{"id":3865,"date":"2019-06-10T05:54:06","date_gmt":"2019-06-10T05:54:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/?p=3865"},"modified":"2019-07-02T12:19:44","modified_gmt":"2019-07-02T12:19:44","slug":"senza-titolo-5","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/senza-titolo-5\/","title":{"rendered":"senza titolo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Fino a te non avevo mai capito. Fino a te non avevo mai sentito il mio corpo capace di diventare di ghiaccio. In un momento tutte le ossa, la pelle e l\u2019interno pi\u00f9 recondito diventano freddi, improvvisamente. Freddissimi, fino a rabbrividire, fino a non trovare altro che freddo, secernere ghiaccio che non pu\u00f2 essere medicato o sciolto, stemperato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui sta arrivando il vento del nord, mi sa che la piccola meravigliosa estate che abbiamo avuto in questi giorni sta per sparire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando arriva il vento del nord mi manchi ancora di pi\u00f9, mi manca il collo e la barba dove rifugiarmi, le mani grandi in cui perdermi ed il colore tenue e deciso che la tua pelle assume al freddo. E\u2019 quel rosa calcato con cui il tuo viso si ricopre quando esci con le mani in tasca ed il bavero del tuo giubbino a quadri alzato. Pensa che potrei persino descrivere il tuo odore, me lo ricordo anche a memoria, quando hai freddo poi cambia un po&#8217;: diventa pi\u00f9 speziato. Me lo ricordo \u2013 ad anni di distanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora varco le stanze di specchi dove rifugiarmi mentre guardo me moltiplicata decine di volte, stretta da altri uomini. Le cerco, le trovo, ci resto con piacere. Quando il sole del mattino irrompe e la realt\u00e0, fragorosa con tutti i suoi risvolti materiali e materici, si rivela a me e al tempo trascorso facendomi amare da altri, allora arretro. E faccio ritorno alla gabbia in cui non entra nessuno, neanche tu potresti (ammesso che riuscissi a trovare la chiave).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fino a te, non avevo mai abitato per una notte una stanza tutta rivestita di specchi.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&#8212;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avevo appreso cos\u00ec poco di sentimenti. E anche di concetti semplici, come la durata, fino a te.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E avevo cos\u00ec poco imparato a guardarmi e poi a guardarci, sempre affastellata negli attimi. Non me ne sono mai pentita, fino a te.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ieri ho ordinato uno specchio barocco, due metri per uno. Voglio il doppio di uno, la sezione di due insieme. Libera di posizionarlo in verticale e in orizzontale a piacimento. Forse cos\u00ec inquadro la durata da tutte le possibili visuali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esercizio di grammatica spirituale di oggi \u00e8 facile, cos\u00ec facile. Ripensare l\u2019ultimo anno (solo l\u2019ultimo) isolato dal rumore di fondo di tutti gli altri. Analizzo i bisogni e come ho risposto a quelli urgenti e quelli secondari. Guardo alle speranze che ho avuto giusto un anno fa ed elenco quelle di stamane. Mi sono ritrovata a 17 anni a scegliere le canzoni per la mia festa di compleanno: avrei ancora incluso le stesse, oggi. Conservo le stesse speranze, con pi\u00f9 disincanto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho imparato che l\u2019amore arriva veloce e che non dura per sempre, nella stessa forma e nella stessa teoria di passioni. Dovrebbero insegnarlo nelle scuole pi\u00f9 elementari, per infrangere subito i sogni precotti tappezzati di rosa. Tu me l\u2019hai insegnato la prima volta che ci siamo visti, attorno a un tavolo di artisti. Non ho voluto capirlo subito, ma alla fine sei stato capace di insegnarmelo e sei stato cos\u00ec bravo a non infrangere neanche una delle mie speranze. Speranze di me nel mondo, di me da sola, di me che produco o che mi assento.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&#8212;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I glicini lasciano il posto ai gelsomini: al nord sono le uniche tempeste olfattive che ti scuotono fino al profondo. Questo aprile i glicini sono sbocciati pi\u00f9 rigogliosi del solito grazie all\u2019inverno mite e ad ogni piccola pioggia spandono ancora di pi\u00f9 il loro miele persistente e ambrato. Una pianta magica, avviluppa, sconvolge nel profondo. E\u2019 la traduzione migliore che la natura ha dato per descrivere il senso pi\u00f9 profondo dell\u2019intimit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Piango ad ogni glicine che attraverso questa primavera, quasi sempre senza riuscire a smettere, non importa quante persone e quali mi circondino. Scappo da terrazze fiorite nel bel mezzo di cocktail inciampando su bicchieri ben disposti, tartine e piatti; attraverso a razzo cascate di altri fiori meravigliosi per passare inosservata. In bici cambio strada perch\u00e9 so in quale giardino accanto alla mia direzione ne trover\u00f2 uno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Venezia sono circondata, letteralmente, e mi arrendo. Non posso evitarli, mi accompagnano fino a casa, qualunque direzione prenda per arrivarci. Anche stanotte sono andata a cercare la nostra gatta, che ha deciso che un pezzo del giardino pubblico (dove ti aspettava sempre, sperando che tornassi con il vaporetto) \u00e8 la sua nuova casa. Sono passata sotto il glicine grande, sotto spesso ci fermavamo a guardare il tramonto quando ancora parlavamo e tu sembravi una persona dolce e gentile. Prima di uscire ho cancellato tutte le newsletter che mi ricordano di te: quella della libreria della tua citt\u00e0, quella del club parigino, quella del negozio degli ultimi regali che ti avevo fatto, compresa la camicia blu profondo, con il collo vietnamita ed anche quello di ricambio in stile occidentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un mio amico mi ha consigliato di bruciare qualcosa di tuo ogni giorno, di assegnarmelo come compito. E di mandargli un messaggio: una sola parola, \u201cfatto\u201d, al termine del rito quotidiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vorrei scriverti un\u2019altra lettera, per dirti di rimuovermi dalle tue di newsletter. Non riesco a farlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 vorrei iniziarla cos\u00ec: \u201cPosso essere per te, per favore un\u2019altra persona? Una delle centinaia che ti passa davanti per caso, \u00e8 bella abbastanza per cui tu possa sedurla ed, in serie, abbandonarla. Non voglio invece essere io, Die, quella che hai finto di amare per due anni e mezzo e poi all\u2019improvviso, dopo averle insegnato il coraggio della maternit\u00e0, sei sparito. Estirpati da me, per favore, perch\u00e9 io non riesco a cancellarti.&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fino a te non avevo mai capito. 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