua prima intervista ufficiale. A quel tempo Giacomo aveva 29 anni. Oggi le Barometro sono arrivate fino alla Triennale, dove il nuovo allestimento del museo del Design dedicato all\u2019autarchia, si \u00e8 inaugurato il 3 aprile in tempo per il Salone del Mobile 2014. E&#8217; possibile vedere il making of di Barometro <a href=\"http:\/\/youtu.be\/0IEP3Jy0OVc\">qui<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Come \u00e8 nata l&#8217;idea di diventare designer?<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Piuttosto naturalmente: peraltro non avevo pensato a questa professione prima, avendo un background artistico. Ho semplicemente seguito una serie di opportunit\u00e0 che si sono presentate nella vita, ma anche nel lavoro: cos\u00ec il design ha acquisito il senso che ha ora. Disegnare e fare a mano elementi di arredo \u00e8 stato all\u2019inizio un lavoro come un altro per far soldi e mantenermi mentre vivevo a New York. Poi, solo dopo, ho cominciato a trarne piacere. E a divertirmi con questo tipo di creazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Barometro Lamps \u00e8 la tua prima collezione. E&#8217; difficile ideare e produrre, interamente a mano, una lampada. Come \u00e8 nata l&#8217;idea? Come prepari il bozzetto? Come hai scelto i materiali? Quanti pezzi hai preparato per le fiere internazionali a cui sei stato invitato?<\/i><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho cominciato a pensare di realizzare una collezione di lampade a New York: avevo incontrato un gallerista noto nel settore (Paul Johnson, Johnson Trading Gallery) che aveva bisogno di lampade e per questo ho iniziato a cercare un modo per mettere insieme la mia lunga esperienza di scultore con una nuova idea per un complemento d\u2019arredo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho lungamente ricercato materiali e fonti per arrivare ad una conclusione creativa che m\u2019appagasse, poi, a dicembre 2010, ho cominciato a lavorare sui materiali per realizzare gli oggetti. Infatti, se non lavoro per aziende oppure se non devo delegare ad altri l\u2019esecuzione del lavoro, non faccio mai disegni preparatori e preferisco lavorare direttamente su marmo. Oppure, talvolta, realizzo piccoli modelli in carta o gesso giusto per appuntarmi l\u2019idea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi piace scoprire il lavoro che viene fuori durante il processo, mi piace lasciarmi ispirare dai materiali e dalle loro propriet\u00e0. Certo, occorre essere flessibili se, come me, si decide di lavorare in questo modo: esprimo il meglio di me quando ascolto semplicemente la direzione sottile verso la quale sto andando oppure dove posso andare. Senza fretta, senza abbozzare o prevalere sulle cose: amo andare alla velocit\u00e0 che consente alla creazione di venir fuori nella sua interezza. Mi sento molto meglio se lavoro cos\u00ec. Alla fine penso che ideare e creare nel design sia tutto legato al problem solving. Come, per esempio, \u00e8 il caso delle <i>Barometro<\/i> Lamps.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019inizio non avevo tanti soldi da investire per le materie prime (il marmo \u00e8 molto costoso) e ho deciso di lavorare con alcune rimanenze di rosso levanto che mi erano avanzate da una precedente collezione. Quello che ho fatto \u00e8 stato dare una forma razionale ai pezzi irrazionali e assai irregolari, poi li ho levigati e puliti fino a farli sembrare dei diamanti. Per i paralume in rame, ho deciso quale forma dare loro giocando all\u2019infinito in un rapporto di proporzione aurea con le basi in marmo. Cos\u00ec facendo, ho dato alla luce, in questi due mesi, 18 pezzi che si divideranno tra le varie mostre mentre due resteranno prove d\u2019artista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Prima di Barometro, quali altri oggetti hai prodotto?<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nessuno: \u00e8 la mia prima collezione di design.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Che relazione hai con il marmo? E con le altre pietre? Che tipo di materiale scolpiresti per ottenere oggetti d&#8217;arredo se rinascessi?<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il marmo \u00e8 un materiale nobile, qualcosa che devi profondamente capire ed amare. Ti insegna tantissimo: immaginazione, pazienza e determinazione. E fegato. Credo soprattutto che il marmo sia coraggio: bisogna essere audaci, sorprendenti. Occorre abbandonare le proprie inibizioni per prevalere sul marmo per modificarlo, addolcirlo, mortificarlo, perfino ucciderlo. Lavoro anche con altri materiali ma preferisco il marmo perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 versatile se paragonato al granito, ad esempio, o all\u2019onice. Mi piace fare arredi in marmo e quindi, s\u00ec, se ricominciassi daccapo lo farei ancora con il marmo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i><br \/>\nQual \u00e8 il tuo prossimo progetto?<\/i><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Uscio fasullo<\/i>, una tenda composta di piccoli pezzi di marmo. Il progetto \u00e8 davvero funky: coloratissimo e a tratti kitsch. Assomiglia alle vecchie tende di plastica che mia nonna aveva sull\u2019uscio, specialmente in cucina, per non far entrare le mosche. Il titolo viene da uno scritto di Bruno Munari. Posso solo dire che \u00e8 un progetto molto funky, coloratissimo ed un po&#8217; kitsch. E&#8217; la riduzione in marmo delle perline di plastica che si mettono sull&#8217;uscio a mo&#8217; di tenda per non far entrare le mosche, come usava mia nonna. Sono sicuro che i bambini l&#8217;ameranno!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giacomo Ravagli, 32 anni, inizia a scolpire all&#8217;et\u00e0 di 18. 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